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    8 Giugno: Roma in piazza contro il razzismo

    8 Giugno: Roma in piazza contro il razzismo

    Sabato 31 Maggio 2008







    Coordinamento nazionale

    Per promuovere un corteo di protesta civile contro atti di razzismo nei confronti dei Rom e Sinti in Italia


    Roma, domenica 8 giugno 2008

    L'iniziativa è promossa da intellettuali italiani e Rom, associazioni, artisti e persone di buona volontà che non vogliono essere strumentalizzati da nessuno. Le Associazioni che aderiscono all'iniziativa diventano automaticamente anche organizzatori e promotori partecipando con i propri singoli rappresentanti al coordinamento nazionale nel rispetto dei principi che hanno mosso l'iniziativa. IL PROGRAMMA SARà DISPONIBILE DA MERCOLEDì 28 MAGGIO La partecipazione è libera e gratuita

    LE ADESIONI SONO APERTE A TUTTI
    FERMIAMO UN GENOCIDIO CULTURALE
    Dopo l'ultimo delitto crudele della mistificazione e della calcolata disinformazione non si può più restare in silenzio,occorre agire, questo silenzio è assordante e colpevole. C'è un'oscura connivenza tra una parte del giornalismo italiano, una parte delle forze dell'ordine, una parte della politica italiana per giustificare un'incivile repressione. Il 1° Giugno le Associazioni Rom e Sinte in Italia e le associazioni di volontariato, gli artisti, gli intellettuali e le persone di buon senso organizzano a Roma un corteo di protesta civile. Aderite e fate aderire prima che sia troppo tardi!! Occorre ribadire alcuni concetti che vengono mistificati, Tutti credono che Rom siano solo stranieri. Non è vero !, infatti l'80% dei Rom e Sinti che vivono in Italia sono cittadini italiani Tutti credono che i Rom sono nomadi. Non è vero !, Infatti la maggior parte di quelli presenti sul territorio italiano sono sedentari Tutti credono che il campo nomadi è la soluzione ideale. Non è vero !, Infatti i rom arrivati in Italia nei loro paesi di origine avevano le case, il campo non è un tratto culturale della popolazione romanì, ma un'imposizione dovuta alla non conoscenza. Tutti credono che zingaro sia il nome di questo popolo. Non è vero !, infatti il termine corretto è Rom o Sinto. Occorre far rispettare le convenzioni internazionali nei confronti dei Rom, il 70% degli italiani sono razzisti nei confronti dei Rom, la carta dei diritti dell'uomo in Italia per i Rom non vale. Non abbiamo nulla se non il nostro coraggio!!
    Protesta anche tu! Invia la tua protesta a:
    -Presidente della Repubblica ON. Giorgio Napolitano ( https://servizi.quirinale.it/webmail/ ) -Capo del Governo On Silvio Berlusconi Presidenza del Consiglio dei ministri Palazzo Chigi Piazza Colonna 370 00187 Roma - Italy tel. (+39) 0667791 -Ministro degli Interni On. Maroni ( DipartimentoAffariInternieTerritoriali@interno.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo ) -Ministro per le Pari Opportunità On. Carfagna ( serep@pariopportunita.gov.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo ) -Giornalisti -I tuoi conoscenti, -La tua mailing list, -Il tuo blog
    EVITIAMO UN SILENZIO INCIVILE, FAI SENTIRE LA TUA VOCE E PASSA PAROLA!!!
    i nostri slogan
    Basta Razzismo contro i Rom!
    No all'informazione razzista!
    Non si può condannare un popolo!
    Stop alla Xenofobia! No ai pogrom!
    ____________________________________
    Per informazioni e adesioni
    ASSOCIAZIONE NAZIONALE THÈM ROMANÒ ONLUS Centro di Promozione Interculturale (Associazione Autonoma di Rom e Sinti in Italia -Sede Nazionale Lanciano CH)

