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    Arrow tutti in coda contro Ahmadinejad! (con sionmartello!!)

    Il mio sostegno
    alla vostra iniziativa

    di Franco Frattini
    Caro direttore, desidero manifestare la mia convinta condivisione politica, non consentendomi le mie funzioni istituzionali di aderire formalmente, dei contenuti dell’appello del Riformista riguardante la presenza in Italia nei prossimi giorni del presidente della repubblica islamica dell’Iran per partecipare alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare. In particolare, esprimo il mio sostegno alla stigmatizzazione di ogni dichiarazione diretta a porre in discussione il diritto all’esistenza di Israele e di ogni affermazione volta a negare la realtà storica della Shoah.
    L’Italia continuerà a perseguire, congiuntamente con i principali partner internazionali, una linea di fermezza e di trasparenza riguardo al programma nucleare iraniano, e al contempo ad appoggiare l’impegno negoziale posto in essere dall’Unione europea e dall’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza Javier Solana.

    Un dovere morale
    per il Medio Oriente
    di Piero Fassino
    Caro direttore, apprezzo l’appello del Riformista. Chiunque si batta per dare al lungo conflitto israelo-palestinese una soluzione fondata sul principio “due popoli, due Stati”, non può che essere esplicito e netto nel rifiutare qualsiasi forma di negazione della Shoah, dello Stato di Israele e del suo diritto ad esistere senza paura dei suoi vicini.
    Così come ottenere dalle autorità iraniane la rinuncia al nucleare militare e la piena disponibilità a cooperare con l’Aiea è essenziale per una più sicura stabilità internazionale.
    Proprio nel momento in cui viene dal Libano un messaggio di speranza, abbiamo tutti il dovere morale e politico di fare la nostra parte per dare al Medio Oriente una pace stabile, duratura e condivisa. Con amicizia.


    L’adesione di Alemanno
    Desidero esprimere il mio sostegno all’iniziativa lanciata dal Riformista in coincidenza con la presenza in Italia del presidente della repubblica islamica dell’Iran, Mahmud Ahmadinejad, a Roma per partecipare alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare. L’appello lanciato dal vostro quotidiano non può che trovare la mia più convinta adesione, anche perché negare ad Israele il diritto a esistere, così come negare la Shoah, significa cancellare una storia profonda e consolidata, non solo nel Mediterraneo e a Roma, ma nel cuore di ogni persona che presta attenzione ai diritti dei popoli.
    Gianni Alemanno
    Sindaco di Roma

    Rutelli sottoscrive
    Sottoscrivo gli obiettivi dell’iniziativa del Riformista. Il vertice della Fao a Roma, si svolge nel drammatico scenario della crisi alimentare che coinvolge centinaia di migliaia di persone. Ahmadinejad ha deciso di usare un appuntamento internazionale così delicato come palcoscenico per le sue intollerabili prese di posizione in favore della «distruzione dello stato d’Israele». Non dobbiamo assuefarci mai a questo tipo di estremismo e la comunità internazionale non dovrebbe consentirlo a nessuno dei suoi esponenti rappresentativi. Bisogna invece verificare i reali scopi del programma nucleare iraniano e al contempo scongiurare che un così insidioso protagonismo possa indebolire l’appuntamento della Fao che, invece, necessita in uno sforzo di concretezza e apertura condivise.
    Francesco Rutelli

    Stare in allerta
    Aderisco, con piena convinzione e spirito solidaristico, al coerente e attualissimo appello del Riformista sulla delicata e scottante questione mediorientale. Le bramosie espansionistiche dell’Iran e gli atteggiamenti deliranti del suo presidente, sugli armamenti nucleari, implicano uno “stare in allerta” a livello internazionale. Non c’è, pertanto, da abbassare la guardia e tutto il mondo civile vi deve concorrere, per sostenere l’azione di quelle organizzazioni che prioritariamente sono proiettate a consolidare i processi di stabilizzazione, distensione e della pace tra i popoli.
    Enzo Pianelli
    Giornalista, Cosenza

    Bando alle ambiguità
    Come giovane dirigente del Pd, da anni impegnato nel costruire un partito che si lasci definitivamente alle spalle le rigidità ideologiche e settarie del Novecento, aderisco con piacere all’appello del Riformista, augurandomi che anche da tanta parte della sinistra italiana ci sia un atteggiamento non ambiguo nei confronti del pieno diritto all’esistenza dello stato di Israele.
    Alessandro Oderda
    Partito Democratico, Savona

    L’ideale
    “L’ideale” aderisce all’appello del Riformista.
    Alan D. Baumann
    Direttore responsabile

    Quaderni radicali
    A un presidente come Ahmadinejad che ha dichiarato che «il liberalismo è stato scientificamente smentito» e che ha annunciato di «voler porre fine all’influenza laica e liberale all’interno dell’Università iraniana» i democratici e liberali di tutto il mondo devono rispondere dando la massima solidarietà a quanti fanno emergere la sofferenza di un paese oppresso, ma con donne e uomini che dalle prospettive delle loro attività e delle loro vite personali, attraverso la loro vita quotidiana, la cultura, conservano da democratici e liberali la loro voglia di vivere, sognare e sperare. A nome della redazione di Quaderni Radicali e Agenzia Radicale la convinta adesione all’appello e alla manifestazione per l’Iran Libero.
    Giuseppe Rippa
    Direttore di Quaderni Radicali

    Pensiero liberale
    Condividendo la decisione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, della quale mi onoro di essere un membro del Consiglio, aderisco all’iniziativa del Riformista, anche quale liberale da sempre, complimentandomi una volta di più per le vostre prese di posizione che aiutano il libero pensiero.
    Gadi Polacco, Livorno


    Ebrei europei
    Desidero inviarvi la convinta adesione del Congresso Europeo Ebraico - European Jewish Congress - all’appello promosso dal Riformista in occasione della visita in Italia del presidente iraniano Ahmadinejad prevista dal 3 giugno. Concordando con quanto espresso dal presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sottolineo la necessità che tutti i democratici facciano sentire la propria voce in difesa della libertà condannando ogni dichiarazione che nega sia l’esistenza dello stato di Israele sia la tragica realtà storica della Shoah.
    Claudia De Benedetti
    Consigliere Congresso Europeo Ebraico

