Veltroni? Opposizione fantasma/ Affondo de l'Economist: altro che governo-ombra, è too nice. Nel Pd continuano le liti...
Giovedí 12.06.2008 14:08
L'idea di Veltroni di creare un governo-ombra per contrastare colpo su colpo l'azione dell'esecutivo di Berlusconi, non convince affatto l'Economist (storicamente molto critico nei confronti del Cavaliere). Altro che governo-ombra, sferza il settimanale britannico: in Italia il centrosinistra si sta trasformando in "un'opposizione fantasma". Veltroni, stregato dalla tentazione dell'"appeasament" è "troppo carino" (too nice) con Berlusconi ma la cosa, più che contribure a migliorare il clima politico, rischia di andare tutta a svantaggio del centrosinistra. Nonostante l'iniziativa del governo ombra, sostiene l'Economist, "l'idea di opposizione di Veltroni non è affatto in linea con la tradizione britannica. In diverse occasioni Veltroni ha rinunciato all'opportunità di mettere in difficoltà il governo, col solo risultato di contribuire a rafforzare la popolarità di Berlusconi". Di queste occasioni mancante il settimanale britannico fa alcuni esempi - dal caso Travaglio, alla vicenda Alitalia - per poi passare a pesanti conclusioni. La strategia dell'appeseasament, incalza il giornale, non sembra vantaggiosa e già più volte "ha avuto conseguenze disastrose". "Evidente è il vantaggio per Berlusconi meno chiari i benefici per la sinistra". Impietoso il finale del pezzo dell'Economist: "Il rischio è che più di avere un governo ombra l'Italia si ritrovi con un'opposizione fantasma".
PD/ PARISI: A QUESTO PUNTO O CAMBIA LA LINEA O IL LEADER
"Io presidente del Pd? Mah, dovrei prima capire di quale partito". Arturo Parisi, ospite al dibattito di Omnibus su LA7, commenta così le sue ultime dichiarazioni comparse sulla stampa. "Io fuori dal Pd? Sarebbe un problema se chiunque avanzasse un'obiezione fosse associato all'idea dell'abbandono del partito", spiega Parisi. Riferendosi poi al dibattito sulla leadership, l'ex ministro della Difesa sottolinea di "aver posto un problema che è sotto gli occhi di tutti, del quale si discute purtroppo solo in corridoio, non raggiungendo il dibattito pubblico. Io pongo solo un problema di leadership prima che di leader - conclude Parisi -. E' chiaro che, a questo punto, o cambia la linea o cambia il leader".
PD/ LATORRE: NO AL CONGRESSO. E BASTA CON LE ACCUSE AI DALEMIANI
"Ha ragione Veltroni quando ipotizza il congresso solo se vi vuole tornare a Ds-Dl e 14 mila componenti. Se si mette in discussione il progetto politico del Pd, allora bisogna aprire una riflessione. Ma questa discussione non viene avanti da nessuna parte, dunque...". E' quanto dice Nicola Latorre, vicepresidente dei senatori del Pd. Dunque i dalemiani non vogliono un congresso. "Per come è lo Statuto del Pd il congresso è tutto centrato sulla scelta del leader e la leadership di Veltroni non è proprio in discussione - puntualizza Latorre -. Anzi, in questo momento c'è un consenso altissimo su du lui".
Per quanto riguarda le correnti, Latorre sostiene che occorre fare distinzioni: "Un conto sono le correnti, altro il pluralismo culturale - dice il vicepresidente dei senatori del Pd -. Penso che questo sia un elemento di ricchezza, non un problema. Mentre preoccupa il rischio di ricadere nel vecchio correntismo. Quando si formano correnti per difendere un'identità che dovrebbe essere comune, allora mi preoccupo, perchè vuol dire che si difendono presidi di postazione. Ma se ci si ritrova per discutere dei temi che interessano la società italiana questo è pluralismo ed è positivo".
"Per essere chiari, trovo decisamente bizzarro che si faccia tanta 'ammuina' sulla corrente dalemiana che non c'è - prosegue Latorre - Ha ragione Veltroni a sbottare contro le '14mila componenti', come le definisce. Ma non si chiamino in causa i dalemiani. L'iniziativa dell'associazione legata ad Italiaeuropei è di parlamentari che non si possono ricondurre a D'Alema. Ne è protagonista Paolo De Castro, che non definirà un dalemiano, vero? E così Enrico Letta: ci sono tanti parlamentari del Pd che vogliono confrontarsi su temi che devono investire la politica. E comunque si tratta di una cosa ancora in fase di sviluppo, di cui si parla molto sui giornali. La si sta gonfiando ad arte...".
http://canali.libero.it/affaritalian...roni120608.htm




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