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    Predefinito Roma: continua l' escalation della violenza

    In questi giorni si respira un’aria di xenofobia, l’ intolleranza ed il razzismo, soprattutto nei confronti dei rumeni e degli zingari, sta lievitando. Quale è la causa, il lievito di questo indegno atteggiamento ?
    Sicuramente nessuna parte politica è indenne da colpe e responsabilità. Il centrosinistra ha attuato una politica lassista nei confronti dell’ immigrazione clandestina, gli ordinamenti varati si sono dimostrati del tutto insufficienti a contenere e regolamentare il fenomeno, e le leggi vigenti o non vengono applicate, o sono inadeguate. In questa situazione la destra ha avuto gioco facile per soffiare ed alimentare il fuoco dell’ intolleranza razzista, e la tv, pubblica e privata, sempre servile con il potere, si è fatta portavoce delle istanze della destra, amplificando a dismisura le notizie di reati commessi da romeni e zingari. Sembra che tutti i gravi problemi che ci affliggono siano causati da queste etnie presenti nel territorio.
    Ieri ed oggi, a Novara e a Napoli sono state lanciate bottiglie molotov nei campi nomadi, per pura fortuna è stata evitata una tragedia. Temo che questi gesti siano i prodomi di un qualcosa di più grave, si inizia con gli zingari…con le proteste contro di loro…con i lanci di bottiglie molotov…e si va a finire DOVE ?


  2. #2
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    » 2008-05-14 10:23NAPOLI, FUGA DEI ROM DOPO GLI ASSALTI NAPOLI - Un centinaio di nomadi che erano ancora rifugiati nel campo di via Malibran, nel quartiere Ponticelli, alla periferia di Napoli, sono stati trasferiti poco fa ed accompagnati in una destinazione per il momento sconosciuta, sotto scorta delle forze dell'ordine. I rom si erano concentrati in via Malibran nel corso della giornata, dopo che altri due campi di accoglienza erano stati incendiati da abitanti della zona, i quali avevano preso d'assalto e dato alle fiamme anche l'edificio di una vecchia struttura sanitaria, da anni abbandonata ed utilizzata dai nomadi. I rom si sono allontanati da Ponticelli con un corteo costituito da numerosi mezzi di trasporto, principalmente vecchi furgoni. Il corteo era aperto e chiuso da mezzi delle forze dell'ordine. Dopo l'allontanamento dei nomadi, a Ponticelli è tornata la calma e si sono sciolti gli assembramenti di abitanti del quartiere.

    IERI

    ROM IN FUGA, ASSALTATI E INCENDIATI CAMPI A NAPOLI


    Fare terra bruciata, letteralmente, intorno ai rom che vivono nella periferia est di Napoli. Decine di persone, ma c'é chi ne stima almeno cinquecento, sono scese in azione nel pomeriggio per costringere alla fuga i nomadi, con un crescendo di azioni intimidatorie: lancio di bottiglie molotov, irruzione e lancio di sassi tra le baracche, minacciose esibizioni di spranghe e mazze. Vistisi alle strette i nomadi sono fuggiti verso l'insediamento più grande, quello di via Malibran, sorvegliato dalla polizia: nei due campi più piccoli appena lasciati sono entrate le "ronde" degli abitanti di Ponticelli, che hanno incendiato tutto. A tre giorni dal fermo della sedicenne rom accusata di aver tentato di rapire una bimba di sei mesi, oggi nel quartiere di Ponticelli è improvvisamente esplosa la tensione accumulata per anni contro i nomadi. Una sola la parola d'ordine, tra i cittadini che sono scesi in strada: i rom devono andarsene per sempre.