    Ebrei americani
    A nome dell’American Jewish Committee, la più significativa organizzazione dell’ebraismo americano, rappresentata da me in Italia e presso la Santa Sede, vorrei dare la mia e la nostra piena adesione alla vostra iniziativa per il 3 giugno contro le violazioni dei diritti umani in Iran, contro lo sviluppo in quel paese dell’energia nucleare per uso militare in barba alle regole stabilite dalla comunità internazionale, contro la negazione della Shoah e le minacce all’esistenza dello stato di Israele esternati ripetutamente dal presidente Ahmadenijad, e in favore del popolo iraniano che si identifica in grande maggioranza con questi principi e soffre le conseguenze della mancanza di libertà e democrazia in quel paese.
    Lisa Palmieri-Billig
    Rappresentante in Italia e presso la Santa Sede American Jewish Committee

    Consulta ebraica
    Mi complimento con la vostra iniziativa degna di persone che conosconi la dignità del genere umano.
    Elvira Di Cave
    Presidente della Consulta Ebraica

    Dalla parte della verità
    Desideravo complimentarmi e aderire all’appello del Riformista per la decisione di indire una maratona oratoria in occasione dell’arrivo in Italia del presidente iraniano Ahmadinejad. Ancora una volta questo quotidiano e il suo direttore, dopo l’iniziativa di uscire con la bandiera d’Israele in occasione della Fiera del Libro di Torino, trova il coraggio e la determinazione ma soprattutto l’onestà intellettuale di posizionarsi dalla parte della verità storica, dei diritti umani, quindi in favore di un Medio Oriente democratico. Come democratico è lo stato d’Israele.
    Yoram Ortona
    Consigliere Ucei

    In piazza per la libertà
    Vi ringrazio vivamente per aver dato vita all’iniziativa, nobile e lodevole attivata dal Riformista, di dissenso verso la politica razzista del presidente iraniano. Io sarò certamente presente martedì in piazza del Campidoglio per manifestare a favore della libertà di pensiero, a sostegno dello stato di Israele, per la democrazia. Grazie ancora, perché le iniziative a riguardo sono sempre troppo poche.
    Ester Di Segni

    L’Italia con l’Iran
    Il Centro culturale Italia-Iran (Firenze) aderisce all’appello.
    Divan Ebeighi

    Da Israele
    Aderisco al vostro appello nella speranza che l’occidente ritrovi la via della giustizia contro le dittature e si metta a fianco delle democrazie che lottano per sopravvivere.
    Deborah Fait, Israele

    L’appoggio di Gaylib
    Aderisco all’appello perché uno stato non può arrogarsi il diritto di vita o di morte di un altro stato. Aderisco anche in quanto omosessuale e la politica di discriminazione degli omosessuali in Iran porta anche alla pena di morte. Anche questi sono argomenti che andrebbero fatti presente al presidente iraniano, perché tutte le vite sono da difendere e tutti gli amori devono essere possibili.
    Luca Maggioni
    Gaylib Lombardia

    Pollastrini per le donne
    È con grande convinzione che aderisco all’appello per un Iran libero promosso dal Riformista in occasione del viaggio in Italia del presidente Ahmadinejad. I diritti umani, in particolar modo quelli delle donne, rappresentano una bussola decisiva per una buona politica, una politica degna di questo nome. In Iran sono violati: lapidazioni, impiccagioni, condanne a morte di minori e omosessuali. Farsi sentire è un dovere.
    Barbara Pollastrini
    Deputata Pd

    Provincia di Firenze
    Aderisco volentieri all’appello.
    Matteo Renzi
    Presidente Provincia di Firenze

    Fame di libertà
    In occasione del vertice mondiale della Fao sulla fame nel mondo, che si terrà a dal 3 al 5 giugno, sarà presente a Roma il presidente della teocrazia fondamentalista iraniana, Ahmadinejad. Per questo si è costituito in queste ore un Comitato composto da verie associazioni, tra le altre Partito Radicale Nonviolento, Radicali Italiani, Nessuno TocchiCaino, Non c’è Pace senza Giustizia, Associazione Luca Concioni e Associazione Certi Diritti, che ha elaborato e diffuso il testo dell’appello “Abbiamo fame di Libertà”. Il comitato ha deciso di partecipare, tra le altre iniziative, alla manifestazione promossa dal quotidiano il Riformista, a Roma, martedì in Piazza del Campidoglio, alla quale parteciperanno anche parlamentari, dirigenti e milianti radicali.
    Comitato promotore appello “Abbiamo fame di libertà”

    Il veleno dell’odio
    Il presidente dell’Iran Ahmadinejad viene a Roma a parlare di fame nel mondo, mentre affama il suo popolo di libertà, democrazia, di diritti umani e civili, mentre nel mondo sparge i veleni più tossici: l’ odio, il terrorismo, il razzismo, il fondamentalismo, la minaccia di guerra nucleare. Uomini politici e di governo, ambasciatori, industriali, giornalisti che lo incontrerete nei palazzi della Fao, non sottraetevi all’impegno morale civile umanitario di isolare l’aspirante novello Hitler. Non stringete accordi con lui sulla pelle del popolo iraniano: non fate finta di non sapere delle impiccagioni pubbliche quotidiane, della scomparsa degli oppositori al regime, della violenta repressione sulle donne. Non state zitti quando nega la Shoah e proclama la distruzione dello Stato d’Israele. Ditegli in faccia con determinazione che la storia non si ripeterà. Che innanzi alla ragion di stato, agli interessi economici, voi mettete l’affermazione dei diritti umani: libertà prima di ogni altro. Per il bene del popolo iraniano, per il bene di noi tutti.
    Anna Borioni
    Anita Friedman
    Adriana Martinelli
    Dora Anticoli
    Liliana Tartaglione
    Fondatrici di Appuntamento a Gerusalemme

    Indignazione Cisl
    Condivido l’appello lanciato dal Riformista in occasione della presenza del presidente iraniano alla conferenza della Fao, dedicata alla “Sicurezza Alimentare”, perché esprime contrarietà a tutte quelle situazioni che ostacolano i processi di pace, negano i diritti umani, non riconoscono il diritto ad avere una “terra” e cancellano i drammi della storia. Tutto ciò merita quella sana indignazione di tutti coloro che fanno della convivenza civile e democratica la stella polare del proprio agire. Anch’io mi associo al richiamo del segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il quale sostiene che oggi le lavoratrici e i lavoratori iraniani non hanno la possibilità di avere sindacati liberi, ma sono costretti a pagare questo loro desiderio con il carcere, la repressione e le persecuzioni. E questo, purtroppo, non si verifica solo in Iran.
    Francesco Breviario
    Operatore responsabile dipartimento internazionale, Iscos e Pace Cisl Bergamo

