Trieste, 18 giugno 2008
Basta con questa Unione Europea, sì all'Europa!
Dopo che i referendum di Francia e Olanda avevano stoppato la tecnicissima e burocratica Costituzione europea, ora gli irlandesi hanno respinto il Trattato di Lisbona, il quale, oltre alle solite dottrine liberalcapitaliste (i cui insuccessi sono sotto gli occhi di tutto il mondo: bolle speculative, emigrazione, spreco delle risorse energetiche, mancanza di giustizia sociale e distruzione delle identità culturali), proponeva fra le righe la pena di morte "per reprimere una sommossa o un'insurrezione" e per "atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra". Che ne dicono i politici italiani che tanto si sono dati da fare p er la retorica e altisonante moratoria sulla pena di morte presentata all'ONU?
Tanto per gradire, inoltre, tale Trattato prevede esplicitamente missioni offensive in politica estera: che ne dicono coloro i quali si son fatti finora paravento con le "missioni di pace" pur di non pronunciare l'esecranda parola "guerra" nel momento in cui assecondavano invasioni militari sul suolo di Stati sovrani compiute per giunta con l'utilizzo di armi non convenzionali?
Bene hanno fatto quindi gli irlandesi a respingere questa ennesima imposizione da parte dei tecnocrati e banchieri che denigrano l'espressione della volontà popolare quando va contro i loro interessi (a proposito, chi li ha votati ed eletti?) come già successo in occasione delle affermazioni elettorali di Hamas o di Chavez. La loro Europa è quella che pensa all'inflazione e non alla disoccupazione, agli interessi americani e non ai prop ri, a imporre il signoraggio dell'Euro e a parametrizzare tutto a scapito delle identità nazionali. A questa Europa accentratrice e burocratica opponiamo il modello comunitarista a cerchi concentrici delineato da Alain De Benoist, il quale parte dalle piccole comunitàper giungere alla dimensione continentale in maniera tale da garantire un reale coinvolgimento degli europei.
Noi di Generazione Europa salutiamo pertanto con favore l'esito del referendum irlandese, auspicando un'Europa integrata con i suoi alleati naturali dell'Eurasia nell'ambito di un mondo multipolare non assoggettato all'imperialismo delle lobby che controllano la politica statunitense ed in cui ogni popolo ed ogni Stato possa cooperare seguendo le proprie peculiarità sociali, culturali, storiche e tradizionali.
Lorenzo Salimbeni
Responsabile Generazione Europa /
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