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    Predefinito Casal di Principe, elezioni controllate dalla Camorra?

    Casal di Principe, elezioni in odore di mafia


    di Antonio Massari

    Porte chiuse e sigillate dai nastri adesivi: la scuola elementare Gagliardi, alle sei e mezza del pomeriggio, è già pronta per le elezioni. Oggi si vota, a Casal di Principe, per scegliere il futuro sindaco. Qui il confine bisogna trovarlo a vista. La politica. La camorra. I casalesi: cittadini per bene. I "casalesi": capi di Gomorra. Tra i candidati, una trentina, sono parenti degli affiliati al clan. Ma la parentela qui è fisiologica: un cugino, un nipote, nei clan ci finiscono quasi sempre. Un fatto è certo: le elezioni sono monitorate con attenzione. Digos, Carabinieri, Dda: tutti con gli occhi ben aperti. Il rischio infiltrazione è alto. La politica è permeabile. E la “società civile” è sola. Diamo un’occhiata alle urne: qui una croce l’hanno già segnata. Vada come vada, uscirà un solo vincitore: il centrodestra. E forse – per trovare il confine – da questo punto bisogna cominciare.

    Innanzitutto: il confine che circonda Casal di Principe. Non è un paese: è un tabù. I "big" di governo latitano più dei latitanti. Non s’è fatto vedere Nicola Cosentino (Pdl), sottosegretario all’Economia, indagato per concorso ai clan e con una richiesta d’arresto sulla testa. Il presidente della Regione, Stefano Caldoro (Pdl), appena eletto, qui nelle piazze non risulta pervenuto. Domenico Zinzi (Udc), appena eletto presidente della provincia di Caserta, non s’è fatto vivo neanche per ringraziare della valanga di voti che ha ricevuto. E che la destra sta per ricevere ancora.

    Altro che bipolarismo. Se sarà sindaco Elio Natale, avrà vinto il Pdl. Se sarà eletto Pasquale Martinelli, avrà vinto un ex sindaco di Forza Italia, oggi sostenuto dal Pd, nel senso di Progetto Democratico che – in sostanza - è il Pd locale. Ma non usa il simbolo del partito di Bersani: il simbolo del Pd, sulla scheda, qui non c’è. Il terzo incomodo – Vincenzo Schiavone, “partito del Sud” – ha poco da sperare: il centrodestra – si chiami Natale o Martinelli – ha già vinto. Un mese fa, alle elezioni provinciali, aveva già stracciato la concorrenza: 86,62 per cento. Il Pd ha sfondato il due per cento: 2,06 per la precisione. Seguito a ruota dall’Idv: 1,9. E per capire la situazione bisogna ripartire dal 2005, quando la provincia finì nelle mani di Sandro De Franciscis, candidato del centrosinistra, che poi – coinvolto in vicissitudini giudiziarie – si dimise. Ma nel “triangolo d’oro” – Casal di Principe, San Cipriano d’Aversa e Casapesenna – il centrosinistra non elesse neanche un consigliere provinciale. Finì in questo modo: Sebastiano Ferraro (Nuovo Psi) e Giacomo Caterino (An) passarono all’Udeur. E transitarono in un attimo dall’opposizione al governo.

    "Ma come?", dice Peppe Pagano, "al governo troviamo le stesse persone che, con il voto, avevamo cacciato? Quel giorno consegnai le chiavi del nostro circolo di Rifondazione Comunista. E da allora il circolo – che rappresentava gli iscritti di Casale e San Cipriano – è rimasto chiuso". Peppe Pagano vive a san Cipriano ed è socio della cooperativa "Nuova Cucina Organizzata" che gestisce un “gruppo di convivenza con persone "che hanno problemi psichici". È impegnato della cosiddetta società civile: uno dei tanti che non trova una rappresentanza politica.

