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Discussione: Lingua o dialetto?

  1. #1
    Sicilia nazione!
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    Predefinito Lingua o dialetto?

    Molte volte in passato si é dibattuto sul definizione del Siciliano, ovvero se si deve considerare un dialetto o una lingua.
    Recentemente, una risoluzione dell'UNESCO, ha dichiarato il Siciliano come lingua minoritaria a se stante dall'italiano, aggiungendola dunque alla giá numerosa lista di lingue minoritarie Europee come le lingue gaeliche Britanniche, il Sardo, il Corso, il Bretone, ecc.
    Risoluzione che l'italia continua ad ignorare, mantenendo il Siciliano emarginato al ruolo di dialetto, mentre considera tra lingue minoritarie dentro dei suoi "confini": Sardo, Albanese, Ladino, ecc.
    Il problema é comunque che non é solo l'italia a considerare il Siciliano un dialetto ma molti Siciliani.
    Esiste in Sicilia la mentalitá di ritenere la lingua Siciliana come la lingua dei non colti, dei cafoni, una lingua che lascia indietro, che non fa progredire, non sapendo che é proprio la non conoscenza, il non usare il Siciliano che é sinonimo di non cultura!
    Quando si apprende una lingua, si apprende anche la cultura della gente che parla quella lingua, e con essa tradizioni, usanze, la storia, non conoscere il Siciliano, per un Siciliano, é sconoscere la propria storia, la propria cultura, quindi é il non parlarlo che é di incolto!
    Molti di noi ignorano le bellezze di una poesia di Nino Martoglio, di Buttitta, o le dolcezze di canzoni come:"mi votu e mi rivotu", proprio perché in Siciliano, perdendo qualcosa che é proprio, non allogeno, che é piú vicino, che parla di cose che abbiamo a due passi, intorno a noi, che sono dentro noi!
    Non sono un esperto, parlo da profano, ma vorrei dimostrare a modo mio, e quindi confermare, che il Siciliano é una lingua a se stante.
    Per cominciare, ci sarebbe da dire che durante tutto il periodo romano, in Sicilia non si parlava in latino, bensí in greco, e in questa lingua confluivano anche alcuni elementi autoctoni dei Siculi e delle altre popolazioni indigene.
    Alla fine dell'impero subentrano i Bizantini, quindi mantenendo il greco, poi arrivano gli arabi, importando con loro: la loro scienza, la matematica, l'architettura, una avanzata agricoltura e ovviamente la loro lingua, presente tuttora nel Siciliano perfino in alcuni cognomi, come Zappalá, Fragalá, oltre a toponimi, come Alcantara.
    É nel X secolo che con l'arrivo dei Normanni e con la costituzione dell'indipendente Regno di Sicilia, che la Sicilia viene rilatinizzata, ma il latino parlato dai Normanni, non é il latino del ormai defunto impero, ma una lingua giá evoluta in un'altra forma, piú moderna.
    É poi nel XII secolo alla corte di Re Federico II che si sviluppa la "Scuola Siciliana" che dará vita ad una lingua neolatina (il Siciliano) che verrá poi presa ad esempio qualche tempo dopo da quel Dante Aligheri, che nel suo "De vulgari eloquentia" scritto nella sua nuova lingua: il Toscano (che diventerá poi italiano) tesserá le lodi a poeti della Scuola Siciliana, come Jacopo da Lentini.
    Come puó dunque essere il Siciliano dialetto dell'italiano se é nato prima di questo?
    Qualcuno potrebbe obbiettare che non esiste un Siciliano standard: non esisterebbe neanche l'italiano standard se non esistesse l'Accademia della Crusca!
    Del resto l'italiano parlato a Milano é diverso da quello parlato a Napoli, ecc.
    Esistono si dialetti Siciliani, ma sono derivazioni di una lingua unica: il Siciliano e non l'italiano, esiste il dialetto Palermitano, il Catanese, il Ragusano, ma sono tutti espressione di una lingua unica che é appunto il Siciliano.
    Del resto avete mai provato a viaggiare per il Regno Unito? Noterete che ci sono grandi differenze di pronuncia tra Londra e Manchester, o Liverpool, o Newcastle eppure la lingua é unica: é l'inglese!
    Si puó benissimo parlare il Catanese a Palermo o viceversa e ci si capisce benissimo, provate a parlarlo a Milano o a Firenze!
    Tocca ora a noi rivalorizzare la nostra lingua, la lingua dei nostri avi, la lingua che ci identifica, che ci da una collocazione nel tempo e nello spazio, la lingua che é nostra, eliminando quegli stereotipi che vogliono la parlata Siciliana abbinata al mafioso, al maleducato.
    In fondo l'italiano é diventato lingua "nazionale" solo dopo la II guerra mondiale con la televisione, sono solo 60 anni, possiamo farcela, non si dimentichi l'italiano, peraltro una bellissima lingua, ma non si uccida il Siciliano!

