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  1. #1
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    Predefinito Comunicati, articoli ed altro da/su On. Sbarbati

    UE. RINNOVATA LA DELEGAZIONE PARLAMENTARE ITALIANA(AGO PRESS) Oggi il presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Pöttering, ha annunciato i nomi dei sostituti di cinque eurodeputati italiani che, eletti lo scorso aprile alla Camera e al Senato, hanno rassegnato le dimissioni: Giuseppe Bova sostituirà Alfonso Andria, a Luciana Sbarbati subentrerà Fabio Ciani ...attuale presidente dell'Autorità portuale di Civitavecchia, già assessore ai trasporti nella giunta Marrazzo Fabio Ciani , nato a Roma il 1 Novembre 1943, è coniugato e padre di due figli. Laureato in Scienze politiche, è stato funzionario del Cotral. Negli anni '70 ha ricoperto numerosi incarichi sindacali nella Cisl. Eletto Consigliere regionale nel 1990 nella Democrazia Cristiana. Nel 1993 aderisce ad Alleanza Democratica. Nel 1994 è stato Assessore regionale all'Ambiente, durante il suo mandato approvata la prima legge sullo smaltimento dei rifiuti e l'Istituzione del Parco di Veio. Nel 1995 è tra i fondatori dell'Unione dei Democratici. E' stato eletto deputato nel 1996 nel Collegio 28 di Tivoli e confermato nel 2001. E' stato componente della VIII Commissione permanente Ambiente e membro della delegazione parlamentare presso l'Osce. Nel 1999 aderisce al PPI ed è tra i fondatori della Margherita Democrazia e Libertà nel Lazio, di cui è stato Presidente dell'Assemblea Regionale del partito, prima dell'adesione al PD, dei cui organismi dirigenti locali e nazionali è membro.

  2. #2
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    Predefinito sen Sbarbati: nessuna pregiudiziale ma chiarezza

    Roma, 15 mag - "Quella di oggi è stata una giornata significativa, si è dato il via all'operatività del Governo - ha detto la senatrice Luciana Sbarbati - ovviamente non abbiamo concesso la fiducia, ma non c'è nessun pregiudiziale, ci aspettiamo solo il bene del Paese". La senatrice del Partito democratico ha poi aggiunto: "Sarebbe meglio però presentare con chiarezza le posizioni alternative. Altrimenti che senso avrebbe la parola opposizione?".
    La Sbarbati ha poi commentato le parole del presidente del gruppo del PD : "Quello della Finocchiaro è stato un intervento di grande valore. Credo in quello che ha detto, solo, avrebbe dovuto marcare qualche punto in modo più forte". "In politica sì, occorre prima di tutto educazione, bon ton, propensione al dialogo, ma anche chiarezza espositiva. Il nostro compito è quello di farci portavoce di una opinione contraria ed è bene presentare con trasparenza il nostro punto di vista. Così la pensa - ha detto infine la senatrice - il Movimento Repubblicani Europei".

  3. #3
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    Oddio si è venduta al diavolo anche questa.

  4. #4
    repubblicano nella sinistra
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    Venom mi sembra che tu non abbia colto il senso della dichiarazione della Sbarbati, la notizia è che l'MRE esiste ancora e pur approvando la linea di dialogo invita ad incazzarsi un pò di più .

    Ps non credo che di questa notizia ne parlerà il New York Times , comunque grazie sinceramente a ederanews che ha ripreso il suo gradito contributo