    Casal di Principe non è solo camorra: è alto il numero di associazioni attive sul territorio. "Persone che oggi non sapranno chi votare", spiega Renato Natale, vecchia scuola Pci, ex sindaco minacciato più volte di morte dal clan dei casalesi. Il suo mandato durò appena un anno: cadde la maggioranza. Troppi consiglieri minacciati. E lui lasciò l’incarico. "La camorra a volte diventa un alibi per una politica inesistente. Il senso d’abbandono, qui, è evidente". Il Pd un anno fa s’oppose all’appuntamento organizzato da Rosaria Capacchione, giornalista del Mattino, scortata per le minacce di morte, all’epoca candidata per le Europee. Voleva ricordare la strage di Capaci con un appuntamento antimafia. Fu il Pd a osteggiarla. L’appuntamento saltò. "Un equivoco", dice Emilio Lanfranco che con il suo Progetto Democratico, oggi, sostiene l’ex sindaco di Fi. Ma in tanti non la pensano come lui. "La camorra si muove?", gli chiediamo. "Pressioni non ne abbiamo sentite", risponde. "Forse si muove", ammette invece Carmine Schiavone, leader dei giovani del Pdl. "La malavita c’è in tutte le cose importanti: avrà interesse anche per le elezioni". Berlusconi – obiettiamo – ha attaccato Roberto Saviano. “Ha sbagliato”, risponde. "Saviano ha acceso una luce su Casale. Forse Berlusconi voleva dire: qui non c’è solo camorra. Noi vogliamo ridare dignità ai ragazzi di un paese, dove, in piena campagna elettorale, non è venuto neanche un rappresentante di governo".

    Da il Fatto Quotidiano del 18 aprile

    Casal di Principe, elezioni in odore di mafia | l'AnteFatto | Il Cannocchiale blog
    Fra tutti il ministero dell'amore era quello che incuteva un autentico terrore... [...]

    1984 George Orwell
    http://www.youtube.com/watch?v=krYkuiRtO7M

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    Predefinito Rif: Casal di Principe, elezioni in odore di mafia

    Forse è opportuno ricordare che il PD di Casal di Principe non solo sostiene l'ex assessore della giunta PDL Martinelli, ma è anche a ruota dell'Udeur di Sebastiano Ferraro, che è il vero dominus della coalizione Martinelli

    http://ricerca.repubblica.it/repubbl...rne-il-pd.html



    Casal di Principe alle urne il Pd rinuncia al simbolo

    Repubblica — 18 aprile 2010 pagina 1 sezione: NAPOLI

    «SPERIAMO che stavolta li fanno durare ». A Casal di Principe, dove lo Stato è l' ospite sgradito e le amministrazioni porte girevoli, si riaprono le urne oggi. Con un sollievo: «Ha fatto bene Berlusconi a dire che Saviano ci ha fatto solo del male».

