Gentile direttore,
le spedisco alcune considerazioni sulle esternazioni di Cossiga a proposito della volontaria appartenenza all'Italia dei sardi. Le prego, se lo ritiene possibile, di pubblicare questa mia lettera per dare sponda al dibattito da lui aperto.

La ringrazio anticipatamente

Cristiano Sabino (responsabile rapporti internazionali di A Manca pro s’Indipendentzia)


Ho letto con interesse l’articolo apparso su l’Altra Voce del 4 giugno 2008 “Noi Sardi, italiani per volontà, non conquista o annessione” dove venivano riportate le posizioni in merito all’italianità dei sardi dell’on. Cossiga. Le sue posizioni non sono di certo nuove, lui fa anche il paladino a livello internazionale internazionale della causa basca. Pensi che quando illegalizzarono Batasuna, il partito della sinistra patriottica basca (isquerda aberrale), Cossiga scrisse una lettera alla Nuova Sardegna, prontamente pubblicata, dove attaccava in maniera durissima l’allora premier Aznar e il "franchismo spagnolo" (citaz. di Cossiga).
Circa la nostra terra e il nostro popolo ha sempre riconosciuto lo statuto di "nazione" e ha proposto una carta costituzionale sarda.
Ma la sua posizione in Sardigna è uguale a quella del PNV in Euskadi: i baschi e i sardi sarebbero spagnoli e italiani per scelta.

I sardi sono italiani per scelta.. ma per scelta di chi?
vediamo i fatti.
1713 trattato di Utrecht. l'impero spagnolo è sfaldato e i suoi pezzi vengono spartiti dalle altre potenze. la Sardigna va all'Austria. dopo 13 anni il passaggio di consegne ai Savoia, perchè essendo un principato di origine imperiale non poteva da solo diventare regno. Ecco che nasce il Regno di Sardegna sulla base di un baratto stabilito dalla diplomazia internazionale. I sardi hanno scelto qualcosa?
andiamo avanti.. i Savoia dominano con pugno di ferro anche sulla nobiltà sarda. Il sardo viene vietato insieme allo spagnolo e tutte le cariche importanti sono di nomina viceregia. Si scatena una cruenta lotta al banditismo che non finirà mai.. e scoppiano i primi tumulti.
Nel 1793 succede qualcosa di interessante. Arrivano i francesi repubblicani ad invadere la Sardigna. I piemontesi scappano impauriti e i sardi impediscono lo sbarco a Quartu con l'utilizzo di milizie popolari comandate da Vincenzo Sulis. Allora le classi dirigenti sarde, consapevoli della loro nuova posizione di forza, chiedono ai piemontesi alcuni diritti amministrativi (i famosi 5 punti) che gli vengono però negati sprezzatamente. Quando la protesta si congiunge con il malessere delle campagne scoppia il triennio rivoluzionario 1793-1796 (ma che in realtà dura per esteso dal 1780 al 1830).
Angioy, Mundula, Cilocco e il prete Muroni si mettono a capo delle masse popolari cittadine e contadine per fare della Sardegna una repubblica indipendente senza più feudalesimo. La repressione è durissima sopprattutto in tutti i paesi del Logudoro e vi partecipano anche i sardi che dal privilegio traggono vantaggi. Nascono i "cane sutta e'mesa", la borghesia compradora che riceve le briciole del pasto dai padroni e in cambio diventa aguzzino del suo stesso popolo. Le teste di Cilocco e degli altri patrioti che non erano riusciti a scappare o che, come lui, erano tornati in patria per continuare la lotta, vengono chiuse in delle gabbie e poste alle porte di Sassari per giorni e giorni, a perenne monito. chi si ribella farà questa fine. Quali sardi hanno deciso in questa occasione?
Andiamo avanti. 1812. Legge delle chiudende. l' "Editto delle Chiudende" stabiliva il diritto di recintare i terreni prima appartenenti la comunità. Le rivolte popolari al grido di “torrare a su Connottu”, nonostante le recenti repressioni antifeudali, sono violentissime.Tutte represse nel sangue. Sardi traditori, preti e soprattutto “italiani” si fanno d’oro con i soldi delle comunità sarde. Cosa hanno deciso qui i sardi?
Perfetta fusione: nel 1847 c'è la "perfetta fusione" fra Sardegna e Piemonte. lo chiedono gli Stamenti, ovvero i rappresentanti del tradimento del triennio rivoluzionario e delle aspirazioni di giustizia e indipendenza del loro popolo e quelli che si erano ingrassati con l'editto delle chiudende. Lo chiedono per ricevere ancora più benefici dai loro padroni savoiardi. Si può considerare una decisone del popolo questa?
Unità d'Italia: tutte le regioni annesse o per insurrezione popolare (Marche, Toscana..), o per guerra di conquista (tutto il meridione) votano il plebiscito di annessione allo stato unitario. In Sardigna ovviamente non si vota. Cosa hanno deciso i sardi?
Prima guerra mondiale: migliaia di giovani sardi sdradicati a forza dalla terra, buttati in trincea e obbligati ad uccidere altri contadini di altre nazioni per una guerra non loro. Chi lo ha deciso questo?
Il resto è storia che tutti conoscono. povertà, gestione coloniale della nostra terra, occupazione militare, genocidio linguistico, spopolamento, devastazione ambientale, emigrazione. Di grazia sig. Cossiga, quando e come i sardi hanno deciso, non dico di essere italiani, ma qualunque altra cosa?

Cossiga, insieme a tutti gli altyri rappresentanti della borghesia sarda notarile, è un erede di chi ha fatto torturare per giorni il rivoluzionario Cilocco e poi gli ha fatto tagliare la testa ed esporre alle porte di Sassari perché tutti vedessero. Si. loro hanno scelto di essere italiani. Ma il popolo, le migliaia di trucidati, impiccati ed inforcati dalle forze regie e dalle squadre della morte dei feudatari, i pastori, i contadini, gli emigrati, la nostra gente insomma non ha mai scelto di essere niente. I sardi hanno combattuto contro i romani per 1000 anni ininterrottamente. Hanno combattuto per difendere l'indipendenza contro i catalani a Sanluri. hanno combattuto contro i Savoia. Io mi sento erede di questa gente, della mia gente. E non mi sento affatto italiano.

Cristiano Sabino (responsabile dei rapporti internazionali di a Manca pro s’Indipendentzia)