  5. #5
    ,
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    Citazione Originariamente Scritto da ederanews Visualizza Messaggio
    Roma, 15 mag - "Quella di oggi è stata una giornata significativa, si è dato il via all'operatività del Governo - ha detto la senatrice Luciana Sbarbati - ovviamente non abbiamo concesso la fiducia, ma non c'è nessun pregiudiziale, ci aspettiamo solo il bene del Paese". La senatrice del Partito democratico ha poi aggiunto: "Sarebbe meglio però presentare con chiarezza le posizioni alternative. Altrimenti che senso avrebbe la parola opposizione?".
    La Sbarbati ha poi commentato le parole del presidente del gruppo del PD : "Quello della Finocchiaro è stato un intervento di grande valore. Credo in quello che ha detto, solo, avrebbe dovuto marcare qualche punto in modo più forte". "In politica sì, occorre prima di tutto educazione, bon ton, propensione al dialogo, ma anche chiarezza espositiva. Il nostro compito è quello di farci portavoce di una opinione contraria ed è bene presentare con trasparenza il nostro punto di vista. Così la pensa - ha detto infine la senatrice - il Movimento Repubblicani Europei".
    io di pregiudiziali ne avrei parecchie e le dichiarerei; fino ad ieri avevamo detto che la candidatura Berlusconi rappresentava un fatto anomalo nella politica europea ed ora seguimo Veltroni sulla via del facciamo finta che...

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Venom Visualizza Messaggio
    Oddio si è venduta al diavolo anche questa.
    Caro amico,
    ho risposto ad un tuo trend a parte sulla quella che chiamate LR, leggila e replicami!!

    Grazie.

    Sembra che la Sbarbati te l'hanno descritta come una che si vende. Ti hanno riferito male!!!

    NOI AVREMO LA TESSERA DEL PD MA PRIMA AVREMO ANCORA LA NOSTRA TESSERA DEL'MRE!!! Scommetti?
    Ciceruacchio

  7. #7
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    Predefinito Comunicati On. Sbarbati

    SBARBATI-MAGISTRELLI- AMATI (PD): INTERROGAZIONE AL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE A SOSTEGNO DEL COMPARTO DELLA PESCA
    04/06/2008 A seguito della drastica iniziativa dei portuali anconetani e dell'agitazione del comparto pesca nella regione Marche, oggi le senatrici Luciana Sbarbati, Marina Magistrelli e Silvana Amati hanno presentato una interrogazione orale urgente a risposta scritta al Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, chiedendo un adeguato intervento a sostegno di un settore pericolosamente minacciato dal continuo aumento del gasolio, non compensato da sgravi fiscali.
    Peraltro, la Sbarbati, prima di lasciare il seggio europeo, aveva presentato una interrogazione alla Commisisone europea per segnalare l'interdizione, da parte della Croazia, ai pescherecci italiani, serbi e sloveni, di un tratto di mare di circa 20 Km. di acque internazionali molto ricche di pesce, con l'intento di garantire alla flotta marchigiana un regime di pesca sostenibile nell'Adriatico, in linea con i principi della politica comune della pesca e che non li danneggiasse a seguito di una iniziativa unilaterale di un paese che sta per concludere il suo processo di adesione all'UE.

  8. #8
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    Predefinito Comunicato scuola

    SBARBATI: SCIPPATI CIRCA 30 MILIONI DI EURO A SCUOLA, UNIVERSITA' E RICERCA
    05/06/2008 Intervenendo in aula in dissenso dal gruppo del PD l'on. Sbarbati (segretario nazionale MRE) ha contestato la copertura finanziaria del decreto legge 8 aprile 2008 n. 61 che il Senato ha approvato.
    "Su un totale di 48,8 milioni di euro necessari - ha detto Luciana Sbarbati - ben 29.850 milioni di euro sono stati prelevati inopinatamente dal fondo di riserva e speciale destinato alla Pubblica Istruzione presso il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
    Se si continuano a tagliare le risorse ad essa destinate, la scuola pubblica non può più funzionare, ha denunciato la senatrice. La situazione critica che la scuola sta vivendo, a fronte di una mancata riforma congrua alla complessità sociale in cui è inserita, diventa ogni giorno più drammmatica e coinvolge la stessa qualità dell'istruzione le cui risorse oggi rappresentano solamente il 4,7% del PIL. Una delle percentuali più basse d'Europa, la maggior parte delle quali serve per pagare gli insegnanti.
    Giova ricordare, precisa Sbarbati, che dal 2001 al 2007 i finanziamenti per la scuola sono stati dimezzati, che la legge finanziaria 2008 prevede tagli ulteriori fino al 2011, che l'offerta formativa è stata tagliata del 31% e che le risorse per il funzionamento amministrativo e didattico sono state tagliate del 68%.
    "Con queste cifre non solo non si rispettano gli obiettivi di Lisbona, ma si penalizzano le giovani generazioni e l'intero Paese, legandoli ad una scuola che non risponde più, non per sua volontà, alle esigenze culturali, civili e sociali necessarie per affrontare la vita con senso di responsabilità e le competenze che oggi il mondo globale richiede sempre più articolate e specialistiche".