    Anche dalla Puglia
    Dichiaro di aderire alle motivazioni contenute nell’appello del vostro giornale e alle quali si è richiamato, rafforzandone i contenuti sociali, il segretario generale della Cisl Bonanni.
    Giulio Colecchia
    Segretario generale aggiunto Cisl Puglia

    Tiranno omofobo
    Apprezzo l’ottima mobilitazione del Riformista in occasione dell’arrivo a Roma per il vertice Fao del tiranno omofobo e guerrafondaio di Teheran. Non si deve vietargli l’accesso nel nostro paese, come in molti si desidererebbe, ma solo in nome della nostra volontà di dialogo anche con chi non professa alcun rispetto per i diritti umani né per i suoi concittadini, né per le convenzioni internazionali, né per gli altri stati sovrani, a cominciare da Israele. Ma la scia di delitti contro l’umanità che porta con sé, a cominciare dallo sterminio degli omosessuali e degli oppositori politici e delle donne, ci indigna profondamente e vogliamo che lo senta chiaramente anche nelle questioni economiche che certamente verrà a trattare.
    Alba Montori
    Fondazione Massimo Consoli

    Auguri di successo
    Aderisco molto volentieri all’appello promosso dal giornale in occasione della visita in Italia del presidente iraniano Ahmadinejad prevista tra il 3 e il 5 giugno, augurando pieno successo all’iniziativa.
    Raffaello Levi

    Condivisione
    Condivido pienamente l’appello, lanciato dal Riformista in occasione dell’arrivo del presidente dell’Iran, e vi aderisco con convinzione.
    Angela Giovagnoli, Viterbo

    In pieno
    Aderisco in pieno all’appello.
    Andrea Baldocchi

    Con convinzione
    Aderisco con convinzione all’appello del Riformista.
    Roberto Ricciuti

    Speriamo migliori
    Mi associo con convinzione al vostro appello. Sperando che le cose migliorino!
    Gabriele Scardovi

    In fuga dal passdar
    A nome dell’Associazione rifugiati politici iraniani in Italia, desidero dichiarare la nostra adesione al vostro appello contro la violazione dei diritti umani in Iran e sul viaggio del presidente passdar Ahmadinejad a Roma. Aggiungo che accogliere il passdar Ahmadinejad è un’offesa e un oltraggio a tutti i caduti della resistenza iraniana e italiana. Anche perché la repubblica italiana è basata sulla resistenza di coloro che hanno sacrificato le loro vite per la libertà e la democrazia in Italia. Anche noi ci uniamo a voi per alzare la nostra voce contro la presenza di colui che è il diretto responsabile dell’uccisione di decine e decine di soldati italiani avvenuto sia in Iraq che in Afghanistan. In Iran sono stati uccisi sotto la tortura 120mila giovani che non hanno voluto piegarsi ai mullah. Tuttora nelle carceri iraniane ci sono migliaia di studenti e di minorenni in attesa di esecuzione della condanna a morte. I mullah iraniani recentemente hanno inserito nelle carceri un meccanismo di pressione permanente con cui il prigioniero stesso si vede costretto a togliersi la vita sia con il sciopero della fame che con il suicidio forzato. Ribadisco che la vostra iniziativa è un segno di civiltà, di vicinanza e di solidarietà con il popolo iraniano e la sua legittima resistenza.
    Karimi Davood
    Presidente Associazione rifugiati politici iraniani in Italia

    Da Gerusalemme
    Da Gerusalemme ci è ancora più facile associarci al vostro appello.
    Andrea Jarach, Milano
    Pia Masnini, Milano

    Zingaretti c’è
    Aderisco con convinzione all’appello lanciato dal Riformista in occasione della visita in Italia del presidente iraniano Ahmadinejad. Credo sia importante ribadire pubblicamente i temi da voi sollevati con estrema chiarezza e sobrietà per consolidare, anche nel nostro Paese, un movimento d’opinione e rafforzare la piena consapevolezza di tutte le forze politiche sui rischi che possono derivare da una politica ispirata all’odio per Israele, fino all’assurdo della negazione della Shoah, e dalla corsa al riarmo nucleare. Penso che l’Italia debba operare in tutte le sedi internazionali per una politica di pace in Medio Oriente ispirata al principio “due popoli, due Stati” e contribuire a mantenere viva la vigilanza della comunità internazionale contro ogni tentativo di spezzare il filo del dialogo.
    Nicola Zingaretti
    Presidente della provincia di Roma

    Bonanni con i lavoratori
    Aderisco alle ragioni dell’appello del Riformista, in occasione della presenza del presidente iraniano alla Fao a Roma. Ma voglio aggiungere una questione importante che sta a cuore alla Cisl e che riguarda la condizione delle lavoratrici e dei lavoratori iraniani che vogliono costituire i loro sindacati liberi. In Iran oggi questo non è possibile. C’è una lunga lista di casi di repressioni e persecuzioni sindacali sotto il regime di Mahmoud Ahmadinejad di cui nessuno, purtroppo, parla. È un fatto grave. Cito solo alcuni casi emblematici : Mansour Osanloo, Presidente del Sindacato dei Lavoratori della Società Autobus di Teheran e periferia, detenuto(ma con accuse montate)e da molti mesi in cattive condizioni di salute, a cui migliaia di lavoratori si sono uniti a sostegno della sua scarcerazione, attraverso una campagna mondiale, lo scorso 6 marzo, la “giornata per la libertà di Osanloo”; Jvanmir Moradi e Taha Azadi, membri della Libera Unione dei lavoratori Iraniani (FUIW), e Saeed Hazrati, arrestati ad Asalouyeh, nel sud dell’Iran perché “colpevoli” di aver manifestato insieme ad altri lavoratori in occasione della Celebrazione del Primo maggio scorso; Shays Amani, uno dei fondatori dell’Unione Nazionale per i Lavoratori Disoccupati e Licenziati, ed ex dirigente sindacale nella Compagnia Tessile del Kurdistan, arrestato il 23 aprile scorso . Shays Amani era già stato arrestato l’anno scorso il Primo maggio, e attendeva ancora il risultato in appello dell’ingiusta sentenza a due anni e mezzo di reclusione.
    Raffaele Bonanni
    Segretario Generale Cisl

