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Discussione: La Vergogna Del Nord

  1. #1
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    Predefinito La Vergogna Del Nord

    "Bolle false e finti trattamenti così camuffiamo i veleni"
    La storia dei traffici illeciti dal Nord al Sud è documentata dagli atti
    delle Commissioni e fu denunciata nel 1995 da manager e parlamentari


    "Bolle false e finti trattamenti
    così camuffiamo i veleni"


    Parla un broker della monnezza: questa truffa è nota a tutti
    di CARLO BONINI



    ROMA - "Il presidente della Repubblica ha ragione. La Campania è stata per molti anni la pattumiera del nord. E dico anche, mi scuseranno i napoletani, che come questo sia stato possibile è ormai il segreto di Pulcinella". L'uomo ha l'accento marcato delle valli lombarde. Ha meno di 40 anni e da più di 15 sposta e spinge rifiuti da un estremo all'altro del Paese. Chiede l'anonimato, perché qualche problema di giustizia lo ha già avuto e non intende averne altri. Perché di "monnezza", pericolosa o innocua che sia, speciale o meno che sia, ci campa.

    Gli imprenditori come lui li chiamano "broker". Intermediano tra il rifiuto che caricano e la discarica in cui lo sversano. Al committente, pubblico o privato, offrono un servizio chiavi in mano: trasporto, conferimento e smaltimento. Formalmente, "clean", pulito, proprio come vuole la battuta di Toni Servillo nel film "Gomorra". Ma che lo sia davvero, "clean", questo dipende solo da loro. Perché l'industriale che firma per lo smaltimento di fanghi, vernici, acidi o altri residui di lavorazioni tossiche non vuole e non deve sapere che fine quei rifiuti faranno. Perché non vuole e non deve portarne la responsabilità per eventuali danni alle persone e all'ambiente. Dal sistema ci guadagnano o quantomeno ci hanno guadagnato tutti i protagonisti del ciclo. L'imprenditore che dimezza il costo di smaltimento. Il broker che ricarica sui costi fino al cinquanta per cento. La discarica non autorizzata che interra i veleni.

    Di aziende di "intermediazione rifiuti" in Italia ce ne sono almeno un migliaio. "Di fatto - spiega il nostro broker lombardo - parliamo sempre delle stesse cinquanta persone cui quelle società, in un modo o in un altro, fanno capo". La storia dei traffici illeciti di rifiuti nord-sud documentata dagli atti parlamentari delle diverse commissioni di inchiesta è quella di indagini a loro modo esemplari come "Re Mida" o "Eldorado". E' quella che, a partire dal 1995, denunciarono con forza e nel completo disinteresse parlamentari come Massimo Scalia (presidente della prima commissione di inchiesta sui rifiuti) e quindi manager coraggiosi come Roberto Cetera e Lorenzo Miracle di "Ecolog" (la società del gruppo Fs che in sette anni di emergenza ha smaltito circa due milioni di tonnellate di rifiuti in Germania), oggi costretti agli arresti domiciliari dall'accusa della procura di Napoli di aver commesso ciò contro cui hanno pubblicamente combattuto in solitudine per anni (traffico illecito di rifiuti), a cominciare dalla denuncia del ruolo opaco dei centri di stoccaggio e trasformazione umbri, per finire alle società di trasporti campane.


    Il broker lombardo sorride. "Il Sistema del traffico illecito dei rifiuti ha sempre camminato su due gambe. Il trasporto su gomma e l'intermediazione fasulla dei centri di stoccaggio e trasformazione. Da questo punto di vista, ovviamente i treni per la Germania sono sempre stati visti come fumo negli occhi. Detto questo, il Sistema non ha funzionato sempre nello stesso modo. E' andato affinandosi con il tempo. Cambiavano le leggi in senso restrittivo, si trovavano nuovi mezzi per aggirarle".