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  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio
    Molte volte in passato si é dibattuto sul definizione del Siciliano, ovvero se si deve considerare un dialetto o una lingua.
    Recentemente, una risoluzione dell'UNESCO, ha dichiarato il Siciliano come lingua minoritaria a se stante dall'italiano, aggiungendola dunque alla giá numerosa lista di lingue minoritarie Europee come le lingue gaeliche Britanniche, il Sardo, il Corso, il Bretone, ecc.
    Risoluzione che l'italia continua ad ignorare, mantenendo il Siciliano emarginato al ruolo di dialetto, mentre considera tra lingue minoritarie dentro dei suoi "confini": Sardo, Albanese, Ladino, ecc.
    Il problema é comunque che non é solo l'italia a considerare il Siciliano un dialetto ma molti Siciliani.
    Esiste in Sicilia la mentalitá di ritenere la lingua Siciliana come la lingua dei non colti, dei cafoni, una lingua che lascia indietro, che non fa progredire, non sapendo che é proprio la non conoscenza, il non usare il Siciliano che é sinonimo di non cultura!
    Quando si apprende una lingua, si apprende anche la cultura della gente che parla quella lingua, e con essa tradizioni, usanze, la storia, non conoscere il Siciliano, per un Siciliano, é sconoscere la propria storia, la propria cultura, quindi é il non parlarlo che é di incolto!
    Molti di noi ignorano le bellezze di una poesia di Nino Martoglio, di Buttitta, o le dolcezze di canzoni come:"mi votu e mi rivotu", proprio perché in Siciliano, perdendo qualcosa che é proprio, non allogeno, che é piú vicino, che parla di cose che abbiamo a due passi, intorno a noi, che sono dentro noi!
    Non sono un esperto, parlo da profano, ma vorrei dimostrare a modo mio, e quindi confermare, che il Siciliano é una lingua a se stante.
    Per cominciare, ci sarebbe da dire che durante tutto il periodo romano, in Sicilia non si parlava in latino, bensí in greco, e in questa lingua confluivano anche alcuni elementi autoctoni dei Siculi e delle altre popolazioni indigene.
    Alla fine dell'impero subentrano i Bizantini, quindi mantenendo il greco, poi arrivano gli arabi, importando con loro: la loro scienza, la matematica, l'architettura, una avanzata agricoltura e ovviamente la loro lingua, presente tuttora nel Siciliano perfino in alcuni cognomi, come Zappalá, Fragalá, oltre a toponimi, come Alcantara.
    É nel X secolo che con l'arrivo dei Normanni e con la costituzione dell'indipendente Regno di Sicilia, che la Sicilia viene rilatinizzata, ma il latino parlato dai Normanni, non é il latino del ormai defunto impero, ma una lingua giá evoluta in un'altra forma, piú moderna.
    É poi nel XII secolo alla corte di Re Federico II che si sviluppa la "Scuola Siciliana" che dará vita ad una lingua neolatina (il Siciliano) che verrá poi presa ad esempio qualche tempo dopo da quel Dante Aligheri, che nel suo "De vulgari eloquentia" scritto nella sua nuova lingua: il Toscano (che diventerá poi italiano) tesserá le lodi a poeti della Scuola Siciliana, come Jacopo da Lentini.
    Come puó dunque essere il Siciliano dialetto dell'italiano se é nato prima di questo?
    Qualcuno potrebbe obbiettare che non esiste un Siciliano standard: non esisterebbe neanche l'italiano standard se non esistesse l'Accademia della Crusca!
    Del resto l'italiano parlato a Milano é diverso da quello parlato a Napoli, ecc.
    Esistono si dialetti Siciliani, ma sono derivazioni di una lingua unica: il Siciliano e non l'italiano, esiste il dialetto Palermitano, il Catanese, il Ragusano, ma sono tutti espressione di una lingua unica che é appunto il Siciliano.
    Del resto avete mai provato a viaggiare per il Regno Unito? Noterete che ci sono grandi differenze di pronuncia tra Londra e Manchester, o Liverpool, o Newcastle eppure la lingua é unica: é l'inglese!
    Si puó benissimo parlare il Catanese a Palermo o viceversa e ci si capisce benissimo, provate a parlarlo a Milano o a Firenze!
    Tocca ora a noi rivalorizzare la nostra lingua, la lingua dei nostri avi, la lingua che ci identifica, che ci da una collocazione nel tempo e nello spazio, la lingua che é nostra, eliminando quegli stereotipi che vogliono la parlata Siciliana abbinata al mafioso, al maleducato.
    In fondo l'italiano é diventato lingua "nazionale" solo dopo la II guerra mondiale con la televisione, sono solo 60 anni, possiamo farcela, non si dimentichi l'italiano, peraltro una bellissima lingua, ma non si uccida il Siciliano!
    Caro Siculo,
    è così importante il tema di questo 3d, e così bene illustrato da te, che ritengo di metterlo in rilievo.
    Invito gli altri forumisti ad intervenire in questa discussione.