    La Malfa: giuste misure
    Sono pienamente d’accordo con l’iniziativa del Riformista a proposito dell’Iran e della visita a Roma di Ahmadinejad. C’è una sottovalutazione grave, a me sembra, dei pericoli per la pace mondiale oltre che per la sicurezza di Israele posti dal regime iraniano. Mi sembra che per ora l’Europa e gli Stati Uniti, e in generale la comunità internazionale, non riescano a prendere bene le misure del problema. Per questo è utile una sollecitazione come quella del Riformista.
    Giorgio La Malfa
    Deputato Pdl

    Benè Berith
    Il Benè Berith di Milano, facente parte della più grande associazione ebraica di beneficenza e di fratellanza, aderisce all’appello del Riformista contro la visita del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Ahmedinejad a Roma. Il Benè Berith ritiene intollerabile che un siffatto personaggio che nega lo Shoah, che non perde occasione per invocare la distruzione violenta dello Stato di Israele, che appoggia i gruppi armati che praticano il terrorismo contro civili innocenti, venga ricevuto nel nostro Paese.
    Daniele Leoni
    Presidente Benè Berith, Milano

    Sinistra per Israele
    Facciamo nostra la battaglia di civiltà de Il Riformista e aderiamo senz’altro al vostro appello sulla visita in Italia del leader iraniano, perché la comunità internazionale non resti insensibile ai pericoli che da Ahmadinejad vengono verso la pace in Medio Oriente e nel mondo.
    Emanuele Fiano
    Sinistra per Israele

    Bernardini e diritti
    Veramente ottima la mobilitazione del Riformista in occasione dell’arrivo a Roma per il vertice Fao del tiranno di Teheran. Facciamoci sentire! E occhi aperti sui diritti umani anche quando arriverà il momento di acquistare petrolio a buon mercato.
    Rita Bernardini
    Segretaria di Radicali Italiani

    La diplomazia di Forcieri
    Aderisco con convinzione all’appello del Riformista sull’Iran e mi congratulo per l’iniziativa. Convengo che la comunità internazionale debba trovare il massimo di coesione possibile e di nettezza nell’indicare a Teheran quali sono i comportamenti che contrastano con la tutela di valori per noi irrinunciabili. Non sono peraltro esauriti i margini per una azione diplomatica energica che fissi i limiti che in ogni caso l’Iran non potrà sorpassare, e contemporaneamente sappia offrire incentivi a una ripresa di dialogo con la Comunità internazionale, con la Russia, con il mondo musulmano e soprattutto con l’Occidente; azione che possa anche favorire l’emergere e l’affermarsi delle posizioni moderate esistenti all’interno della multiforme società iraniana. Infatti, al di là dei modi in cui si manifesta oggi la sua leadership, le politiche dell’Iran sono e saranno sempre più rilevanti non solo per la soluzione della questione mediorientale ma anche per una soluzione regionale che porti, a lungo termine, alla stabilizzazione dell’Asia centrale.
    G. Lorenzo Forcieri
    Ex sottosegretario alla difesa

    Mail 1
    Aderisco al vostro appello.
    Roberto Finzi
    Università di Bologna

    Pericolosa assuefazione
    Aderire a un appello a volte può sembrare un esercizio tanto rituale quanto privo di concrete conseguenze. Se, però, ci abituiamo persino a non farci sentire da chi nega sia la tragica verità storica della Shoah e sia il diritto all’esistenza dello stato di Israele, allora significa che rinunciamo non a un “rito” ma che siamo, ormai, pericolosamente assuefatti a tutto. «Il sonno della ragione genera mostri». Per questo aderisco con grande convinzione.
    Ivo Costamagna
    Coordinatore Partito socialista Provincia di Macerata

    Mail 2
    Sottoscrivo a titolo personale l’appello promosso dal Riformista.
    Alessandro Formichella, Poggio a Caiano

    Mail 3
    Unanimemente aderiamo al vostro appello.
    Giovanna Nuvoletti
    Flora Pellegrini

    I socialisti di Sezze
    Sottoscrivo la vostra iniziativa a nome di tutta la sezione del Partito socialista di Sezze (Latina).
    Lidano Lucidi
    Segretario Partito socialista Sezze

    Mail 4
    Vorrei aderire al vostro appello sull’Iran.
    Paolo Allosio

    Con convinzione
    Aderisco con convinzione all’appello del Riformista in occasione della visita del presidente iraniano.
    Nicolino Corrado
    Partito Socialista, Sezione di Imperia



    Giovani iraniani
    Amici, grazie per la vostra iniziativa politica e umanitaria aderiamo con enorme piacere alla vostra iniziativa di opposizione contro la presenza del presidente del regime teocratico dei mullah iraniani. Condividiamo le vostre preoccupazioni che sono anche quelle nostre. Non bisogna dare voce al carnefice del popolo iraniano. Invece bisogna fare una scelta di campo e allearsi con le aspirazioni del popolo iraniano che non sono altro che la libertà e la democrazia in Iran.
    Karimi Azar
    Presidente Associazione Giovani Iraniani in Italia

    Donne iraniane
    L’Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia aderisce all’appello del Riformista sull’arrivo del presidente dei mullah in Italia, e sulla violazione dei diritti umani in Iran, dove in particolare sono violati i diritti delle donne sottoposte a una doppia discriminazione. Nelle carceri iraniane si trovano migliaia e migliaia di donne vittime del regime teocratico che non godono di nessun diritto e vengono giustiziate nei modi più brutali possibili. Ci sono almeno 10 donne in attesa di essere lapidate. Noi accogliamo positivamente l’iniziativa del giornale Riformista e partecipiamo attivamente alla protesta contro la presenza del passdar Ahmadinejad a Roma chiedendo ai responsabili politici e governativi italiani di rifiutare qualsiasi contatto con questo uomo famoso per essere «uomo di mille colpi di grazia».
    S. Shahrzad
    Presidente Associazione Donne Democratiche Iraniane in Italia

    Nesi condivide
    L’associazione nazionale Riccardo Lombardi condivide la posizione del Riformista sul diritto - non discutibile e non contestabile - all’esistenza dello stato di Israele e sul dovere di appoggiare in ogni modo il processo di pace tra israeliani e palestinesi, sulla base del principio “due popoli, due stati”.
    Nerio Nesi
    Presidente associazione nazionale Riccardo Lombardi

