Risultati da 1 a 7 di 7
  1. #1
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    Predefinito Con la Robin Tax, lo Sceriffo passa due volte : meglio la Tobin Tax

    Robin Tax o Tobin Tax?

    Una cosa è certa: non mancherà mai lavoro alla critica economica fino a quando ci sarà al ministero dell’economia un autentico “genio” della finanza creativa come Giulio Tremonti. Infatti dopo il suo “determinante” intervento di “aiuto” ai mutuatari morosi (i banchieri, che a dire di Tremonti si dovevano accollare maggiori sacrifici insieme ai petrolieri, stanno ancora ringraziando), dopo l’abolizione dell’ICI sulla prima casa e la detassazione degli straordinari finanziati grazie ai fondi assegnati al completamento di strategiche infrastrutture in Calabria e Sicilia (che beffa per chi nelle due regioni ha dato il proprio voto al centro destra proprio per la realizzazione delle infrastrutture!) adesso è la volta della Robin Hood Tax la tassa che toglie ai ricchi petrolieri per dare ai poveri consumatori.
    Logica vuole che se si tassano maggiormente i produttori di petrolio e chi opera nella distribuzione dei carburanti (il buon Tremonti non li ha esclusi) non si ottiene una diminuzione dei prezzi bensì un aumento. E chi paga? E’ ovvio i consumatori finali cioè quei poveri che l’etico ministro Tremonti vuole aiutare! Viene proprio da dire: alla faccia dell’aiuto! Qualcuno dirà che il governo ridistribuirà queste ricchezze (di certo non tutte e poi c’è da rispondere alla seguente domanda: come verranno ridistribuite queste ricchezze?) però è da osservare che in ogni caso i “beneficiati” dall’operazione di Tremonti non avranno in realtà alcun beneficio dato che il saldo netto tra il sostegno ricevuto (altra domanda: quanto e quando verrà elargito?) ed aumento spesa per i carburanti (che avverrà istantaneamente) sarà vicino allo zero.
    Dal momento che come osservato ci sono forti dubbi sull’utilità del provvedimento per quanto riguarda il problema del caro prezzi (tra l’altro una maggiore tassazione deprime gli investimenti e quindi allunga la durata della crisi economica), adesso sorge un altro dubbio: Ma se il caro carburante non è causato né dai produttori di greggio né dalla struttura di distribuzione ma dagli speculatori finanziari che si stanno rifacendo delle perdite avute con lo scoppio della bolla immobiliare speculando sul petrolio ed i generi alimentari e quindi causando un aumento “artificiale” della domanda di questi beni (come rilevato da quasi tutti e anche dallo stesso Tremonti) allora perché tassare per dirla alla Tremonti i “petrolieri”? Perché non colpire chi specula?
    Per rispondere a quest’ultima domanda bisogna rispondere ad un’altra: è possibile farlo? La risposta è affermativa e prende il nome di Tobin Tax (dal nome dell’economista che l’ha proposta negli anni settanta). In cosa consiste? Questa tassa prevede di colpire tutte le transizioni sui mercati valutari (l’aliquota si aggirerebbe intorno al 0.05-1%) penalizzando in particolar modo le speculazioni a breve termine. E’ bene sottolineare come ci sia un acceso dibattito sull’effettiva efficacia di questa soluzione al fine di scongiurare le crisi economiche. Infatti le crisi economiche sarebbero causate da un male sistemico che affligge il capitalismo moderno e da questo punto di vista l’inflazione e le bolle speculative che si vengono a creare nei mercati finanziari si possono paragonare alla febbre, cioè di per sé non costituiscono il male da sconfiggere ma indicano appunto che c’è qualcosa non va per il verso giusto. In questo senso la Tobin Tax avrebbe l’effetto di un antipiretico. Quindi se proprio si vuole applicare una tassa con lo scopo di abbassare il caro vita è evidente che la Tobin Tax risulta migliore rispetto alla sgangherata Robin Tax di Tremonti.
    Ma se è così perché non viene applicata? Il motivo è semplice infatti si teme una fuga di capitali dai mercati finanziari dei paesi dove verrebbe applicata. In pratica tutti aspettano che qualcuno abbia il coraggio di applicarla per primo per vedere se effettivamente i benefici di questa soluzione superano gli svantaggi.
    Questo però non ci esime dal chiederci una cosa: perché Tremonti continua a proporre soluzioni come la Robin Tax che la pratica ci ha mostrato inefficaci (se non addirittura dannose) invece di azzardare soluzioni come la Tobin Tax mai applicate ma potenzialmente più vantaggiose?
    Inoltre un’altra domanda: perché se è stimato che il peso delle imposte sui carburanti pesa tra il 45 ed il 55% sul prezzo finale dei carburanti (ed è evidente come questo eccessivo prelievo pesa in maniera straordinaria in tempo di crisi economica) non si è incominciato a ridurre le tasse proprio da lì beneficiando così tutti i cittadini?

