Economia:Made in Italy, distretti trainano boom export

SEGRATE (MF-DJ)--Il Made in Italy e' tutt'altro che "maturo" e il sistema industriale italiano e' lontano dall'essere una realta' in declino e poco competitiva, come piu' volte negli ultimi anni hanno sostenuto osservatori anche stranieri. Al contrario, il recente boom dell'export manifatturiero (+9% nel 2006 e +10% nel 2007) dimostra come dal 2002 le imprese, specie quelle appartenenti ai distretti industriali, abbiano saputo ristrutturarsi nell'organizzazione e nei prodotti per affrontare le nuove difficili sfide del mercato globale come l'euro forte e la concorrenza cinese, dando vita a un "nuovo miracolo economico italiano".

E'quanto emerge da uno studio commissionato dal settimanale Economy (gruppo Mondadori) e realizzato dal Cranec (Centro di Ricerche in Analisi economica e sviluppo economico internazionale dell'Universita' Cattolica di Milano), in collaborazione con Simest Spa (finanziaria pubblico-privata, partecipata dal Ministero dello Sviluppo Economico, che promuove lo sviluppo delle imprese italiane all'estero) e presentato oggi Milano al convegno "Il volo del calabrone. L'internazionalizzazione del sistema industriale italiano. Una sfida vincente delle Pmi e dei Distretti Italiani", organizzato in occasione del quinto anniversario della testata economica.

Alberto Quadrio Curzio, direttore del Cranec, secondo quanto si apprende da una nota, ha dichiarato: "Quello che si vuole dimostrare in questo lavoro e' che le imprese, in particolare quelle appartenenti ai distretti industriali e specializzate nelle produzioni del made in Italy, dopo aver subito in una prima fase i contraccolpi delle nuove condizioni competitive e valutarie createsi, hanno saputo poi reagire imboccando un sentiero di sviluppo con due caratteristiche: innovazione e internazionalizzazione". com/arg


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May 29, 2008 13:22 ET (17:22 GMT)
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Naturalmente il merito è tutto delle imprese e non dei governi.
Zitte,quatte quatte,le imprese spinte dagli eventi esterni sfavorevoli (Euro forte e concorrenza cinese),si stanno reinventando alla faccia di chi già intonava il loro De profundis.
Sono pronto poi a scommettere che queste imprese,che hanno saputo resistere algli eventi esterni sfavorevoli,e si sono riposizionate su settori a + alto valore aggiunto,sono anche quelle che chiedono meno extracomunitari per il fatto che l'operaio non specializzato a loro NON SERVE al contrario delle micro imprese a basso valore aggiunto che assumono l'extra per tagliare i costi e tentare una disperata e perdente concorrenza con la Cina.
Se si togliessero totalmente i dazi avremmo due effetti positivi:
1)Le imprese sarebbero ancora di + costrette a risposizionarsi su settori ad alto valore aggiunto e verso prodotti + specializzati e complessi,migliorando la loro competitività.
2)I salari dei dipedenti aumenterebbero perchè la redditività delle imprese crescerebbe.
3)E Per forza di cose essendo il prodotto + complesso sarebbero sempre meno le richieste di extracomunitari appena sbarcati dal gommone per il semplice fatto che non servirebbero a niente visto che non sanno fare niente (o pelomeno niente che richieda una buona preparazione ed esperienza lavorativa magari nel controllo o nella supervisione dei macchinari).

Tre piccioni con una fava insomma!
Imprese + competitive,salari + alti e meno extra!
E tutte le cazzate sinistre che giustificano l'immigrazione perchè serve ed è rischiesta dagl imprenditori,cadrebbero miseramente nel nulla.