Ideali
“L'emancipazione degli uomini fa progressi. Agli uragani danno ora anche nomi maschili, finora erano un privilegio delle donne.” (Edmund Burke)
“Se questa mostruosa costituzione continuerà a vivere, la Francia sarà interamente governata da bande di agitatori, da società cittadine composte da manipolatori di assegnati, da fiduciari per la vendita dei beni della Chiesa, procuratori, agenti, speculatori, avventurieri tutti che comporranno una ignobile oligarchia, fondata sulla distruzione della Corona, della Chiesa, della nobiltà e del popolo. Qui finiscono tutti gli ingannevoli sogni e visioni di eguaglianza e di diritti dell'uomo. Nella 'palude Serbonia' di questa vile oligarchia tutti saranno assorbiti, soffocati e perduti per sempre.” (Edmund Burke)
“Che cosa è dunque la superstizione? 'Super' non vuol dire forse 'al di là'? Allora è qualcosa che sta al di là della credenza legittima... Cari amici, immagino che l’onore non vi dispiaccia. Ebbene, che cos’è l’onore? E’ la 'superstizione della virtù', oppure non è nulla.” (Joseph de Maistre)
“La parola 'riforma', in sé stessa e prima di ogni altra considerazione, sarà sempre sospetta alla saggezza.” (Joseph de Maistre)
“Quando i diritti dell'uomo non c'erano ancora, li aveva il privilegiato. Questo era inumano. Poi fu stabilita l'eguaglianza, in quanto si tolsero al privilegiato i diritti dell'uomo.” (Karl Kraus)
“Non vi è nulla di tanto importante quanto i pregiudizi. Non prendiamo questa parola nel senso cattivo. Essa non significa necessariamente idee false, ma soltanto, seguendo la radice della parola, opinioni di qualunque tipo adottate prima di ogni esame.” (Joseph De Maistre)
“I pregiudizi proteggono dalle idee stupide.” (Nicolàs Gòmez Dàvila)
“Nella società medievale la società è lo Stato; nello società borghese Stato e società si contrappongono; nella società comunista lo Stato è la società.” (Nicolàs Gòmez Dàvila)
“Quella di Stato organico è un'idea tradizionale, onde si può dire che ogni vero Stato ha sempre avuto un certo carattere organico. Organico è uno Stato quando esso ha un centro, e questo centro è un'idea che informa di sé in modo efficace i vari domini; è organico, quando esso ignora la scissione e l'autonomizzazione del particolare e, in virtù di un sistema di partecipazioni gerarchiche, ogni parte nella sua relativa autonomia ha una funzionalità ed un'intima connessione col tutto.” (Julius Evola)
“Ma le forze e le potenze storiche non aspettano la scienza, così come Cristoforo Colombo non ha aspettato Copernico.” (Carl Schmitt)
“Lo spirito di avventura, l'amore per il rischio e per l'ignoto, il puro piacere del dominio e della preda, il desiderio della grandi distanze furono più di qualsiasi forma razionale, mercantile e utilitaria, ai primordi dell'espansione bianca, legandosi indicibilmente a precise doti di carattere: ad una volontà più pura, a freddezza, a tenacia, a disprezzo per la vita e per la morte, ad un inconcusso sentimento di superiorità.” (Julius Evola)
“Lo stile prussiano esige non solo la preminenza della grande politica sull'economia, ma anche il disciplinamento di quest'ultima da parte di uno Stato forte. Questo regolamento presuppone la libera iniziativa del privato imprenditore, e non significa affatto pianificazione e superpianificazione secondo schemi di partito e di programma, fino ad annullare quell'idea di proprietà che proprio tra i popoli germanici significa libertà della volontà economica e potere sulle cose proprie. 'Disciplinamento' è l'addestramento di un cavallo di razza da parte di un cavaliere esperto, non la costrizione del corpo vivo dell'economia entro un corsetto di pianificazioni, o la sua trasformazione in una macchina che funzioni a comando.” (Oswald Spengler)
“Ciò che abbiamo nel sangue dai nostri padri, idee senza parole, è l'unica cosa che garantisce la solidità dell'avvenire.” (Oswald Spengler)
“La nostra Patria sono i nostri villaggi, i nostri altari, le nostre tombe, tutto ciò che i nostri padri hanno amato prima di noi. La nostra Patria è la nostra fede, la nostra terra, il nostro re. Ma la loro patria, che cos’è? Lo capite voi? Vogliono distruggere i costumi, l’ordine, la Tradizione. Allora, che cos’è questa patria che sfida il passato, senza fedeltà, senz’amore? Questa patria di disordine e irreligione? Per loro sembra che la patria non sia che un’idea; per noi è una terra. Loro ce l’hanno nel cervello; noi la sentiamo sotto i nostri piedi, è più solida. E’ vecchio come il diavolo il loro mondo che dicono nuovo e che vogliono fondare sull’assenza di Dio… Si dice che siamo i fautori delle vecchie superstizioni… Fanno ridere! Ma di fronte a questi demoni che rinascono di secolo in secolo, noi siamo la gioventù, signori! Siamo la gioventù di Dio. La gioventù della fedeltà.” (François de Charette)
Il forum dei conservatori rivoluzionari, identitari, reazionari riconosce i seguenti principi:
Reazione
Rifitiamo la visione lineare progressista della Storia, in base alla locuzione nihil sub sole novi. Riconosciamo il carattere aberrante delle tre catastrofiche Rivoluzioni mondiali francese, americana e russa, fondamenta del processo della dissoluzione della nostra civiltà e dello jus publicum europaeum. Stesso carattere infausto riconosciamo alla rivoluzione dei costumi, imputabile della catastrofe demografica dell'Europa. Rigettiamo i valori illuministici e progressisti sui quali si fonda l'Occidente moderno.