    Enrico Castro

    http://www.perlarosanelpugno.it/view...p=27362#p27362

  2. #2
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    basta cavolate

    le tasse sono male, punto

    nessuna tassa aiuta, tutte distruggono

    tremonti sapeva una sola cosa giusta: questa

    l'ha disimparata.




    p.s. ecco il mio sintetico contributo, caro
    _
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  3. #3
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    Chiamalo sintetico ci mancava stop alla fine ed era un telex

    Io chiaramente dissento dall'idea che tutte le tasse siano un male: le tasse sono uno strumento nè più nè meno di una forchetta o di una pistola. In particolare, una tassa che scoraggi le dannose speculazioni finanziarie mi sembra sia eticamente sia utilitaristicamente fondata, rispetto a una che verrà scaricata nuovamente sui consumatori. Certo, tagliare le altissime accise di Stato sulla benzina sortirebbe effetti altrettanto buoni

  4. #4
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    Le tasse sono un male solo per i ricchi.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Logica vuole che se si tassano maggiormente i produttori di petrolio e chi opera nella distribuzione dei carburanti (il buon Tremonti non li ha esclusi) non si ottiene una diminuzione dei prezzi bensì un aumento. E chi paga? E’ ovvio i consumatori finali cioè quei poveri che l’etico ministro Tremonti vuole aiutare! Viene proprio da dire: alla faccia dell’aiuto! Qualcuno dirà che il governo ridistribuirà queste ricchezze (di certo non tutte e poi c’è da rispondere alla seguente domanda: come verranno ridistribuite queste ricchezze?) però è da osservare che in ogni caso i “beneficiati” dall’operazione di Tremonti non avranno in realtà alcun beneficio dato che il saldo netto tra il sostegno ricevuto (altra domanda: quanto e quando verrà elargito?) ed aumento spesa per i carburanti (che avverrà istantaneamente) sarà vicino allo zero.
    Mi pare che anche Bersani del PD abbia mosso la stessa obiezione.

    Citazione Originariamente Scritto da Manfr Visualizza Messaggio
    Quindi se proprio si vuole applicare una tassa con lo scopo di abbassare il caro vita è evidente che la Tobin Tax risulta migliore rispetto alla sgangherata Robin Tax di Tremonti.
    Ma se è così perché non viene applicata? Il motivo è semplice infatti si teme una fuga di capitali dai mercati finanziari dei paesi dove verrebbe applicata. In pratica tutti aspettano che qualcuno abbia il coraggio di applicarla per primo per vedere se effettivamente i benefici di questa soluzione superano gli svantaggi.
    Questo però non ci esime dal chiederci una cosa: perché Tremonti continua a proporre soluzioni come la Robin Tax che la pratica ci ha mostrato inefficaci (se non addirittura dannose) invece di azzardare soluzioni come la Tobin Tax mai applicate ma potenzialmente più vantaggiose?
    Inoltre un’altra domanda: perché se è stimato che il peso delle imposte sui carburanti pesa tra il 45 ed il 55% sul prezzo finale dei carburanti (ed è evidente come questo eccessivo prelievo pesa in maniera straordinaria in tempo di crisi economica) non si è incominciato a ridurre le tasse proprio da lì beneficiando così tutti i cittadini?

    Enrico Castro

    http://www.perlarosanelpugno.it/view...p=27362#p27362
    La risposta a queste domande è una sola.

    Perché Tremonti è un ministro demagogo di un governo di demagoghi.

  6. #6
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    Io penso innanzitutto che chiamarla Robin Hood tax è insensato e demagogico, perchè non toglie ai ricchi per dare ai poveri, ma semmai si propone (ma, secondo me non ci riuscirà, è la solita boiaia propagandistica e le compagnie petrolifere scaricheranno la tassa aggiuntiva sul prezzo) di abbassare il prezzo della benzina, bene di consumo che non mi risulta sia adoperato solo dalle classi più disagiate, ma da tutti, compresi i milionari. Inoltre in Italia sul prezzo della benzina non incide solo l'aumento del prezzo del petrolio ma anche delle accise pesantissime.Su un litro di benzina verde incidono una quantità di accise ed imposte, alcune delle quali risultano davvero sconcertanti e vergognose, come ad esempio:

    Tratto dal sito del Governo italiano
    http://www.camera.it/_dati/leg14/lav...40/pdfbt31.pdf



    # 1,90 lire per la guerra di Abissinia del 1935;
    # 14 lire per la crisi di Suez del 1956;
    # 10 lire per il disastro del Vajont del 1963;
    # 10 lire per l'alluvione di Firenze del 1966;
    # 10 lire per il terremoto del Belice del 1968;
    # 99 lire per il terremoto del Friuli del 1976;
    # 75 lire per il terremoto dell'Irpinia del 1980;
    # 205 lire per la missione in Libano del 1983;
    # 22 lire per la missione in Bosnia del 1996;
    # 0,020 euro per rinnovo contratto autoferrotranviari 2004

    Il tutto per un totale di 486 lire, cioè 0,25 euro! Il buon senso vorrebbe che al cessare della causa che determina una tassa, dovrebbe cessare la tassa stessa. In Italia invece non è così. Anzi, su queste accise, che in sostanza sono tasse, viene applicata anche l’Iva, cioè una tassa sulla tassa!!

