UNA NUOVA MATERIA DA APPRENDERE: DIRITTO ALLA SICUREZZA
tratto da www.impegnosociale.eu

In questo clima di sconforto e di rabbia molti si propongono con soluzioni drastiche, specialmente i sindacalisti più estremi di radice comunista, i quali vedono, ancora ancorati ad una concezione ottocentesca del lavoro, il datore di lavoro come unica causa che va colpito indiscriminatamente.
</SPAN>La realtà però è un’altra, purtroppo la sicurezza sul posto del lavoro sembra essere il nodo gordiano del nostro secolo: siamo riusciti a migliorare tutto ma la prevenzione degli infortuni sul luogo del lavoro no. Gli incidenti sul lavoro sono trasversali colpiscono al nord come al sud, le grandi e le piccole aziende.
Questo dato ci deve far capire come l’inasprimento delle sanzioni non sia la strada corretta da intraprende, cosi come l’emanazione di leggi complicate che renderebbero il lavoro impossibile. L’Italia ha una buona struttura normativa sulla prevenzione dei luoghi di lavoro, ma se la legge è uguale per tutti, le aziende non sono uguali per tutti: allora si trova l’azienda che osserva scrupolosamente le tutele dei lavoratori e aziende che non lo fanno affatto, si trovano lavoratori a cui gli viene messo a disposizione tutto e si permettono il lusso di non utilizzare i dispositivi di sicurezza e lavoratori che vengono sfruttati, specialmente se immigrati irregolari.
Purtroppo la sicurezza sul luogo del lavoro non è cosa che un piano di emergenza, di qualsivoglia governo può risolvere, ma è un problema di cultura. Ben vengano gli interventi come quella della Prosperini (segretario UGL) in cui si promuovono interventi non solo del ministro del lavoro ma anche quello della pubblica istruzione per iniziare sin dalle elementari a diffondere la mentalità della sicurezza. Certamente un controllo più capillare è utile ed auspicabile specialmente di fronte a grosse mancanze ma anche avere una burocrazia più snella in modo che la tutela della sicurezza non venga vista dall’imprenditore come un semplice costo ma come un obbligo sociale. E’ necessaria anche una normativa di più facile consultazione in modo che la conoscano non solo i super esperti delle società di consulenza o il volenteroso sindacalista ma anche il semplice operaio della piccola azienda artigiana. La necessità di avere regole chiare e univoche per tutti prescinde da ogni discorso di azione politica. E’ solo attraverso la diffusione del sentimento comune di un diritto alla sicurezza che si combatte questa guerra che ogni anno rovina 1300 famiglie.

www.impegnosociale.eu