Economia
'Chi si mangia la mia paga', al via la campagna di Unindustria Venezia


Roma, 4 giu. (Ign) - Unindustria Venezia in prima linea in difesa del potere d’acquisto dei lavoratori. Per tutto il mese di giugno sugli autobus della città lagunare i manifesti della nuova campagna di comunicazione informeranno i cittadini sul peso delle imposte dirette e indirette nella propria busta paga.

Ecco alcune delle voci della spesa pubblica rapportate allo stipendio del lavoratore italiano: 578 € in pensioni, 281 € per servizi generali, 224 € nella sanità su 2.400 € di costo aziendale del lavoratore. È dall’analisi di questi dati che parte la campagna 'Chi si mangia la mia paga' promossa da Unindustria Venezia per continuare a mantenere alta l’attenzione sul problema/allarme del ridotto potere d’acquisto dei salari.

''Siamo partiti dai numeri per lanciare un messaggio forte e chiaro – spiega Massimo Codato, Vicepresidente di Unindustria Venezia e Presidente delle PMI –. La nostra rielaborazione permette di capire e soprattutto far capire ai cittadini quanto la mole delle tasse in Italia pesi su tutti: privati, aziende e dipendenti. Chiedere di ridurre la tassazione significa in primis aumentare il potere d’acquisto di ogni singolo lavoratore. E a beneficiarne siamo convinti saranno la stessa economia, le famiglie e le imprese''.

Una visualizzazione molto chiara e di impatto: una baguette affettata rappresenta il costo aziendale mensile di 2.400 € di uno stipendio tipo, sminuzzato in tante piccole parti fino a ridurre la fetta 'mangiabile' a soli 796 €. Su un netto in busta paga che ammonta, infatti, a 1.298 € si devono togliere tasse e accise che gravano sui servizi primari come IVA, bollo auto, Ici, benzina, pratiche amministrative, ecc.. Ciò significa che solo un terzo dello stipendio torna in circolo per l’economia, mentre la parte restante, calcolabile in 1.604 €, è trattenuta dallo Stato.

Secondo una rielaborazione di Unindustria Venezia di dati Istat 2006, infatti, ben 578 € sono assorbiti dalle pensioni, i servizi pubblici generali e il debito pubblico gravano per un totale di 281 €, seguono sanità (224 €), affari economici (202 €), istruzione (141 €), ordine pubblico (62 €), difesa (46 €), abitazioni e assetto territoriale (27 €), attività culturali ricreative e di culto (27 €) e protezione ambientale (16 €).

''Iniziative che si avvalgono di un linguaggio semplice ed immediato, dal grande impatto visivo, ma soprattutto con una serie di informazioni precise come quelle promosse da Unindustria Venezia – sottolinea Italo Turdò, direttore di Unindustria Venezia – sono importanti per avviare nuove prospettive. Fino ad oggi, infatti, si è sempre puntato il dito sulla contrapposizione fra imprenditori e lavoratori. Se invece vogliamo guardare al futuro con ottimismo - conclude - è arrivato il momento di iniziare a dialogare maggiormente. E le istanze comuni ci sono''.

http://www.adnkronos.com/IGN/Economi...1.0.2223761620

Nel dettaglio:
http://www.alemsa.com/pane/chi_si_ma...a_mia_paga.pdf

W l'Itaglia!