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  1. #1
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    Predefinito Scontro tra Giannini e Membri della mozione 3

    Comunque andrà il congresso sarà un fallimento

    Senza comunismo
    non sappiamo chi siamo
    e si lotta per il potere


    L´arena dibattiti e cinema della Festa di Liberazione del 2006 Eidon
    Fosco Giannini*
    La nostra discussione va degenerando. Non siamo più di fronte ad un congresso politico ma ad un vero e proprio campo di battaglia, ad un film di Kurosawa. Gli attacchi reciproci tra la mozione Vendola e la mozione Ferrero sono il teatro pubblico dell'odio e della violenza ( mi viene da ridere a pensare che entrambi hanno sposato l'idea della non violenza…). Se leggiamo il dibattito tra i compagni e le compagne che si sviluppa nei siti della prima e della seconda mozione c'è da mettersi le mani nei capelli, da chiedersi come essi potranno, dopo la guerra, stare assieme in modo solidale.
    Il punto è che tutto ciò non è circoscrivibile ad una lotta furibonda tra le due parti: la cosa grave è che tutto questo fiume nero si riversa sull'intero partito. La credibilità del Prc, già fortemente intaccata dalla drammatica sconfitta elettorale, rischia di crollare al punto zero. Gli iscritti e gli elettori che guardano a questa lotta rimangono sconcertati e fuggono ancor più velocemente da noi. Vendola e Ferrero stanno prendendo il nostro partito a picconate, dimostrando una totale irresponsabilità. Alla fine chi vincerà rischierà di avere in mano un castello di sabbia, un nulla di fronte al grande mare oscuro della destra. Vendola e Ferrero, se vanno avanti così, saranno i curatori fallimentari di ciò che resta del nostro partito. Non possono continuare in questo modo: nessuno li ha delegati a distruggere Rifondazione Comunista.
    Certo, in palio c'è la vittoria congressuale. Tuttavia, è sempre più chiaro che alla base di tanta durezza politica vi sia una base materiale, di origine certamente precongressuale: questo nostro partito ha perso, negli anni, il suo proprio cardine culturale, politico, ideale. Dopo tante "innovazioni" (deboli, culturalmente non supportate) e tanta destrutturazione della cultura comunista, non sappiamo più nemmeno chi siamo. Culturalmente e politicamente viaggiamo in una nebbiosa fase di passaggio, in una terra di nessuno dove tutto è possibile, dove tutti possono essere contro tutti. E, viceversa, e improvvisamente, anche tutti con tutti, al di là dei principi e dei progetti.
    E' vero, accadono cose deplorevoli: il rigonfiamento delle tessere da parte dei vendoliani non è certo il modo migliore per costruire né un partito comunista né una costituente di sinistra. Ciò va stigmatizzato e combattuto. Però non si può rispondere all'illegalità con un'altra illegalità: la scelta di cancellare definitivamente il congresso di Reggio Calabria, di non farlo più ripetere dopo averlo riportato alle regole, è una violazione palese del diritto, è un'espulsione di fatto di tutti quei compagni di Reggio Calabria che nulla hanno a che vedere con le irregolarità e che conoscono solo il sacrificio della militanza in una terra dura e difficile. Cancellando tutto il congresso reggino si rischia di fare ciò che la destra fa con i rom: per colpa di un rom si colpisce tutto un popolo, così come per colpa di un gruppo dirigente calabrese si colpiscono tutti compagni calabresi. Oltretutto, su di una nascente e malcelata spinta antimeridionalista che certo ha poco a che fare con Gramsci. Così non si ripristina la democrazia interna: in questo modo ci si fa complici di una distruzione generale del partito. Peraltro, credo che in questo congresso, come in altri, nessuno è vergine; sono stato al congresso di Rimini: alla presentazione delle mozioni vi erano una cinquantina di compagni, ma al momento del voto, senza aver assistito al dibattito, sono giunti in tantissimi, una moltitudine, tutta della mozione Ferrero.
    Ciò che occorre è tornare alle regole e alla piena democrazia interna : no al tesseramento democristiano, no all'illegalità, no alle vendette illegali.
    Detto tutto ciò, siamo di fronte ad un grande pericolo, quello che in questo polverone si cancelli e si dimentichi la questione centrale del congresso, il suo cuore politico. Noi stiamo vivendo un congresso attraverso il quale potrebbe morire il progetto del Prc quale partito comunista autonomo. Da una parte la costituente di sinistra di Vendola e dall'altra la federazione di sinistra di Ferrero, entrambe volte ( a parole) a "salvare il Prc", entrambe portatrici del morbo della fine dell'autonomia comunista. Un'unità di intenti strategici, tra l'altro, che rende ancor più oscuro il senso della cruenta battaglia in corso: una battaglia di puro potere?
    Una guerra, comunque, che ora destabilizza il partito ma che potrebbe trovare, alla fine - e proprio perché le differenze tra le due mozioni non sono strategicamente rilevanti- un epilogo "unitario", un nuovo "inciucio" tra due parti che, peraltro, erano sino a poco tempo fa la stessa maggioranza.
    Intanto, nel caos e nelle urla che si alzano per i congressi cancellati, vi è il rischio che i nostri iscritti non capiscano più quale sia il vero problema e si schierino per Vendola o Ferrero a prescindere dalla questione comunista, la questione della ricostruzione in Italia di un partito forte, radicato, di lotta, che riparta dall'unità dei comunisti e muovendo dalla propria autonomia culturale, politica e organizzativa si faccia carico dell'unità dell'intera sinistra. Contro Berlusconi e contro il nascente regime di destra.
    *Area Ernesto


