E' ormai dalla campagna elettorale che Di Pietro, non si sa come, la fa da padrone nei salotti televisivi. Se guardi ballarò lui c'è, se guardi annozero lui c'è, se guardi matrix lui c'è. Insomma, mi sembra di capire che il caro CHE C'AZZECCA Di Pietro ai salotti della politica preferisce i salotti tv. E pensare che lui fu uno di quelli che nelle passate campagne elettorali accusava Berlusconi di essre sempre in tivù. Forse questo sarà il segno che il mondo sta cambiando, o solo la dimostrazione che l'inconcludenza di DI PIetro, non può che riflettersi sulla sua condotta politica.
Secondo Di Pietro, le uniche questioni da affrontare sono quelle sulla giustizia. Va bene che è un ex magistrato, ma come gli ha ricordato qualcuno ieri sera (l'ottima imprenditrice presente a ballarò) farebbe molto bene a ritornare al primo amore. IN politica non c'è una sua proposta seria, almeno fino ad oggi. Continuando a frequentare i salotti tivù, magari tra qualche tempo ce lo ritroveremo sul bancone di striscia a fare la velina.
Eppure mi suona strano. Il Di Pietro di un partito serio e come dice lui, e come avuto modo di contraddire in un thread, "del fare", che altro non fa che presenziare a trasmissioni televisive. Altro non fa, perchè, a conti fatti, il suo è un partito del dire. E qualcuno potrebbe chiedersi, ma da magistrato almeno qualcosa di più serio lo ha fatto?
In realtà la risposta, pur banale, a questa domanda non è semplice. Il buon vecchio Tonino, sale alla ribalta come esponente del pool di mani pulite, ma, a detta di molti dei suoi colleghi dell'epoca, non ebbe un ruolo cruciale nell'azione della magistratura. Ebbe la fortuna di arrestare qualcuno impergolato con alte cariche, e da allora divenne famoso. La sua notorietà lo portò poi ad un gesto sconsiderato: dimettersi da magistrato per intraprendere la carriera politica. Come si dice nel mio dialetto: "stavamo scarsi a fessi...", ma al di la dei superficiali e stupidi commenti dialettali, la sua carriera comincia con il partito dell'asinello. La scelta del simbolo fu ottima, poichè i litigi di CHE C'AZZECCA con la lingua italiana sono storia. Eppoi il resto è risaputo.
Vorrei solo porre l'accento su due questioni. La prima: secondo il mio parere, Di Pietro è caduto nella stessa rete da lui fortemente osteggiata. Il suo presenzialismo infastidisce (almeno la mia persona), in quanto si erge a baluardo del giustizialismo e del garantismo, pur non riesce a porsi come figura di spicco, tanto è vero che il ministero della Giustizia fu affidato al CEPPALONI BOY e non a lui. La seconda: secondo voi, il presenzialismo di Tonino nelle tv, ed il fatto che non riesca a parlare di argomenti che esulino dalla giustizia (anch quando era ministro delle infrastrutture!?!?!) sono, come io penso, il sintomo di una sinistra scilaba e poco partecipe?




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