Confermato da Tremonti a TG7: non importa se pagheremo di più alla fine, mi interessa che venga rimossa l'angoscia adesso (più o meno).


Confermato da Tremonti a TG7: non importa se pagheremo di più alla fine, mi interessa che venga rimossa l'angoscia adesso (più o meno).


http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=LiberoLa convenienza della convenzione Abi-Governo sulla rinegoziazione dei mutui? È un puro effetto ottico. La riduzione della rata del mutuo introdotta dal Consiglio dei ministri di mercoledì scorso si rivela alla lunga meno conveniente rispetto alla "portabilità" con un nuovo contratto a tassi più bassi, stipulato grazie alla surrogazione dell'ipoteca preesistente. Lo dimostra una simulazione del «Sole 24 Ore» che compara i montanti finali di uno stesso mutuo nelle due ipotesi, applicando in un caso la convenzione e nell'altro i migliori tassi di interesse offerti dal mercato per i contratti di surroga.
Una prima dimostrazione teorica di questo effetto è stata offerta ieri dal «Sole 24 Ore». È vero che grazie alla convenzione Abi-Governo (della quale però non si conosco ancora i dettagli attuativi, che potrebbero cambiare significativamente i calcoli di convenienza) la rata del mutuo cala, per l'applicazione di un minor tasso. Il costo di un mutuo non si misura però solo sulla rata pagata, ma anche sulla somma totale restituita alla banca, il montante, che è dato da capitale e interessi. Con la portabilità garantita dalla surrogazione dell'ipoteca introdotta dai decreti Bersani, l'abbandono del vecchio contratto e la stipula di uno nuovo a tassi inferiori possono portare a un montante finale più leggero. Se si usa invece la nuova convenzione Abi-Governo, al montante del mutuo va aggiunta una quota residua da pagare, data dalla differenza tra le rate originali e quelle "alleggerite" dalla convenzione, aumentata degli interessi maturati. La somma del montante e di questo residuo si rivela più pesante.
La tabella a fianco esamina i due percorsi alternativi per rinegoziare un mutuo originario a tasso variabile da 100mila euro stipulato nel settembre del 2005 da un lavoratore dipendente di 35 anni di Milano per un immobile del valore di 200mila euro. I calcoli sono basati sull'ipotesi (puramente teorica) che i tassi restino invariati fino alla fine del piano di ammortamento. La convenzione Abi-Governo porterebbe a un esborso finale di 177mila euro, con una rata costante di 613 euro pagata per i 208 mesi di vita residua del mutuo di base a cui si aggiungerebbero altri 52 mesi necessari al rimborso del residuo. Se invece si utilizzasse la rinegoziazione con le migliori offerte di surrogazione presentate dal broker MutuiOnline, la rata mensile sarebbe sì superiore (dai 52 ai 93 euro) a quella pagata con la convenzione, ma il montante finale pagato dal cliente (al termine dei 208 mesi di vita residua del mutuo) sarebbe inferiore rispetto a quello della convenzione da un minimo di 10mila a un massimo di oltre 18mila euro.
Le banche in tabella non sono le uniche a offrire la surroga. Dopo i decreti Bersani e l'accordo del 14 maggio tra il Consiglio nazionale del Notariato e 11 associazioni di consumatori, cresce di giorno in giorno la concorrenza tra gli istituti nel segmento della portabilità. Intesa Sanpaolo offre la surroga a costo zero con opzioni di flessibilità (sospensione pagamento rata e modifica della durata). Il gruppo UniCredit (UniCredit Banca, UniCredit Banca per la Casa. UniCredit Banca di Roma, Banco di Sicilia e Bipop Carire) ha lanciato la gamma Trasloca Mutuo che permette ai clienti di altre banche di trasferire il mutuo in UniCredit. Il gruppo Monte dei Paschi (Banca Mps, Banca Toscana, Bam) offre SostiMutuo che non ha costi di entrata. Ubi Banca ha lanciato la "campagna rottamazione" per i contratti di altri istituti, mentre Credem ha creato una linea dedicata, Rimutuo.
Altre offerte arrivano da Banca Sella, Popolare di Bari, IWBank (che offre 1.000 euro per le spese notarili e azzera gli altri costi), CariCento. Tra gli istituti che fanno parte di gruppi esteri la surroga è offerta da Banca Macquarie (con durate fino a 40 anni), Ing Direct (che offre gli stessi tassi di Mutuo Arancio). Woolwich (gruppo Barclays) offre Portamutuo, mentre FriulAdria (gruppo Crédit Agricole) ha introdotto la surroga con contratti a rata costante e durata variabile o per i contratti "Cambio scelta" che consentono di scegliere ogni tre anni tra tassi fissi e variabili accollandosi anche le spese notarili. Infine il gruppo Bnp Paribas sono attive Bnl (che con CambiaMutuo consente anche di allungare la durata sino a 40 anni) e l'istituto specializzato Banca Ucb. D'altronde cresce il numero dei clienti in fuga da rate diventate troppo pesanti: nel quarto trimestre 2007 i mutui di sostituzione sono arrivati al 23% di tutti i nuovi contratti.


hai postato un articolo della scorsa settimana quando la situazione non era ancora chiara, perchè non posti un articolo di oggi del sole 24 ore?


