di GIANLUIGI PARAGONE su www.Libero-news.it di oggi
Cominciamo da una storia. Una storia di provincia.
Varese, metà degli anni Sessanta, gli anni del boom industriale.
Le aziende girano a mille, gli affari vanno a gonfie vele. Gli ordini aumentano e i beni da produrre si moltiplicano. E allora sotto con i processi di produzione. Già, ma le scorie di tanta produzione? La sensibilità ambientale è ancora là da venire. Così i veleni del boom industriale finiscono nel lago della città. Butta oggi, butta domani, i pescatori si accorgono dei danni. E cosa fanno? Vanno alla procura della Repubblica e denunciano con foto lo scempio.
Chiedono ai media locali di occuparsi della vicenda, ma occuparsi della vicenda vorrebbe dire mettersi contro i notabili della città: democristiani in testa. Già, perché pure le fogne dei loro Comuni terminano la corsa nel lago. Denuncia pure per loro. Venticinque anni dopo arrivano le sentenze di risarcimento. Pesantissime.
Oggi il lago di Varese è risanato, persino balneabile in alcuni suoi punti.
Perché ho raccontato questa storia?
Per rispondere al Presidente di tutti gli italiani, Giorgio Napolitano.
Il quale nella vicenda dei rifiuti campani rischia un forte abbaglio.
Da presidente e da napoletano.
Può darsi che in passato qualche azienda del Nord avesse preso la scorciatoia della camorra per scaricare i rifiuti, non lo escludo; tuttavia mancano delle sentenze definitive che lo accertino e non è corretto per un Capo dello Stato (che è pure capo del Csm) attribuire responsabilità così gravi sulla base di inchieste aperte. Ma, ribadisco, quand'an che ci fossero state delle responsabilità di questo tipo, resta un fatto, e cioè che qualcuno lasciò scaricare quei camion della camorra nelle proprie terre.
La storia dei pescatori che difesero il loro lago poteva essere la storia dei napoletani in difesa dei loro campi, dei loro terreni. Della loro salute.
I picchetti che oggi si vedono in tv contro le discariche, dov'erano quando i camion pieni di sostanze tossiche scaricavano nelle discariche della camorra? E soprattutto perché al Sud sarebbe consentito di fare ciò che al Nord non solo è vietato dalla legge, ma non sarebbe neppure tollerato dall'opinione pubblica?
Mistero.
«Questi rifiuti insalubri sono arrivati in gran parte dal Nord: ne sia consapevole l'opinione pubblica delle regioni del Nord», ha denunciato il Capo dello Stato.
Addossando implicitamente ai lombardi, ai veneti, ai piemontesi le malefatte (tutte da accertare) di alcune imprese lombarde, venete, piemontesi.
Una specie di responsabilità oggettiva, forse da "lavare" - come ha sospettato il leghista Castelli - smaltendo un po' di rifiuti pure quassù.
Allora, visto che siamo a una specie di "redde rationem" sarà bene dirla tutta. Se «l'opinione pubblica delle regioni del Nord» deve essere consapevole di una cosa da accertare e che comunque avrebbe nomi e cognomi precisi, l'opinione pubblica napoletana e pure lo stesso presidente Napolitano dovrebbero sapere
1) che la monnezza sparsa per le strade non ha niente a che vedere con «i rifiuti tossici arrivati in gran parte dal Nord»;
2) che nessun amministratore locale ha "paga to" per la pessima gestione dello smaltimento della mondezza.
Di contro, i cittadini delle regioni del Nord continuano a pagare i treni speciali verso la Germania. Non solo. Coi soldi delle tasse «delle regioni del Nord» si ripianano i deficit di bilancio della sanità campana o l'esorbitante numero di dipendenti e di dirigenti negli enti pubblici napoletani.
A Napolitano verrebbe da domandare fino a quando a Napoli varranno le regole dell'anti-Stato?
Fino a quando ci saranno case costruite in spregio alle regole urbanistiche? Fino a quando si dovrà accettare una difformità tra Nord e Sud, denunciata anche recentemente dal Governatore di Bankitalia Mario Draghi:
«Nonostante un tale impegno finanziario (impegno che il Governatore aveva già dettagliato qualche riga sopra ndr), resta forte la differenza tra Mezzogiorno e Centro Nord nella qualità dei servizi pubblici prestati, a parità di spesa. Divari si trovano in tutti i settori: dalla sanità all'istruzione, dall'amministra zione della giustizia a quella del territorio, dalla tutela della sicurezza personale alle politiche sociali, alla stessa realizzazione di infrastrutture».
Come dire: i soldi ci sono stati, i risultati no.
Veniamo infine al perché le regioni del Nord non smaltiscono un po' di rifiuti napoletani.
Intanto perché è stato fatto in passato con l'impegno che la situazione sarebbe cambiata. S'è visto. Ma vabbè, passiamo oltre.
Le motivazioni sono anche di natura tecnica: il rifiuto "talquale" (cioè quello che si vede nelle immagini dei tg: un rifiuto indifferenziato) non può essere smaltito in impianti di ultima generazione tarati su un rifiuto differenziato.
In secondo luogo, i processi di smaltimento dei rifiuti sono programmati dalle ex aziende municipalizzate sulle necessità di un'area in base al rapporto popolazione-produzione dei rifiuti.
Perché allora la Germania lo fa? Semplice, perché in Germania ci sono impianti in un numero che noi ci sogniamo.
Infatti da loro il rifiuto è solo un business, in Italia anche un problema.
saluti




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