    tel: 0872 660099 cell. 340 6278489 http://www.associazionethemromano.it email: spithrom@webzone.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot, abilitare Javascript per vederlo http://www.alexian.it PER ADERIRE CLIKKA QUI
    Fra gli aderenti e promotori:
    - Alexian Santino Spinelli (musicista Rom, docente Università di Torino, Trieste, Chieti, rappresentante italiano ERTF a Strasburgo), - Gianni Vattimo (Filosofo) - Pier Virgilio Dastoli (Direttore della Rappresentanza della Commissione europea in Italia - Roma) - Angelo del Boca (docente universitario e storico) - Angelo d'Orsi , (docente Università di Torino) - Costanzo Preve (studioso di Filosofia), - Viktória Mohácsi (Romnì - Europarlamentare) - Rudko Kawczynsk i (Presidente ERTF) - Juan de Dios Ramirez-Heredia (Presidente Union Romanì -Spagna) - Stanislav Stankiewicz (Presidente International Romani Union) - Jovan Damianovic (Presidente Romani Union Serbia) - Carla Osella (Presidente Nazionale AIZO) - Sergio Giovagnoli (ARCI Solidarietà Lazio) - Rita Bernardini (Segretaria Radicali Italiani) - Marco Perduca (Senatore) Gian Antonio Stella (giornalista) - Moni Ovadia (artista) - Guido Cohen - Piera Tacchino (Associazione Piemonte-Grecia "Santorre di Santarosa"), - Armando Gnisci (Docente Universitario, Roma) - Marco Revelli (scrittore e docente universitario) - Filippo Taricco (scrittore) - Beppe Rosso (attore) - Paolo Dossena (Produttore musicale Compagnia Nuove Indie) - Alma Azovic (mediatrice romnì), - Tamara Bellone (docente Univ. Politecnico di Torino), Marina Arienti (giornalista) - Graziano Halilovic (mediatore culturale Rom), - Kasim Cismic (UNIRSI-Ertf) - Marcel Courthiade (docente INALCO) - Stojanovic Vojislav ( responsabile della commissione immigrazione -Torino) - Alexis Tsoukias (Presidente Associazione Piemonte Grecia Santorre di Santarosa”), - Bajram Osmani (giornalista Rom) - Marian Serban (musicista Rom) - Nico Arcieri (musicista) - Gianni Di Claudio (regista cinematografico) - Luca Krstic (regista cinematografico)
    - Silvio Sarta (regista teatrale) - Adriano Mordenti (fotografo e musicista) - Lidia Gualtiero (docente, responsabile didattica Istituto Storico Rimini) - Fausta Messa (Istituto Storico per la Resistenza, Sondrio) R
    - Adriana Martino (critica d'arte) - Ciro De Rosa (critico musicale) - Giovanni De Nobile (direttore d'orchestra)
    - Fabio Neri (direttore d'orchestra) - Giuseppe Piccinino (direttore d'orchestra) - Paola Olivetti (Archivio nazionale cinematografico della resistenza) - Massimo Zucchetti (docente Politecnico di Torino) - Roberto De Caro (Presidente Casa Editrice Ut Orpheus) - John Foot (professore di storia all'Università di Londra, saggista) - Nicoletta Dosio (Associazione La credenza -Bussoleno To) - Ivana Kerecki (Traduttrice -Milano) - Antonio Grassedonio (sindacalista)
    - Liljana Banjanin (docente Università di Torino) - Boris Bellone (docente media superiore)
    - Sergio Chiarloni (docente Università di Torino) - Gabriella Onofrio (informatico)
    - Luciano Pannese (musicista) - Francesco Ciancetta (musicista) - Vladimiro Torre (Ass. Thèm Romanò Reggio Emilia) - Silvia Fauno (soprano) - Federica Zanetti (Docente Università di Bologna) - Silvia Faugno (soprano) - Federica Zanetti (Docente Università di Bologna) - Materiali Sonori - Maria Omodeo (Cospe Responsabile Area "Interculturalità - Diritti dell'infanzia e dell'adolescenza" - Maria Rosa Mura (Associazione Il Gioco degli Specchi) - Daniele Barbieri (Imola) - Tahar Lamri (scrittore) -Cinzia Gubbini, (giornalista)- Ivano Tajetti (ANPI Barona. Milano) - Martin Clausen - Donato Toffoli (Comitato Tecnico Scientifico Agjenzie Regjonâl de Lenghe Furlane Felet/Feletto Umberto (UD) - Claudio Bocci (Associazione Altrevie) - Enrico Palandri (scrittore) - Mario Rebeschini (Fotografo e giornalista) - Orietta Cipriani (pianista) - Sandro Micolucci (artista) - Dimityr Kirilov (artista) - Giovanna Grenga (insegnante) - Salvatore Armando Santoro ( Presidente Circolo Culturale Mario Luzi di Boccheggiano -GR) - Olga Siciliani (giornalista) - Lorenzo Guadagnucci (giornalista) - Prof. Annamaria Rivera (antropologa, Università di Bari) - Gabriella Ti (Programma radiofonico Brussellando) - Concetta Di Virgilio (architetto) - Cinzia Pierangelini (Assessore alla Cultura della provincia di Grosseto)- Daniela Terrile (Commission Européenne) - Khalid Fiddi (Presidente Associazione Atlas ONLUS) - Loredana Galassini (pensionata) - Loredana Galassini (pensionata) - Stefano Taglietti ( Compositore) - Fausta Messa (insegnante) - Rosa Mauro (scrittrice) - Nella Ginatempo (sociologa) - Melo Franchina (architetto) - Christian Picucci (ex operatore sociale) - Giorgio De Rossi ( segretario prc trevignano ) - Stephanie Gengotti (fotografa) - Roberto Malini (scrittore e storico) - Dario Picciau (regista) - Matteo Pegoraro (scrittore) - Steed Gamero (fotografo) - Fabio Patronelli - Laura Todisco- Esad Licina- Stelian Covaciu- Udila Ciurar - Sergio Maceri - Andrea Garbin - Paola Manduca Prof.Genetica, Genova) - Lucia Vasciminno (Il Centro delle Culture di Roma) - Ivan Rufo (Direttore Artistico di Botteghe d'Autore Festival) - Marina Fuentes (giornalista) - Giovanna Boursier ( storica, giornalista) - Mauro Pace , (impiegato regionale) - Donatella Papi Antonio Giordano (Ass. D'Altrocanto) -Mariella Rocco (Ass. D'Altrocanto) -Germano Monti (Forum Palestina) -Stefania Krilic (assistente sociale) -Giuseppe Anceschi -Norma Bertullacelli -Danilo Cremonte per " Human Beings - Laboratorio teatrale interculturale", Perugia - Ivano Peduzzi (capogruppo PRC Regione Lazio) -Alessandro Galassi (regista) -Gabriele Polo (giornalista)- Marco brazzoduro (docente Universitario) -Stefano Galieni (Coordinatore Dipartimento Immigrazione PRC) - Sageer Khan (musicista indiano) -Michele Dalai (Editore) - Alfonso Perrotta - Daniele De Berardinis - Ginevra Serego Alighieri (Verona) - Angela Pèrcopo , (associazione di Volontariato ' Banca del Tempo-TempoAmico'di Latina) - Sabatino Annecchiarico (giornalista) - Basilio Buffoni (Milano) - Concetta Gizzarelli - Don Federico Schiavon (Direttore della Pastorale dei Rom e Sinti della Conferenza Episcopale Italiana ) - Sergio Bonetto (avvocato) - Gianluca Vitale (avvocato) - Fulvio Perini (Dirigente Sindacale CGIL) - Allessandra Algostino (docente Università di Torino) - Nietta Fiorentino (Associazione Piemonte-Grecia "Santorre di Santarosa") - Mariella Allemanno (insegnante L2) - Eleonora Cane (Gruppo Pace Valsusa) -Marisa Ghiano (Gruppo Pace Valsusa) - Matilde Lanfranco (Gruppo Pace Valsusa) - Bianca Riva (Gruppo Pace Valsusa) - Milena Valli (Sondrio) - Andrea Buonajuto (circolo Carlo Rosselli -Napoli- insegnante) - Livio Sossi (scrittore) - Leoncarlo Settimelli (regista, musicista) - Sarah Zuhra Lukanic (giornalista, scrittrice) - Fulvio Pezzarossa (docente Università Bologna) - Anna Chiarloni (docente Università di Torino) - Lucio Pozone (musicista) Maria Chiara Esposito - Chiara Sasso (coordinatrice Rete Comuni Solidali) -Daniela Lucatti (poetessa e scrittrice) -Elena Montani (Commissione Europea - Rappresentanza in Italia) - Aldo Zargani - Elena Magoia - Fabio Alberti (Un Ponte Per) - M.Cristina Lauretti (Psichiatra) - Maurizio Matarrese (musicista) - Giulio Taurisano (associazione Idea Rom - Torino) - Cristina Di Canio - Roberta Melchiorre (Impiegata) - Taddeo Raffaele (Centro Culturale Multietnico La Tenda) - Franco Grisolia (Esecutivo del PCL) - Marco Ferrando (Esecutivo del PCL) - Paolo Finzi (rivista "A") - Aurora Failla (rivista "A") - Emiliana Armano (sociologa) - Raffaele Sciortino (docente di Filosofia e giornalista) .
    .
    ASSOCIAZIONI DEL COORDINAMENTO
    - Associazione Nazionale Thèm Romanò ONLUS Centro di Promozione Interculturale (Associazione Autonoma di Rom e Sinti - Sede Nazionale Lanciano CH)