    In principio - correvano i primi anni '90 - fu davvero "l'età dell'oro". Nessun controllo, libera circolazione dei mezzi lungo l'Autosole. "Per un chilo di rifiuti tossici, l'industriale del nord arrivava a pagare anche 600 lire. Il costo effettivo per lo smaltimento nelle discariche campane era tra le 20 e le 30 lire. L'utile, dunque, di circa il 90 per cento". A Pianura finirono i fanghi venefici dell'Acna di Cengio e Dio solo sa cos'altro, se è vero come è vero, racconta l'uomo, che "in una discarica di Giugliano venivano interrati direttamente i cassoni dei camion che arrivavano dalla Lombardia, dal Veneto, dal Piemonte".

    Poi venne approvato il decreto Ronchi, cominciò l'emergenza campana e le cose, almeno apparentemente, si complicarono. Ai rifiuti (quale che ne fosse la natura) venne attribuito un codice di identificazione che avrebbe dovuto consentire di tracciarne il percorso dalla sorgente alla foce. Per impedire ai committenti di dichiarare in partenza rifiuti diversi da quelli che venivano caricati e alla discarica di accettare monnezza per la quale non era autorizzata allo smaltimento.

    Il Sistema si adeguò. "I trucchi erano e restano a tutt'oggi due. Il primo si chiama "girobolla". Il secondo, che ne è una variante, è lo "scarico di conferimento"".
    Il girobolla funziona come il gioco delle tre carte. "Il rifiuto pericoloso esce dalla fabbrica del nord con un codice e una destinazione finale. Diciamo in Campania. Lungo la strada si ferma almeno due o tre volte in altrettanti impianti di stoccaggio e trasformazione, che sono per lo più concentrati tra Toscana e Umbria. In questi centri, al trasportatore viene consegnata una nuova bolla di accompagnamento che non è più quella originaria, ma un documento di trasporto che certifica, in modo falso, che il carico di rifiuti è stato trattato e trasformato in innocuo materiale di recupero. In realtà, l'immondizia non è mai scesa dal camion. Ma quando arriva in discarica può essere accolta perché risulta essere altro da ciò che è".

    L'industriale a monte è libero da ogni sospetto o seccatura perché avrà da mostrare un documento che attesta il trattamento intermedio di quei rifiuti e per la stessa ragione lo saranno il broker e la discarica che quei rifiuti ha interrato. Lo "scarico di conferimento" è ancora più semplice. Nel centro di stoccaggio e trasformazione il carico di rifiuti cambia di mano. "Il camion che ha fatto la prima tratta se ne torna indietro e la responsabilità dello smaltimento diventa del centro di stoccaggio. A questo punto arrivano i camion dal sud. Caricano e sversano dove solo loro sanno. In Campania o anche in regioni limitrofe".

    Il finto declassamento dei rifiuti o il loro passaggio di mano rendono di fatto irrintracciabile la reale origine del carico e la sua effettiva destinazione. Fanno da diga tra chi i veleni li produce e chi li interra. Dice l'uomo: "Faccio un esempio per far capire come andassero le cose ancora nel 2003. Milano era in piena emergenza e l'Amsa conferiva i suoi rifiuti solidi urbani, dunque non nocivi, in Campania, dove però era scoppiata a sua volta l'emergenza. A Napoli, l'allora commissario straordinario vietò l'importazione di rifiuti da altre regioni, ma con il meccanismo del conferimento dei rifiuti a centri di stoccaggio intermedi i rifiuti milanesi continuarono ad affluire nella discarica di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta".

    Tutti sapevano. Tutti sanno. Compresi, evidentemente, chi i carichi velenosi li trasporta. "Loro sono davvero le ultime ruote del carro. Lo fanno per mangiare. I camion fanno una prima tratta da sud a nord trasportando merci regolari e per non tornare indietro vuoti caricano immondizia. Quale che sia". Del resto, i controlli lungo il tragitto pare non spaventino proprio nessuno. "Un conto è essere bloccati dalla Forestale o dai carabinieri del Nucleo di tutela ambientale. Ma questo succede soltanto quando si è finiti in un'indagine, magari si è stati intercettati e si sa quale è il camion da fermare. Un altro conto è essere controllati dalla polizia stradale. Il camion viaggia chiuso e se i pesi sono rispettati e le bolle di accompagnamento sono a posto, nessuno andrà ad aprire i cassoni per vedere se davvero ciò che c'è dentro è o meno materiale nocivo. E il gioco è fatto".