  9. #9
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    Predefinito comunicato laicità

    SBARBATI MRE: BERLUSCONI-SANTA SEDE, NO A GENUFLESSIONI DI STATO
    06/06/2008 Inaccettabile e preoccupante l'affermazione di Berlusconi nell'intervista telefonica a Canale 5: "l'attività del Governo non può che compiacere il Papa e la Sua Chiesa".
    Lo afferma la sen. Luciana Sbarbati - segretario nazionale dei Repubblicani Europei. Nel presidente del Consiglio vedo un pericoloso stato confusionale e una difficoltà strutturale ad interpretare responsabilmente la Costituzione repubblicana.
    A Berlusconi ricordo - continua Luciana Sbarbati - che se lo Stato garantisce la libertà di culto come quella di espressione e di diffusione del pensiero, non ne può favorire nessuno, come nessuna comunità né finanziariamente né politcamente. Il nostro Paese non può essere ridotto nell'indifferenza generale ad avere una forma repubblicana ma una sostanza monarchica.
    La linea etico-politica di un governo repubblicano - sottolinea Luciana Sbarbati - è di per sé diversa da quella del Papa e della Chiesa, né ad essa deve genuflettersi.
    Il dialogo è cosa diversa dall'obbedienza acritica.
    La chiesa, conclude Sbarbati, attui il suo magistero in libertà ma la smetta di dire cosa deve fare il Governo o il Parlamento, perché la laicità dello Stato, non il laicismo, è la garanzia più sicura della pace civile

  10. #10
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    Predefinito Articolo Sbarbati su Europa