    - Union Romani -Italia

    - ERTF- Italia


    - Rappresentanza della Commissione Europea in Italia - Roma

    - Associazione Piemonte-Grecia "Santorre di Santarosa "
    - Union Rromani Internazionale

    -Union Romani (Spagna)
    - Union Romanì (Serbia)

    - Union Rromani -Francia
    - Ass. Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Emilia Romagna)
    - Associazione Thèm Romano (Coordinamento Regionale Abruzzo)
    - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Puglia)
    - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Lombardia)
    - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Campania)
    - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Piemonte)
    - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Toscana)
    - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Lazio)
    - Associazione Thèm Romanò (Coordinamento Regionale Molise)

    - Rromani baxt
    - Ternikano Berno
    - La voix des Roms
    - Femmes rom, sinté, kale de France
    - Centre AVER de recherché sur le racisme (Paris)
    - Associazione Mediterra
    - Associazione Ciack
    - Istituto Storico per la Resistenza - Rimini
    - Storico per la Resistenza, Sondrio
    - Associazione Libero Teatro Morale
    - Archivio nazionale cinematografico della resistenza
    - S.O.S. Utenti (Associazione di difesa dei consumatori)
    - AIZO

    - ARCI Solidarietà Lazio

    - Associazione Il Gioco degli Specchi

    - Cospe

    -ANPI Barona (Milano)

    - Comitato Tecnico Scientifico Agjenzie Regjonâl de Lenghe Furlane Felet/Feletto Umberto (UD)

    - Associazione Altrevie

    - Compagnia Nuove Indie (Casa discografica - Roma)

    - Materiali Sonori

    - Associazione Popica Onlus (Roma)

    - Circolo Culturale Mario Luzi (Boccheggiano -GR)

    - Associazione Atlas ONLUS (Chieti)

    - Il Comitato Immigrati in Italia

    - Laboratorio politico Resistenza Universitaria (Roma)

    - Circolo del Cinema 2046 (Trevignano Romano)

    - Circolo PRC 20 Luglio (Trevignano Romano)

    - Radio Radicale

    - Associazione culturale Il resto del Cremlino

    -Gruppo EveryOne

    - Gruppo di Artisti per i Diritti Umani "Watching The Sky"

    - Il Centro delle Culture di Roma

    - Botteghe d'Autore Festival

    - Associazione Daltrocanto (Salerno)