    E allora ecco le bottiglie incendiarie, le irruzioni nei campi, il vero e proprio assedio per indurre i nomadi alla fuga. Sollecitato dai giornalisti è intervenuto sull'accaduto anche il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco, a Napoli per la presentazione di un libro: "Le paure della gente possono anche essere comprese, ma mai devono portare a reazioni inconsulte". Polizia e carabinieri sono riusciti, fino a stasera, a evitare il peggio: non si ha notizia di feriti o di aggressioni fisiche. Restano però le irruzioni e le fiamme nei due campi e in un altro edificio, villa Tropeano, dove vivevano alcune famiglie, subito dopo la fuga degli occupanti: l'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli, Giulio Riccio, parla di "aggressioni criminali". Marco Nieli, dirigente dell'Opera Nomadi di Napoli, già prima di questi episodi aveva denunciato "nei confronti dei rom un clima pesantissimo, con pestaggi e incendi agli accampamenti. Due donne - raccontava stamane - sono state aggredite e allontanate in malo modo mentre facevano la spesa in un supermercato di via Argine a Ponticelli". Domani mattina è in programma un vertice in prefettura, per affrontare la situazione. Il sindaco Rosa Iervolino, parlando prima delle notizie sull'incendio dei campi, aveva definito "facili e a tratti comprensibili" le reazioni della gente al tentato sequestro della bambina di sei mesi, esortando comunque a "non enfatizzare l'intolleranza". Lei, la nomade 16enne che con il suo gesto ha fatto da detonatore alle tensioni che covavano da anni, si è vista oggi convalidare il fermo da parte del gip, che ha confermato l'accusa di sequestro di persona formulata dal pm e ha fatto trasferire la ragazza nel carcere minorile di Nisida.
    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._73363918.html

  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    In questi giorni si respira un’aria di xenofobia, l’ intolleranza ed il razzismo, soprattutto nei confronti dei rumeni e degli zingari, sta lievitando. Quale è la causa, il lievito di questo indegno atteggiamento ?
    Sicuramente nessuna parte politica è indenne da colpe e responsabilità. Il centrosinistra ha attuato una politica lassista nei confronti dell’ immigrazione clandestina, gli ordinamenti varati si sono dimostrati del tutto insufficienti a contenere e regolamentare il fenomeno, e le leggi vigenti o non vengono applicate, o sono inadeguate. In questa situazione la destra ha avuto gioco facile per soffiare ed alimentare il fuoco dell’ intolleranza razzista, e la tv, pubblica e privata, sempre servile con il potere, si è fatta portavoce delle istanze della destra, amplificando a dismisura le notizie di reati commessi da romeni e zingari. Sembra che tutti i gravi problemi che ci affliggono siano causati da queste etnie presenti nel territorio.
    Ieri ed oggi, a Novara e a Napoli sono state lanciate bottiglie molotov nei campi nomadi, per pura fortuna è stata evitata una tragedia. Temo che questi gesti siano i prodomi di un qualcosa di più grave, si inizia con gli zingari…con le proteste contro di loro…con i lanci di bottiglie molotov…e si va a finire DOVE ?
    L'esasperazione nasce quando la frustrazione arriva a livelli esorbitanti. Il primo biasimo va, secondo me, alla Unione Europea che non ha saputo, o voluto, prevedere che con l'entrata della Romania, tantissimi Rom si sarebbero riversati negli altri stati Europei, e successivamene, la colpa é dell'italia a non aver cercato di esercitare un controllo su queste popolazioni, lasciandole libere di insediarsi dove volevano e di fare quello che volevano.
    Quando la Romania é entrata nella UE, nei primi giorni successivi, ho visto molti Rom volare verso il Regno Unito, ma questo flusso é cessato quasi subito, evidentemente lí hanno saputo agire di conseguenza.
    Certo la violenza é sempre da rigettare, ma questo, secondo me, é solo l'esplosione di qualcosa che covava, la gente sará stata stanca di tante piccole cose successe quotidianamente (furti, scippi, intimidazioni)....e della completa indifferenza dello stato.
    Questo, secondo me, é anche da imputare al loro modo di vivere, per esempio, molti, se non tutti, i Rom arrivati in Spagna hanno ricevuto aiuti per integrarsi, perfino appartamenti dove vivere e lavoro, ma loro hanno molto spesso rifiutato, preferendo vivere come vogliono loro e con i soliti espedienti di sempre.
    Non mi fraintendere, Neva, ripeto che la violenza é sempre da rigettare, ma forse se i Rom, insieme, ai vari Albanesi, Russi, Moldovi, ecc. fossero entrati im modo piú controllato e si fossero messi a lavorare ed integrarsi ció non sarebbe successo.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio
    L'esasperazione nasce quando la frustrazione arriva a livelli esorbitanti. Il primo biasimo va, secondo me, alla Unione Europea che non ha saputo, o voluto, prevedere che con l'entrata della Romania, tantissimi Rom si sarebbero riversati negli altri stati Europei, e successivamene, la colpa é dell'italia a non aver cercato di esercitare un controllo su queste popolazioni, lasciandole libere di insediarsi dove volevano e di fare quello che volevano.
    Quando la Romania é entrata nella UE, nei primi giorni successivi, ho visto molti Rom volare verso il Regno Unito, ma questo flusso é cessato quasi subito, evidentemente lí hanno saputo agire di conseguenza.
    Certo la violenza é sempre da rigettare, ma questo, secondo me, é solo l'esplosione di qualcosa che covava, la gente sará stata stanca di tante piccole cose successe quotidianamente (furti, scippi, intimidazioni)....e della completa indifferenza dello stato.
    Questo, secondo me, é anche da imputare al loro modo di vivere, per esempio, molti, se non tutti, i Rom arrivati in Spagna hanno ricevuto aiuti per integrarsi, perfino appartamenti dove vivere e lavoro, ma loro hanno molto spesso rifiutato, preferendo vivere come vogliono loro e con i soliti espedienti di sempre.
    Non mi fraintendere, Neva, ripeto che la violenza é sempre da rigettare, ma forse se i Rom, insieme, ai vari Albanesi, Russi, Moldovi, ecc. fossero entrati im modo piú controllato e si fossero messi a lavorare ed integrarsi ció non sarebbe successo.
    Siculo, il problema è un po’ più complesso, oltre alla legittima esasperazione della gente ( che viene alimentata dalle tv ), c’è qualcos’ altro:
    << Per l'assessore Riccio, 'l'episodio di intolleranza di ieri ha forti connessioni con la criminalita' organizzata'.>> http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus//ticker/news/2008-05-14_114224164.html
    Ma non soltanto questo; nell’aria, già da alcuni mesi, aleggia un clima di intolleranza generalizzata verso colui che in qualunque modo viene identificato per ‘ diverso ‘. Mi limito a parlare di Roma, città nella quale vivo: attraversare alcune zone della città abbigliati in un certo modo può essere pericoloso; c’è intolleranza verso gli zingari, l’extracomunitario, l’ebreo, l’ omosessuale, verso ‘ i rossi ‘, verso i ragazzi dei centri sociali, verso coloro che appaiono non corrispondere a certi canoni.
    Sia chiaro: non sto affermando che Roma è una città invivibile o razzista, ma certi episodi di intolleranza e di razzismo stanno crescendo in maniera esponenziale.
    Adesso il bersaglio principale sono i Rom, e tra poco a chi toccherà ?