  3. #3
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    in sicilia (così come in moltissime altre zone d'italia) c'è una chiara condizione di diglossia di fatto, ovvero, vi è un sistema in cui spesso si parla una lingua in presenza di amici e parenti nei discorsi informali e un'altra lingua (considerata covenzionalmente più elevata) nei discorsi formali o nei documenti ufficiali. la lingua ufficiale, usata in tutti i documenti, nei testi ufficiali e formali è ovviamente l'italiano, la lingua parlata informalmente è invece il siciliano (o i suoi dialetti).
    ciò che distingue un dialetto da una lingua è esclusivamente il prestigio sociale che gli viene attribuito, capite ovviamente che il giudizio sul prestigio sociale di una lingua può essere del tutto soggettivo: esistono fior di documenti ufficiali del passato scritti in siciliano e opere letterarie di altissimo livello, eppure lo stato italiano non riconosce il siciliano come lingua, mente l'unesco (ed eminenti linguisti e filologi) come ben diceva siculo58 si.

    il catalano è considerato lingua a tutti gli effetti dallo stato spagnolo e viene affiancato al castigliano in tutti i documenti ufficiali e nelle indicazioni stradali, si crea insomma una situazione di bilinguismo ufficialmente riconosciuto. in sicilia ciò non avviene semplicemente perchè lo stato non ha riconosciuto ufficialmente il siciliano, non perchè il siciliano sia una lingua meno nobile... del resto la lingua italiana è stata un mezzo per cercare di unire l'italia e una funzione fondamentale nel cercare di dare un'unica lingua agli italiani, l'ha avuta la televisione.

    un dialetto in linguistica è semplicemente una lingua che non ha avuto abbastanza "fortuna" politica. fra l'altro storicamente, il siciliano "ha rischiato" di diventare la lingua ufficiale italiana, alla fine come tutti sappiamo l'ha spuntata il fiorentino...

    il siciliano è una lingua complessa e con una sua chiara struttura, chiare regole grammaticali e sintattiche. non solo, di questa lingua vengono considerati dialetti (ricordando che il concetto di dialetto è assolutamente soggettivo) alcune sue varianti, come ad esempio il reggino...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    in sicilia (così come in moltissime altre zone d'italia) c'è una chiara condizione di diglossia di fatto, ovvero, vi è un sistema in cui spesso si parla una lingua in presenza di amici e parenti nei discorsi informali e un'altra lingua (considerata covenzionalmente più elevata) nei discorsi formali o nei documenti ufficiali. la lingua ufficiale, usata in tutti i documenti, nei testi ufficiali e formali è ovviamente l'italiano, la lingua parlata informalmente è invece il siciliano (o i suoi dialetti).
    ciò che distingue un dialetto da una lingua è esclusivamente il prestigio sociale che gli viene attribuito, capite ovviamente che il giudizio sul prestigio sociale di una lingua può essere del tutto soggettivo: esistono fior di documenti ufficiali del passato scritti in siciliano e opere letterarie di altissimo livello, eppure lo stato italiano non riconosce il siciliano come lingua, mente l'unesco (ed eminenti linguisti e filologi) come ben diceva siculo58 si.

