
Originariamente Scritto da
Palvesario
Dopo il festival (legato ad un discorso più vicino alle sottoculture giovanili), ora il nostro prossimo possibile impegno sarà quello di costruire una festa di quartiere in una zona abbastanza degradata.
L'idea è di costruire un momento collettivo che però sia il preludio ad una serie di iniziative volte a disintegrare la paura "del diverso", il tutto attraverso un percorso di conoscenza reciproca nelle differenze.
Un'idea è quella di sviluppare la festa come un grosso meeting point per lanciare i gruppi di acquisto solidale e la banca del tempo, due strumenti non repressivi di reale e fattuale antirazzismo.
La festa è un momento collettivo e ancora abbastanza in cantiere, voi cosa ci vedreste bene dentro oltre a quanto detto?