  5. #5
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    Io ho sangue Sinti, "zingaro". E una oggettiva difficoltà a commentare, anche solo apprendere questi fatti.

    Spero, e credo, che non accadrà, se non marginalmente e sotto una specifica e mirata azione organizzatrice, nulla del genere in Sicilia. Ma mi preoccupa la "repressione soft" che si attua contro questi maledetti nazisti...perché è la stessa "repressione soft" che viene solitamente attuata verso chi si passa il tempo a rovinare la vita a noi indipendentisti.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Nicheja Visualizza Messaggio
    Io ho sangue Sinti, "zingaro". E una oggettiva difficoltà a commentare, anche solo apprendere questi fatti.

    Spero, e credo, che non accadrà, se non marginalmente e sotto una specifica e mirata azione organizzatrice, nulla del genere in Sicilia. Ma mi preoccupa la "repressione soft" che si attua contro questi maledetti nazisti...perché è la stessa "repressione soft" che viene solitamente attuata verso chi si passa il tempo a rovinare la vita a noi indipendentisti.
    Repressione soft Nicheja ?
    Spesso non c'è neanche quella.
    Spesso, se non connivenza, c'è quanto meno ' comprensione '.
    Spesso, addirittura vengono considerati ' eroi '

  7. #7
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    Con la scusa del popolo
    di GAD LERNER


    LA CACCIA ai rom scatenata in tutta Italia sta cominciando a suscitare disagio, ma non ancora la necessaria rivolta morale.

    Difficile, soprattutto per dei politici, mettersi contro il popolo. Col rischio di passare per difensori della delinquenza, dei violentatori, dei ladri di bambini. E' questa, infatti, la percezione passivamente registrata dai mass media: un popolo esasperato, l'ira dei giusti che finalmente anticipa le forze dell'ordine nel necessario repulisti.