    Pera per il realismo
    Condivido pienamente e pertanto ho deciso di firmare l’appello che il quotidiano Il Riformista ha promosso in occasione della prevista visita in Italia del presidente della Repubblica Islamica dell’Iran Ahmadinejad. Ho particolarmente apprezzato il realismo e la fermezza di questo appello che fissa chiaramente alcuni punti che personalmente ritengo irrinunciabili per impostare correttamente la politica estera italiana e i rapporti con l’Iran e con tutti gli stati del Medio Oriente. Spero che questa lodevole iniziativa contribuisca a promuovere in Italia un sentimento condiviso sui grandi temi internazionali in cui il nostro Paese è chiamato a cimentarsi.
    Marcello Pera
    Senatore Pdl

    Boniver contro il regime
    Aderisco con grande convinzione all’appello lanciato dal Riformista, in occasione della visita del presidente iraniano Ahmadinejad. Il regime iraniano attua quotidianamente le più abominevoli violazioni delle libertà fondamentali dei suoi cittadini, reprime ogni dissenso con lunghi anni di carcere, ha ripristinato la lapidazione e le impiccagioni sulla pubblica piazza e non esita a processare ed a condannare a morte minori e omosessuali. Per tutto questo a nulla sono valse finora il periodico dialogo tra l’Ue e Teheran sulla questione dei diritti umani Ahmadinejad, inoltre, usa il brutale linguaggio della negazione della Shoah e dell’esistenza dello Stato d’Israele per rafforzarsi all’interno di una dialettica politica che lo vede indebolito a causa la strisciante crisi economica.
    Margherita Boniver
    Deputata Pdl

    Prospettiva Nierenstein
    È proprio vero, come dice nel suo lodevole manifesto il Riformista, che l’Italia deve farsi sentire per protestare contro la presenza del Presidente iraniano sul suo suolo. Ahmadinejad rappresenta tutto ciò che oggi nel mondo si oppone ad una prospettiva di pace: l’odio integralista e la gestione imperialistica delle organizzazioni terroristiche come gli Hezbollah e Hamas, l’odio antisemita e genocidi contro Israele, la negazione dell’olocausto oltre che la minaccia islamica sostanziata dalla costruzione aggressiva delle centrali atomiche che mirano alle bombe. Il con testamento di noi italiani gli segnalerà che consideriamo il suo comportamento un pericolo incombente per il mondo intero e la somma della politica dell’odio che non vogliamo che i nostri figli abbiano mai ad imparare.
    Fiamma Nierenstein
    Vicepresidente Commissione Affari Esteri della Camera

    “Scorretto” Della Vedova
    Aderisco all’appello del Riformista. Condivido i tre punti su cui invitate, lodevolmente, a controllare e contenere le mosse del regime di Teheran: l’ingerenza politico-militare iraniana sullo scenario mediorientale; la bomba atomica; il negazionismo sulla Shoah. Per essere più “politicamente scorretto” allego tre ragioni per cui ritengo che la vigilanza da te richiesta sia oggi, in Europa e in Italia, quanto mai necessaria. 1) In Libano, le diplomazie europee stanno dimostrando calma e pazienza e fanno bene. Ma il confine tra la pazienza e l’appeasement è labile e non occorre perderlo di vista. 2) La bomba di Ahmadinejad è inammissibile non tanto perché è una bomba, ma essenzialmente perché è di Ahmadinejad. Visto che non manca chi già vuole e, con grande zelo, in futuro vorrà paragonare il nucleare israeliano a quello iraniano, meglio sapere in anticipo come rispondere. 3) Sulla Shoah, il problema non è di puntiglio e neppure, solo, di verità. Negare la Shoah di ieri è il modo migliore per negare l’Israele di oggi e le sempre incombenti Shoah di domani. Questo l’Italia e l’Europa non lo possono consentire neppure dal punto di vista simbolico. Per non doversi vergognare, in futuro, anche di questo.
    Benedetto Della Vedova
    Deputato Pdl

    Drammatica attualità
    Nel momento in cui i protetti del presidente iraniano annunciano al mondo la loro volontà di utilizzare armi atomiche contro l’occidente, il vostro appello diventa di drammatica attualità. Sarebbe bene che l’opinione pubblica italiana e tutte le forze politiche responsabili ne prendessero atto.
    Francesco Ruvinetti

    Il diritto di Israele
    Desidero innanzitutto ringraziarvi per tutte le occasioni in cui avete sostenuto con forza Israele, sottolineandone in particolare la sua natura democratica e il suo diritto a esistere. Sottoscrivo in pieno l’appello relativo alla presenza di Ahmadinejad alla conferenza della Fao che, ogni persona a cui stiano a cuore i valori fondamentali di libertà e democrazia, dovrebbe sottoscrivere.
    Nava Spizzichino,Milano

    Cicchitto e l’estremismo
    Aderisco all’appello del Riformista. Amadinejad dà espressione compiuta all’estremismo fondamentalista maturato nel mondo islamico. Sappiamo che, malgrado tutto, c’è un pluralismo oppresso nella società e nello stato iraniani. Le nostre linee guida, oggi, come ieri, come domani, sono la piena solidarietà con Israele, la ricerca di intese di pace con i paesi arabi moderati, la netta contrapposizione al fondamentalismo islamico nelle sue molteplici forme e forze politiche.
    Fabrizio Cicchitto
    Presidente del gruppo Pdl alla Camera

