
Originariamente Scritto da
mustang
«Colpa di Berlusconi se l'Italia ha perso»
«Un rompipalle come Roberto Giachetti è difficile trovarlo».
Parola di Pier Ferdinando Casini, ex presidente della Camera.
Lo dice lui, noi ci fidiamo.
Ieri Giachetti il margheritico ha presentato un'interrogazione parlamentare. Per dare la colpa a Silvio dell'immondo tracollo della nazionale di calcio contro l'Olanda. (...) Increduli, all'inizio abbiamo pensato a uno scherzo. E invece no, due controllini, e l'interrogazione è confermata.
Eccola. L'onorevole Giachetti interroga il governo per sapere «se risponde al vero che nel pomeriggio di lunedì il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nonché proprietario della società di calcio AC Milan, abbia telefonato a Donadoni facendogli il suo in bocca al lupo per la competizione, e gli abbia suggerito qualche pedina da schierare nella straordinaria formazione che è scesa in campo,rimediando una delle figure più nere della storia del nostro calcio».
«Senza ricorrere a inutili sondaggi - continua l'atto ufficiale - ma solo parlando col vicino di casa o il collega d'ufficio, si evince che la stragrandemaggioranza dei tifosi, competenti o semplici appassionati, sono rimasti leggermente disorientati dalla lettura della formazione iniziale che il ct ha schierato. Appare inspiegabile in particolare la scelta di schierare l'intero blocco di centrocampo del Milan, squadra arrivata 5ª in campionato e che non ha brillato nelle coppe internazionali, sfavorendo centrocampisti che hanno avuto un rendimento ben maggiore nel corso della stagione».
Fin qui, il testo. Ancora penso e spero che si tratti di uno scherzaccio di quei buontemponi comunistacci dell'agenzia Dire, che ha diffuso il dispaccio.
Eppure no, dicono gli amici di Giachetti. È proprio lui, l'autore.
Magari vorrebbe che fosse Paolino Bonaiuti, a rispondere alla Camera.
In più, si aggiungono le gustose coordinate che aiutano meglio a comprendere la diabolica iniziativa.
Primo, l'ex radicale, ex verde, poi rutelliano e ora margheritino onorevole avrà casa a Subiaco, ma è indelebilmente tifoso di fede romanista. Non proprio uno della curva, come l'ex sottosegretario all'economia Paolone Cento.Ma di calcio è affebbrato assai. In più, nutre e sostiene da sempre il suo beffardo antiberlusconismo con la tesi per la quale Silvio al potere significa disfatta degli azzurri assicurata. Vedi l'orrenda prova ai mondiali del 2002 imperante Trapattoni, con la sconfitta rimediata dalla Croazia, il pareggio col Messico e la figuraccia che ci mandò a casa, ingloriosamente contro la Corea del Sud.
E vedi poi la mesta esclusione dopo tre partite agli europei 2004, con Svezia e Danimarca che ci beffarono qualificandosi loro a parità di punti con noi. Con Silvio si perde e bisogna ricordarlo agli italiani, ripete Giachetti.
E più ancora, dicono i suoi amici, Silvio talvolta di calcio straparla, e bisogna indurlo a farlo anche questa volta. Ordendo una losca trappola perché rivolga qualche parolina alla nazionale e al suo ct.
Avvenne agli europei del 2000. Allora Silvio era leader dell'opposizione, e nella finale a Rotterdam contro la Francia gli azzurri finirono sconfitti malgrado in vantaggio con Delvecchio, grazie a un gol pazzesco di Wiltord al 3' di recupero, e a una zampata decisiva di Trézéguet ai supplementari.
Silvio non ce la fece a trattenersi. Disse che il ct di allora, Zoff, aveva toppato la marcatura di Zidane. Zoff si dimise, in polemica con Berlusconi.
E ora subdolamente Giachetti provoca Silvio, sperando di riattirarlo nella polemica.
Ma dimenticauna cosa. Allora il Cavaliere stava all'opposizione.
Oggi è a palazzo Chigi. Terrà la lingua a posto.
E sfaterà l'accusa di portar male agli azzurri, quando governa.
Speriamolo, almeno. Perfido di un Giachetti, che vuole trasformare l'aula sorda e grigia di Montecitorio in un bivacco di ultrà giallorossi.
di OSCAR GIANNINO
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saluti