    - Centro di documentazione don Tonino Bello (Faenza)

    - Centro Ligure di documentazione per la pace

    - Rete controG8 per la globalizzazione dei diritti

    - Human Beings - Laboratorio teatrale interculturale" , (Perugia)

    - Rete nazionale semprecontrola guerra (Roma)

    - Lista del centro di ricerca per la pace (Roma)

    - L'associazione ecoriflesso (Roma)

    - Lista rekombinant (Roma)
    -Opinione Democratica
    -Dipartimento Immigrazione PRC



    - Associazione Amici della musica di Campovalano (Campovalano -TE)

    - Baldini Castoldi Dalai Editore

    - Associazione Interculturale Villaggio Globale

    - Associazione Di Volontariato (Banca Del Tempo-Tempoamico'di Latina)

    - Il Movimento Per La Costituente Comunista Di Roma

    - Gruppo Pace Valsusa

    - Il Blog "Il Russo"

    - Coordinamento Nazionale Per La Jugoslavia

    - Coordinamento Nazionale Per La Jugoslavia

    - Associazione Liumang-Cividale Del Friuli

    - Associazione Iskra - Cividale Del Friuli (Circolo Di Cultura Del Prc)

    - Associazione Nazionale Partigiani d'Italia (Sezione Cividale Del Friuli)

    - Associazione UN PONTE PER

    - Associazione Idea Rom (Torino)

    - Associazione Insieme Zajedno (Roma)

    - Centro Culturale Multietnico La Tenda

    - Partito Comunista dei Lavoratori

    - Rivista anarchica "A"

  2. #2
    Sansepolcrista
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    Veramente la più urgente battaglia per il sociale in Italia il razzismo... mah...

  3. #3
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    OMNIA SUNT COMMUNIA

    Inutile stare a spiegare che tutte le battaglie sono collegate, specialmente in questo momento, dove le lotte sono essenzialmente "corporative".

    ARDITI NON GENDARMI

  4. #4
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    Le Comunità Proletarie Resistenti hanno aderito con convinzione all'iniziativa.

  5. #5
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    Mobilitati contro gli atti di razzismo nei confronti dei Rom e di altre nazionalità presenti in Italia,

    come Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia – onlus chiediamo:

