Una montante marea che travolgerà i nemici della Civiltà:
Da una costa all’altra
un grido solo:
W la Vita!!!!
I giovani americani, nonostante le lobbies abortiste, voltano pagina e si schierano per la vita. I politici e i politicanti sono avvertiti. Non ultimi certi ceffi di Hollywood.
Anche Hollywood deve adattarsi: già da qualche anno a questa parte per i giovani americani essere contro l’aborto è diventata una regola. Questo spiega perché il film “Juno”, attualmente nelle sale cinematografiche in Italia, ha registrato negli Stati Uniti un enorme successo e consenso di pubblico. Juno, incinta a soli 16 anni, pensa all’aborto come possibile soluzione, ma rimane sconvolta dopo aver messo piede in una di quelle cliniche in cui viene praticato l’aborto. Così, invece di sacrificare il suo bambino, decide di darlo in adozione ad una giovane coppia che non può avere figli. Qualche anno fa a Hollywood un simile lieto fine non sarebbe stato nemmeno preso in considerazione. Ma attenzione, “Juno” non è un film perfetto, bensì perfettibile. Anzi, sotto certi aspetti è molto discutibile: nessuna condanna e disapprovazione riguardo le esperienze prematrimoniali, le quali, alla fine dei conti, sono le principali cause delle gravidanze non desiderate fra i giovani. «Juno dimostra che negli Stati Uniti il messaggio pro-vita è di grande attualità tra il pubblico e la critica» è il parere di Daniel Allott, analista politico dell’American Values Institute.
Ma Juno non è un fenomeno isolato, «è soltanto un di tanti films recenti, come August Rush, Knocked Up, Bella e Waitress, con chiari messaggi in favore della vita». Vediamo perché questo film piace tanto alla gioverntù americana.
Un sondaggio realizzato dall’Harris Poll rileva che il 55% dei giovani adulti americani è contrario all’aborto e i più contrari sono quelli compresi nella fascia di età tra i 18 e i 30 anni. Una ricerca effettuata su un campione di 30.000 abitanti dello Stato del Missouri riscontra che la percentuale degli adolescenti e giovani adulti sotto i trent’anni contro l’aborto ha guadagnato 13 punti tra il 1992 e il 2006; e la percentuale di quelli fortemente pro-aborto ha perso 21 punti. Un altro sondaggio del New York Times/CBS News/MTV evidenzia tra i giovani compresi fra i 17 e i 29 anni una maggioranza del 62% non favorevole all’aborto. Tra questi poi il 24% ritiene che l’aborto «non deve essere autorizzato» e il 38% che esso debba essere «severamente limitato».
Nell’Università della California (Stato progressista per antonomasia), il numero di studenti iscritti al primo anno di corso che sono favorevoli all’aborto è passato dal 68% del 1992 al 43% nel 2004. Un sondaggio dell’Hamilton College mostra che il 72% delle studentesse, in caso di gravidanza, non abortirebbe e soltanto il 13% degli studenti consiglierebbe l’aborto ad una collega incinta.
Ci si chiede perché i giovani assumano sempre più una posizione pro-Life?
In proposito, Daniel Allott avanza un’ipotesi: oggi, come mai in passato, il progresso tecnologico rivelando l’umanità del bambino nel grembo materno dimostra chiaramente la brutale realtà dell’aborto. Infatti, le tecniche d’immagine a tre e quattro dimensioni e la ricerca sul dolore del feto consento di vedere persino nell’utero il volto del bambino che respira e reagisce come essere umano.
Alla Marci per la Vita che si è svolta a Washington lo scorso 22 gennaio hanno partecipato oltre 300.000 giovani (senza contare gli adulti e anziani presenti) ma nessuno si sorprenda: benché l’industria dell’aborto disponga di un’imponente macchina da guerra finanziaria e politica, I sondaggi d’opinione e la considerevole riduzione del numero di aborti, dimostrano inequivocabilmente che la nuova generazione americana dell’omicidio dell’innocente non ne vuol sapere più.
Si volta pagina. In America.
E l’Italietta tutta pantomime e nostalgie veterofemministe?
Niente!!!!
Una legge dello Stato, opera di uomini, E’ IMMODIFICABILE, quasi fosse il Decalogo del Sinai.
Per dirla con un’aria d’opera
«BASTA CON L’ODI VECCHI E COI RIPICCHI…W LA GENTE NOVA»
quella che vive nella postmodernità, nel XXI secolo e che grida da un’estremità all’altra del nostro bel mondo:
BASTA CON LA MANNAIA
SUGLI INNOCENTI!!!!!!!!!!!!!!




Rispondi Citando