    il catalano è considerato lingua a tutti gli effetti dallo stato spagnolo e viene affiancato al castigliano in tutti i documenti ufficiali e nelle indicazioni stradali, si crea insomma una situazione di bilinguismo ufficialmente riconosciuto. in sicilia ciò non avviene semplicemente perchè lo stato non ha riconosciuto ufficialmente il siciliano, non perchè il siciliano sia una lingua meno nobile... del resto la lingua italiana è stata un mezzo per cercare di unire l'italia e una funzione fondamentale nel cercare di dare un'unica lingua agli italiani, l'ha avuta la televisione.

    un dialetto in linguistica è semplicemente una lingua che non ha avuto abbastanza "fortuna" politica. fra l'altro storicamente, il siciliano "ha rischiato" di diventare la lingua ufficiale italiana, alla fine come tutti sappiamo l'ha spuntata il fiorentino...

    il siciliano è una lingua complessa e con una sua chiara struttura, chiare regole grammaticali e sintattiche. non solo, di questa lingua vengono considerati dialetti (ricordando che il concetto di dialetto è assolutamente soggettivo) alcune sue varianti, come ad esempio il reggino...
    Grazie per il tuo prezioso contenuto. Sarebbe ora che cominciassimo a scrollare di dosso alla nostra lingua questa patina di "pudore" che ci impedisce di parlarlo e scriverlo a tutti i livelli.
    Hai studiato qualcosa riguardo al siciliano?

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio
    Grazie per il tuo prezioso contenuto. Sarebbe ora che cominciassimo a scrollare di dosso alla nostra lingua questa patina di "pudore" che ci impedisce di parlarlo e scriverlo a tutti i livelli.
    Hai studiato qualcosa riguardo al siciliano?
    beh si.
    ma anche senza aver studiato possiamo prendere spunto da ciò che vediamo tutti i giorni per iniziare un'interessante discussione. gli spunti offerti sono infiniti.

    più che fare noiosi e inutili confronti tra linguistica siciliana e linguistica italiana, io mi soffermerei sugli aspetti sociolinguistici che riguardano l'italiano e il siciliano. la costituzione italiana ci spiega che devono essere riconosciuti uguali diritti ai cittadini "senza alcuna distinzione di lingua" oltre ovviamente a razza, sesso, religione, ecc. quindi la costituzione, in teoria, tutela le varietà linguistiche. eppure, di fatto, sappiamo benissimo che non è così.
    il ragazzino che a scuola parla in siciliano, viene forzato a parlare esclusivamente in italiano. il siciliano, dal punto di vista sociolinguistico assume un valore esclusivamente popolare.

    in catalogna moltissimi docenti universitari tengono le loro lezioni in catalano e le tengono anche in castigliano solo se invitati dagli studenti che non capiscono il catalano. quello che voglio sottolineare è che da noi, la mancata tutela ufficiale della lingua siciliana, porterà a una sua rapida scomparsa nel giro di non molte generazioni. questo discorso vale per il siciliano, così come può valere per molte altre lingue romanze non ufficialmente riconosciute e tutelate.

    ormai c'è veramente poco da fare. del resto è sempre stato così. anche in sicilia è già successo qualcosa di simile a quello che sta accadendo oggi. durante la dominazione dei greci e dei fenici, le lingue parlate erano il greco, il cartaginese e ovviamente anche altre antiche lingue parlate dalle popolazioni locali prima del dominio (poi rapidamente scomparse) di cui non ricordo manco il nome. una volta arrivati i romani, il cartaginese venne fanculizzato a tempo di record e il greco sopravisse per un po', ma solo come lingua parlata dai ceti popolari (pensare che prima era l'esatto opposto: ovvero il greco era la lingua parlata negli ambienti culturalmente più elevati). oggi il siciliano è un po' come il greco, è la lingua dei ceti popolari dopo essere stata la lingua parlata negli ambienti culturali più alti.