    Vorrei ma non posso
    Niente di più necessario e urgente che opporsi al regime fondamentalista islamico di Ahmadinejad come nelle intenzioni dell’appello del Riformista, oppure di passare a una politica estera italiana, come auspica Ottolenghi, alternativa alla ricerca di quel quieto vivere che troppo spesso ha caratterizzato le relazioni italiane con decine di paesi detentori di fonti energetiche, ma sottoscrivere il vostro appello mi risulta alquanto difficile. Per i Radicali, e non da ieri, la possibile soluzione del cosiddetto conflitto israelo-palestinese passa per l’ampliamento anche a quella regione del Mediterraneo delle norme e trattati che hanno consentito oltre mezzo secolo fa la nascita della Comunità europea. Norme e trattati che hanno progressivamente ridotto la sovranità nazionale assoluta degli stati coinvolti nel processo di "unione" promovendo pace, libertà e prosperità. Il punto primo dell’appello del Riformista invece fonda la ricerca della pace tra israeliani e palestinesi sul principio del “due popoli due stati” cancellando quanto, dal Manifesto di Ventotene in poi, ha invece costituito l’elemento qualificante delle relazioni civili, politiche ed economiche di una regione del mondo che in pochi anni aveva lanciato due guerre mondiali. Quale è l’analisi politica che vi ha portato a riconoscere, ancora una volta, il potere salvifico dello stato nazione piuttosto che auspicare il progresso verso, almeno, il “due popoli una democrazia”? E sempre su questa linea, non capisco come si possano far convivere i punti 2 e 3 dell’appello in cui si afferma il sostegno alle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con il rispetto per la sovranità della repubblica islamica dell’Iran. Con quali strumenti? Credo che poi occorra ampliare ulteriormente la denuncia delle politiche del regime iraniano, un regime che, oltre che perseguire gruppi politici e religiosi fonda la propria esistenza sull’apartheid - mai ricordata da nessuno - di una minoranza di persiani nei confronti degli azeri, assiri, ahwazi, baluci, ebrei, kurdi e turcomanni che costituiscono oltre il 50% della popolazione di quel paese. Arricchire la critica potrebbe aiutarci a individuare una proposta di governo di una situazione esplosiva. Quindi, no al benvenuto ad Ahmadinejad, ma anche no a vecchi e fallimentari schemi che ci fanno solo correre il rischio di perpetrare l’approccio sovranista da realpolitik che ha concorso a produrre ciò contro cui oggi dobbiamo invece schierarci agendo per rispetto dello stato di diritto a livello transnazionale.
    Marco Perduca
    Senatore Radicale nel Pd


    Pacifici è con noi
    Voglio esprimervi i miei e nostri complimenti per la splendida iniziativa sul Riformista, in merito all’appello/denuncia del pericolo del tiranno Ahmdinejad. Contate sul nostro sostegno per ogni iniziativa e mobilitazione nella nostra città, affinché il presidente iraniano possa sentire la nostra voce e la voce del dissenso, in difesa prima di tutto della libertà del popolo iraniano oppresso da una tirannia fanatica che priva i cittadini del suo paese di ogni libertà, a cominciare da quella delle donne e degli oppositori politici, nonché di coloro che esprimono una diversità sessuale. Spero si possa promuovere una “Maratona Oratoria” per e non contro a testimonianza della libertà di cui godono i cittadini europei a differenza dei nostri concittadini iraniani. Una “Maratona Oratoria” a difesa della minaccia che incombe sulle nostre teste, a Roma, a Madrid a Parigi, qualora l’Iran si possa dotare di armi nucleari.
    Riccardo Pacifici
    Presidente comunità ebraica di Roma

    Ucei e democrazia
    Desidero inviarvi la mia convinta adesione all’appello promosso dal Riformista in occasione della visita in Italia del presidente iraniano Ahmadinejad prevista tra il 3 e il 5 giugno. Ci auguriamo che i principi dell’appello promosso dal vostro giornale, tra i quali la condanna di ogni dichiarazione che metta in discussione il diritto all’esistenza dello stato d’Israele o di negare la realtà storica della Shoah, le preoccupazioni per lo sviluppo del nucleare iraniano, la ricerca di una mediazione per una soluzione pacifica del conflitto mediorientale, possano trovare consenso tra i democratici che anche in Iran si battono per gli stessi obiettivi.
    Renzo Gattegna
    Presidente Unione comunità ebraiche italiane

    Gli ebrei con gli iraniani
    L’Unione Giovani Ebrei d’Italia, nell’aderire al vostro appello, ribadisce la sua vicinanza ai numerosi studenti iraniani, che rischiando quotidianamente la propria vita, si battono per la libertà e la democrazia nel loro paese. Inoltre, auspichiamo, che il sindaco di Roma accolga la proposta di Emanuele Ottolenghi di ribattezzare il numero civico di Via Nomentana 361 con il nome del leader studentesco Ali Nikou-Nesbati, “colpevole” di aver criticato pubblicamente un recente discorso del presidente iraniano Ahmadinejad e per questo condannato ingiustamente a cinque mesi di prigionia. Un simile e piccolo gesto potrebbe essere tanto significativo per quei milioni di iraniani che vivono sotto il giogo di una feroce dittatura.
    Daniele Nahum
    Presidente Unione Giovani Ebrei d’Italia

    Il diritto di Israele
    Prendo parte volentieri a questa iniziativa lodevole. La negazione della Shoah e del diritto di esistenza di Israele sono due fatti inaccettabili per tutti gli ebrei italiani.
    Leone Soued
    Presidente comunità ebraica di Milano

    Appoggio alla pace
    Vi sono grato per tutto ciò che il giornale sta facendo. L’intervento del ministro Frattini accanto a quello di Fassino è geniale e dovrebbe far capire a chi ancora non lo capisce che ci sono alcuni temi sui quali l’unità del paese è fondamentale. Il vostro appoggio alla causa della pace, quella vera, e non quella dei pacifisti, alle buone ragioni di Israele è fondamentale per riorentare l’opinione pubblica di sinistra.
    Guido Guastalla
    Consigliere comunità ebraica Livorno

    Telex 1
    Aderisco all’appello del Riformista in occasione della visita di Ahmadinejad a Roma.
    Cleto Romantini, Roma

    L’esperienza Vernetti
    Aderisco convintamente all’appello promosso dal Riformista circa la presenza del presidente della repubblica islamica dell’Iran Mahmod Ahmadinejad alla conferenza della Fao sulla sicurezza alimentare. Nei miei due anni da sottosegretario agli Affari esteri dello scorso governo ho potuto quasi quotidianamente verificare il pericolo rappresentato dal regime iraniano per la sicurezza e la stabilità internazionale. L’Iran di Ahmadinejad è un paese che sta perseguendo al di fuori della legalità internazionale un programma di sviluppo del nucleare per scopi bellici contemporaneamente allo sviluppo di missili basilistici di lunga gittata. L’Iran esporta terrore nell’intera regione del Medio Oriente con il sostegno economico, logistico e militare ad Hezbollah in Libano, ad Hamas nella striscia di Gaza, all’armata del Mahdi di Moqtada al Sadr in Iraq. Nella regione occidentale dell’Afghanistan dove sono impegnati i militari italiani, giungono quasi quotidianamente notizie di un crescente sostegno iraniano ad alcune formazioni talebane operanti nella zona. L’Iran è stato uno dei più fieri oppositori alle Nazioni Unite della Risoluzione per la Moratoria Universale sulla Pena di morte promossa lo scorso dicembre dall’Italia e in Iran dal giorno in cui è stata votata la moratoria sono proseguite a ritmo incessante decine di esecuzioni sommarie di giornalisti, oppositori, omosessuali, esponenti delle minoranze etniche e religiose. In Iran vengono violati in modo massiccio i più fondamentali diritti umani e la tortura è uno strumento praticato in tutte le carceri del paese. Infine l’Iran, per bocca del suo presidente ha ripetutamente rivolto appelli per «cancellare Israele dalla carta geografica», ha in decine di occasioni pubbliche negato la Shoah, e ha fatto di una costante retorica antisemita il proprio tratto distintivo. Per tutti questi motivi Mahmoud Ahmadinejad è da considerarsi una persona non grata nel nostro paese.
    Gianni Vernetti
    Deputato del Pd

