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Almeno a scuola il primo giorno si aprivano i libri. Alla Camera solo sorrisi, caffé...
Martedí 29.04.2008 14:27
Parte con questo articolo una nuova rubrica di Affaritaliani.it - 'Arancini padani' - del neo-deputato della Lega Nord Matteo Salvini, vicesegretario del Carroccio lombardo. Il titolo allude al bar della Bouvette, nel Transatlantico di Montecitorio, dove vengono sfornati senza soluzione di continuità splendidi arancini per gli onorevoli, spesso trangugiati tra un voto e l'altro, a volte perfino gratis. E come gli arancini di Montalbano, di Camilleri, ecco gli arancini di Salvini, leghista e padano doc. Negli arancini c'è il riso (lo scherzo, l'ironia) ma anche il sapore di un piatto siculo mediato dalla romanità di Montecitorio. C'è dunque il sapore dell'Italia provato da papille gustative estranee e spiazzanti.
Di Matteo Salvini
Primo giorno di Camera dei Deputati come il primo giorno di scuola? No, proprio no. Mi par di ricordare che a scuola, dopo i primi momenti di conoscenza con la maestra e con i compagni di classe, si cominciava subito non dico a studiare, ma quantomeno ad aprire un libro di testo. Per il momento invece a Montecitorio, nella prima mattinata di "lavoro", si saluta, si sorride e si beve il caffè. "Sai com'è, qui alla Camera purtroppo si perde tanto tempo" mi conforta un collega più navigato. Sarà. E allora mi guardo in giro. E vedo quelli che fino a ieri mi pareva potessero esistere solo in televisione. La Rosy Bindi! Ma allora esiste, è una donna in carne e ossa, non è solo una figura mitologica. E poi il povero Walter Veltroni, quanti sorrisini di circostanza (che si trasformano in sguardi avvelenati) da parte dei suoi compagni di partito... Dini, La Malfa, Casini, anche un buon numero di belle donne vestite a festa, paiono uscite dall'inaugurazione della mostra "Il '400 a Roma" inaugurata ieri. E un sacco di commessi, camerieri, guardaqui e guardalà. Un piccolo mondo questa Camera. Vado su internet e leggo che i dipendenti di Montecitorio sono quasi 2mila, 1.850 per la precisione.
Parlo con qualche collega "anziano" e non gli credo. Questi lavoratori della Camera fanno i miracoli e moltiplicano i mesi: infatti percepiscono 15 mensilità all'anno! E che mensilità... Un neo assunto con le mansioni di minor livello, che so un autista, un operaio o un cameriere della Bouvette, guadagna oltre 32mila euro lordi annui. A fine carriera, dopo 35 anni di onorato servizio, lo stesso di euro ne porta a casa 133mila all'anno. Mica male. Un ragioniere della Camera fa anche meglio, arrivando all'apice della sua carriera a incassare 237mila euro all'anno, sempre meno di quanto ciascuno dei 60 stenografi (ma allora esistono ancora!) realizza dopo 35 anni di servizio: 253mila euro lordi all'anno. Fortunati loro. Io ovviamente non mi lamento, anche se come parlamentare della Lega Nord sono stato eletto per portare a casa il federalismo, un po' di sicurezza ma certamente anche qualche taglio a quelli che sono sprechi evidenti. Ora, dopo due ore di attesa, finalmente la seduta riprende. Finisco velocemente il mio mitico arancino (da qui il titolo della rubrica, ndr) da 1,20 euro, che la prossima volta accompagnerò con un bicchiere di rosso da 80 centesimi, e torno in Aula. Uno, due, tre commessi mi salutano sorridendo. E fanno proprio bene a sorridere, se non sono contenti loro...




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