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  1. #1
    Reazionario Eurocentrico
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    Post Plinio Corrêa de Oliveira - Rivoluzione e Contro-Rivoluzione


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    Copyright Èulogos 2007 - Vedi anche: Crediti

    Rivoluzione e Contro-Rivoluzione (Revolução e Contra-Revolução) è il titolo di un'opera dello storico e politico cattolico brasiliano Plinio Corrêa de Oliveira, nel quale viene espresso il suo pensiero sulla crisi della civiltà cristiana occidentale animata dalla Chiesa cattolica. Plinio Corrêa de Oliveira nell'opera descrive una 'IV Rivoluzione' dissolutrice totale, successiva alla I Rivoluzione protestante-assolutista, alla II liberale-illuminista, alla III comunista; basata sull'abortismo, la rivoluzione sessuale e la liberalizzazione delle droghe.
    L'opera venne pubblicata nel 1959 e rappresentò il fondamento della "Società brasiliana per la difesa della tradizione, famiglia e proprietà" ("TFP"), fondata nel 1960. In seguito fu completata con una nuova parte e ripubblicata in Italia come "Rivoluzione e Contro-Rivoluzione vent’anni dopo", nel 1977.
    Il processo di distruzione della civiltà cristiana occidentale, secondo l'autore, è in corso attraverso un processo in quattro fasi ("Rivoluzioni"): la prima religiosa, rappresentata dalla Riforma protestante, accompagnata dall'Umanesimo e dal Rinascimento, la seconda politica, rappresentata dalla Rivoluzione francese, la terza socio-economica, rappresentata dal Comunismo e dalla Rivoluzione di Ottobre, la quarta culturale, rappresentata dal Sessantotto francese.
    La "contro-rivoluzione" consiste di contro, secondo l'autore, nella restaurazione dei valori e della civiltà cristiani, tra i quali in particolare il principio di autorità contro l'ugualitarismo, considerato prodotto dell'orgoglio umano, mentre le disuguaglianze sono "giuste e conformi all'ordine dell'universo", e la moralità contro il liberalismo, considerato prodotto della sensualità.

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  2. #2
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  3. #3
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    Citazione Originariamente Scritto da Iafet Visualizza Messaggio




    La "contro-rivoluzione" consiste di contro, secondo l'autore, nella restaurazione dei valori e della civiltà cristiani, tra i quali in particolare il principio di autorità contro l'ugualitarismo, considerato prodotto dell'orgoglio umano, mentre le disuguaglianze sono "giuste e conformi all'ordine dell'universo", e la moralità contro il liberalismo, considerato prodotto della sensualità.
    Chiamatemi antico, ma per me questa è pura e semplice Reazione!

    Tra l'altro noto che si distingue tra civiltà cristiana e ugualitarismo: ma perchè il Paradiso è per caso precluso ai negri o ai pellerossa, ai ladri e agli assassini (pentiti), ai ricchi come ai poveri?
    Mi sembra che siano stati proprio i tanto decantati "valori cristiani" a distruggere l'unica civiltà capace di tenere insieme, in pace, uniti ma divisi, tutti (o quasi) i popoli del mondo conosciuto. Le fondamenta dell'Impero Romano furono minate dal diffondersi nella società del cristianesimo...il resto ne è una conseguenza.

  4. #4
    Bieco reazionario colonialista
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    Una delle critiche alla modernità più belle.
    Rivoluzione e contro-rivoluzione lo dovrebbero leggere tutti.
    Su!

    carlomartello

  5. #5
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    Anche a me è piaciuto molto.
    E' Reazione. E' Contro-Rivoluzione. E' la Destra Radicale che vorrei...

  6. #6
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    RCR è la mia "bibbia politica".

  7. #7
    Bello e dannato
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    Guardate, io l'ho letto (R&CR).
    un autore interessante, e per certi versi coerentissimo.
    Solo che difficilmente è condivisibile (se non in minima parte) da chi non è cattolico.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Iafet Visualizza Messaggio
    [center] e la moralità contro il liberalismo, considerato prodotto della sensualità.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Pieralvise Visualizza Messaggio
    Guardate, io l'ho letto (R&CR).
    un autore interessante, e per certi versi coerentissimo.
    Solo che difficilmente è condivisibile (se non in minima parte) da chi non è cattolico.
    Le invocazioni devote, gli occasionali toni moraleggianti possono annoiare. Ma l'interpretazione della storia come decadenza, come un continuo sprofondare nel fango, ha il suo fascino (e ha anche molto in comune con quella di Evola).

  10. #10
    Bello e dannato
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    Citazione Originariamente Scritto da ServoDellaGleba Visualizza Messaggio
    Le invocazioni devote, gli occasionali toni moraleggianti possono annoiare. Ma l'interpretazione della storia come decadenza, come un continuo sprofondare nel fango, ha il suo fascino (e ha anche molto in comune con quella di Evola).
    Il tuo commento è pertinente, pertanto desidero precisare meglio il mio giudizio.

    Lessi R&CR un paio di anni fa. Mi venne prestato da un amico. Non so citare il libro a memoria, perché lo lessi un'unica volta. Ma essendo un lettore attento, mi piace pensare di averne compreso lo spirito.

    Come ho detto, ritengo Corrêa de Oliveira un autore interessante e coerentissimo.
    Interessante proprio per via della interpretazione "anti-progressiva" della Storia, per l'aperto richiamo a princìpi superiori e trascendenti, per la lucidità nel valutare alcuni fenomeni storico-culturali.
    Coerentissimo perché la sua opera intellettuale è perfettamente in linea con il suo cattolicesimo tradizionale (che definirei tridentino e preconciliare, anche se qui domando di perdonarmi eventuali imprecisioni, poiché il cattolicesimo non è la mia religione, e la conoscienza che ho di essa non supera poi di molto le mie nozioni sull'Islam o sul buddismo).

    Ciò premesso, bisogna dire che Corrêa de Oliveira ha i suoi saldi punti di partenza. Uno di questi è il cattolicesimo. Se non lo si condivide, è difficile condividere quanto dice Plinio C.d.O., pur apprezzandone, magari, l'impostazione e facendo propria qualche sua valutazione.

    Hai giustamente citato Evola.
    Anche Evola lo leggo con profondo interesse (pur non essendo un evoliano-evolomane). Ovviamente anche con Evola non mi trovo a concordare su ogni cosa. Tuttavia è avvenuto molto più di frequente che io mi ritrovassi nel suo pensiero, piuttosto che in quello di Plinio.
    Volendo azzardare una volgare banalizzazione quantitativa, condivido Evola 7 volte su dieci, Plinio 2 o 3.

    D'altronde non si può non rilevare come il giudizio che Plinio ed Evola danno del cristianesimo in generale e del cattolicesimo in particolare siano molto differenti, così come è molto differente il "ruolo" che i due autori assegnano a questa religione.
    E dico questo sapendo benissimo quanto il giudizio evoliano sul cristiano-cattolicesimo si sia affinato nel corso della sua vita, e sapendo benissimo quanto sia risibile voler ridurre Evola ad una sorta di fanatico anti-cristiano.

 

 
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