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  1. #1
    Makeru ga, katta
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    Before you all die ghastly, horrible deaths, let me take the hour to describe my latest plan for world domination! Uhauhauha!
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    Predefinito Ma siamo sicuri che detassare gli straordinari sia la strada giusta?

    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...i/karoshi.html


    I suicidi per superlavoro sono molto frequenti in Giappone
    E l'espressione è ormai entrata anche nel dizionario d'inglese
    Morire di straordinari
    nella terra del Karoshi

    Per la prima volta, due aziende condannate al risarcimento
    Yuji Uendan faceva quindici ore, senza giorno libero

    di MISAKO HIDA*

    Pubblichiamo l'articolo che ha vinto il premio giornalistico "Media for Labour Rights", indetto dall'ILO, l'agenzia dell'Onu per i diritti del Lavoro.


    "Tutto il tempo che ho passato è stato sprecato". In una giornata di marzo del 1999, ancora prima che i germogli di ciliegio cominciassero a sbocciare, un ragazzo di 23 anni, Yuji Uendan, in preda a una forte depressione causata dall'eccesso di lavoro, si è tolto la vita. È stato trovato nel suo appartamento di Kumagaya, alla periferia di Tokyo, con quelle parole scribacchiate su una lavagnetta bianca che usava per l'elenco degli appuntamenti giornalieri.

    Uendan aveva lavorato per quasi 16 mesi come ispettore di apparecchiature per la produzione di semiconduttori, in una stanza asettica con una luce soffusa giallastra nella fabbrica della Nikon a Kumagaya, vestito dalla testa ai piedi con una divisa bianca sterile.

    Era stato assunto dall'appaltatrice Nextar (oggi Atest) che lo mandava per incarichi a termine alla Nikon, una delle principali produttrici giapponesi di macchine fotografiche e dispositivi ottici. Uendan faceva turni di giorno e di notte di 11 ore a rotazione, con straordinari e viaggi extra che gli facevano raggiungere le 250 ore al mese.

    Nel suo ultimo periodo di lavoro all'interno della fabbrica era arrivato a 15 ore consecutive senza un giorno libero. Soffriva di mal di stomaco, insonnia, intorpidimento delle estremità. In poco tempo era dimagrito di 13 chili.

    "Aveva la faccia molto tirata" racconta la madre, Noriko Uendan, 59 anni, che ha cominciato a soffrire di angina dalla morte del figlio e ora porta sempre con sé pillole di nitroglicerina. "Mi fa soffrire pensare a quanti giorni è rimasto lì, da solo, prima che lo trovassero".

    Nel marzo del 2005, il tribunale distrettuale di Tokyo ha dichiarato che sia la Nextar sia la Nikon erano da ritenersi responsabili per la morte di Uendan e ha ordinato a entrambe le aziende il risarcimento dei danni. "È stata una vittoria senza precedenti per i lavoratori temporanei", ha detto l'avvocato di Uendan, Hiroshi Kawahito, che è anche segretario generale del Consiglio di difesa nazionale per le vittime di "Karoshi". L'espressione giapponese che sta a significare "morto per eccesso di lavoro" ormai è stata adottata anche dalla lingua inglese, basta consultare il dizionario Oxford.

    "Si è trattato del primo caso in cui non solo l'azienda che forniva personale temporaneo, ma anche quella che lo riceveva, sono state condannate per negligenza" ha aggiunto Kawahito. Ma la causa non è conclusa. Entrambe le aziende sono ricorse in appello, ma la madre della vittima non intende darsi per vinta.

    La battaglia legale perciò continua alla corte d'appello di Tokyo, dove alla fine di gennaio si è tenuta la dodicesima udienza. "Negli ultimi anni, sempre più lavoratori temporanei sono stati costretti a lavorare tanto quanto i dipendenti a tempo pieno ed è molto comune che le società appaltatrici forniscano illegalmente ai propri clienti dipendenti di fatto come se fossero interinali o temporanei", dice Koji Morioka, professore di economia e autore di The Age of Overwork, L'era del lavoro eccessivo. "Visto lo status quo, il caso di Uendan ha un'importanza particolare perché si è trattato in assoluto della prima richiesta di indennizzo per il suicidio di un lavoratore temporaneo a causa di straordinari ed eccesso di lavoro."

