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  1. #1
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    Predefinito Sulla Costituzione europea censurati i parlamentari europei

    Un video sconvolgente mostra che la Costituzione Europea è stata contestata da molti parlamentari europei.

    Eppure, nessuno ha saputo nulla, ed inoltre non ci sarà alcun referendum per approvarla.

    Anche internet è a rischio ed un tentativo di realizzare una censura cinese in Europa è già stato tentato da un eletto con brogli e firme false.

    Con la nuova Costituzione Europea siamo stati dichiarati proprietà dei banchieri che possono stampare senza controllo quanti euro vogliono, gli stessi che noi dobbiamo sudare.

    Ecco il video e i riferimenti

    FAI GIRARE !!!!

    http://www.palmerini.net/blog/?p=230

  2. #2
    analista militare
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    Predefinito

    La "Costituzione Europea" è stata annullata già da un pezzo, adesso c'è il trattato di Lisbona che sarà sottoposto a referendum in Irlanda. Che la "Costituzione" è stata contestata lo sapevamo eccome... l'ha contestata anche mezza Europa fuori dai parlamenti, e a ragione: svegliamoci ragazzi!
    Quanto alle solite caxxate signoraggiste c'è l'apposito thread qui http://www.politicaonline.net/forum/...d.php?t=328543


  3. #3
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    Predefinito Cazzate o cazzone ?

    Se guardavi il video prima di parlare magari capivi che la costituzione è stata allegata al trattato di lisbona.

    E se do per lette delle acquisizioni sul signoraggio non devi rompere.

  4. #4
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    Predefinito Cazzate o cazzone ? 2

    Vuoi dire che disconosci il fatto che il debito pubblico italiano è falso ?

  5. #5
    analista militare
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    Predefinito cazzate signoraggiste, belle grosse

    Che la costituzione è stata "allegata al trattato di Lisbona" è una delle cretinate che ti hanno raccontato gli opinionisti signoraggisti di turno. Comunque, lo ripeto, per parlare di signoraggio c'è già l'apposito thread con ampie discussioni in merito.

  6. #6
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    Predefinito ma non c'hai gli occhi

    E guardati il video invece di vanverare.





    Citazione Originariamente Scritto da -ART- Visualizza Messaggio
    Che la costituzione è stata "allegata al trattato di Lisbona" è una delle cretinate che ti hanno raccontato gli opinionisti signoraggisti di turno. Comunque, lo ripeto, per parlare di signoraggio c'è già l'apposito thread con ampie discussioni in merito.

  7. #7
    analista militare
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    Predefinito

    Ma hai capito quello che ho detto o sto parlando al vento?

    Lo so benissimo che il trattato in questa o quella forma è stato contestato, in parlamento e fuori dal parlamento: che queste contestazioni siano state mantenute segrete è una cazzata che vi hanno raccontato i vostri capi.
    Fra l'altro nella vostra visione paranoico-ideologica delle cose tutta la colpa va sempre e comunque ai "banchieri", manco per sbaglio che ve la prendiate con chi idea e approva i trattati.

  8. #8
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    Predefinito

    FERMARE IL TRATTATO DI LISBONA

    VI PREGO DI LEGGERE ATTENTAMENTE QUESTO APPELLO TRATTO DA "GOOGLE GRUPPI CENTROFONDI"
    CON PARTICOLARE ATTENZIONE AI PUNTI A-B-C.POTREBBE ESSERE L'ULTIMA OCCASIONE PACIFICA PER RIAPPROPIARCI DI TUTTE LE SOVRANITA' CHE CI SPETTANO PER DIRITTO NATURALE, E DARE UNA VOLTA PER TUTTE UN SENSO COMPIUTO ALL' APPELLATIVO DI "POPOLO SOVRANO".