    fra l'altro, mentre il greco, il cartaginese, il latino, sono state lingue che i siciliani hanno "subito", il siciliano è la lingua che i siciliani hanno creato. nel siciliano è contenuta la storia della nostra terra. il siciliano ha vocaboli che ci ricordano le influenze linguistiche di tutti i nostri dominatori.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    beh si.
    ma anche senza aver studiato possiamo prendere spunto da ciò che vediamo tutti i giorni per iniziare un'interessante discussione. gli spunti offerti sono infiniti.

    più che fare noiosi e inutili confronti tra linguistica siciliana e linguistica italiana, io mi soffermerei sugli aspetti sociolinguistici che riguardano l'italiano e il siciliano. la costituzione italiana ci spiega che devono essere riconosciuti uguali diritti ai cittadini "senza alcuna distinzione di lingua" oltre ovviamente a razza, sesso, religione, ecc. quindi la costituzione, in teoria, tutela le varietà linguistiche. eppure, di fatto, sappiamo benissimo che non è così.
    il ragazzino che a scuola parla in siciliano, viene forzato a parlare esclusivamente in italiano. il siciliano, dal punto di vista sociolinguistico assume un valore esclusivamente popolare.

    in catalogna moltissimi docenti universitari tengono le loro lezioni in catalano e le tengono anche in castigliano solo se invitati dagli studenti che non capiscono il catalano. quello che voglio sottolineare è che da noi, la mancata tutela ufficiale della lingua siciliana, porterà a una sua rapida scomparsa nel giro di non molte generazioni. questo discorso vale per il siciliano, così come può valere per molte altre lingue romanze non ufficialmente riconosciute e tutelate.

    ormai c'è veramente poco da fare. del resto è sempre stato così. anche in sicilia è già successo qualcosa di simile a quello che sta accadendo oggi. durante la dominazione dei greci e dei fenici, le lingue parlate erano il greco, il cartaginese e ovviamente anche altre antiche lingue parlate dalle popolazioni locali prima del dominio (poi rapidamente scomparse) di cui non ricordo manco il nome. una volta arrivati i romani, il cartaginese venne fanculizzato a tempo di record e il greco sopravisse per un po', ma solo come lingua parlata dai ceti popolari (pensare che prima era l'esatto opposto: ovvero il greco era la lingua parlata negli ambienti culturalmente più elevati). oggi il siciliano è un po' come il greco, è la lingua dei ceti popolari dopo essere stata la lingua parlata negli ambienti culturali più alti.