    Come si vede, queste accise sulla benzina oltre ad avere delle causali ridicole (una vera e propria truffa) sono balzelli mascherati che insistono su tutta la popolazione in ugual modo, a differenza delle imposte dirette, che sono invece proporzionate al reddito e al patrimonio. E Tremonti cosa fa? Invece di eliminare queste odiose imposte indirette, cioè le accise (che colpiscono tutte le classi sociali allo stesso modo e con la stessa cifra, indipendentemente dal reddito e dal patrimonio) elimina del tutto un' imposta, cioè l' Ici, che invece è diretta, quindi progressiva e proporzionata al patrimonio. E fa pure demagogia con il nome Robin Hood! Negli altri Paesi, nonostante l'aumento del prezzo del petrolio, comunque la benzina costa meno, perchè sul prezzo non incidono la guerra di Abissinia del 1935 o il disastro del Vajont del 1963! Basta attraversare il confine per rendersene conto.

  7. #7
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    Inoltre, per eliminare l' Ici,sono stati fatti dei tagli pazzeschi sui trasporti pubblici, che in Italia funzionano malissimo e costringono molti ad usare la macchina (e spendere soldi in benzina) e a trasportare le merci su gomma , così da far salire i prezzi delle merci al consumo, per l'aumento del prezzo del petrolio (inquinando, fra l'altro).

    La copertura finanziaria per l'abolizione dell'ICI (che poi sarebbe una tassa comunale e non nazionale...) sono controbilanciati dalle sottrazioni di risorse previste dalle due precedenti finanziarie: la 2007 e la 2008, e dal decreto Milleproroghe di Prodi (legge 31/2008)...
    Il settore delle infrastrutture e dei trasporti è stato quello più falcidiato (a proposito del Ponte sullo Stretto!):

    - Fondo per il trasporto pubblico locale (taglio di 353 milioni di euro);
    - Sistemi innovativi di trasporto urbano (taglio di 36 milioni di euro);
    - Trasporto verde nei centri storici (taglio di 12 milioni di euro);

    - Recupero dei centri storici (taglio di 30 milioni di euro);
    - Fondo per le isole minori (taglio di 60 milioni di euro);
    - Fondo bonifiche aree militari (taglio di 30 milioni di euro);
    - Incentivi per lo spostamento del traffico pesante verso il trasporto marittimo (taglio di 231 milioni di euro);
    - Infrastrutture in Calabria, Sicilia e nello Stretto di Messina (taglio di 49 milioni di euro);
    - Misure per trasporto ferroviario delle merci (taglio di 45 milioni di euro);
    - Infrastrutture ferroviarie (taglio di 30 milioni di euro);
    - Ammodernamento collegamenti ferroviari tra Pescara e Roma (taglio di 168 milioni di euro);

    - Sviluppo della banda larga (taglio di 49 milioni di euro);
    - Monitoraggio del rischio sismico (taglio di 15 milioni di euro);
    - Ammodernamento della rete idrica nazionale (taglio di 70 milioni di euro);
    - Fondo forestazione e riforestazione (taglio di 150 milioni di euro);
    -Fondo demolizione ecomostri (L'ecologismo non va più di moda: taglio di 45 milioni di euro);
    - Fondo solidarietà per i mutui prima casa (taglio di 20 milioni di euro nel biennio 2008-2009);
    - Incentivi all'occupazione (taglio di 165 milioni di euro);
    - Potenziamento dell'informatizzazione pubblica (taglio di 31,5 milioni di euro).

    Poi ci sono tagli per lo sport, per la formazione, il welfare e le Università. E anche la Sanità...

    La Calabria e la Sicilia l'hanno presa in quel posto, perché sono stati tagliati i soldi per opere di difesa del suolo (l'avete votato!? E mo' ve lo tenete!)

    Altri tagli si prevedono sulla sicurezza stradale, ricerca e formazione in materia di trasporti, sicurezza alla navigazione, responsabilità sociale delle imprese, formazione professionale dei lavoratori, istituzioni culturali. Pare che anche le risorse per il terremoto del molise 2002 siano state ridotte w del 1990 in Sicilia.



    http://www.edilportale.com/edilnews/......39&iDCat=15



    Pd = silenzio di tomba; Opposizione fuori dal Parlamento = idem

 

 

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