    CECRI --- Cittadini Europei Contro il Regime Illegittimo
    Resistenza al Trattato di Lisbona,
    e più generalmente a tutti i "trattati costituzionali":
    proposta di Manifestazioni Popolari Ostinate (MPO) da tenersi in tutta Europa ad orario e giorno fissi.
    I rappresentanti politici dei differenti Paesi europei, pur affermando il loro amore per la democrazia, hanno avviato da cin-quant’anni un processo costituente senza coinvolgere i popoli che essi dovrebbero rappresentare, e talvolta contro la loro vo-lontà, come è accaduto in Francia e nei Paesi Bassi, dove i rappresentanti eletti impongono per via parlamentare ciò che il loro popolo ha rifiutato esplicitamente con referendum.
    Le contestazioni maggiori che rivolgiamo alle istituzioni europee (vedi riquadro alla pagina seguente), in particolare quella di blindare l’impotenza politica dei cittadini, non sono tenute per nulla in considerazione dalle élite politiche, mediatiche ed eco-nomiche: la democrazia imposta dai nostri rappresentanti eletti diventa sempre più chiaramente fittizia.
    I segni allarmanti che dovrebbero incitarci a controllare in ogni momento tutti i poteri istituiti sono numerosi: l’imminenza del grande crac finanziario, la deriva poliziesca delle "democrazie" che si pretendono "liberali", le azioni militari in Paesi distrutti da guerre contro imprendibili terroristi, il debito crescente che rende i prestatori privati i controllori delle decisioni pubbliche più importanti, l’abbandono dei popoli da parte dei loro rappresentanti - politici di mestiere che devono troppo il loro potere alle po-tenze finanziarie - fino ad arrivare alle costituzioni, ormai scritte direttamente da singoli presidenti o da un pugno di ministri! Il vaso è colmo! È giunto il momento in cui i cittadini ritornino a controllare i propri rappresentanti.
    Noi, cittadini europei, prescindendo dalle nostre preferenze politiche, ispirati ai diritti dei popoli all'autodeterminazione, conte-stiamo solennemente il diritto dei responsabili politici di ridefinire da soli i poteri loro concessi, senza consultare direttamente i popoli interessati. I rappresentanti eletti non sono, infatti, proprietari della sovranità popolare: non sono legittimati a modificare da soli le istituzioni.
    L’espressione "trattato costituzionale" è una dichiarazione di un enorme abuso di potere: le Costituzioni, infatti, non si scrivono per mezzo di trattati. Non spetta ai ministri, né ai parlamentari, né ai giudici, di scrivere o di modificare le istituzioni europee. Soltanto i popoli stessi – su proposta di un’Assemblea Costituente disinteressata (cioè composta di membri che non scrivano re-gole a loro favore) – hanno la legittimità politica di fissare e limitare i poteri dei loro rappresentanti, per via referendaria, come esito di un vero dibattito pubblico.
    I governanti europei, al contrario, approfittano del loro potere per abusarne: il processo costituente per mezzo di trattati, rende le istituzioni europee profondamente illegittime. Ci sembra importante e urgente resistere a questa deriva tirannica ed organizzare questa resistenza tanto a lungo quanto sarà necessario.
    Per tutti, un solo ricordo: prima della caduta del Muro, i Tedeschi dell’Est manifestarono tutti i lunedì alle 18:00 per di-re semplicemente: “Il Popolo, siamo noi”. Talvolta erano in pochissimi, talvolta delle decine di milioni, ma erano sempre presenti all’appuntamento, visibili. Questo gesto coraggioso di resistenza durevole potrebbe ispirare tutti noi nella lotta con-tro il processo dispotico che si va sviluppando per mezzo di trattati incostituzionali europei: per quanto possibile, anche noi potremmo istituzionalizzare la resistenza, moltiplicando i luoghi in cui manifestare il nostro malcontento:
    In tutte le città d’Europa in cui esistano dei resistenti ben determinati, sarà organizzata
    UNA MANIFESTAZIONE SETTIMANALE nel giorno di mercoledì, alle ore 18:00.
    Nel corso della manifestazione, potremmo diffondere a livello internazionale le notizie riguardanti le principali iniziative cit-tadine del momento, rivestendole della necessaria visibilità, dunque conferendo loro la necessaria forza. Alcuni esempi:
    • la presentazione di un reclamo/denuncia di migliaia di cittadini presso la Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDO) contro il proprio Stato, per la violazione del diritto di eleggere il proprio corpo legislativo (la prima di questo tipo è disponibile sul sito www.29mai.eu),
    • la petizione contro il parassitismo finanziario, autorizzato da istituzioni europee compiacenti che interdicono gli Stati dall’ostacolare la libera circolazione dei capitali (petizione che difende l’iniziativa di www.stop-finance.org),
    • la petizione che richiede un Referendum d’Iniziativa Cittadina (RIC), indispensabile e molto popolare (petizione e progetto sviluppato dai curatori del sito www.ric-france.fr)
    Si potrebbe organizzare una tale manifestazione non soltanto nelle grandi città, ma anche in ciascuno dei loro quartieri, in modo che i cittadini possano gradualmente associarsi, ma senza perdere troppo tempo nel raggiungere il luogo interessato. D’altra parte, sarebbe proprio più efficace e rappresentativo di una collera generalizzata, se le singole manifestazioni, per quanto piccole, avvenissero in grande numero e un po' dappertutto in Europa.
    Suggeriamo la creazione di un sito (magari su una piattaforma collaborativa, come wiki, spip, ecc., per facilitare i differenti contributi) che permetta di centralizzare la redazione di una carta europea delle manifestazioni e delle città e dei paesi da essi interessate in ogni momento, in modo da far risaltare le migliori iniziative popolari (slogan, presentazioni visive, peti-zioni, azioni, incontri, manifesti, immagini, testi, ecc.)
    Sono bramoso di sapere se questo piccolo seme ideale riuscirà a germogliare in Europa…
    6 aprile 2008
    Étienne Chouard (www.etienne.chouard.free.fr/Europe)