    fra l'altro, mentre il greco, il cartaginese, il latino, sono state lingue che i siciliani hanno "subito", il siciliano è la lingua che i siciliani hanno creato. nel siciliano è contenuta la storia della nostra terra. il siciliano ha vocaboli che ci ricordano le influenze linguistiche di tutti i nostri dominatori.
    E appunto per questo che non bisogna perderlo! Il Siciliano siamo noi, é la nostra storia, é la nostra cultura, é il nostro modo di essere.
    Bisogna innanzi tutto convincere noi stessi che parlare in siciliano non é da "zaurdi", al contrario é la lingua generata in Sicilia in una corte reale, e che perfino gente come Dante ne ha fatto le lodi.
    Qui in Spagna c'é gente che usa le varie lingue senza problemi, io che lavoro in aereoporto a volte mi vedo arrivare gente che mi parla direttamente in valenziano o addirittura in catalano, e non c'é niente di male! Nessuno li chiamerá "zaurdi"!
    Perché noi no? Perché guardiamo chi parla in siciliano con derisione? É frutto di 148 anni di lavaggio del cervello?
    Chissá, forse se ci fosse una qualche pubblicazione che cominciasse ad inserire, agli inizi, piccoli articoli in siciliano, potrebbe aiutare.
    Permettimi un piccolo appunto, non sono uno studioso, ma mi risulta che il greco fu parlato almeno per tutto il tempo che l'isola fu in mano romana, tant'é vero che il substrato latino del siciliano, a parte qualche parola come "antura", appartiene al medioevo, essendo stato portato dai Normanni.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio
    E appunto per questo che non bisogna perderlo! Il Siciliano siamo noi, é la nostra storia, é la nostra cultura, é il nostro modo di essere.
    Bisogna innanzi tutto convincere noi stessi che parlare in siciliano non é da "zaurdi", al contrario é la lingua generata in Sicilia in una corte reale, e che perfino gente come Dante ne ha fatto le lodi.
    Qui in Spagna c'é gente che usa le varie lingue senza problemi, io che lavoro in aereoporto a volte mi vedo arrivare gente che mi parla direttamente in valenziano o addirittura in catalano, e non c'é niente di male! Nessuno li chiamerá "zaurdi"!
    Perché noi no? Perché guardiamo chi parla in siciliano con derisione? É frutto di 148 anni di lavaggio del cervello?
    Chissá, forse se ci fosse una qualche pubblicazione che cominciasse ad inserire, agli inizi, piccoli articoli in siciliano, potrebbe aiutare.
    Permettimi un piccolo appunto, non sono uno studioso, ma mi risulta che il greco fu parlato almeno per tutto il tempo che l'isola fu in mano romana, tant'é vero che il substrato latino del siciliano, a parte qualche parola come "antura", appartiene al medioevo, essendo stato portato dai Normanni.
    quando dico che il greco scomparse già in epoca romana, sto usando il termine "scomparire" in maniera impropria. mi spiego meglio: quando una lingua parlata per secoli "scompare", il processo non è mai traumatico, vi è una fase di imbarbarimento della lingua, vengono introdotti prestiti da altre lingue, cambiano la sintassi e le regole grammaticali, in pratica avviene una (relativamente) lenta ma costante trasformazione. del resto non dobbiamo immaginare le lingue come qualcosa di statico, tutte le lingue sono in continua evoluzione, pensa a come parlano i giovani di oggi o pensa a come scrivono i testi degli sms e rapportali all'italiano standard parlato e scritto.

    iniziata la dominazione romana, il greco, da lingua parlata negli ambienti altamente culturali, divenne lingua popolare per ovvi motivi politici (era la lingua dei dominatori). romano lingua ufficiale, greco lingua popolare. ma il greco parlato dal popolo era già un greco profondamente diverso, aveva subito evoluzioni e stravolgimenti, questa continua evoluzione e questo continuo contatto tra greco-popolare e latino mutò il greco fino a renderlo una lingua completamente diversa dal greco antico, fra l'altro, ricordiamo che il greco antico/originario di cui stiamo parlando era solo uno dei tanti dialetti greci (non ricordo se fosse dorico, ionico, attico o chissà quale altro). fra l'altro c'è da dire che anche quando si parla del latino in sicilia, mica si parla del latino che si studia a scuola nei licei, il latino parlato si stava involgarendo già in epoca romana, del resto i contadini non parlavano la lingua parlata da cesare o dai senatori, così come oggi (in linea di massima) un analfabeta non parla come parla un laureato. altro fattore da non sottovalutare è la diversa e contemporanea dominazione di due civiltà diverse in zone diverse... in certe zone della sicilia il greco (o meglio il greco volgare) è stato abbandonato addirittura secoli dopo rispetto ad altre zone della nostra isola che l'hanno rimpiazzato più velocemente. in questo senso la lingua si sviluppava in modo diverso in campagna o in città ad esempio. città che avevano stretti contatti e vicinanza geografica si influenzavano linguisticamente a vicenda, città molto lontane e più isolate facevano evolvere la loro lingua in maniera differente a seconda se sentivano più o meno l'influenza delle lingue dei nuovi dominatori.
    il latino è la lingua dei romani e il substrato latino del siciliano è dovuto ai romani, i normanni parlavano un dialetto francese (o il francese stesso) e a loro è dovuto il nostro substrato francese.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da matrix82ct Visualizza Messaggio
    quando dico che il greco scomparse già in epoca romana, sto usando il termine "scomparire" in maniera impropria. mi spiego meglio: quando una lingua parlata per secoli "scompare", il processo non è mai traumatico, vi è una fase di imbarbarimento della lingua, vengono introdotti prestiti da altre lingue, cambiano la sintassi e le regole grammaticali, in pratica avviene una (relativamente) lenta ma costante trasformazione. del resto non dobbiamo immaginare le lingue come qualcosa di statico, tutte le lingue sono in continua evoluzione, pensa a come parlano i giovani di oggi o pensa a come scrivono i testi degli sms e rapportali all'italiano standard parlato e scritto.

