Il ministro Zaia guida i suoi. Il prefetto Capocelli: le istituzioni cooperino
A Treviso la Lega non diser*ta le celebrazioni della Repub*blica, come invece fa a Roma. I ministri del Carroccio non vannno ai Fori Imperiali? Zaia, ieri in borgo Cavour, guida la numerosa spedizio*ne istituzionale della Lega al ricevimento del 2 giugno del prefetto Capocelli. Il presiden*te della Provincia, Muraro; gli assessori Speranzon e Mi-chielon; il presidente del consi*glio provinciale Pettenà; il sindaco Scattolon, e ancora Vettor... Chi più ne ha più ne metta, mancano solo i parla*mentari. No, ecco Vallardi.
Altri tempi, quando anche la Lega trevigiana per prote*sta disertava in blocco, con di*chiarato accanimento antitri*colore. Anche il vicesindaco Gentilinifa un'incursione, di
buon'ora, poi si ritrae, qual*cuno dice per la troppa folla. «La Costituzione esalta il
ruolo degli enti locali, e dise*gna anche le vie legali per ar*rivare al federalismo, il no*stro obiettivo» — chiosa Zaia, al fianco la consorte. E' ricercatissimo: da chi gli vuoi mandare un saluto diretta*mente a Berlusconi, da chi gli raccomanda prefetti e alti di*rigenti dello stato in pensio*ne; da chi non vuoi perdere l'occasione di stringere la ma*no al neoministro. L'Italia che non muore mai, capace forse di rigenerersi anche nei futuri scenari federalisti.
Il messaggio del presidente della Repubblica, che il prefet*to Capocelli legge dopo qual*che problema all'impianto au*dio, disegna un'Italia più si-
cura, che esalta il merito e non disdegna la responsabi*lità, per la massima efficien*za al servizio dei cittadini. La ricetta presidenziale è quella della cooperazione interistituzionale e sociale, per ((garanti*re la sicurezza in un contesto di criminalità diffusa».
La strada sembra riflessa nel «mix» che affolla nel giar*dino del palazzo prefettizio. A proposito: chissà se dopo la vendita dell'immobile all'a*sta da parte della Provincia ci sarà ancora un altro 2 giu*gno in borgo Cavour.
Ecco l'onorevole Rubinato. Molti sindaci, o vice, a comin*ciare dalle donne (citiamo Go-mierato e Casellato), ma an*che i partiti (Forza Italia, con le due anime rigorosamente divise e Zanini in graticola
per la sua nomina ad assesso*re eternamente rinviata; e an*cora UPd, l'Udc). Il procura*tore Fojadelli con alti espo*nenti della giustìzia; il mon*do dell'impresa (Tomai, Var-danega, Milan, ma anche Ni*cola Tognana), e i sindacati (Barbiero, Cgil; Cicchetto, Ci-sl; Confortin, UH); il gotha della sanità, con numerosi primari; le associazioni di ca-tgoriaegli ordini professiona*li. Non manca la società civi*le, e l'adeguata cornice di vip. Ma le signore non eccedono: sobrietà, con qualche eccezio*ne che non passa inosservata. Come il saio del francescano, a fianco del vescovo, mosi-gnorAndrea Bruno Mazzoca-to. Capocelli, da buon padro*ne di casa, ha chiamato l'inte*ra comunità, (a.p.)
La Tribuna di Treviso 3 Giugno 2008
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