    Resistenza al Trattato di Lisbona
    CECRI: Cittadini Europei Contro il Regime Illegittimo 2 / 2
    Elenco delle principali lamentele e critiche nei confronti delle istituzioni europee, su questioni decise senza la consultazione dei cittadini, e talvolta contro la loro volontà:
    (a) Innanzitutto e soprattutto, la disoccupazione di massa è incoraggiata da un’incredibile politica monetaria delle istituzioni europee, contraria all’interesse generale: la lotta contro l’inflazione come missione assolutamente prioritaria e intangibile di una Banca Centrale Euro-pea (BCE) rigorosamente indipendente dai rappresentanti del popolo (artt. 119, 130 e 282 §2 e §3 del TFUE) è una priorità contestabile fissata al più alto livello del diritto, dunque inaccessibile a qualunque riconsiderazione da parte dell’opinione pubblica. Questa priorità che avvantaggia soltanto chi dispone di una rendita, fissata per sempre dalle istituzioni europee, incoraggia deliberatamente la disoccupa-zione di massa e i bassi salari, cosa che presenta il vantaggio – per alcuni - di rendere tutti molto docili, mentre i più ricchi possono profit-tarne liberamente. Anche solo questo punto dovrebbe condurre tutti i salariati (il 91% della popolazione attiva) per le strade contro il colpo di stato del Trattato di Lisbona.
    (b) A seguire, abbiamo un hara-kiri finanziario. La creazione della moneta è totalmente affidata alle banche private: la costituzione euro-pea (art. 123 del TFUE) vieta alle banche centrali di prestare denaro – senza interessi – agli Stati, cosa che costringe gli Stati stessi a prenderlo a prestito – con interessi! Capite la differenza? – da entità private che hanno moneta da posizionare (per arricchirsi senza lavorare). Questa re-gola scandalosa vincola gli Stati (cioè noi) a pagare degli interessi rovinosi per finanziare gli investimenti pubblici – e ad accumulare rapi-damente un debito esorbitante a danno dell’interesse generale (per la Francia si tratta di una somma che supera i 40 miliardi di euro all’anno, per i soli interessi) – mentre, se la BCE potesse finanziare gli investimenti della zona europea , gli interessi pagati potrebbero essere ridistribui-ti tra gli Stati, al posto di arricchire gli “investitori” privati. Il debito pubblico reso inesorabile dalle istituzioni europee, sancisce al più alto livello del diritto l’impotenza dei nostri rappresentanti politici, ridotti al ruolo di marionette dipendenti dalle potenze finanziarie. Quest’altro vizio maggiore dovrebbe bastare per alimentare una rivolta generale dei cittadini, i quali lavorano e pagano le imposte.
    (c) La speculazione finanziaria e le crisi di borsa sono favorite, in modo duraturo, dal divieto per gli Stati membri di limitare i movimen-ti dei capitali (art. 63 del TFUE). Le delocalizzazioni sono rese possibili dalla libertà di stabilimento (art. 49 del TFUE). Gli interessi degli azionisti diventano primari, e così espongono le nostre economie alla speculazione sfrenata, a crisi borsistiche a ripetizione e ben presto alla bancarotta generale. Chi può avere interesse nel concedere la piena libertà ad alcune volpi di scorazzare nel pollaio? Sicuramente non l’interesse generale. Ecco un altro grande vizio che “l’élite” non vuole sia discusso pubblicamente e che dovrebbe spingere al sollevamento popolare contro qualunque “trattato costituzionale” europeo.
    (d) La clausola di mutua difesa tra i Paesi membri dell’Unione Europea non mette in causa gli impegni sottoscritti in seno alla NATO (art. 42 §2 e §7 TUE). Questa clausola, che conferma l’art. 5 del patto atlantico, sottomette di fatto la difesa europea a quella della NATO, poiché l’appartenenza ad entrambe le istituzioni è degli Stati europei più potenti militarmente, economicamente e politicamente. Questo as-soggettamento è ancor più grave, considerando che l’Unione Europea e la NATO permettono agli Stati membri d’associarsi per interventi o missioni che abbiano luogo su “teatri esterni” e, d’altra parte, le istanze politiche e militari della NATO prospettano un ristrutturazione dell’Alleanza stessa, fondata sulla possibilità di impiegare armi nucleari in modo “preventivo” e di condurre operazioni anche senza l’autorizzazione delle Nazioni Unite, con decisione presa per semplice consenso.