    iniziata la dominazione romana, il greco, da lingua parlata negli ambienti altamente culturali, divenne lingua popolare per ovvi motivi politici (era la lingua dei dominatori). romano lingua ufficiale, greco lingua popolare. ma il greco parlato dal popolo era già un greco profondamente diverso, aveva subito evoluzioni e stravolgimenti, questa continua evoluzione e questo continuo contatto tra greco-popolare e latino mutò il greco fino a renderlo una lingua completamente diversa dal greco antico, fra l'altro, ricordiamo che il greco antico/originario di cui stiamo parlando era solo uno dei tanti dialetti greci (non ricordo se fosse dorico, ionico, attico o chissà quale altro). fra l'altro c'è da dire che anche quando si parla del latino in sicilia, mica si parla del latino che si studia a scuola nei licei, il latino parlato si stava involgarendo già in epoca romana, del resto i contadini non parlavano la lingua parlata da cesare o dai senatori, così come oggi (in linea di massima) un analfabeta non parla come parla un laureato. altro fattore da non sottovalutare è la diversa e contemporanea dominazione di due civiltà diverse in zone diverse... in certe zone della sicilia il greco (o meglio il greco volgare) è stato abbandonato addirittura secoli dopo rispetto ad altre zone della nostra isola che l'hanno rimpiazzato più velocemente. in questo senso la lingua si sviluppava in modo diverso in campagna o in città ad esempio. città che avevano stretti contatti e vicinanza geografica si influenzavano linguisticamente a vicenda, città molto lontane e più isolate facevano evolvere la loro lingua in maniera differente a seconda se sentivano più o meno l'influenza delle lingue dei nuovi dominatori.
    il latino è la lingua dei romani e il substrato latino del siciliano è dovuto ai romani, i normanni parlavano un dialetto francese (o il francese stesso) e a loro è dovuto il nostro substrato francese.
    Non sarebbe meglio sostenere che i Normanni rintrodussero un latino francesizzato e medievale piuttosto che il francese?
    Io ho visto e letto diverse fonti dove si sostiene che la base latina del siciliano é medievale e non imperiale, tu come ti metti rispetto a questa opinione?

  9. #9
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    Siculo, Matrix, desidero conplimentarvi con voi due per come state argomentando su un tema così importante ed anche un po' difficile da trattare, almeno pi mia ca nenti sacciu!
    Bravi...non mi resta che leggervi ed imparare !

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da siculo58 Visualizza Messaggio
    Non sarebbe meglio sostenere che i Normanni rintrodussero un latino francesizzato e medievale piuttosto che il francese?
    Io ho visto e letto diverse fonti dove si sostiene che la base latina del siciliano é medievale e non imperiale, tu come ti metti rispetto a questa opinione?
    premettendo che il francese e il dialetto francese normanno sono entrambe lingue romanze (e quindi derivanti dal latino), escludo categoricamente che i normanni parlassero latino. la loro lingua discendeva dalla lingua antica dei galli e dal latino stesso, no, non possiamo decisamente parlare di latino reintrodotto dai normanni, visto che non parlavano latino. ci devono essere altre spiegazioni, ricordi dove l'hai letto? lì sarà sicuramente argomentata questa affermazione.

    perchè il latino medievale avrebbe influenzato il siciliano con l'avvento dei normanni che non parlavano latino? l'unica ipotesi che mi sento di fare, potrebbe essere perchè il latino era la lingua del cristianesimo. del resto, una volta cacciati i saraceni, il cristianesimo tornò a essere l'unica religione siciliana (il latino era l'unica lingua parlata nei riti religiosi). ora cerco qualcosa sul web, appena trovo qualcosa di interessante che possa rispondere al nostro quesito lo posto.

 

 
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