    DAL NOSTRO INVIATO CONCHITA SANNINO CASAL DI PRINCIPE -

    Un paese muto, in pieno giorno. Il centro desolatamente vuoto, già alle tredici, in un sabato qualunque. E le strade sporche, i marciapiedi bordati di rifiuti. A terra, giacciono migliaia di manifesti elettorali strappati dai muri e già ridotti in frantumi. Come se dietro la rappresentazione dell' agone politico, contassero solo gli accordi contratti. Non c' è attesa, né un grammo di fibrillazione pre-elettorale, a Casal di Principe, se non nelle case dei tre sfidanti alla carica di sindaco, Elio Natale, Pasquale Martinelli e Vincenzo Schiavone, il primo candidato ufficiale del Pdl, gli altri due ascrivibili alla stessa area. Quel Pdl che da Casale ha tributato percentuali plebiscitarie sia al governatore regionale Stefano Caldoro (70 per cento) sia al presidente della Provincia Domenico Zinzi (a quota 80). È il paese dove la sinistra è liquefatta, il Pd non si presenta neanche più alle amministrative con il suo logo ma "travestito" da lista civica nella compagine che lancia Martinelli con l' Udeur, giusto per non procurare un dispiacere agli alleati; è il posto in cui il recordman di voti, Sebastiano Ferraro, 4mila consensi incassati il 29 marzo scorso alle provinciali di Caserta, è sempre lo stesso personaggio che passa dai partiti alle liste civiche ma risponde sempre ai medesimi sponsor, e dove la destra si diverte a giocare le sue guerricciole interne. Un centro urbano in cui il 70 per cento delle case, delle ville e degli stabilimenti costruiti dopo gli anni Ottanta sono completamente abusivi e tutti con allacci di energia elettrica e reti fognarie fuorilegge. Una comunità, fatta in gran parte di "imprenditori", per i quali il nemico ufficialeè uno scrittore e si chiama Roberto Saviano, e in cui la vigilia ha un colore fin troppo neutro, un andamento pigro, una placida stanchezza. In attesa che, martedì pomeriggio, il ministro Maroni arrivi per un vertice a Caserta. Il punto sulla lotta ai clan. «Berlusconi? Eh, bene ha fatto a dire che "Gomorra" non serve a niente, a fare solo la pubblicità alle cose negative, ma perché c' era bisogno che lo diceva il Cavaliere? Noi da quanto tempo lo diciamo?», si interroga Daniele, del bar "Il Chicco d' oro". E un altro, con la trita litania: «Quello, lo scrittore, ha messo tuttii giornali di Caserta con la storia dei processi dentro al libro suo, e questa è tutta Gomorra». Solo uomini al banco. Solo uomini tra i clienti che ciondolano tra caffè e marciapiedi. Neanche un gruppo di donne, impiegateo casalinghe, a prendere un caffè. Come vent' anni fa. Anzi peggio. Allora c' era un fronte di opposizione, una mobilitazione radicata, sociale e culturale. Ora, raccontano in tono disarmato due esponenti locali del Pd, Ottavio Corvino e l' avvocato Daniele Di Sarno, «la sinistra sta quasi scomparendo, noi per provare a controllare qualcosa dall' interno, a prendere due consiglieri, sosteniamo Martinelli». Spiega il candidato Di Sarno: «La nostra lista si chiama "Progetto democratico", ma non abbiamo potuto usare il logo Pd». Non abbiamo potuto usarlo: cosa significa? «Con noi c' è anche l' Udeur, che governa con la destra in Provincia e altrove, e non potevamo spaccare tutto, era un accordo». Nessuno scrupolo a tenere in quelle liste parenti di pregiudicati, a cominciare da quel Ferraro, cugino dell' omonimo condannato per associazione mafiosa? I due allargano le braccia. «Essere parenti è una cosa, rispondere delle proprie azioni è un' altra». Il paese della politica rovesciata impone le sue regole. Altro bar, stesse certezze. «Vedrete, vincerà Martinelli, l' ortopedico. Solo che ci siamo scocciati di andare sempre a votare. Regionali, provinciali e ora il Comune». Il corpulento titolare del "Bar del buon caffè", sul corso Umberto, non alza neanche gli occhi dalla macchinetta del caffè. Finoa quando non gli si chiede un pronostico. «Sento parlare molto del candidato che stava con il Pdl e se n' è uscito. Dicono che ce la farà». Ma il favorito, quel Martinelli già assessore della giunta uscente, guidata da Cipriano Cristiano - mandata a casa per effetto della legge voluta da Guido Bertolaso sulle inefficienze nella rimozione dei rifiuti - dovrà giocare una partita tutta interna al suo campo per spuntarla su Natale. Poche le chance di Schiavone. In fondo, a Casale, le cose sembrano già scritte. - CONCHITA SANNINO

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    Predefinito Rif: Casal di Principe, elezioni in odore di mafia

    Comunque paradossalmente a Casal di Principe il PD potrebbe entrare in maggioranza e il PDL andare all'opposizione.

    Sarebbe l'Udeur di Mastella a vincere.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Casal di Principe, elezioni in odore di mafia

    Voto di scambio a Casal di Principe: perquisite le sedi di Pdl e Udeur - Corriere del Mezzogiorno

    il blitz
    Voto di scambio a Casal di Principe:
    perquisite le sedi di Pdl e Udeur
    Nel comune roccaforte dei casalesi si è votato domenica
    e questa mattina per il rinnovo dell'amministrazione

    CASERTA - Si è votato ieri, domenica e stamattina a Casal di Principe, dopo la chiusura dei seggi sono però scattati i controlli dei carabinieri. I militari di Caserta stanno eseguendo perquisizioni nelle sedi del Pdl e dell’Udeur di Casale, il comune del Casertano ritenuto roccaforte del clan dei Casalesi. Sul posto anche i pm della dda Antonello Ardituro e Francesco Curcio che coordinano le indagini.

    VOTO DI SCAMBIO - A quanto si è appreso l’inchiesta riguarda presunti episodi di voto di scambio. A Casal di Principe si è votato per il rinnovo dell’amministrazione cittadina e decidere il successore del sindaco uscente, Cristiano Cipriano.

 

 

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