    (e) I Ministri e i Presidenti accumulano i poteri esecutivo e legislativo in una serie di campi nascosti al pubblico con il nome ingannevole di "procedure legislative speciali" (art. 289 §2 del TFUE per il principio stesso; gli altri articoli sono dispersi, cioè nascosti, nel resto del TFUE) e “atti non legislativi” (esempi: art. 24 del TUE, o art. 290 del TFUE). I ministri – in principio agenti dell’esecutivo – si riuniscono in un “Consiglio”, dimenticando curiosamente di precisare che si tratta di un consiglio di ministri, dichiarandosi perfino “co-legislatori” (art. 16 del TUE). Queste chiare violazioni del principio essenziale della separazione dei poteri rivelano una deriva considerata dalla stessa Dichiara-zione dei diritti dell’uomo (art. DDUC) come il segno più sicuro del ritorno alla tirannide; poteri non separati sono poteri alla mercede delle potenze private del momento.
    (f) I poteri esecutivi controllano la carriera dei giudici europei, il cui potere è considerevole. I giudici hanno una carica piuttosto breve (sono nominati per sei anni) e rinnovabile: questo crea una dipendenza pericolosa (art. 253 del TFUE). Questa violazione del principio essen-ziale dell’indipendenza dei giudici dagli altri poteri, si fà beffe del principio protettore della separazione dei poteri, e ancora una volta a profit-to dei ministri (che sono coloro che nominano e rinnovano i giudici). Dappertutto vediamo, che queste regole sono scritte proprio dai primi beneficiari di esse, i ministri.
    (g) Il potere legislativo – ordinario, ma anche costituente - è controllato nella sua essenza da organi non eletti. Esempi: Conferenza In-tergovernativa (composta di ministri) modificante le istituzioni (art. 48 §4 del TUE); Commissione Europea (non eletta) cui spetta l’esclusiva dell’iniziativa legislativa (art. 17 §2 del TUE, che è un vero e proprio insulto alla democrazia rappresentativa); Banca Centrale produttrice di norme obbligatorie a portata generale (art. 132 del TFUE); ecc.
    (h) I cittadini non hanno alcun mezzo per resistere ad un abuso di potere e le loro iniziative sono imbavagliate attraverso una procedu-ra d’"iniziativa d’invito" ingannevole, poiché senza alcuna forza vincolante (art. 11 §4 del TUE). I cittadini sono presi per imbecilli, of-frendo loro con grande fragore dei regali assolutamente vuoti.
    (i) Le procedure di revisione permettono all’esecutivo di modificare esso stesso le istituzioni, e soprattutto senza la previa consultazio-ne dei popoli coinvolti (art. 48 del TUE). Ancora una volta, degli organi non eletti sono gli incaricati della revisione della Costituzione euro-pea e del controllo di tutte le proposte di revisione, e soprattutto i cittadini sono tenuti a larga distanza dal processo costituente, che non richie-de alcun referendum: la "democrazia" impostaci dai nostri eletti è fittizia.
    (j) Tutto ciò è dovuto, secondo noi, alla natura del processo costituente stesso, profondamente viziato dal fatto che gli uomini al potere, a favore della costruzione europea, scrivono delle regole per se stessi (art. 48 §4 del TUE), mentre solo un’Assemblea costituente disinte-ressata può programmare delle buone istituzioni: i membri di tale Assemblea non devono avere un interesse personale all’impotenza poli-tica dei cittadini: essi devono dunque essere dichiarati non eleggibili alle funzioni che essi istituiscono, e soprattutto, i partiti non devono essere in alcun caso in grado di esercitare un monopolio sulla designazione dei candidati; i candidati liberi e indipendenti devono esse-re equamente sostenuti, finanziariamente e mediaticamente.