    VRATITE NAM NAŠU ZEMLJU – RESTITUITECI IL NOSTRO PAESE
    J U G O S L A V I J A
    Tanti residenti nei cosiddetti campi rom in Italia sono profughi dalla Jugoslavia distrutta, aggredita sin dal 1991 dall'interno e dall'esterno con embarghi, ingerenze di ogni tipo e bombe (Bosnia 1994-1995, Serbia e Montenegro 1999) e ulteriormente frammentata fino a oggi (Montenegro, Kosovo)… È scioccante tanta ferocia contro un paese dove cittadini delle più varie nazionalità godevano di ogni diritto e convivevano in pace all’insegna del motto Unità e Fratellanza (Bratstvo i Jedinstvo). Il processo innescato con le scelte criminose effettuate in ambito politico-diplomatico, militare, economico, culturale dal 1991 in poi è "a valanga", poiché non possono esistere "confini giusti" a separare le genti dei Balcani. Eppure l'Italia continua ad assumersi responsabilità spaventose ad esempio concedendo ancora un nulla osta alla creazione di una nuova gabbia etnica nei Balcani: la “Repubblica del Kosovo”. Si dimostra così di non avere appreso proprio nulla da 15 anni di tragedie!
    Il Kosovo è stato riconosciuto da un governo dimissionario (Prodi), spaccato al suo interno sulla questione specifica, nonostante votazioni parlamentari che impegnavano a non riconoscere dichiarazioni unilaterali di indipendenza. Si è dimostrato disprezzo anche per le istituzioni internazionali: l'ONU (violata la Risoluzione 1244, spaccato il Consiglio di Sicurezza) e persino la UE (non tutti gli Stati UE riconoscono lo “Stato” kosovaro). Ora come durante la II Guerra Mondiale il Kosovo è zona di occupazione militare dell'Italia e di altre potenze straniere. Ora come allora tali potenze fomentano l'irredentismo pan-albanese e consentono l'instaurazione di un regime di apartheid. Ora come allora si prospetta il miraggio della Grande Albania. Come durante il fascismo, la politica estera italiana non disdegna alleanze con i settori più criminali presenti sulla scena internazionale: i killer dell'UCK, trafficanti di droga, armi, organi espiantati ed esseri umani, aguzzini del loro stesso popolo al quale hanno fatto compiere un balzo indietro di almeno un secolo dal punto di vista civile e dei diritti reintroducendo il kanun.
    Anche sul territorio italiano sperimentiamo in concreto gli effetti di queste politiche infami. Sin dall'inizio degli anni Novanta e fino ad oggi nelle nostre città si è palesato il massiccio afflusso di profughi che da quei territori sono venuti a cercare una vita migliore, o almeno una garanzia di sopravvivenza. Tra questi profughi ci sono centinaia di migliaia di persone di tutte le etnie da noi definite impropriamente “nomadi” che nella Jugoslavia godevano di ogni diritto nazionale e individuale, avendo casa, lavoro, previdenza. A costoro nei Balcani non è stata regalata nessuna repubblichetta perchè, evidentemente, non risponderebbe agli interessi geo-strategici delle grandi potenze: viceversa, gli esuli jugoslavi e kosovari in particolare – oltre ai rom, anche serbi, askali, gorani, "egiziani", "bosgnacchi", "turchi"… – hanno trovato rifugio in molte località italiane talvolta grazie al notevole sforzo di enti e comunità locali, talaltra dovendosi adattare a condizioni di profondo squallore. Una dopo l'altra, le ondate di fuggitivi si sono sovrapposte creando crescenti difficoltà di integrazione in un contesto sociale-politico nel quale, soprattutto adesso, la problematica dell'immigrazione è agitata in senso razzista e con finalità strumentali.
    MA DOVE DOVREBBERO ANCORA SCAPPARE I ROM JUGOSLAVI??
    Soprattutto i rom, che in Italia sono storicamente trattati da ultimi della scala sociale, rischiano più di qualsiasi altro gruppo: esclusi e perdenti in partenza, da secoli. In Italia i diritti di cui godevano nella Jugoslavia e negli altri paesi socialisti (es. Romania) non sono mai stati neanche lontanamente conseguiti. Viceversa, una demagogia vigliacca addita nei rom il "nemico del popolo", il capro espiatorio di tutte le insicurezze e i disagi propri di questa società ingiusta. La voce che viene adesso amplificata all'inverosimile è che "i rom rapiscono i bambini"; è una storia che circola da tempo immemorabile benché in tutta la giurisprudenza non esiste un solo caso di rom che abbiano effettivamente rubato bambini. Il nuovo "caso" è successo a Ponticelli (Napoli), e già i pogrom si sono scatenati: schiaffi e pugni contro la ragazza che – dicono – teneva in braccio un bambino non suo, e poi bombe molotov contro i campi rom – tanto sono rom, non si difenderanno… L'anno scorso una rom rumena era stata malmenata e arrestata per avere accarezzato un bambino, e poi di nuovo picchiata in carcere. E dopo i fatti di Ponticelli, in un grande magazzino di Catania si è urlato a un altro inesistente “rapimento”. Inoltre, si imputano spesso ai rom fatti delittuosi commessi da persone di altre “etnie”. Il clima instaurato dai media e dai politici è quello della caccia all'untore, quello delle urla e dei linciaggi. Come nel Medioevo contro l'”ebreo sanguinario uso sacrificare bimbi cristiani”, o contro la donna accusata di “stregoneria” e bruciata sul rogo a furor di popolo…
    O come è successo ai serbi kosovari nel 2004, accusati ad arte da media nazionalisti e razzisti di avere affogato tre bimbi albanesi, allo scopo di dare l'avvio a violenze indiscriminate contro i cittadini non-albanofoni. In Kosovo, infatti, persecuzioni e violenze di matrice irredentista si protraggono da anni sotto gli occhi quantomeno… disattenti dei soldati occidentali, spingendo i kosovari di etnia non-albanese o albanesi non-nazionalisti lontano dalla propria madrepatria. In questo si dimostra il prevalente carattere non umanitario della missione militare italiana: chiediamo perciò la fine di tali missioni neo-coloniali che costano cifre esorbitanti al provato bilancio dello Stato. Chiediamo che questi soldi così mal spesi vengano piuttosto usati in Italia per creare condizioni di vita decorose a queste persone doppiamente esuli e doppiamente vittime. Chiediamo che non si replichino da parte degli italiani gli atteggiamenti di fanatismo nazionalista e “pulizia etnica” spesso raccontati – quasi mai in modo veritiero e onesto – con riferimento al dramma jugoslavo.
    A chi giustamente oggi paventa il pericolo del “diffondersi di mitologie neo-etniche ... il riaffermarsi di un senso comune razzista e di pratiche razziste di massa” facciamo notare che le premesse per giungere a queste abiezioni sussistono già da quasi venti anni: chi ha “sdoganato” lo squartamento “etnico” della Jugoslavia ha sdoganato anche il razzismo ed il revanscismo fascista nel nostro paese e in tutta Europa; chi partecipa alla spartizione delle risorse del Kosovo e dei Balcani dimostra di saper piangere solo lacrime di coccodrillo. Si risarciscano piuttosto gli jugoslavi per tutto quello che è stato loro sottratto con la perdita del loro paese: casa, lavoro, cittadinanza, speranze.
    Solidarietà con il popolo rom! Basta con le favole sui “furti di bambini”,
    basta con l'odio e la disinformazione diffusi dai mass-media!
    Solidarietà con chi viene in Italia a cercare una vita migliore!
    Basta secessioni, basta gabbie etniche, basta "divide et impera":
    ritirare il riconoscimento della “indipendenza” del Kosovo!