Mutui, ok da Antitrust a Dl: banche libere di offrire di più
L'Antitrust giudica positivamente il Dl del Governo sui mutui che «prevedendo un diritto alla rinegoziazione a condizioni predeterminate, viene incontro a quei mutuatari oggettivamente esposti a situazione difficilmente sostenibili». Tuttavia, scrive il Garante in una segnalazione a Governo e Parlamento, occorre che le banche possano autonomamente adottare condizioni migliori, che sia garantita la portabilità a costo zero e la trasparenza delle condizioni. È questo il nuovo monito indirizzato agli Istituti di credito che arriva dall'Autoritá Garante della Concorrenza e del Mercato, guidata da Antonio Catricala, contenuto in una segnalazione inviata a Governo e Parlamento.
«Il decreto legge sui mutui, prevedendo un diritto alla rinegoziazione a condizioni predeterminate, viene incontro a quei mutuatari oggettivamente esposti a situazioni difficilmente sostenibili. Occorre tuttavia che le banche possano autonomamente adottare condizioni migliori per la clientela e che sia garantita definitivamente la portabilità a costo zero», si legge.
L'Autoritá, infatti, sottolinea che «negli ultimi due anni l'incremento del costo del denaro ha determinato aumenti nelle rate indicizzate, a seconda della durata e ammontare del mutuo, anche del 20 per cento». Il decreto, dunque, «viene incontro ad un'esigenza reale». Ma perché generi effetti positivi, «senza disincentivare la competizione, vanno però salvaguardati, per l'Authority, tre requisiti essenziali.
La prima è quella di prevedere condizioni migliorative: per l'Autoritá infatti, «è importante che le singole banche e gli intermediari finanziari aderenti alla Convenzione possano autonomamente adottare condizioni e/o strategie commerciali migliori per la clientela, evitando di rendere omogenee le strategie dal lato dell'offerta, eliminando in questo modo ogni incentivo a competere».
La seconda è quella di garantire la portabilità: «Per mantenere gli stimoli concorrenziali, legati al confronto tra più offerte, è cruciale garantire la surrogazione del mutuo a costo zero, anche per quanto riguarda i costi dei servizi notarili». Secondo l'Autoritá invece allo stato attuale »il processo di portabilitá appare ancora eccessivamente vischioso». La terza, infine, è quella di assicurare la trasparenza delle condizioni: secondo l'Autoritá il mutuatario deve essere messo nella condizione di valutare gli effetti della rinegoziazione, tenendo conto non solo dell'abbattimento della rata ma anche del maggior costo legato all'allungamento del prestito iniziale e dei rischi legati alle diverse possibili evoluzioni dei tassi di interesse. Per l'Autoritá «è fondamentale che vengano redatti fogli informativi sintetici, con le stime dei costi e dei vantaggi attesi in base, ad esempio, ad ipotesi alternative sull'andamento dei tassi e sull'allungamento del finanziamento. Solo in base ad informazioni chiare ed esaurienti il cliente può decidere se cercare soluzioni alternative con la surrogazione del mutuo presso altre banche concorrenti, innescando così positive spinte competitive».
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...1-00000e251029


