Una frase gia' detta da lui stesso.
Io saprei cosa rispondere al presidente.
Ma verrei bannato immediatamente, ma saprei cosa dire....specie ora che si propongono da 48 a 64 ore lavorative settimanali.
Siamo tornati all'oscuro medioevo. Poveri noi.


Una frase gia' detta da lui stesso.
Io saprei cosa rispondere al presidente.
Ma verrei bannato immediatamente, ma saprei cosa dire....specie ora che si propongono da 48 a 64 ore lavorative settimanali.
Siamo tornati all'oscuro medioevo. Poveri noi.




Lo faccio io...
Wikipedia.it su Napolitano:
Nel 1992 viene eletto Presidente della Camera dei Deputati
Il 2 febbraio 1993 all’ingresso posteriore di palazzo Montecitorio si presentò un ufficiale della Guardia di finanza con un ordine di esibizione di atti: esso si riferiva agli originali dei bilanci dei partiti politici (peraltro pubblicati anche in Gazzetta Ufficiale), evidentemente utili al magistrato procedente (Gherardo Colombo, della Procura di Milano) per verificare se talune contribuzioni a politici inquisiti fossero state dichiarate a bilancio, secondo le prescrizioni della legge sul finanziamento pubblico ai partiti. Il Segretario generale della Camera, su istruzioni del Presidente, oppose all’ufficiale l’immunità di sede, l'antichissima guarentigia delle Camere in cui la forza pubblica non può accedere se non su autorizzazione del loro Presidente. Nei giorni successivi tutti i partiti politici e tutti i principali organi di stampa sostennero la scelta del presidente Napolitano.
Successivamente, Romano Prodi lo sceglie come Ministro dell'Interno del suo governo nel 1996.
Mentre ricopre tale incarico, è molto criticato per non aver attuato una tempestiva e adeguata sorveglianza su Licio Gelli, fuggito all'estero (dopo essere evaso dal carcere già nel 1983) il 28 aprile 1998, il giorno stesso della divulgazione della sentenza definitiva di condanna per depistaggio e strage da parte della Cassazione. Per questi fatti il direttore di MicroMega Paolo Flores D'Arcais ne chiede le dimissioni.[5]
Della serie: come predicare bene e razzolare malissimo (ciononostante, salire sempre più in vetta ai vertici dello Stato).


Noooo, non volevo dire quello....quello che volevo dire io sull'ambiguo uomo che nion e' ne carne e ne pesce ma un "ni" perenne, proprio non si puo' dire, senno' dopo 5 minuti mi bussano alla porta i carabinieri, non so se sono stato spiegato.
PER RISPONDERE ALL'AMICO CHE MI CHIEDEVA LUMI A PROPOSITO DELLE ORE lavorative per settimane, gli dico che la comunita' europea ha detto che si puo' lavorare fino a 48 ore settimanali, ma che con accordi si puo' arrivare a 64. Ovviamente siccome in itaGLIa il potere e nelle mani della confindustria che difatto governa con l'imprenditore (credo si chiami) Berlusconi ha aderito immediatamente. Cosi' ti alzi la mattina alle 6 e vai a lavorare e tenendo conto dei tempi morti e tempo perso per andare e tornare da lavoro, ritornerai a casa intorno alle 22, giusto il tempo per fare "cose" con tua moglie (o marito) e via a dormire. Ecco creati i nuovi schiavi, NOI.






Prima che si sapesse qualunque cosa, veramente un genio! Ma non si vergognano di parlare a vuoto come macchinette?
Giallo sulla morte dei sei operai
"Asfissiati, non dovevano essere lì"
MINEO - Sono durati tutta la notte e proseguono ancora rilievi e sopralluoghi nella vasca del depuratore di Mineo, non lontano da Catania, dove ieri sul lavoro sono morti sei operai. Sembra ormai certa la causa del decesso: asfissia. Ma è giallo sulle dinamiche dell'incidente.
Secondo l'Ufficio tecnico del Comune di Mineo, la vasca del depuratore dove si è consumata la tragedia non è raggiungibile. "Non ci sono passaggi che vi permettono l'entrata, perchè in quel luogo non è prevista la presenza umana. Gli uomini non dovevano essere lì". L'ipotesi è che un guasto alla pompa per lo spurgo abbia spinto gli operai della ditta che eseguiva i lavori a comperare una scala e calarsi nella vasca per controllare cosa non andava nell'impianto. I quattro impiegati del Comune sarebbero scesi in un secondo momento, quando hanno capito che gli altri erano in difficoltà.
"Non indossavano nè mascherine nè respiratori - afferma il procuratore capo di Caltagirone, Onofrio Lo Re che coordina le indagini - ma non sappiamo se fossero necessarie". Secondo il magistrato "è ancora presto per fare delle ipotesi sulla esatta dinamica dell'accaduto, ma tutto sarà chiarito dall'autopsia e dagli accertamenti tecnici che ho predisposto". Dunque bisognerà attendere i prossimi giorni per avere un'idea più chiara su quello che è successo a Mineo.
Lo Re non parla di indagati. "L'inchiesta è ancora all'inizio ed è riservata", ha detto. Non ha voluto anticipare neanche il tipo di reato che ipotizzerà: "Attendiamo gli accertamenti medico-legali e tecnici che abbiamo predisposto".
Resta in piedi per ora una seconda ipotesi. Ad ucciderli potrebbero essere state esalazioni di monossido di carbonio, ma prende piede anche un'altra ipotesi: un guasto alla pompa che improvvisamente avrebbe riversato fango dall'autobotte per l'espurgo e questo sarebbe ritornato nella vasca da un bocchettone del depuratore. Così gli operai sarebbero finiti nel fondo, intrappolati, ingurgitando melma e respirando gas tossici, compreso il monossido killer. Meno credito viene dato invece alla possibilità che i sei operai addetti alla manutenzione della vasca siano stati uccisi da una scarica elettrica, partita dalla vicina cabina dell'energia.