Stato organico
Rifiutiamo la concezione moderna dello Stato cui contrapponiamo lo Stato organicamente concepito. Lo Stato sovrano, le comunità, i corpi economici, i singoli, gerarchicamente e funzionalmente ordinati, ciascuno autonomo nel proprio ambito, devono essere espressione di un principio ordinatore trascendente che lungi dall'essere il riflesso della società ne è la forza che la forma e struttura e che, assegnandole un destino, fa di un aggregato privo di coesione un vero insieme elevato alla dignità del politico.
Gerarchia e Aristocrazia
Rifiutiamo l'egualitarismo come fondamento dello Stato in favore di una visione gerarchica, qualitativa e funzionalista della società civile. Riconosciamo nel declino del proprio Spirito aristocratico la fonte dell'attuale decadenza dell'Europa.
Radici Tradizionali d'Europa
Auspichiamo il recupero delle diverse radici storiche e tradizionali dell'Europa occidentale e orientale (dall'eredità indo-europea all'epoca medievale con la sua ricchezza culturale) e la riscoperta di una Weltanschauung in radicale antitesi con lo spirito della modernità e del progresso di cui anche l'Europa è vittima.
Europa
L'Europa ha storicamente avuto, quale fondamento e cardine della propria esistenza ed unità, l'idea imperiale, e, quale veleno disgregatore, il giacobinismo democratico. Per questo vogliamo rifarci alla prima (concretizzatasi storicamente dagli imperi ellenistici al Sacro Romano Impero) e rigettare il secondo.
Tradizione
La centralità del Sacro e della Tradizione nella vita dell'uomo è fondamentale. La Tradizione è l'unica via che permette all'uomo il suo completo sviluppo. L'uomo moderno è invece ridimensionato a semplice individuo animale, incapace di governare i propri istinti.
Identità
Riteniamo vitale la riscoperta delle radici che hanno reso l'Europa il faro ed il motore della Storia degli uomini sulla terra. Gli europei, discendenti dei loro avi - dagli antichi indoeuropei ai greci, dai romani fino ai celti, dai germani ai variaghi - ed eredi dei loro grandi Imperi, devono riscoprire un sano etnocentrismo, ovvero il diritto d'un popolo a privilegiare se stesso in conformità con i principi di giustizia sanciti dallo ius gentium, rifiutando talune "fisime" terzomodiste moderne che li hanno portati a prediligere l'inciviltà di determinati popoli (presuntamente più vicini ad un fantomatico "stato di natura") o l'arroganza delle c.d. "superpotenze". Tale è l'attacco inflitto all'Europa da forze estranee al suo nomos che ha portato gli europei a dimenticare colpevolmente la lealtà verso la propria stirpe, la propria storia e la propria specificità antropo-culturale.