    Nessuna civiltà, nessuna democrazia è credibile
    dove dominano nazionalismo e razzismo!
    Nessuna Europa unita è possibile senza la Jugoslavia!
    Viva la Fratellanza e l'Unità dei popoli!

    Coordinamento Nazionale per la Jugoslavia - onlus

    sito internet: http://www.cnj.it/

    posta elettronica: jugocoord(a)tiscali.it
    notiziario telematico JUGOINFO:
    http://groups.yahoo.com/group/crj-mailinglist/messages

    __._,_.___

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Sansepolcrista Visualizza Messaggio
    Veramente la più urgente battaglia per il sociale in Italia il razzismo... mah...

    La battaglia per il sociale non è assolutamente separata dalla battaglia più generale per la difesa dei diritti di tutti gli oppressi dalla morsa che il capitalismo stringe sempre più intorno al collo.

    Se non si riesce a capire che la difesa delle condizioni materiali, e più in generale di vita, delle classi torchiate dal capitalismo passa necessariamente per una lotta intransigente alla deriva razzistica xenofoba discriminatoria possiamo rassegnarci a vivere un futuro in cui ci sgozziamo tra di noi per rivendicare ciascuno il suo diritto di "prelazione".

    Il capitale, con i suoi padroni e sottopadroni, sghignazza: "ammazzateve pure branco de 'mbecilli!".

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    Tanto per preparare il terreno, oggi è stato sgomberato il pulitissimo, dignitoso ed attrezzato "campo rom" davanti al Villaggio Globale, dove dalle 17 alle 20 si discuterà di:

    Creazione di una rete informatica, contro l'inquinamento e la mistificazione delle informazioni
    Creazione di una Consulta romanì costituita dalle associazioni storiche e le organizzazioni rom
    Varie ed eventuali

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Epifanio Visualizza Messaggio
    La battaglia per il sociale non è assolutamente separata dalla battaglia più generale per la difesa dei diritti di tutti gli oppressi dalla morsa che il capitalismo stringe sempre più intorno al collo.

