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Discussione: La Casta Legaiola

  1. #21
    Briza strazzèr i maròn!
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    "Il Gazzettino"

    «A Callegari doppio stipendio e anche il premio di produzione»

    Veneto
    Già, da aprile, prende due stipendi: quello niente male di parlamentare (circa 15mila euro netti tra indennità di carica e diarie varie) e quello, altrettanto niente male (oltre 150mila euro lordi) di amministratore unico di Veneto Agricoltura spa. E ora per Corrado Callegari, segretario provinciale della Lega Nord, arriva anche una doppia tredicesima, con un premio di produzione relativo agli anni 2006 e 2007: il 20 per cento del lordo annuo che per l'anno scorso fa 30mila euro e per quello precedente i 9/12 perchè nominato in marzo.
    La denuncia viene da Claudio Rizzato, consigliere regionale del Partito Democratico, il quale - sussurrano i maligni - è stato informato nientemeno che da un assessore a dimostrazione del clima che si sta respirando in giunta regionale. «Evidentemente il neo vicepresidente e assessore all'agricoltura della giunta Franco Manzato ha un modo tutto suo di affrontare il problema dei costi della politica - afferma il neo consigliere da poco subentrato a palazzo Ferro Fini al sindaco di Vicenza Achille Variati - Per risolvere il caso gravissimo dell'amministratore unico di Veneto Agricoltura Corrado Callegari che continua a mettere insieme ogni mese il ricco emolumento legato a questa carica regionale e quello di parlamentare della Lega Nord l'assessore Manzato ha, infatti, pensato bene di deliberare al suddetto bistipendiato anche un "premio di produttività" per il periodo 2006-2007». E conclude: «La solidarietà di partito leghista è più forte di ogni considerazione di opportunità, coerenza e decenza».
    Ma, a onor di cronaca, l'on. Callegari non è il primo veneto a godere di simili prebende nè la Lega il primo partito a praticare simili sport: il precedente amministratore di Veneto Agricoltura era infatti Giorgio Carollo, allora in Forza Italia, il quale sedeva contemporaneamente sui banchi del Parlamento europeo.

    http://leg16.camera.it/cartellecomun...putato=d302866

    http://www.venetoagricoltura.org/con...SX=22&SIDSX=45

    http://www.leganordprovinciavenezia....segreteria.htm




  2. #22
    Briza strazzèr i maròn!
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    MAURO, LA SINDACALISTA CHE STA CON IL PADRONE…
    Lei che è abituata a darle ai padroni- e il suo carattere irruente e autoritario le hanno fatto guadagnare il soprannome di “pasionaria”- ora le darà ai dipendenti. E che dipendenti, quelli del senato, uno dei Palazzi più ambiti della pubblica amministrazione italiana. Lei è Rosi Mauro, leghista assai vicina al Senatur, alias Umberto Bossi.
    Brindisina di nascita, si trasferisce presto a Milano dove a soli 21 anni comincia l'attività sindacale per la Uil in un'azienda metalmeccanica. Nel 1990 la svolta: l'avvicinamento alla Lega e il passaggio al Sindacato Autonomista Lombardo. In pochi anni brucia le tappe, sia nella vita politica che sindacale: consigliere comunale, poi regionale e al tempo stesso segretario organizzativo, prima, e generale, dopo, del sindacato padano.
    Nel 2008 la consacrazione, con l'elezione al senato, dove occupa lo scranno di vicepresidente. Ed è proprio lei che in questi giorni è stata designata a trattare con i sindacati interni di Palazzo Madama. Con l'obiettivo di tagliare le paghe ai dipendenti. Per esempio, sospendere quell'aumento automatico che il personale, in servizio e in pensione, percepisce anche in assenza di rinnovo del contratto: inflazione reale più un fisso dello 0,75%. Per un risparmio di spesa nel 2008 di 1,7milioni. Chissà se la Pasionaria... (Alessandra Ricciardi)

    http://dagospia.excite.it/articolo_index_42379.html

  3. #23
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    Lega ricevuta a corte
    Ma stanno tutti con i "padroni".....

    http://newrassegna.camera.it/chiosco...tArticle=ISOFG

  4. #24
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    http://milano.repubblica.it/dettagli...ltrone/1493517
    Grandi manore sulla Fiera: è guerra sulle poltrone

    La Lega pretende la presidenza dell'Ente.Formigoni resiste. L'Ente si ristruttura. Ma tutti guardano ai mega appalti di Expo 2015. E spuntano i nomi dei soliti noti
    di Andrea Montanari