Orientamenti
“Lo Stato è costituito da un popolo indipendente, che esercita un dominio esclusivo su un territorio. La sovranità, dunque, rappresenta la proprietà nel diritto pubblico. Ammessa l’idea di popolo, con caratteristiche che lo differenziano dagli altri, e l’idea di sovranità, ci troviamo necessariamente di fronte a disuguaglianze: di capacità, di virtù, di numero, e così via. Ammessa l’idea di territorialità, abbiamo la disuguaglianza quantitativa e qualitativa dei diversi territori. Si capisce, perciò, come la Rivoluzione, fondamentalmente ugualitaria, sogni di fondere tutte le razze, tutti i popoli e tutti gli Stati in una sola razza, in un solo popolo e in un solo Stato.” (Plinio Corrêa de Oliveira)
“Ogni contrasto religioso, morale, economico, etnico o di altro tipo si trasforma in un contrasto politico, se è abbastanza forte da raggruppare effettivamente gli uomini in amici e nemici. Il 'politico' non consiste nella lotta stessa, che ha le sue proprie leggi tecniche, psicologiche e militari, ma in un comportamento determinato da questa possibilità reale, nella chiara conoscenza della situazione particolare in tal modo creatasi e nel compito di distinguere correttamente amico e nemico.” (Carl Schmitt)
“In questa sede occorre dire la parola definitiva sul 'prussianesimo' e sul 'socialismo'. Nel 1919 li avevo paragonati entrambi: un'idea vitale e la parola d'ordine dominante di un intero secolo, ma - 'naturalmente', vorrei dire - non sono stato capito. Oggi non si sa più leggere. Questa grande arte è morta dopo Goethe. Si scorre superficialmente la stampa 'di massa', e di regola il lettore avvilisce il libro. Io avevo rilevato come nella classe operaia, da Bebel forgiata in un potente esercito, nella sua disciplina e devozione, nel suo cameratismo, nella sua disponibilità ai sacrifici estremi, sopravvivesse quel vecchio stile prussiano già manifestatosi nelle battaglie della guerra dei sette anni. Mi riferivo al singolo 'socialista' inteso come carattere, ai suoi imperativi etici, non al socialismo martellato nella sua testa - questo miscuglio (tutt'altro che prussiano) di stupida ideologia e di volgare avidità. E dimostravo come questo modello dell'essere-in-forma per un compito facesse risalire la propria tradizione all'Ordine dei Cavalieri Teutonici, il quale nei secoli gotici - come avviene di nuovo oggi - montava la guardia al confine della Kultur faustiana contro l'Asia. Questa condotta etica - inconsapevole come ogni stile autentico di vita, e perciò da risvegliare e da ricostituire solo con l'esempio vivo, non con scritti e discorsi - ebbe la sua splendida manifestazione nell'Agosto 1914 - l'esercito aveva educato la Germania -, e fu tradita dai partiti nel 1918, quando lo Stato cessò di esistere. Da allora la volontà scandita dalla disciplina riemerse solo nel movimento nazionale: non nei suoi programmi e partiti, ma nella condotta etica dei suoi uomini migliori. E' ora possibile che, muovendo da questa base, il popolo tedesco venga educato con gradualità e tenacia ai compiti del suo difficile avvenire. Quest'opera è necessaria, se non vogliamo soccombere nelle lotte future. Ma gli imbecilli non riescono a sbarazzarsi della mentalità marxista del secolo scorso. Dappertutto essi intendono il socialismo non come forma etica di vita, ma come socialismo economico, socialismo operaio, ideologia di massa con obiettivi materialistici. Qualsiasi tipo di socialismo impostato sui programmi è pensiero dal basso, ispirato da istinti volgari, apoteosi di quel modo di sentire da gregge, che ovunque oggi si cela dietro la parola d'ordine 'superamento dell'individualismo'. Un modo di sentire opposto al sentimento prussiano, il quale attraverso capi esemplari ha vissuto la necessità di offrire una dedizione disciplinata, e quindi possiede la libertà interiore di adempiere un dovere, la capacità di vincere se stessi, di governare le proprie passioni in considerazione di una grande meta.” (Oswald Spengler)
“Si tenta di fare dei negri delle vacche sacre. Noi bianchi non dobbiamo crearci dei complessi di colpa per guarire i negri dai loro attuali complessi di inferiorità.” (Jean-François Thiriart)
“Il cosmopolitismo egualitario ha scuscitato paradossalmente il razzismo globalizzato, per ora sotterraneo e implicito ma che tra breve si manifesterà apertamente. I popoli messi uno di fronte all'altro, a stretto contatto nella "città globale" che è diventata la Terra, si stanno preparando alla scontro e l'Europa, vittima di una colonizzazione di popolamento, rischia di diventare il principale campo di battaglia. Coloro secondo i quali il meticciato generalizzato è già scritto nel futuro dell'umanità si sbagliano, perché esso dilaga solo in Europa. Gli altri continenti, soprattutto l'Africa e l'Asia, costituiscono sempre più dei blocchi etnici impermeabili, che esportano i surplus di popolazione, ma non ne importano.” (Guillaume Faye)
