03.06.2008 - Sulla visita del Presidente Mahmud Ahmadinejad in Italia
Comunicato Coordinamento Progetto Eurasia sulla visita del Presidente Mahmud Ahmadinejad in Italia. 3 giugno 2008
Comunicato Coordinamento Progetto Eurasia sulla visita del Presidente Mahmud Ahmadinejad in Italia
3 giugno 2008
Il Coordinamento Progetto Eurasia esprime disappunto per la posizione assunta dalla classe politica italiana in occasione della presenza a Roma del Presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Mahmud Ahmadinejad.
Aveva detto bene Sergio Romano nel corso dell’ultima campagna elettorale italiana: i partiti non parlano di politica estera perché non esiste, è appiattita sulle posizioni statunitensi.
Il Ministro degli Esteri Franco Frattini, entusiasta per essere stato coinvolto da Condoleeza Rice nel club 5+1 che deciderà le posizioni da assumere nei confronti della Repubblica degli Ayatollah in merito alla questione del nucleare, ha poi svilito la sua figura istituzionale andando a sottoscrivere l'appello antiraniano lanciato da un quotidiano noto per la sua faziosità, ponendosi di fatto in una posizione partigiana rispetto ai protocolli della diplomazia internazionale e senza tenere in considerazione gli effettivi interessi nazionali. L’Italia, infatti, rappresenta il principale interlocutore commerciale europeo dell’Iran, come conferma l’unico incontro ufficiale che il Presidente Ahmadinejad dovrebbe svolgere in questa sua visita romana: l'incontro con le rappresentanze del mondo produttivo e imprenditoriale italiano.
In opposizione alla retorica dei diritti umani e alle capziose denunce nei confronti della politica energetica ed estera iraniana, il Coordinamento Progetto Eurasia vede nell’Iran uno dei caposaldi per la costruzione di un mondo multipolare, in cui all’unipolarismo statunitense, fedele esecutore dei progetti sionisti, si sostituisca una collaborazione fra le potenze regionali in un ambito di pari dignità e privo di ingerenze nelle rispettive politiche interne: l’auspicio quindi è che la diplomazia italiana recuperi la propria capacità decisionale e sappia riconoscere i veri interessi europei, che sono diametralmente opposti a quelli di oltreoceano.






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