    Ma siamo sicuri che "il popolo" siano quei giovanotti in motorino che incendiano con le molotov gli effetti personali degli zingari fuggiaschi, le donne del quartiere che sputano su bambini impauriti e davanti a una telecamera concedono: "Bruciarli magari no, ma almeno cacciarli via"? Che importa se parlano a nome del popolo i fautori della "derattizzazione" e della "pulizia etnica", i politici che in campagna elettorale auspicarono "espulsioni di massa", i ministri che brandiscono perfino la tradizione cattolica per accusare di tradimento parroci e vescovi troppo caritatevoli?

    La vergogna di Napoli, ma anche di Genova, Pavia e tante altre periferie urbane, non ha atteso l'incitamento dei titoloni di prima pagina, cui ci stiamo purtroppo abituando. "Obiettivo: zero campi rom" (salvo scatenarsi se qualche sindaco trova alloggi per loro). "I rom sono la nuova mafia" (contro ogni senso delle proporzioni). "Quei rom ladri di bambini" (la generalizzazione di un grave episodio da chiarire). Dal dire al fare, il passo dell'inciviltà è compiuto. Perfino l'operazione di polizia effettuata ieri con 400 arresti e decine di espulsioni sembra giungere a rimorchio. La legge preceduta in sequenza dalla furia mediatica e popolare, come se si trattasse di una riparazione tardiva.

    Chi si oppone è fuori dal popolo. Più precisamente, appartiene alla casta dei privilegiati che ignorano il disagio delle periferie. Ti senti buono, superiore? Allora ospitali nel tuo attico! L'accusa, e l'irrisione, risuonano ormai fin dentro al Partito democratico. Proclama Filippo Penati, presidente di centrosinistra della Provincia di Milano: "I rom non devono essere 'ripartiti', bisogna farli semplicemente ripartire". E accusa Prodi di non aver capito l'andazzo, di non aver fatto lui quel che promettono i suoi successori. Nel 2006 fu Penati, insieme al sindaco Moratti, a chiedere al comune di Opera di ospitare provvisoriamente 73 rom (di cui 35 bambini). Dopo l'assedio e l'incendio di quel piccolo campo, adesso è stato eletto sindaco di Opera il leghista rinviato a giudizio per la spedizione punitiva. Mentre si è provveduto al trasferimento del parroco solidale con quegli estranei pericolosi.



    La formula lapalissiana secondo cui "la sicurezza non è né di destra né di sinistra" appassisce, si rivela inadeguata nel tumulto delle emozioni che travolge la cultura della convivenza civile. Perfino la politica sembra derogare dal principio giuridico della responsabilità individuale di fronte alla legge. Perché un conto è riconoscere le alte percentuali di devianza riscontrabili all'interno delle comunità rom, che siano di recente immigrazione dalla Romania, oppure residenti da secoli in Italia, o ancora profughe dalla pulizia etnica dei Balcani. Un conto è contrastare gli abusi sull'infanzia, la piaga della misoginia e delle maternità precoci, i clan che boicottano l'inserimento scolastico e lavorativo, la pessima consuetudine degli allacciamenti abusivi alla rete elettrica e idrica.

    Altra cosa è riproporre lo stereotipo della colpa collettiva di un popolo, giustificandola sulla base di una presunta indole genetica, etnica. Quando gli speaker dei telegiornali annunciano la nomina di "Commissari per i rom", sarebbe obbligatorio ricordare che simili denominazioni sono bandite nella democrazia italiana dal 1945. Il precetto biblico dell'immedesimazione - "In ogni generazione ciascuno deve considerare se stesso come se fosse uscito dall'Egitto" - dovrebbe suggerirci un esercizio: sostituire mentalmente, nei titoli di giornale, la parola "rom" con la parola "ebrei", o "italiani". Ne deriverebbe una cautela salutare, senza che ciò limiti la necessaria azione preventiva e repressiva.

    La categoria "sicurezza" non è neutrale. Ne sa qualcosa il centrosinistra sconfitto alle elezioni, e solo degli ingenui possono credere che se Prodi, Amato o Veltroni avessero cavalcato l'allarme sociale con gli stessi argomenti della destra il risultato sarebbe stato diverso. Qualora il nuovo governo applichi con coerenza la politica di sicurezza annunciata, è prevedibile che nel giro di pochi anni il numero dei detenuti raddoppi, o triplichi in Italia. Scelta legittima, anche se la sua efficacia è discutibile. Quel che resta inaccettabile è il degrado civile, autorizzato o tollerato con l'alibi della volontà popolare. Insopportabili restano in una democrazia provvedimenti contrari al Codice di navigazione - l'obbligo di soccorso alle carrette del mare - o che puniscano la clandestinità sulla base di criteri aleatori di pericolosità sociale.