    Dopo il decreto del premier Silvio Berlusconi sulla governance dell'Expo 2015, iniziano le grandi manovre per mettere le mani suoi nuovi vertici della Fiera, che avrà un ruolo centrale nell'evento. Non fosse altro perché si svolgerà all'ombra della celebre vela disegnata dall'architetto Massimiliano Fuksas, fiore all'occhiello del nuovo polo fieristico di Pero-Rho. La novità è che la Lega prenota il posto di presidente della Fondazione per Danilo Broggi, già leader di Confapi (l'associazione della piccola e media industria) e fino al 2006 consigliere di amministrazione di Fiera spa, che nelle scorse settimane ha incontrato Umberto Bossi. Il Senatùr avrebbe strappato una mezza promessa anche al sindaco Letizia Moratti, quando l'ha incontrata in via Bellerio. Convinto com'è che l'Expo dovrà essere l'occasione più per distribuire benefici al territorio che alla vecchia politica.

    Ma dovrà vedersela con Roberto Formigoni, che su quella poltrona ha messo da tempo il ciellino Luigi Roth, il cui secondo mandato scade nel luglio 2009 e per statuto non potrà essere rinnovato. Il candidato del governatore potrebbe essere un altro ciellino doc: il potente Antonio Intiglietta, attualmente presidente della società Gestione fiere Ge-Fi e di una società immobiliare che si chiama, manco a dirlo, Expo Italia Real Estate. Si ripeterà ancora una volta il braccio di ferro tra Formigoni e la Moratti. Ma questa volta sono in molti a credere che il ribaltone ci sarà. E che alla fine l'appoggio del Carroccio farà la differenza.

    In ballo c'è la partita degli appalti per l'Expo. Solo i lavori per costruire i padiglioni e migliorare i collegamenti valgono 3,2 miliardi di euro. Una boccata d'ossigeno per la Fiera, che stenta ancora a uscire da un periodo di bilanci in rosso.

    La partita della Fondazione si intreccerà inevitabilmente con quella dei vertici della controllata Fiera spa. I mandati del presidente Michele Perini e dell'amministratore delegato Claudio Artusi scadono tre mesi prima, ad aprile 2009. I rumors dicono che quest'ultimo, che era stato sponsorizzato da Formigoni, potrebbe lasciare, mentre Perini, ricandidato due anni fa dalla Moratti avrebbe strappato a Berlusconi un impegno alla riconferma. Entrambi, però, dovranno fare i conti con Luigi Roth, che vorrebbe fare il grande salto. E riaccorpare le cariche di presidente e amministratore delegato di Fiera spa, aumentando le deleghe del direttore generale Enrico Pazzali, vicino ad An, ma anche a Formigoni. Poche settimane fa, il consiglio generale della Fondazione ha stoppato il tentativo di Roth di cambiare l'articolo 8 dello statuto, che stabilisce l'incompatiblità tra i membri del comitato esecutivo e quelli del consiglio di amministrazione della società. Una manovra che anche Formigoni gli aveva sconsigliato, che puntava a spianare la strada al suo tentativo di candidarsi a guidare entrambi i cda.

    In molti sono convinti che ci riproverà dopo l'estate. «Ho fatto sette passi indietro per non creare problemi — ha dichiarato di recente — ma se posso essere utile conosco molte lingue». C'è chi scommette che potrebbe trovare sulla strada dell'Expo anche il presidente della Camera di Commercio Carlo Sangalli. Come dire: sul fronte dei duelli siamo solo all'inizio.
    (26 luglio 2008)

  5. #25
    Briza strazzèr i maròn!
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    Tratto da "Il Gazzettino"