“Il miscuglio, nel sogno di una civilizzazione planetaria, di nazioni, razze, culture, religioni totalmente differenti è un impossibilità storica. Tale modello è destinato ad un crollo nel futuro più prossimo. La ricomposizione dell’umanità non potrà verificarsi, al termine di una crisi terribile e salubre che sarà sotto gli occhi di tutti durante il XXIesimo secolo, che tramite il posizionamento delle aree di civiltè ed etnie in maniera relativamente separata. Un’ utopia? No, la legge naturale, che si ristabilirà dopo la piccola parentesi avviata nel corso del secolo XVIII dall’ideologia dei Lumi - quelli che attirano le mosche.” (Guillaume Faye)
Orientamenti del forum:
Socialismo, Liberalismo e Democrazia
Rifiutiamo la democrazia come principio filosofico secondo il quale la sovranità promana dal popolo che la possiede in maniera originaria. Rifiutiamo anche l'aspetto teorico della democrazia, secondo il quale gli inferiori sono chiamati a scegliere i propri superiori ed i governanti sono messi nella necessità di dover accontentare i capricci e le voglie materialiste dei governati. Rifiutiamo altresì l'aspetto pratico della democrazia - opposto specularmente diabolico di quello teorico - in base al quale - abbindolati con l'illusione del suffragio universale - i popoli si trovano ad essere governati da forze anonime ed oscure, che si impongono nella sfida elettorale grazie ai propri potentissimi mezzi economici e che finalizzano l'azione di governo ai propri esclusivi interessi, a scapito del bene materiale e soprattuto morale del popolo. In alternativa alla barbarie democratica, riconosciamo ad ogni popolo il diritto di avere un regime politico il più congeniale possibile alla sua visione del mondo e alla propria tradizione storica. Consideriamo il socialismo - se non concepito spenglerianamente - ed il liberal capitalismo come aberrazioni materialistiche e ci schieriamo per ogni forma di governo che ponga l'economia e la materia al servizio della politica e dello spirito.
Geopolitica
Un popolo per realizzare il proprio talento in un ruolo adatto alla propria indole deve aspirare ad un proprio spazio vitale, quindi alle materie prime e fonti energetiche necessarie per la propria stabilità politico-economica.
Diversità umana e Spazi vitali, Migrazioni e Multiculturalismo
Riconosciamo che l'umanità si divide in razze diverse tra loro e che ogni razza abbisogna di un proprio spazio vitale inviolabile, respingiamo decisamente quella pericolosa ideologia che, specialmente in Europa, vuole alterare l'identità locale teorizzando e propagandando una impossibile società multirazziale e multiculturale presentando così le invasioni e le colonizzazioni di popolamento allogene causate dai flussi migratori globali delle popolazioni del Sud del mondo attratte dall'evoluzione materiale dei paesi maggiormente sviluppati - dunque specialmente i paesi occidentali - come un fenomeno irreversibile che dobbiamo subire.
Corollari
“Il morale di una nazione è dato dalla solidità della sua società. Di conseguenza la lotta per la costruzione di una Europa unitaria e forte non può trascurare di denunciare oggi, di perseguire domani tutti coloro che vogliono distruggere i valori tradizionali da cui deriva la nostra forza morale.” (Jean-François Thiriart)
“Fra l'Islanda e Vladivostok possiamo unire 800 milioni di persone (non fosse altro, per mantenere l'equilibrio con 1.200 milioni di Cinesi) e trovare nel sottosuolo della Siberia tutto il necessario per soddisfare il nostro fabbisogno energetico e strategico. Affermo che, dal punto di vista economico, la Siberia è la provincia dell'impero Europeo maggiormente necessaria alla sua sostenibilità.” (Jean-François Thiriart)