Mutui, Tremonti: «Impegno del Governo per la portabilità gratuita»
di Nicoletta Cottone
È un esperimento di democrazia condivisa, dove si intrecciano risparmio e casa. Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti presenta così l'accordo con l'Abi sulla rinegoziazione dei mutui a tasso variabile, previsto dal decreto legge fiscale che andrà in Gazzetta Ufficiale domani 28 maggio 2008. «In questi ultimi due anni - spiega Tremonti - troppe famiglie si sono trovate nella trappola fra stipendio fisso e mutuo variabile». Per il ministro dell'Economia si tratta di un passaggio da una facoltà rimessa alla banca, a un diritto. Una delle novità, spiega Tremonti, è che il vantaggio fiscale resterà immutato: «Stiamo valutando la possibilità di continuare a dedurre fiscalmente la rata contratta prima della rinegoziazione del mutuo». Sì anche a un osservatorio con le associazioni dei consumatori che permetterà di monitorare l'andamento dell'accordo. Il ministro ha aggiunto che c'è l'impegno del Governo anche per azzerare i costi della portabilità e le spese notarili. Per abbattere le spese dal notaio, per Tremonti ci sono due strade: «estendere anche ai beni immobiliari la possibilità che sia il funzionario di banca a certificare la girata, come giá avviene sui valori mobiliari» oppure «conservare la funzione del notaio, ma a costo zero».
La morosità, poi, non esclude dall'accesso al nuovo strumento: il ministro si è, infatti, impegnato su due richieste delle associazioni dei consumatori, auspicando anche l'intervento delle banche. In pratica le famiglie morose fino a 6 rate potranno rientrare nell'accordo e per quelle che hanno immobili con procedure esecutive ci sarà l'intervento di sostegno del Fondo mutui. Ma solo per i casi più critici.
Dal canto suo il presidente dell'Abi Corrado Faissola ha sottolineato che «le banche non hanno nessuna intenzione di ricavare vantaggi» dall'accordo sulla rinegoziazione dei mutui. «Le banche hanno aderito con grande senso di responsabilità, visto che la situazione economica delle famiglie è mutata a causa di agenti esterni». Il presidente di Federconsumatori Rosario Trefiletti ha poi avvertito le banche: «sulle rate da pagare non vogliamo che ci siano problemi di anatocismo». Paolo Landi, segretario dell'Adiconsum, ha ricordato che si tratta di un accordo oneroso per i consumatori, che rappresenta una boccata di ossigeno solo per chi non è in grado di pagare il mutuo. E, avverte, «l'accordo potrebbe mettere in sordina una concorrenza che si è attivata».
L'accordo ridefinisce modalità e criteri di rinegoziazione dei mutui a tasso variabile stipulati per l'acquisto, la costruzione e la ristrutturazione dell'abitazione principale. La rinegoziazione, che si applica dalla prima rata successiva al 1° gennaio 2009, dovrà assicurare la riduzione dell'importo della rata a un ammontare pari a quello della rata che si ottiene applicando all'importo originario del mutuo il tasso di interesse come risultante dalla media aritmetica dei tassi applicati ai sensi del contratto del 2006. L'importo così calcolato resta invariato per la durata del mutuo.
La differenza tra l'importo della rata dovuta secondo il piano originario di ammortamento e quello risultante dall'atto di rinegoziazione è addebitato su un conto di finanziamento accessorio al tasso che si ottiene in base all'Irs a 10 anni, alla data di rinegoziazione, maggiorato di uno spread dello 0,50 per cento. In caso il saldo fosse a favore del mutuatario la differenza sarà imputata a credito sul conto di finanziamento accessorio. L'eventuale debito del conto accessorio sarà rimborsato dal cliente con rate costanti di importo uguale alla rata di rinegoziazione. L'ammortamento è calcolato sulla base dello stesso tasso a cui è regolato il conto accessorio, purché più favorevole al cliente. Le garanzie restano le stesse del mutuo originario. Banche e intermediari finanziari che aderiscono alla convenzione dovranno formulare ai clienti le proposte di rinegoziazione entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore del decreto fiscale. Le operazioni di rinegoziazione sono esenti da imposte e tasse. Banche e intermediari finanziari non dovranno applicare costi ai clienti.
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero


Tremonti lo abbiamo già avuto tra il 2001 ed il 2006, e sappiamo benissimo dove porta, alla crescita zero, forse adesso batterà se stesso e passeremo alla crescita negativa...


Si tratta di una cosa inutile. Chiedete alla vostra banca di rinegoziare il mutuo per la sua durata o per le condizioni e non vi dirà di no. In caso contrario fate la surroga.
Mi pare semplicissimo e lineare, non come quella cosa arzigogolata e inutile proposta dal genio della finanza creativa.
Esistono inoltre (da anni) mutui a durata variabile che a fronte deli benefici del tasso variabile (non farei mai il fisso, per nessuna ragione), mantengono costante nel tempo l'importo della rata, variando la durata del mutuo stesso.
Mi pare un'ottima soluzione.
There are only 10 types of people in the world: those who understand binary and those who don't
http://openflights.org/banner/f.pier.png




24/5/2008 (8:11) - BOCCIATO ACCORDO RAGGIUNTO DAL GOVERNO COL CREDITO "Sui mutui 20% di interessi in più"
http://www.lastampa.it/redazione/cms...3077girata.asp
-------------------------------------------------------------------------
Si rischia di pagare 20% di interessi in più sui Mutui.
Il popolo dei mutui va all'attacco dopo l'accordo tra Abi e governo sulla rinegoziazione dei mutui. Secondo le associazioni dei consumatori c'è il rischio di pagare interessi aggiuntivi del 10-20% e molte famiglie rischiano di essere indotte ad una scelta sbagliata. Secondo Paolo Landi di Adiconsum “è indispensabile un incontro con l'Abi per chiarire alcuni aspetti [...]
http://www.wikio.it/news/Paolo+Landi+di+Adiconsum
![]()
![]()


La rinegoziazione e la portabilità gratuita le ha "scoperte" Bersani, e le banche più serie già lo fanno. Tremonti, come al solito, vende fuffa e favorisce le banche.
Avvertite O'Rei...![]()