Semafori, grattacieli, alberi, giornali, accordi energetici internazionali, uffici all'estero, alcohol, autobus e metropolitana: cosa hanno in comune? Così a prima vista difficile dirlo. Aiutino: parliamo di Londra. Mhmhmh...ancora niente? Altro aiutino: coinvolgono Boris Johnson, il nuovo sindaco... Capito? Dunque la lista menziona alcuni temi sui quali il nuovo Major (pronuncia "mea") of London ha annunciato provvedimenti immediati. Tutto nelle sue prime due settimane al comando.

Procediamo con ordine: i semafori. Johnson sostiene di voler rivedere le fasi di rosso-verde ai trafficati incroci cittadini. Ritiene infatti che l'alternanza fra i due colori sia mal studiata, generando così code più lunghe del necessario. Due le conseguenze negative: snervare gli automobilisti e inquinare. Via quindi ad una nuova operazione, battezzata "semafori intelligenti": sembra si alterneranno fasi più tambureggianti di rossi-verdi destinate, nelle intenzioni del sindaco, a snellire la viabilità cittadina.

I grattacieli: Boris ha confessato che non è un amante del genere. Non gli piacciono i palazzi alti perchè "rovinano le vedute storiche della città". A differenza del suo predecessore, che voleva dare alla City uno skylight modello newyorkese, il nuovo "mea" promette molta attenzione a quali nuovi appalti approvare. "A meno che non si tratti di aree come Croydon -rinomata zonaccia di periferia- dove non mi sembra di ricordare ci siano molte vedute storiche". Oooops... piccola gaffe del sindaco: ma le verità politicamente scorrette fanno parte del suo modo d'essere come i semi all'anguria.

Il discorso sugli alberi si lega a quello sui giornali; anzi su un giornale, The Londoner. Ideato dal predecessore Livingstone e distribuito gratuitamente in circa 3 milioni di case, costava al comune circa 1 milione di sterline all'anno. "Una spesa inutile"- sostiene BoJo- "serviva solo per la pubblicità personale dell'ex sindaco". E promette di avere ben chiaro cosa fare con i soldi risparmiati: piantare 10 mila alberi nelle zone -diciamo così- "meno accoglienti" della città.

E gli accordi internazionali? Livingstone aveva stipulato a inizio 2007 un controverso accordo energetico con il presidente venezuelano Chàvez, in base al quale il Venezuela si impegnava a rifornire Londra di petrolio a basso costo, in cambio di non meglio precisate "consulenze tecniche" in materia ambientale. Secondo Johnson, Chàvez non è un personaggio con cui fare affari, e "l'accordo è rimasto indigesto a molti cittadini". Ecco quindi l'annuncio: stop al piano col Venezuela, "perchè credo ci siano modi migliori di beneficiare i londinesi e i cittadini del paese sudamericano".

Gli uffici all'estero? Un'altra eredità del predecessore che BoJo vuole eliminare. Livingstone aveva aperto alcuni uffici-ambasciata londinesi a Delhi, Pechino, Shangai, Bruxelles e Caracas. Uffici destinati a promuovere la capitale come meta privilegiata di investimenti finanziari e turismo. "Mantenere questi uffici è troppo caro" lamenta Johnson. "Vanno chiusi e la materia va fatta ritornare sotto la normale competenza delle ambasciate nazionali".

C'è poi il discorso sul binomio alcohol-mezzi pubblci che merita un approfondimento a parte: ne riparleremo. Basti un'anticipazione: dal primo di giugno sarà vietato consumare o trasporare contenitori aperti di alcolici sui mezzi pubblici cittadini. Mica scherzi in una città dove il consumo di alcohol sembra spesso più diffuso di quello dell'acqua.

Love him or hate him - amalo o odialo - dicono in città del nuovo sindaco. In effetti BoJo è proprio un personaggio da amare o odiare: istrionico, vulcanico, politicamente scorretto. Per i suoi ammiratori è simpatico, intelligente e preparato; per i suoi nemici è solo un figlio di papà che non ha mai veramente lavorato in vita sua, incapace a governare la propria lingua (in senso fisico), figuriamoci la più grande metropoli europea.

Comunque sia, sicurezza, trasporti e ambiente sono i temi sui quali Johnson ha vinto la campagna elettorale. E tutti sono presenti nei suoi primi provvedimenti. Certo, il modo di presentarli è spesso, diciamo, un pò inusuale: ma aspettiamo i risultati prima di giudicare.

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