“Nella Storia solo i cambiamenti di struttura possono sconvolgere i dati esistenti e agire come rivoluzioni, non i cambiamenti di congiuntura. La Francia - al pari della Germania - è finita in quanto entità politica. L'Europa deve prenderne il posto. Oggi viviamo, come nel basso Medioevo, ma in senso inverso, un difficile periodo di interregno. La Francia sopravviverà, non più come persona morale giuridica, ma come cultura nel significato germanico del termine. La sola prospettiva di salvezza in questa epoca oscura è l'edificazione, per tentativi, della Federazione, quella grande, quella vera, prevista dai visionari della fine del secolo scorso: gli Stati Uniti d'Europa capaci di tenere in scacco gli Stati Uniti d'America, creando uno spazio continentale protetto e autocentrato, facendo arretrare l'espansione dell'Islam e la colonizzazione di popolamento che giunge dal mondo afroasiatico e, vista l'accelerazione della Storia, se la Russia ci raggiunge, avviando il gigantesco cantiere dell'Eurosiberia. Malgrado tutti i difetti tuttavia l'attuale Unione Europea rappresenta, secondo me, il preludio a una vera Federazione, in base a un processo dialettico: quando si verificherà la catastrofe l'Unione che denuncerà tutta la sua impotenza, sarà il quadro da trasformare in modo rivoluzionario.” (Guillaume Faye)
“Celti, Germani, Elleni, Slavi, Scandinavi, Latini, Iberi, o meglio noi che siamo i loro discendenti, dobbiamo ormai pensarci come un solo popolo, erede di una stessa terra, una immensa patria dalle ricchezze gigantesche, in materie prime e in risorse umane, modellata da una Storia comune. Nell'ipotesi minima, dall'Atlantico alle marche della Russia. Nell'ipotesi massima (cui dobbiamo sempre mirare), quella eurosiberiana, che si può anche definire paradigma della "Grande Europa": da Brest allo stretto di Bering, ventiquattro volte la superficie della Francia, il più grande territorio politicamente unificato di tutta la Storia, dispiegato su quattordici meridiani. «La politica è solo per coloro che hanno idee grandiose» diceva Nietzsche. Le nostre frontiere sono sull'Amur, di fronte alla Cina. Sull'Atlantico e sul Pacifico: di fronte alla repubblica imperiale americana, unica superpotenza, ma il cui declino geostrategico e culturale è già "geneticamente" programmato nei primi del XXI secolo, come ha previsto Zbignew Brzezinski. Sul Mediterraneo e lungo il Caucaso: di fronte al blocco musulmano (meno diviso di quanto si pensa) che non ci farà mai dei favori e può costituire la principale fonte di minacce, ma che, se saremo forti, può anche essere un partner eccellente. Noi, discendenti di popoli apparentati, abbiamo l'occasione di condividere uno spazio potenziale che potrebbe diventare per i nostri figli ciò che Carlo V sognava, ma non seppe conservare: "L'Impero su cui non tramonta mai il sole". Quando è mezzogiorno a Brest, sono le due del mattino sullo stretto di Bering.” (Guillaume Faye)
“Non si può non considerare San Pietroburgo come un avamposto della storia futura e come la capitale simbolica della confederazione o della federazione o impero che un giorno si estenderà necessariamente da Brest a Vladivostok, dall'Atlantico al Pacifico.” (Vladimir Volkoff)
“E allora davanti al blocco della nostra Europa l’Asia, l’America e l’Africa diventeranno polvere.” (Pierre Drieu La Rochelle)
Sull'attualità politica italiana e internazionale:
Indipendenza e Sovranità
Nell'ambito della disastrata situazione politica italiana sosteniamo quella classe dirigente che difende e promuove la nostra identità contrastando l'invasione di popolazione allogena che minaccia la sopravvivenza stessa del nostro popolo. Siamo a favore di politiche atte a governare il fenomeno dell'immigrazione nonché a restituire all'Italia un ruolo geopolitico di primo piano in Europa e nel mondo risolvendo anche l'annoso problema dell'energia che da sempre tarpa le ali a questo Paese.
Multipolarismo
Auspichiamo un mondo multipolare che possa garantire spazi di sovranità e di libertà all'Europa che il regime mondialista di certo non garantisce, quindi la fine del dominio unipolare dell'atlantismo americano e la nascita di alternative alla sua potenza.
Russia
Sosteniamo la politica della Russia putiniana, la sua democrazia sovrana e conservatrice e la sua geopolitica, che consideriamo l'unica attuale alternativa al dominio unipolare americano che veda come protagonista l'Europa nuovamente soggetto attivo della Storia.
La fine dello Stato-nazione
Oggi è ben chiaro a tutti che lo Stato-nazione ha un'azione limitata e difficilmente può auspicare ad essere uno stato pienamente prospero, oltre ad essere completamente insufficiente nel contrastare le grandi potenze nell'Era Globale.
Lo hanno sottoscritto
carlomartello
codino
Giò91
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Schwerpunkt
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Angelus Mortis
Dr. Caligari
Sollus
occidentale
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Iperboreus
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belenos
Aquilifer79
Aristocle
Reazionario
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Freyr
ULTIMA LEGIONE
Come osservatori
dedelind
EURIDICE
Candido
SMB
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