    Se non si riesce a capire che la difesa delle condizioni materiali, e più in generale di vita, delle classi torchiate dal capitalismo passa necessariamente per una lotta intransigente alla deriva razzistica xenofoba discriminatoria possiamo rassegnarci a vivere un futuro in cui ci sgozziamo tra di noi per rivendicare ciascuno il suo diritto di "prelazione".

    Il capitale, con i suoi padroni e sottopadroni, sghignazza: "ammazzateve pure branco de 'mbecilli!".
    E'proprio cosi'.
    Incanalare la contraddizione sociale in contraddizione inesistenti è il grande gioco che il capitale ( inteso come classe dominante variegata) tenta di imporre culturalmente. Lo fa tra stranieri e nazionali, cosi' comelo fa tra giovani e vecchi, tra categorie professionali, tra camionisti berlusconiani con le foto porno delle modelle nel camion e colti impiegati dello stato, tra tassisti "fascisti" e dipendenti di sinistra.
    Non cadiamo nelle trappole e manteniamo alto il grado di critica al sistema nella sua complessità.
    L'antirazzismo in sè, nella sua specificità, è una forza sacrosanta, ma ovviamente del tutto parziale ed integrabile nei parametri del liberalismo laddove esternata come culto democratico della pari opportunità non discriminatoria.
    Un anticapitalista sa, e dovrebbe sapere, che l'antirazzismo da solo non è un bel nulla.
    Se le cpr aderiscono ad una manifestazione contro l'intolleranza e il razzismo, lo fanno anticapitalisticamente, cioè con una visione di fondo dei rapporti sociali ed un'idea antiliberale e comunitaria del mondo.
    Le pari opportunità non discriminatorie, si sa, sono il fiore all'occhiello della cultura progressista.
    Si tratta allora di comprendere l'antirazzismo in un sistema di valori ben più alto.

  9. #9
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    È chiaro che l’antirazzismo da sé è insufficiente a sostenere una capacità di opporsi al capitalismo. Come evidentemente l’antixenofobia. È pur vero che l’anticapitalismo conseguente che vuole richiamarsi al comunismo, deve comunque essere innervato di antirazzismo e di antixenofobia, come di antisessismo eccetera. Il dibattito sul comunismo non può prescindere da queste premesse, altrimenti si ricadrebbe in una concezione meccanicistica che pensa che la lotta di classe di per sé produca le premesse del comunismo. Sappiamo che non vanno così le cose. Ne abbiamo visti tanti e tanti di “comunisti” esprimere culturalmente una profonda sudditanza alle forme e categorie del pensiero capitalistico! Basti pensare a tutta la tradizione del “comunismo” nazionalistico o nazional-popolare. Vedi PCI in Italia o, peggio, PCF in Francia (dove è arrivato criminalmente a sostenere il proprio imperialismo colonialistico nella guerra alla resistenza algerina).

    Il comunismo che vuole rinascere e diventare espressione di vera liberazione dalle catene dello sfruttamento e oppressione capitalistici deve riallacciarsi alle migliori tradizioni che finora la storia del movimento rivoluzionario ha espresso nel corso della storia. Dal disfattismo rivoluzionario rivolto al proprio capitalismo imperialistico al collegamento con tutti i movimenti di liberazione antimperialisti, dalla pratica dell’organizzazione indipendente alla capacità di creare vaste alleanze contro il comune nemico. Naturalmente facendo la tara degli errori e dei limiti che queste esperienze hanno espresso. Un esempio di radicalità di lotta contro la discriminazione razziale ce l’hanno data i militanti neri americani delle Black Panters che, non a caso, sono state letteralmente distrutte, nel senso di fisicamente. La radicalità comunista deve far propria qualsiasi espressione di resistenza al dominio capitalistico, nello sforzo continuo di smascherare le politiche di divisione messe in atto dal “potere” per creare contrapposizioni interne al fronte degli sfruttati/oppressi.

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