    (6 giugno 2008)

    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...lamentare.html

  2. #2
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    La vergogna del sud:
    in cui le ASS non fanno i controlli consentendo a cialtroni camorristi di gestire false aziende per lo smaltimento rifiuti "ufficialmente in regola".
    In cui meriodionali, dietro compenso di camorristi, lasciano che rifiuti tossici vengano smaltiti nel loro terreno avvelenando i loro vicini.
    Napolitano è il solito "terrone" che frigna e si lamenta (ma sotto sotto si fa gli affari suoi alla faccia delle persone oneste).
    Vergognatevi, iniziate a smettere di frignare (chiagni e fotti), a rimboccarvi le maniche e a lavorare.
    Sono 150 anni che le cose non cambiano mai................
    E' sempre colpa degli altri:
    - la mafia l'ho inventata io, i mafiosi e i camorristi notoriamente di cognome fanno: Brambilla, Michelutti, Florit;
    - i giornalisti sono tutti boicottatori del sud (visto che nel 90% dei caisi: "scoperto traffico di droga a Milano gestito da italiani di origine napoletana e albanesi", "sparatoria a reggio calabria, colpito bambino di 6 anni - ancora un Brambilla in trasferta, che gente cattiva i Brambilla-, "violentata e uccisa a botte quattordicenne perchè incinta" - colpa del nord-).

  3. #3
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  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio
    La vergogna del sud:
    in cui le ASS non fanno i controlli consentendo a cialtroni camorristi di gestire false aziende per lo smaltimento rifiuti "ufficialmente in regola".
    In cui meriodionali, dietro compenso di camorristi, lasciano che rifiuti tossici vengano smaltiti nel loro terreno avvelenando i loro vicini.
    Napolitano è il solito "terrone" che frigna e si lamenta (ma sotto sotto si fa gli affari suoi alla faccia delle persone oneste).
    Vergognatevi, iniziate a smettere di frignare (chiagni e fotti), a rimboccarvi le maniche e a lavorare.
    Sono 150 anni che le cose non cambiano mai................
    E' sempre colpa degli altri:
    - la mafia l'ho inventata io, i mafiosi e i camorristi notoriamente di cognome fanno: Brambilla, Michelutti, Florit;
    - i giornalisti sono tutti boicottatori del sud (visto che nel 90% dei caisi: "scoperto traffico di droga a Milano gestito da italiani di origine napoletana e albanesi", "sparatoria a reggio calabria, colpito bambino di 6 anni - ancora un Brambilla in trasferta, che gente cattiva i Brambilla-, "violentata e uccisa a botte quattordicenne perchè incinta" - colpa del nord-).
    Da veneto a veneto: a parte che uno che ha massacrato di botte e seppellito (ancora viva) l'amante perchè incinta l'abbiamo solo noi (purtroppo), ma non crederai mica che nel sud ci siano meno mafiosi che nel nord, solo perchè nel nord la mafia si chiama confindustria/lega/FI?