    Da più parti si spiega l'inadeguatezza della sinistra a governare le società occidentali con la sua penitenziale vocazione "buonista". E' un argomento usato di recente da Raffaele Simone nel suo "Mostro Mite" (Garzanti), salvo poi trarne una previsione imbarazzante: la cultura di sinistra col tempo sarebbe destinata a essere inclusa, digerita dalla destra. Discutere un futuro lontano può essere ozioso, ma è utile invece riscontrare l'approdo a scelte comuni là dove meno te l'aspetteresti: per esempio sulla pratica delle ronde a presidio del territorio.

    Naturalmente gli assalti di matrice camorristica ai campi rom di Ponticelli non sono la stessa cosa della Guardia nazionale padana. Che a sua volta non va confusa con i volontari di quartiere proposti dai sindaci di sinistra a Bologna e a Savona. Nel capoluogo ligure, per giustificare la proposta, è stata addirittura evocata l'esperienza del 1974, quando squadre antifasciste pattugliarono la città dopo una serie di bombe "nere". Il richiamo ai servizi d'ordine sindacali o di partito è suggestivo, quasi si potesse favorire così un ritorno di partecipazione e militanza che la politica non sa più offrire. Ma è dubbio che nell'Italia del 2008 - afflitta da nuove forme di emarginazione come i lavoratori immigrati senza casa, le bidonvilles fucine di criminalità ma spesso impossibili da cancellare - le ronde possano considerarsi uno strumento di democrazia popolare.

    Dobbiamo sperare in una reazione civile agli avvenimenti di questi giorni, prima che i guasti diventino irrimediabili. Già si levano voci critiche ispirate a saggezza, anche nella compagine dei vincitori (Giuseppe Pisanu). Il silenzio, al contrario, confermerebbe solo l'irresponsabilità di una classe dirigente che ha già cavalcato gli stupri in chiave etnica durante la campagna elettorale.

    (16 maggio 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/05/sez...erner-rom.html

  8. #8
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    » 2008-05-16 UE, SCHENGEN NON SI CAMBIA BRUXELLES - La Commissione europea "non ha in atto né studi né iniziative a proposito della revisione odella modifica delle norme su Schengen e in particolare su quelle che riguardano le frontiere". E' quanto ha affermato Pietro Petrucci, uno dei portavoce della Commissione Ue sull'ipotesi, ventilata dal ministro degli Esteri Franco Frattini, di una revisione di questo accordo. Petrucci ha ricordato che sta entrando in vigore il cosiddetto Sis 2, che, tra l'altro, prevede l'introduzione divisti biometrici.

    MADRID CONTRO ROMA, NO ALLA POLITICA DELLE ESPULSIONI
    Il vicepremier spagnolo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha espresso forti critiche nei confronti delle misure che il governo italiano sta prendendo contro l'immigrazione clandestina affermando che "il governo (spagnolo) respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia, e per questo non può condividere quanto sta succedendo in Italia": lo ha riferito l'agenzia di stampa spagnola Efe. In dichiarazioni alla stampa al termine della riunione settimanale del consiglio dei ministri, de la Vega, citata da Efe, ha aggiunto di "non condividere la politica di espulsioni" a suo parere attuata in Italia.

    OSCE, PREOCCUPAZIONE AGGRESSIONI CAMPO NOMADI NAPOLI
    L'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa con sede a Vienna, ha espresso "preoccupazione per i violenti attacchi" a un campo nomadi a Napoli sollecitando le autorità italiane ad "assicurare la protezione della popolazione rom". In un comunicato, il direttore dell'Odhir, l'ufficio per le istituzioni democratiche dell'organizzazione, basato a Varsavia, Christian Strohal, ha al contempo sollecitato "politici e media ad astenersi dalla retorica anti rom". "Siamo preoccupati per i recenti episodi di violenza contro i rom in Italia", si legge nel comunicato pervenuto all'ANSA. Strohal definisce "comprensibili" le "frustrazioni per l'alto livello di criminalità" riscontrato nel Paese ma respinge come "pericolosa" la "attuale stigmatizzazione di rom e gruppi di immigrati in Italia in quanto contribuisce ad alimentare tensioni e aumenta il potenziale di violenza". Nello stesso comunicato, Andrzej Mirga, responsabile dell' ufficio per questioni dei rom dell'Odhir, dice che c'é stato un "preoccupante" aumento di retorica anti rom e anti immigrati negli ultimi mesi in Italia: "non deve esserci posto in una tollerante società democratica per stereotipi razziali e incitazioni all'odio e alla violenza".
    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._73573384.html