    Ecco le informazione per la prima dimostrazione del mercoledi a Milano:


    Manifestazione contro il Trattato di Lisbona


    Milano


    Mercoledì 23 aprile


    ore 18 - P.zza Scala


    Vogliamo fare queste dimostrazione tutti i mercoledi alle 18 in tutte
    l'Europa. Il 16 aprile, per il primo mercoledi, c'erà già 10 dimostrazione,
    8 in Francia (Lyon, Aix-en-Provence, Trets, Montpellier, Paris, Nantes,
    Rennes e Saint-Denis de la Réunion) e 2 in Germania (Essen e Berlin). Per il
    mercoledi 23, ci sarà 14 in Francia e 7 in Germania.


    Con questo email trovarsi il manifesto di Etienne Chouard, un cittadino
    (professore in un liceo di Marseille) divento famoso nel debatito sul
    tratatto constituzionale in 2005, quando il referendum ha detto No a 55%.
    Lui aveva scritto in un argomento di 10 pagine le sue ricerche sul tratatto
    e l'aveva publicatto sul suo sito internet dove più di 1 millione di
    personne l'hanno scaricando. Suo manifesto di 2008 va incontro il Tratatto
    di Lisbona e il 'regime illegittimo' dell'UE. Per colpire il tratatto di
    Lisbonna che è stato ratificando quest'anni (fino a Novembre in Svezia), lui
    ricorda che in 1989, i tedeschi del'este hanno dimostrato in modo pacifico
    tutti i lunedi alle ore 18 in tutte le città con l'unico slogan 'il popolo
    siamo noi'; e sappiamo il risultato...


    Gli Austrici erano 10 000 a Vienna per protestare il 29 marzo, 40 000 danesi
    hanno firmato per un referendum, 88% dei inglesi consultati vogliono un
    referendum, gli irlandesi hanno un referendum il 12 giugno...


    Lo scopo è di mobilizzare i cittadini, il solo recorso quando la democrazia
    rappresentativa è minaciatto, allo stesso momento che il sistemo finanziario
    crolla, che i prezzi alimentari sono esplodando e che la carestia minaccia
    milliardi.


    Per avere delle nuovità della mobilizazione in germania:
    http://www.eu-vertrag-stoppen.de/


    e il web forum creato da Chouard per la coodinazione delle dimostrazione in
    francia:
    www.cecri.info <http://www.cecri.info/>


    Il simbolo della mobilizazione è il bianco e preferiamo ( e è il caso in
    Francia) che tutti i manifestanti sono senza 'logo' delle loro
    organizazzione. Se il movimento è neutrale politicamento, aiuterà a
    mobilizare i cittadini che non sono già nelle organizazzione et anche di non
    creare une divisione con la destra e sinistra, una situazione che puo essere
    utilizata per indebolire la mobilizazione.


    Grazie di mandarmi un email per informarmi delle sue iniziative o se avesse
    delle altre persone che posso contattare...


    Bertrand Buisson
    Comitato Cittadini Europei Contro il Regime Illegitimo
    www.cecri.info <http://www.cecri.info/>
    +33 6 11 07 25 66

  9. #9
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    TRATTATO DI LISBONA
    http://www.effedieffe.com/content/view/2870/165/
    L’eurocrazia reintroduce la pena di morte. In segreto.




    La legittimazione della pena di morte e dell'omicidio
    http://www.effedieffe.com/content/view/3018/183/



    Jens-Peter Bonde si dimette dal Parlamento Europeo per combattere il Trattato di Lisbona

    10 maggio 2008 (MoviSol) – Dopo 29 anni da europarlamentare per la Danimarca, Jens-Peter Bonde ha annunciato ieri, in un’intervista mattutina sull'emittente tedesca Deutschlandfunk, le sue dimissioni: gli servono per concentrarsi completamente sulla battaglia contro il Trattato di Lisbona.

    “Sono stato eletto per impedirlo”, ha detto, “ma devo anche renderlo noto al pubblico, poiché il cancelliere tedesco Merkel e i suoi colleghi hanno deciso di muoversi in opposizione ad un referendum e ostacolando la pubblicazione [del testo del trattato]… La Sig.ra Merkel non ha letto il trattato, perché è praticamente illeggibile”. Queste sono osservazioni simili a quelle esposte da Helga Zepp-LaRouche negli ultimi mesi.

    In un’altra intervista concessa a Deutsche Welle, presentato come il più anziano membro del Parlamento Europeo perché in carica dal 1979, Bonde ha parlato di cose che la Commissione Europea ha sempre ritenuto odiose. “Quando giunsi a Bruxelles, la rubrica telefonica della Commissione Europea era un documento segreto. La resi pubblica”. Anche i dipartimenti e i programmi della Commissione erano inizialmente tenuti in segreto, o al massimo pubblicati in francese. “V’erano 3000 gruppi di lavoro segreti. Visitate il sito bonde.com: troverete la lista completa”.
    http://www.movisol.org/08news103.htm

  10. #10
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