    Telex 2
    Aderisco all’appello del Riformista in occasione della visita del Presidente iraniano.
    Carlo Baldassi

    I principi di Pezzotta
    Aderisco all’appello del Riformista, convinto che una maggiore collaborazione tra i popoli e un reale percorso di pace, esigano la non ingerenza negli affari interni degli stati del Vicino oriente e l’affermarsi del principio “due popoli due stati”. Come ritengo essenziale che venga impedita ogni ipotesi di uso militare del nucleare. Inoltre, se realmente vogliamo operare per la pace, non dobbiamo permettere che si neghi la Shoah: la memoria serve a fare in modo che certi orrori non si ripetano.
    Savino Pezzotta

    Telex 3
    Aderisco volentieri all’appello del Riformista.
    Oliviero Carugo
    Università di Pavia

    I limiti del relativismo
    Aderisco all’appello lanciato del Riformista in occasione della visita del presidente iraniano Ahmadinejad a Roma. La mia adesione è una lotta contro un modello relativista che, a furia di voler discutere con tutti, sta solo indebolendo i valori veri della nostra civiltà: la memoria del passato, la difesa dell’esistenza dell’unica democrazia mediorientale e il rifiuto di ogni tipologia di fondamentalismo.
    Daniel Arbib Tiberi

    Telex 4
    Aderisco ben volentieri all’appello promosso del vostro giornale sulla visita del presidente iraniano Ahmadinejad a Roma.
    Leonida Tedoldi
    Università di Verona

    Il contributo di Babilonia
    A nome mio e della redazione di Babilonia, diamo la piena e convinta adesione all’appello del Riformista. L’arrivo in Italia di Ahmadinejad può e deve essere l’occasione per ribadire molti nostri no alla intolleranza verso Israele da parte del presidente iraniano; un fermo no alla politica nucleare a scopi bellici; un altro e più no alle tante repressioni che il governo usa verso il popolo iraniano per soggiogarlo al suo potere. Ahmadinejad, andato al potere con l’inganno di promesse mai mantenute è oggi l’uomo che chiede una visibilità e un riconoscimento mondiale soltanto per attuare un disegno di regime autoritario in Iran in un momento di grave crisi economica e istituzionale. Consentitemi di aggiungere un quarto punto ai tre dell’appello del Riformista. Chiediamo ad Ahmadinejad di fermare la mano assassina dei boia che in questi ultimi mesi hanno messo alla forca giovanissimi omosessuali o presunti tali. Giovanissime vite uccise dopo processi sommari, senza una parvenza di difesa, nascosti agli occhi del mondo per non creare la giusta e ferma protesta delle organizzazioni che si occupano dei diritti dell’uomo. Basta una semplice accusa di «mohareb» (nemici di Allah) e di «lavat» (sodomia) per far finire col cappio al collo ragazzi giovanissimi colpevoli di amare altri ragazzi. In Iran è concessa la transessualità e messa a morte l’omosessualità: una contraddizione di un paese che nella sua “carne” sociale è più tollerante del potere forcaiolo. Mi appello perché il Riformista aggiunga questo quarto punto ai tre già sottoscritti.
    Mario Cirrito

    Telex 5
    Sottoscrivo l’appello in occasione della visita del presidente iraniano.
    Silvio Brienza
    Vicesindaco Bernareggio

    L’odio come metodo
    Aderisco in pieno all’appello promosso dal Riformista sulla prevista visita del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad a Roma il prossimo mese di giugno. È iniziativa lodevole e certamente doverosa. Di questa evidenzio in particolare lo spirito di equidistanza tra la legittima sovranità dello stato iraniano e dall’altra il morale obbligo ad affermare i diritti civili delle donne, dei sindacalisti, degli oppositori al regime, sistematicamente violati oggi in Iran. L’odio e la negazione storica come metodo politico non possono albergare in una civiltà globale in cui le diversità devono rappresentare risorse e non ostacoli.
    Walter Pruner, Trento

    Telex 6
    Aderisco all’iniziativa del Riformista.
    Furio Biagini
    Università del Salento

    Gasparri e il dialogo
    L’Italia saprà accogliere con amicizia il presidente iraniano Ahmadinejad. Mi auguro che la sua visita in occasione della conferenza della Fao sia un’occasione di confronto sereno e un ulteriore passo in avanti verso il processo di pacificazione tra israeliani e palestinesi. Aderisco all’appello del quotidiano il Riformista, condividendo con il direttore e la redazione l’auspicio che lo spazio di dialogo tra i due popoli possa ampliarsi sempre più e trovare nel nostro paese un sostegno determinante.
    Maurizio Gasparri
    Capogruppo Pdl al Senato

    Telex 7
    Aderisco all’appello del Riformista in occasione della visita del presidente iraniano Ahmadinejad a Roma.
    Antimo De Col

    Craxi e la memoria
    L’appello pubblicato dal Riformista non può che incontrare il mio favore. I tre punti enunciati dal quotidiano di Antonio Polito non possono che suscitare l’attenzione di quanti da anni compiono mille sforzi per un significativo miglioramento del processo di stabilizzazione internazionale. Occorre in particolare, e in ogni sede, stigmatizzare qualsiasi enunciazione diretta a negare la tragedia storica della Shoah, e a negare il diritto di Israele a vivere in pace con i propri vicini e in sicurezza entro i confini di uno stato ben definiti. Non posso che ricordare, e nuovamente apprezzare, quanto ripetuto solo pochi giorni fa dal nostro presidente della repubblica, relativamente alla tragedia dell’Olocausto: «Trasmettere, da una generazione all’altra, la memoria del nostro passato non è un rito che si tramanda». Al contrario, è un dovere che tutti abbiamo il compito di adempiere.
    Stefania Craxi
    Sottosegretario agli Esteri