    Ai partiti 50 milioni di euro
    Roma
    Cinquanta milioni di euro da dividere tra tredici partiti, molto grandi o anche piccolissimi. L'ufficio di presidenza della Camera ha oggi approvato il piano di ripartizione dei rimborsi elettorali per le politiche 2008. A godere dei benefici sono tutti i partiti che hanno superato la soglia dell'1\%, quindi anche alcune delle formazioni che sono rimaste fuori dal Parlamento. Il totale è, per l'esattezza, di 50 milioni 309 mila 438 euro l'anno, sommando anche i rimborsi dovuti per la circoscrizione estero.
    Dal 2002 i partiti hanno diritto a un euro per ogni voto ricevuto. È questo il motivo per cui, dopo il successo elettorale, quasi raddoppiano rispetto al 2006 i rimborsi che saranno incassati dall'Italia dei Valori (da 1.204.570,63 a 2.272.162,70 milioni di euro) e Lega Nord (da 2.351.496,03 a 4.243.214,32 milioni di euro). Al Pdl, invece, vanno quasi 500mila euro in più rispetto alla somma di Forza Italia (12.343.50,77 euro) e An (6.327.567,26 euro). In crescita di più di un milione di euro, nonostante la sconfitta elettorale, è il Partito democratico, che rispetto all'Ulivo (Ds e Margherita insieme) passa da 16.038.257,19 a 17.233.260,07 milioni di euro.
    Crollo verticale per i partiti della sinistra, esclusi dal Parlamento, ma non dai rimborsi. Rifondazione comunista, Verdi, Comunisti italiani e Sinistra democratica dovranno dividere il milione e mezzo di euro circa, spettante alla Sinistra arcobaleno. Ma il solo Prc nella scorsa legislatura aveva maturato alla Camera il diritto a 2.996.963,20 euro. L'Udeur è scomparsa dal piano di ripartizione dei rimborsi della Camera. Come tutti gli altri partiti, però, anche quello di Mastella potrà continuare a godere per altri tre anni di quanto maturato per le elezioni 2006. Una norma stabilisce infatti che continui «l'erogazione del rimborso elettorale anche in caso di scioglimento delle Camere», fino a quello che avrebbe dovuto essere il termine naturale della legislatura, cioè il 2011. La delibera della Camera, che sarà efficace dal giorno successivo alla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, prevede i seguenti rimborsi annui, a partire dal 2008: Pdl 19.383.677,20 euro, Pd 17.233.260,07 euro, Lega Nord 4.243.214,32 euro, Udc 2.937.157,58 euro, Idv 2.272.162,70 euro, Sinistra Arcobaleno 1.595.009,32 euro, La Destra 1.240.583,64 euro, Mpa 575.458,51 euro, Ps 498.351,09 euro, Svp 161.190,08 euro.

  6. #26
    Briza strazzèr i maròn!
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    Predefinito "CrediEuroNord"

    "Il Gazzettino"

    Per i leghisti di vecchio stampo il fallimento della banca popolare "CrediEuroNord", la cosiddetta "banca della Lega" nata nel 1998 e fallita qualche anno fa, resta una ferita ancora aperta. Non solo sentimentalmente, ma, ovviamente, anche economicamente, considerato che più di qualche socio "padano" ci rimise i risparmi di una vita. Per questo il consigliere regionale, nonché segretario provinciale del Carroccio trevigiano, Gianantonio Da Re, uomo dalla memoria lunga, non s'è fatto scappare l'occasione. E dopo l'ufficializzazione da parte degli uffici di presidenza delle camere parlamentari dell'esatta ripartizione dei rimborsi elettorali per le politiche 2008, con la Lega Nord - Padania passata dai quasi 4 milioni e mezzo di euro del 2006 agli oltre 8 milioni e 200mila euro attuali, lancia la sua "provocatoria" proposta. "Rimborsiamo quei militanti che hanno perso denaro investendolo nella banca padana": questa l'idea di Da Re ovvero dare un nome e cognome a quei quasi 4 milioni di euro in più ottenuti grazie all'exploit elettorale dello scorso aprile. "Credo possa essere una buona idea quella di risarcire chi, per sostenere il Carroccio, ha dato credito ad un progetto che non è poi decollato per errori di valutazione precisa il segretario provinciale della Liga Veneta Lega Nord Militanti che hanno investito il loro denaro perché hanno creduto all'istituzione di una banca con un progetto straordinario per sostenere gli imprenditori del Nord di fronte all'assalto degli istituti di credito nazionali ed esteri. Inutile nascondersi chiude Toni Da Re - le cose non sono andate come previsto ed è quindi doveroso risarcire chi ha subito un danno economico. Visto anche che molti di loro erano anziani che avevano accantonato i risparmi dati da anni di pensione".


    VEDREMO!!!! VOI CI CREDETE? AHAHAHAH

  7. #27
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    Predefinito "CrediEuroNord"


  8. #28
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    http://www.repubblica.it/2008/08/sez...lli-cifre.html



    L'accusa del leghista Castelli. "Statistiche manipolate per poter usufruire dei benefici"
    "Basta criminalizzare gli imprenditori". L'opposizione: si deve vergognare


    "Morti bianche, cifre gonfiate
    falsi i numeri sulle vittime"


    di PAOLO BERIZZI


    Roberto Castelli

    ROMA - Le statistiche sulle morti bianche? Sono fasulle. Manipolate per fare ottenere risarcimenti assicurativi anche alle famiglie di quei lavoratori che perdono la vita sulla strada mentre vanno o tornano dal lavoro. Così, dopo l'indagine pubblicata dal Censis che ha rielaborato i dati ufficiali (1.170 decessi nel 2007, a fronte dei 663 omicidi), il sottosegretario alle Infrastrutture e ai Trasporti, Roberto Castelli. Che auspica: "È arrivato il momento di fare un'operazione verità". Sui dati, intende il senatore leghista.