    La questione del "karojisatsu", letteralmente "suicidio dovuto all'eccesso di lavoro" è un problema serio in Giappone. Il numero di suicidi è aumentato drasticamente, superando i 30 mila casi dal 1998, quando il tasso di disoccupazione raggiunse un record dai tempi del dopoguerra. Secondo gli ultimi dati dell'Organizzazione mondiale della Sanità, il numero di suicidi in Giappone è quasi il doppio di quello negli Stati Uniti. L'ultimo studio dell'agenzia di Polizia nazionale giapponese evidenzia che nel 2006 si sono tolte la vita, in tutto il paese, 32.155 persone. Kawahito stima che più di cinquemila suicidi ogni anno sono il risultato della depressione causata da eccesso di lavoro.

    Secondo le ultime stime dell'Organizzazione internazionale del Lavoro, ILO, il Giappone detiene il primato di dipendenti che superano le 50 ore a settimana (28,1 per cento), mentre nella maggior parte dei paesi dell'Unione Europea, la cifra non va oltre il 10 percento (in Italia siamo al 4,2 per cento).

    "L'era del lavoro eccessivo" riporta che la quota di ferie retribuite da parte dei dipendenti giapponesi è scesa al 47 percento nel 2004 dal 61 per cento del 1980. "I troppi straordinari quasi impediscono ai lavoratori di godere di ferie retribuite e questo costituisce un problema" sostiene Kosuke Hori, a capo dell'Associazione giapponese degli avvocati del lavoro.

    Il Giappone non ha ratificato alcuna Convenzione dell'ILO sull'orario lavorativo, comprese la Convenzione 132 relativa alle ferie retribuite e la Convenzione 1 sulle ore di lavoro. La legge nazionale non mette un tetto al lavoro straordinario per certe professioni e in certe condizioni. "Quando si tratta di ore lavorative - Marioka scrive nel suo libro - in Giappone non c'è alcun riferimento agli standard internazionali".

    "Ho giurato su mio figlio mentre era in coma che non mi sarei mai arresa - ha detto la madre di Yuji Uendan - e spero davvero che in futuro le aziende giapponesi lascino avere vite dignitose ai propri dipendenti, tanto da arrivare a morire di vecchiaia".


    *Misako Hida è una giornalista freelance giapponese che scrive da New York per le riviste The Economist, Sunday Mainichi, Toyo Business e Newsweek Japan.
    Con l'articolo "The Land of Karoshi" ha vinto il premio giornalistico "Media for Labour Rights" istituito dal Centro internazionale di formazione dell'ILO, che ha sede a Torino. L'ILO è l'agenzia dell'Onu per i diritti del lavoro e il premio, alla sua prima edizione, è legato al progetto di formazione per giornalisti e operatori dei media volto a diffondere la conoscenza degli standard internazionali del lavoro. In questi giorni si tiene a Ginevra la 97° Conferenza Internazionale del Lavoro, appuntamento annuale in cui l'ILO riunisce i rappresentanti dei ministeri del welfare, delle organizzazioni sindacali e delle imprese di tutto il mondo per discutere delle tendenze globali dell'occupazione e promuovere il lavoro dignitoso (Decent work).
    (4 giugno 2008)


    Non so voi, ma io i giappo li conosco bene, e di diventare come loro non ne ho punta voglia.
    _______________________
    Gli zeri, per valere qualcosa,
    devono stare a destra.

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  2. #2
    1 comunista rimasto : Silvio
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    Già definirla una strada, è un grande sforzo.... è un'elemosina per chi le fa, ma un grosso vantaggio per le aziende.

  3. #3
    Giu' la maschera!
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    Citazione Originariamente Scritto da marcejap Visualizza Messaggio
    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...i/karoshi.html



    Non so voi, ma io i giappo li conosco bene, e di diventare come loro non ne ho punta voglia.
    come si dice, "non fa male se in moderazione".
    sopra citi un esempio estremo.
    se ti citiamo invece come esempio, piu' consono forse dato ke ammetterai italiani e giapponesi sono assai diversi, un giovane laureato ke vuole fare strada o un padre ke non gli da fastidio l'euro extra....la detassazione mi sembra buona cosa.
    Mr. Hyde


  4. #4
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    Beh,detto da gente che per lavoro non si sa cosa fanno e che magari vivono delle tasse altrui.
    Siamo tutti buoni a pensare con i soldi degli altrri.

  5. #5
    T34
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    E' una strada che nel breve periodo può dare qualche beneficio ad un numero molto ristretto di lavoratori, nel lungo avremo 40enni ancora in cerca di un occupazione dignitosa se a questo ci aggiungiamo la rimozione del divieto di cumulo pensione/lavoro, il cerchio si chiude.
    Pensionati che continueranno a lavorare fino allo stremo e giovani al palo....ma che ce' frega a noi vecchietti?