    Telex 8
    Aderisco all’appello contro Ahmadinejad.
    Piero Borla, Torino

    Bianco sempre schierato
    Mi è più che evidente l’importanza strategica dell’Iran sullo scenario internazionale e conosco la profonda civiltà e cultura del popolo iraniano. Peraltro, sono stato il primo ministro dell’Interno occidentale a recarmi in visita ufficiale in Iran, durante il mio mandato, avviando con Teheran una fattiva cooperazione in materia di sicurezza e contrasto all’immigrazione clandestina ed al traffico di esseri umani. Sono quindi da sempre schierato a favore dello strumento del dialogo con la repubblica islamica. Ma condivido i principi dell’appello del Riformista mi ritrovo a pieno nella sua iniziativa, con l’auspicio che Teheran sappia apprezzare nel giusto modo le posizioni espresse da quanti sono amici del popolo iraniano
    Enzo Bianco
    Senatore Pd

    Telex 9
    Aderisco con grande entusiasmo.
    Aldo Torchiaro

    Contro i gruppi armati
    Aderiamo all’appello di non ingerenza dell’Iran, contro il sostegno dei gruppi armati.
    Rosana Rosatti,
    Laura Besso,
    Silvia Nahum Sembira

    Condivisione
    Aderisco all’appello del Riformista e ne condivido i punti messi in evidenza.
    Aldo Bacchiocchi
    Segretario Fondazione Accademia degli Ufficiali di Stato Civile e d’Anagrafe

    Volentieri
    Aderisco volentieri all’appello perché credo vadano ribaditi con fermezza questi presupposti irrinunciabili per un’autentica politica di convivenza in Medio Oriente.
    Maurizio Fistarol
    Senatore Pd

    Calabrese ci sta
    Ritengo un dovere aderire a un appello così netto in favore di una visione che rispetti la storia e abbia come obiettivo la convivenza tra i popoli.
    Pietro Calabrese

    Il sì di Formiche
    La redazione di Formiche aderisce all’appello del Riformista per esprimere lo sdegno e la contrarietà di fronte alle posizioni politiche del presidente della repubblica iraniana, Ahmadinejad, che sarà a Roma in occasione del vertice Fao sulla sicurezza alimentare. C’è un grande bisogno di ricordare a gran voce la totale mancanza di diritti umani in Iran, la vergognosa condizione in cui versano le donne iraniane e gli atteggiamenti politici del presidente Ahmadinejad che, invece di cercare la strada migliore per portare il suo popolo a vivere in una condizione di benessere, continua ad agire secondo logiche di violenza che comportano - tra le altre cose - la negazione storica della Shoah e un totale disconoscimento dello Stato di Israele. È bene che qualcuno ricordi ad Ahmanejad, dovunque egli vada, che le democrazie liberali si fondano sulla pace e sul dialogo e che la violenza verbale e non utilizzata dal suo governo è, invece, una peculiarità tipica delle dittature più sanguinarie.
    Anna Mazzone
    Direttore Formiche.net

    Telex 10
    Aderisco all’appello.
    Raffaele Ladu

  2. #2
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    io voglio fare il chiudifila...pensate a quante possibilità ci sono!!!

  3. #3
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    Ridicola destra radicale, l'Onu e il Vaticano (fino a prova contraria entità estere) mettono becco nelle nostre leggi sull'immigrazione e voi non dite niente. E certo, la vera minaccia alla nostra sovranità sono cento ebrei coi cartelli.


    Ridicolo, spero che quest'area sparisca.

  4. #4
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    sabotaggio, dove l'hai pescata tutta sta roba?

    occorre un comunicato sulla questione Ahmadinejad a Roma anche da parte di FN , daje Pretorianus! a lavoro!

  5. #5
    davidege
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    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler Visualizza Messaggio
    Ridicola destra radicale, l'Onu e il Vaticano (fino a prova contraria entità estere) mettono becco nelle nostre leggi sull'immigrazione e voi non dite niente. E certo, la vera minaccia alla nostra sovranità sono cento ebrei coi cartelli.


    Ridicolo, spero che quest'area sparisca.
    ...ma perché, gli ebrei che hanno manifestato lo hanno fatto per l'Italia?

    ...ma guarda un pò che serie di testimoni audiolesi che hanno frainteso il loro grido "Italia! Italia!" con "Israel! Israel"

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Kranzler Visualizza Messaggio
    Ridicola destra radicale, l'Onu e il Vaticano (fino a prova contraria entità estere) mettono becco nelle nostre leggi sull'immigrazione e voi non dite niente. E certo, la vera minaccia alla nostra sovranità sono cento ebrei coi cartelli.


    Ridicolo, spero che quest'area sparisca.
    Sulla questione da te citata c'è già un thread:

    http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=438251

    Qui non si discute di "cento ebrei con i cartelli", ma di un problema enorme, ovvero della subordinazione della classe politico-culturale italiota al diktat ebraico-sionista. Dovrebbero rappresentare lo stato Italiano e invece sono una succursale di tel Aviv.

  7. #7
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    Molti Nemici, Molto Onore !

  8. #8
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    O Hitler a Mosca, o Stalin a Lisbona! Fuori gli yankee!!
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    Citazione Originariamente Scritto da -RAS- Visualizza Messaggio
    sabotaggio, dove l'hai pescata tutta sta roba?

    occorre un comunicato sulla questione Ahmadinejad a Roma anche da parte di FN , daje Pretorianus! a lavoro!

    nel sito del riformista

  9. #9
    volti coperti, liberi pensieri
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    Indipendentemente dalle citazioni, sono sufficienti i nomi citati per convincermi a schierarmi contro di loro. Claudia De Benedetti, Maurizio Gasparri, Fiamma Nierenstein e Riccardo Pacifici...proprio un bel quadretto di famiglia!

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da wild side Visualizza Messaggio
    Indipendentemente dalle citazioni, sono sufficienti i nomi citati per convincermi a schierarmi contro di loro. Claudia De Benedetti, Maurizio Gasparri, Fiamma Nierenstein e Riccardo Pacifici...proprio un bel quadretto di famiglia!

    c'è anche Allhe-Mannahaimer....aspettiamo ora Berlus-cohen.

 

 
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