    Perché "soltanto in Italia si contano come morti sul lavoro, al fine di poter dare benefici assicurativi da parte dell'Inail, anche le morti che avvengono per incidenti stradali capitati mentre si va al lavoro o mentre si torna a casa a fine giornata. Morti che evidentemente - sostiene - nulla hanno a che vedere con la sicurezza in fabbrica".

    Lo studio del Censis ("abbiamo usato dati iper ufficiali di Eurostat e Inail", precisa il direttore generale dell'istituto Giuseppe Roma) dice che le morti bianche in Italia sono quasi il doppio delle vittime degli omicidi, due volte quelle della Francia e il 30 per cento in più rispetto a Germania e Spagna. Ma Castelli non ci sta ("un po' di verità fa bene a tutti"): "È il momento di smetterla - dice - di criminalizzare gli imprenditori italiani. Se infatti estrapoliamo gli incidenti che avvengono in agricoltura e in edilizia, vedremo che in Italia la sicurezza delle aziende manifatturiere è ai migliori livelli europei".

    Com'è facile supporre, le parole del senatore leghista hanno sollevato un polverone. Dai politici, dai sindacati, dall'Anmil (associazione nazionale mutilati ed invalidi del lavoro), si è alzato un coro di indignazione. Un'uscita giudicata a dir poco "inopportuna". "Le dichiarazioni di Castelli sono pericolose e prive di fondamento, un vero attacco alle norme sulla sicurezza sul lavoro", dice, sottolineando la puntualità delle statistiche fornite dall'Inail, Cesare Damiano, parlamentare Pd, ex ministro del Lavoro. "Anziché cercare dichiarazioni a effetto il sottosegretario farebbe bene a preoccuparsi del fatto che il suo governo sta manomettendo le buone leggi che riguardano salute, sicurezza e lavoro nero". "È da irresponsabili sminuire la gravità del fenomeno", aggiunge il vice presidente della commissione lavoro del Senato, Tiziano Treu. Il giudizio più severo arriva da Achille Passoni, del Pd, che parla di "delirio agostano": "Castelli si vergogni di fronte all'Italia e chieda subito scusa a tutti coloro che hanno avuto un parente morto o ferito per cause di lavoro".
    Il collega di partito Daniele Marantelli, deputato varesino, un mese fa era stato l'autore dello slogan "Zero morti per Expo 2015": un segnale lanciato al governo affinché, in vista dell'apertura dei cantieri per la manifestazione milanese, si vigili sulla sicurezza proponendosi come obiettivo l'azzeramento del bollettino degli infortuni mortali. Proprio in vista dell'Expo, Marantelli si augura che "Castelli e gli altri rappresentanti del governo oltre al business e agli appalti pensino anche al valore della vita umana". Quella di cui parla il presidente dell'Anmil, Pietro Mercandalli: "Davanti alle cifre, anziché strumentalizzarle, bisognerebbe riflettere. Ricordo a Castelli che nel 2007, nel settore manifatturiero di cui lui parla, abbiamo avuto 185 infortuni mortali (101 in Francia, 113 in Spagna e 127 in Germania)". Forti critiche arrivano anche da Paola Agnello Modica, della segreteria nazionale della Cgil: "È singolare che si voglia estrapolare i settori dell'agricoltura e dell'edilizia. Perché? Sono lavoratori di serie B? Forse perché in questi settori sono spesso impiegati gli immigrati? Il sottosegretario si occupi di più delle condizioni delle strade che i lavoratori sono costretti a percorrere e investa in trasporto pubblico anziché in polemiche".

    Alla fine della giornata, la replica di Castelli: "Su un tema serio come quello delle morti bianche non bisogna mistificare la realtà".

    (7 agosto 2008)

  9. #29
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    Febbraio 2008
    Il legaiolo Daniele Molgora (ex deputato ed ex sottosegretario all’Economia nella scorsa legislatura) è stato nominato, in rappresentanza della Camera di Commercio e della Provincia di Brescia, nel Cda di "Aeroporto Valerio Catullo di Verona Villafranca Spa"!

  10. #30
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    La fine di una Banca Padana...perchè ?

    Citazione Originariamente Scritto da Felsineo Visualizza Messaggio
    Un racconto triste e squallido targato Banca dei sotterfugi PADANI

    per non parlare della Famosa Stele di PONTIDA.... dove dovevano essere inseriti tutti i patrioti padani ....raccolti tanti soldi
    per acquistare il famoso Pratone....poi Niente Stele Patriottica...
    ma in compenso Case di abitazioni ed un minimarket...!!!


 

 
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