    Partito democratico, non neutro di LUCIANA SBARBATI
    06/06/2008
    Articolo pubblicato su Europa, pag 9, venerdì 6 giugno 2008
    Dopo la sconfitta elettorale, realisticamente prevedibile, al di là delle speranze riaccese dall’entusiasmo di una campagna giocata più sul confronto sulle persone che non sui temi, nel quale Walter Veltroni sembrava essere in vantaggio, è ora che il Pd decida sul serio cosa fare da grande.
    L’accordo elettorale tra Berlusconi e Veltroni ha oramai prodotto una semplificazione del quadro politico oltre l’immaginabile.
    Se l’intenzione era puntare al bipartitismo oltre il bipolarismo, sulla cui bontà noi non crediamo sia per le modalità di costruzione del Pd che per il perdurare di una logica di potere Ds+Dl che neutralizza tutto, è giunto il momento di darsi una identità forte di cultura, radici, contenuti, programma e modello sociale, decisamente alternativi al Pdl.
    Oggi meno di ieri serve scimmiottare la Forza Italia del ’94, partito tutta immagine, slancio, entusiasmo, che fa fulcro sul leader, tralasciando la valorizzazione del piano ideologico, la definizione dell’identità e dei contenuti. La tattica elettorale di Veltroni in campagna elettorale ha marcato la distanza del Pd dalla sinistra; mai infatti è stata pronunciata la parola socialismo, ma per contro non c’è stato neppure il coraggio di presentarsi davvero come un partito veramente liberaldemocratico.
    In questo depotenziamento dell’ideologia l’alleanza con Di Pietro è stata perfetta, ma non ha pagato. Non si è stati capaci di persuadere il centro moderato né la sinistra. Forse una maggiore presenza nelle famiglie politiche storiche (repubblicani, liberali, socialisti e socialdemocratici) con una iniezione alta di storia politica, valori fondanti, avrebbe costituito un fermento attraente per molti settori dell’opinione pubblica informati e preparati, che invece non sono neppure andati a votare o hanno votato, ma senza fare proselitismo.
    Berlusconi fece lo stesso errore nel ’94 e nel ’96. Poi ebbe l’idea geniale, incontrando Martens, di entrare nel Ppe, occupando il centro elettorale del paese e acquisendo una nobiltà ideologica che non si sognava e che oggi tiene stretta, sbarrando il passo al Pd verso il centro ed erodendolo senza difficoltà all’Udc di Casini.
    Su questo dato c’è la necessità di fare in fretta una riflessione politica, poiché non si può cadere prigionieri nella rete del ragno. Al paese non serve un Pd alla Berlusconi, un Pd neutro. Il governo ombra, che poteva avere una sua legittimità e un serio significato politico se Veltroni l’avesse presentato prima delle elezioni e se anche su di esso si fossero ottenuti i 12 milioni di voti, scelto a prescindere da una seria collegiale analisi politica del dato elettorale e della situazione del paese, rischia di depotenziare le istituzioni democratiche e di mettere in secondo piano l’autonoma attività delle opposizioni in parlamento.
    Agli slogan bisogna dare conseguenzialità o si resterà al palo per oltre 15 anni.
    La logica di Berlusconi era che «il Parlamento non serve, bastano trenta persone e uno che comanda; il partito sono io, il governo sono io». L’unica cosa che assolutamente dobbiamo evitare di fare è non essere speculari al Pdl, peraltro senza alcun potere e con il rischio di una pericolosa caduta di tonalità politica della rappresentanza parlamentare.
    L’opposizione democratica non può ridursi a Di Pietro. Il governo ombra non può essere legittimato da Berlusconi.
    La priorità per il Pd è la cultura, è un grande sforzo di recupero di ciò che esso ha macroscopicamente rimosso riappropriandosi nella teoria e nella prassi politica dei valori della tradizione laica e dei principi della cultura cattolica e riformista.
    È la sfida dell’identità contro la tattica della deideologizzazione, nella consapevolezza che l’avventura del Pd non solo sta lasciando in ombra la vecchia classe di governo del centro sinistra, ma addirittura fuori da parlamento ciò che era un terzo dell’Ulivo.
    Veltroni e il Pd hanno tenuto botta partendo da un 25 per cento di consensi a causa della crisi del governo Prodi, ma oggi non basta. Se si vuole costruire un partito nuovo, se si vuole tornare a parlare al paese, conquistare il consenso del centro moderato e della sinistra riformista, si deve scegliere cosa si vuole essere, in modo chiaro, non solo con le formule, ma anche con i contenuti. Non possiamo diventare i migliori alleati di Berlusconi nel gioco continuo di delegittimazione delle istituzioni. Berlusconi, tra i tanti errori, ha azzeccato la scelta della famiglia politica europea e ha dato un’anima al Pdl.
    Veltroni invece a nostro avviso, accrescerà la sua debolezza se continuerà nella pervicace volontà di depotenziare ideologicamente il Pd. Basta, allora, con il partito neutro. Cominciamo a valutare che le elezioni europee sono vicinissime e su di esse, sull’Europa che è e deve essere la stella polare del Pd, apriamo un grande dibattito, consapevoli, e i Repubblicani europei lo sono, che l’ingresso del Pd nel Pse sarebbe la fine di ogni sogno propulsivo.
    Lasciamo la tattica spicciola del giorno dopo giorno, apriamo gli orizzonti politici faticosi della strategia prima che sia troppo tardi, prima di non essere più riconoscibili rispetto al resto, prima che il “siete tutti uguali” diventi convinzione.

 

 
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