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Neva Visualizza Messaggio
    » 2008-05-16 UE, SCHENGEN NON SI CAMBIA BRUXELLES - La Commissione europea "non ha in atto né studi né iniziative a proposito della revisione odella modifica delle norme su Schengen e in particolare su quelle che riguardano le frontiere". E' quanto ha affermato Pietro Petrucci, uno dei portavoce della Commissione Ue sull'ipotesi, ventilata dal ministro degli Esteri Franco Frattini, di una revisione di questo accordo. Petrucci ha ricordato che sta entrando in vigore il cosiddetto Sis 2, che, tra l'altro, prevede l'introduzione divisti biometrici.

    MADRID CONTRO ROMA, NO ALLA POLITICA DELLE ESPULSIONI
    Il vicepremier spagnolo, Maria Teresa Fernandez de la Vega, ha espresso forti critiche nei confronti delle misure che il governo italiano sta prendendo contro l'immigrazione clandestina affermando che "il governo (spagnolo) respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia, e per questo non può condividere quanto sta succedendo in Italia": lo ha riferito l'agenzia di stampa spagnola Efe. In dichiarazioni alla stampa al termine della riunione settimanale del consiglio dei ministri, de la Vega, citata da Efe, ha aggiunto di "non condividere la politica di espulsioni" a suo parere attuata in Italia.

    OSCE, PREOCCUPAZIONE AGGRESSIONI CAMPO NOMADI NAPOLI
    L'Osce, l'organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa con sede a Vienna, ha espresso "preoccupazione per i violenti attacchi" a un campo nomadi a Napoli sollecitando le autorità italiane ad "assicurare la protezione della popolazione rom". In un comunicato, il direttore dell'Odhir, l'ufficio per le istituzioni democratiche dell'organizzazione, basato a Varsavia, Christian Strohal, ha al contempo sollecitato "politici e media ad astenersi dalla retorica anti rom". "Siamo preoccupati per i recenti episodi di violenza contro i rom in Italia", si legge nel comunicato pervenuto all'ANSA. Strohal definisce "comprensibili" le "frustrazioni per l'alto livello di criminalità" riscontrato nel Paese ma respinge come "pericolosa" la "attuale stigmatizzazione di rom e gruppi di immigrati in Italia in quanto contribuisce ad alimentare tensioni e aumenta il potenziale di violenza". Nello stesso comunicato, Andrzej Mirga, responsabile dell' ufficio per questioni dei rom dell'Odhir, dice che c'é stato un "preoccupante" aumento di retorica anti rom e anti immigrati negli ultimi mesi in Italia: "non deve esserci posto in una tollerante società democratica per stereotipi razziali e incitazioni all'odio e alla violenza".
    http://www.ansa.it/opencms/export/si..._73573384.html

    il governo spagnolo è antirazzista con chi gli fa comodo.
    il razzismo e la violenza, fisica e politica, contro il popolo basco è da brivido :
    è ancora in carica l'"Audiencia Nacional", il tribunale di Franco, che fa arrestare centinaia di giovani, collusi a loro dire con l'ETA, mantenendo i tre giorni in cui possono detenerli ed "interrogarli" senza possibilità di comunicare con l'esterno. e tenendoli rinchiusi quasi tutti per mesi, in attesa di un processo dall'esito a loro sfavorevole, quasi scontato. poi la chiusura di molti giornali che hanno influenze indipendentiste, e il divieto quasi assoluto di manifestare a favore dell'indipendenza eccetera.
    sempre perchè chi parla o la pensa in quel modo, è sicuramente un terrorista.

    aleghe, che non siamo gli unici razzisti. è proprio il mondo intero che ha paura delle diversità di qualunche genere, fisiche o di ideali.
    gufo

 

 
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Permessi di Scrittura

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