





La rinuncia reale ad una indipendenza energetica fu fatta a cavallo tra gli anni '50 e '60, in particolare nel '63.
Si decise di accontentare, tanto per cambiare, gli USA.
E' innegabile, però, che loro seppero farsi obbedire, come al solito.
Quanto alla "sinistra", quelli del PCI erano gli ultimi a voler abbandonare la strada tracciata da Mattei.
Il motivo dovrebbe esser noto anche a Mr Berlusconi, che negli anni '80 non ebbe disgusto nel fare affari in URSS con la sua Publitalia.
L'industria nucleare, quindi, si trascinò stancamente fino all'evento di Chernobyl: serviva a quella stessa divisione di denaro che vorrebbero rifare adesso, come per molte altre "grandi opere".
Quel Referendum non disse "NO al nucleare" ma propose una moratoria temporanea. Avremmo dovuto verificare che non fossimo Comunisti o mafiosi, con rischi di infiltrazioni nella costruzione degli impianti o di usi impropri dell'energia atomica. Realizzata una Normativa seria, sull'esempio di quelle USA, francese o tedesca, avremmo potuto ricominciare da lì a poco.
Evidentemente, siamo non solo mafiosi ma anche inaffidabili.
Ecco perché la Francia "ha una decina di reattori" solo per noi.