Ho parlato con l'ex corrispondente in Olanda per il Manifesto Luca Tommaselli.
Questo simpatico fisico-matematico è stato 4 anni in Olanda e ha seguito per benino le dinamiche del Partito SP, il Partito del Pomodoro.
Un paio d'ore su come funzionano le cose là sono state davvero, ma davvero, illuminanti.
Le divido per argomenti per semplicità:
1) Casta? No grazie.
Uno dei motti dell'SP recita: "la fiducia arriva a piedi e se ne va a cavallo", che poi è anche un classico proverbio olandese. Cosa fa l'SP per differenziarsi dagli altri? Semplice: ogni iscritto con ruoi istituzionali versa TUTTO il proprio stipendio al Partito che poi emette i propri stipendi. Per parlamentari, senatori, segretario...insomma i pezzi grossi, lo stipendio è di 2000€ mensili. Non un euro di più. Che in Olanda sono un po' come i nostri 1500-1600€ circa. Per i consiglieri comunali è ancora molto meno, tanto che alcuni consiglieri comunali si lamentavano che lavorando per campare non riuscivano a fare bene anche il mestiere di consigliere. Il Partito in quel caso fu inflessibile: espulse i consiglieri ribelli.
Il leader storico dell'SP, parlamentare, è l'unico che gira come una trottola il paese per raccogliere lamentele e comunicazioni dagli olandesi. Lui che vive in un bilocale di periferia.
TUTTI gli iscritti al Partito devono fare lavoro territoriale, frega cazzi se hanno ruoli come parlamentari.
Un ex ambasciatore iscritto al Partito fu mandato a dare volantini per un anno prima di dire lui: "ok, ora parliamo".
2) Lavoro territoriale.
TUTTI devono farlo, come dicevo prima. Le sezioni che non raggiungono una quota mensile minima di lavoro politico territoriale sono chiuse dal Partito. Altro che sedi fantasma per tesserare cammelli e cammellieri! Lì chi non lavora è annichilito politicamente nel Partito.
Il motto, tradotto, del lavoro nel territorio è: "fascinazione, legame, approfondimento". Fanno corsi su come si lavora sul territorio, ti insegnano anche come presentarsi e come parlare davanti le persone in funzione del soggetto che si ha davanti.
3) La carica degli oppressi.
Quello che più stupiva era la voglia, la carica, di tutti nel Partito. La carica dei senza voce che hanno voglia di fare vedere: "ci siamo anche noi".
Non è la schifosa voglia di rivalsa di chi è sempre stato sotto e, quando arriva in alto, è preso dall'ingordigia di voler arraffare tutto (come conosciamo bene in Italia). No, è l'austerità e la dignità della classi subordinate. Tanto austere che quando si presentò la possibilità di governare insieme ai socialdemocratici, l'SP rispose: "no, non siamo ancora in grado". Che grande lezione per RC!!
Poi altre 1000 e 1000 cose che mi sono dimenticato...




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