    A proposito di vecchietti...

    -Mario, come va?-
    - Ehhh... ...pensa che l'altro giorno mia moglie mi ha chiesto di spostare un vaso, appena sollvato mi è caduto dalle braccia!!
    Le braccia!! Le braccia!!! Non ho più forza nelle braccia!!!-

    -Preciso!! Come me!- interviene Beppe
    - Oh! L'altro giorno un bischerello era a fruzzicare nella serratura della mi' macchina, vocio e gli corro dietro....dopo 10 metri ero per terra!!
    Le gambe!! Le gambe, ostia!! Un' ho più gambe!!-

    E te Gino? Come va???

    -Mah...se la unn'è zuppa ll'è pan bagnato, reggevo lo scaleo della badante che puliva vetri, un par di 'oscie e senza mutande...sicché mi sbottono pantaloni e gli fo'....gnamo!!-

    -O Gino!!- la mi risponde- e ll'è la terza volta oggi!!!!-

    -LA MEMORIA....LA MEMORIA...ragazzi!!! Unn'ho più memoria!!!!-

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da T34 Visualizza Messaggio
    E' una strada che nel breve periodo può dare qualche beneficio ad un numero molto ristretto di lavoratori, nel lungo avremo 40enni ancora in cerca di un occupazione dignitosa se a questo ci aggiungiamo la rimozione del divieto di cumulo pensione/lavoro, il cerchio si chiude.
    Pensionati che continueranno a lavorare fino allo stremo e giovani al palo....ma che ce' frega a noi vecchietti?
    La situazione verso cui andiamo è di ragazzi che fino ai 40 anni non trovano un contratto di lavoro a tempo indeterminato e quelli che ne hanno di più di 50 che devono sperare di non perderlo altrimenti chi trovano che li assuma più a quella età???
    Le aziende sempre più assumono SOLO se trovano l'esperto giovanissimo con contratto precario.

    Ma non è più come un tempo che se non lo trovavano si adeguavano a prendere qualcuno un po' più attempato a tempo indeterminato magari con qualche euro in più!

    Piuttosto rinunciano!

    Preferiscono commesse meno rischiose e sicure. Ci sono aziende che si rifiutano di fare contratti secondo i CCNL!!

    Preferiscono spremere alla morte i propri dipendenti con straordinari e minacce piuttosto che spendere qualche euro in più per qualcuno che poi al termine della commessa/fase del progetto sarebbero costretti a trovargli un nuovo lavoro!

    Ormai le nostre aziende operano a vista. Con previsioni di pochi anni e non investono e non rischiano per non doversi trovare con pesi e rischi che potrebbero non portare utili.

    Sotto questo aspetto TUTTI i dipendenti, anche se oggi insufficienti, da un mese all'altro potrebbero diventare un peso!

    Difficile dire che la colpa è delle imprese! E' il mercato!

    Il guaio è che si voglia scaricare il problema sui lavoratori, l'anello più debole economicamente e contrattualmente!

    Saluti

  7. #7
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    Infatti le imprese vogliono giustamente guadagnare senza rischi ma non si può accettare che poi li scarichino sui propri dipendenti!


    A LORO tutto il guadagno a noi le briciole e tutti i rischi!!!

    Mica si può fare così!

    Saluti

  8. #8
    1/6/08: GIUSTIZIA E' FATTA!!
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    La detassazione degli straordinari sono una semplice toppa, e non devono essere giudicati diversamente...

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Mikbologna Visualizza Messaggio
    La detassazione degli straordinari sono una semplice toppa, e non devono essere giudicati diversamente...
    Si, il problema è che vogliono far passare un vestito rattoppato come un capolavoro di Valentino...come il "nano" di corte che vuol combattere il fancazzismo con le pensioni dal tabacchino o in farmacia...

  10. #10
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    La detassazione e l'innalzamento delle ore lavorative favorisce solo le imprese, come al solito, i pochi euro in più che alcuni lavoratori prenderanno saranno ampiamente compensati in negativo dai costi sociali di tali provvedimenti come detto nei precedenti post (assenza di lavoro per i giovani ecc. ecc.) quindi è la solita bufala del Nano e della società consumistico/capitalista...
    Quanto dovremo aspettare perchè la gente butti i televisori per strada ed inizi a marciare con i randelli in mano contro i Dracula che li sfruttano?
    Ci vuola una nuova coscienza di classe...

 

 
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