  5. #5
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    Vabbè se la lega, forza italia e confindustria sono la mafia allora siamo fuori dal mondo (o se vuoi ci sono i visitoris).
    E' poi è anche ora di finirla con la solita storia del "rubano anche loro", "imbrogliano anche loro".
    Sennò è una rincorsa al peggio.
    Nessun picchiatore di mediaset è venuto a minacciarmi in casa se non guardo canale 5.
    Sui veneti assassini: chiaro che ce ne sono ma non c'è una mentalità e una cultura criminale (per cui paghi il piozzo e taci, ti rivolgi al mafioso per trovare lavoro, assalti la polizia che arresta un criminale, svolgi attività illegali adducendo la solita scusa "o me lo lasciate fare o spaccio la droga", affitti il campo alla camorra e poi manifesti contro lo stato che vuole aprire una discarica, crei scuole che regalano il diploma o la laurea senza studiare assolutamente..................................... ......................................).
    E no, cazzo: bisogna finirla di mettere sullo stesso piano chi vive coltivando una mentalità crminale e singoli episodi criminali.
    Non puoi mettere sullo stesso piano forza italia e la mafia: e un paragone che non sta nè in cielo nè in terra.
    Serve solo a continuare il degrado.
    Ciomunque sono nato e risiedo in Friuli, non rinnego nulla delle radici venete ma sarei anche disponibile a rinunciare all'insegnamento se mettessero il friulano come lingua veicolare a scuola (lo capisco ma non lo parlo): sono stufo di vedere arrivare da noi gente che si è laureata alla cazzo, cresciuta con una mentalità da imboroglione che poi viene a lavorare da noi (portandoci tutta sta porcheria di "cultura mafiosa").
    Le infiltraizoni mafiose in Friuli sono arrivate con l'immigrazione meridionale (per esempio alla fincantieri di Monfalcone).
    Basta, cazzo, basta. Non voglio dover pagare un impiegato comunale per veder accellerata una pratica o vedermi arrivare gente che mi chiede il pizzo o trovarmi a vivere in una pattumiera (e ci manca poco), o trovarmii il medico meridionale che (con a casa sua la truffa legalizzata sulle pensioni di invaliditè) arriva da noi a fare il figo e a diere a una parente: "le cartelle cliniche si possono falsificare", nella tua regione del cazzo, sì brutto muso de merda de teron, da noi no.
    Basta, altro che balle: "in fondo rubiamo tutti, il buono e il cattivo ci sono dappertutto".
    E' una questione di cultura e quantità.
    Trovami un veneto o un friulano denunciati per associazione mafiosa e te ne trovo 10.000 meridionali.
    Porca troia.

  6. #6
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    mamma mia quanto siamo indietro di cottura

  7. #7
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    "Faccio un esempio per far capire come andassero le cose ancora nel 2003. Milano era in piena emergenza e l'Amsa conferiva i suoi rifiuti solidi urbani, dunque non nocivi, in Campania, dove però era scoppiata a sua volta l'emergenza. A Napoli, l'allora commissario straordinario vietò l'importazione di rifiuti da altre regioni, ma con il meccanismo del conferimento dei rifiuti a centri di stoccaggio intermedi i rifiuti milanesi continuarono ad affluire nella discarica di Trentola Ducenta, in provincia di Caserta".

    i pagliacci secessionisti di cui sopra dovrebbero leggere l'articolo e poi nascondersi per la vergogna.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da hellas Visualizza Messaggio
    ..........E' una questione di cultura e quantità.
    Trovami un veneto o un friulano denunciati per associazione mafiosa e te ne trovo 10.000 meridionali.
    Porca troia.
    E la mala del brenta, te la sei dimenticata la mala del brenta?

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Scipione Visualizza Messaggio
    E la mala del brenta, te la sei dimenticata la mala del brenta?
    Siamo sempre in un rapporto 1: 10.000 e dentro c'erano un sacco di terroni.
    Basta negare l'evidenza.
    Basta balle del sud vittima del nord.
    Siete così fighi? Fate la secessione.
    Oltretutto la mala del Brenta ebbe correlazioni con la mafia proprio in conseguenza dei mafiosi in soggiorno obbligato in Veneto.

  10. #10
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    Titolo diffamatorio animato dal solito razzismo antileghista.

    Le responsabilità di Imprenditori delinquenti è SOLO loro,la responsabilità di Politici inefficenti e corrotti è ANCHE di chi li vota.

 

 
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