    12/07/2008

    http://liberazione.it/giornale_artic...rticolo=384050

  2. #2
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    Predefinito

    Il compito della Commissione
    nazionale per il congresso
    è quello di difendere
    e salvaguardare i diritti degli iscritti
    Alba Paolini
    Alì Ghaderi
    Rispetto all’annullamento del congresso di Reggio Calabria, il compagno
    Fosco Giannini, nell’ampio articolo pubblicato su “Liberazione” sabato
    12 luglio, esprime giudizi che, in qualità di membri della terza mozione
    della commissione nazionale per il Congresso, non condividiamo.
    Egli evidentemente non ha avuto accesso alla documentazione, (che è
    stata invece vagliata dalla Commissione nazionale del congresso con
    grande attenzione). Le affermazioni contenute nell’articolo sono prive
    di fondamento specialmente là dove si allude a presunti atteggiamenti
    razzisti della Commissione nei confronti dei compagni del Mezzogiorno.
    Evidentemente, non si è a conoscenza dei compiti che ha la Commissione.
    Veniamo pertanto a chiarire in primo luogo i compiti della Commissione
    nazionale per il congresso. Essa applica le regole decise e condivise
    dal partito e fa applicare il regolamento votato nel Comitato Politico Nazionale.
    Tale commissione non ha pertanto incarichi politici, questo infatti
    ce l’ha il Comitato di gestione.
    Il compito della Commissione nazionale per il Congresso è quello di difendere
    i diritti degli iscritti di tutto il partito e salvaguarda tale diritto,
    impedendo, fra l’altro che si distorcano i risultati congressuali attraverso
    un uso improprio del tesseramento. Veniamo ora ai fatti che hanno
    messo la Commissione nazionale del congresso nella condizione di dover
    decidere, con il nostro voto favorevole, l’annullamento del Congresso
    di Reggio Calabria.
    Premesso che il circolo in questione, è di 600 iscritti di cui nuovi tesserati
    del 2008 di oltre 200, si fa presente che il congresso è durato solo 45
    minuti e che nessuno ha preso la parola; nessuno è stato invitato e nessuno
    ha portato i saluti. C’è stata solo una grande fretta di far votare la
    gente che si è presentata. Ma quello che è più grave è che nella stragrande
    maggioranza i votanti erano privi di tessera e che alla richiesta di mostrarla
    ciò non è stato consentito. Molti dei presenti hanno candidamente
    affermato di non essere iscritti al partito e altri di non avere mai pagato
    la tessera e ne di avere intenzione di farlo. Questi i fatti. Tralasciamo
    tutte le questioni di ordine politico che pensiamo si debbano affrontare
    nelle sedi opportune e ci limitiamo a chiedere al compagno se secondo
    lui gli organismi di verifica e di controllo di questo partito sono ancora
    validi o no. Tale azione viene anche garantita dalla Commissione che, si
    adopera con grande forza e si adopererà per garantire i diritti di tutti le
    iscritte e gli iscritti. Quelli veri, naturalmente.
    *Membri della Commissione nazionale per il Congresso

    domenica 13 | luglio 2008 | Liberazione
    (non riesco a linkarlo, se lo fa qualcuno mi fa un favore)

  3. #3
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    Il motivo del contendere sta sull'impossibilità di ripetere il congresso dopo la regolarizzazione(se gli iscritti di rc intendono farlo).

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da DENGHISTA 4EVER Visualizza Messaggio
    Il motivo del contendere sta sull'impossibilità di ripetere il congresso dopo la regolarizzazione(se gli iscritti di rc intendono farlo).
    Si ma Giannini ha definito "illegale" la decisione presa dalla commissione nazionale per il congresso, decisione approvata anche dai compagni dell'ernesto...

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da DENGHISTA 4EVER Visualizza Messaggio
    Il motivo del contendere sta sull'impossibilità di ripetere il congresso dopo la regolarizzazione(se gli iscritti di rc intendono farlo).
    Certo, gli facciamo rifare il congresso, o li denunciamo per truffa?
    Myrddin

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Rikycccp Visualizza Messaggio
    Si ma Giannini ha definito "illegale" la decisione presa dalla commissione nazionale per il congresso, decisione approvata anche dai compagni dell'ernesto...
    Questo io lo chiamo marasma.

  7. #7
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    Ha dda passà 'a nuttata...

  8. #8
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    Giannini è il solito. Meglio non commentare. Sotto la retorica il null. E nn lo dico perchè è di un altro documento, io ad esempio stimo molto il compagno Pegolo dal punto di vista Politico.
    Myrddin

  9. #9
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    Il problema compagni è stato accettare il limite dei dieci giorni (nel congresso del pdci votano solo i tesserati 2007), e nell'affermazione di giannini vedo un tentativo di attenzione rispetto alla situazione reggina piuttosto che una critica da portare a fondo rispetto alla decisione nazionale.

    Perché se nessuno era tesserato 2008 a rc, per me davvero di quella situazione non si salva praticamente nulla. Possibile che nessuno, anche in buona fede, sapesse che serviva la tessera 2008 per poter votare?

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da DENGHISTA 4EVER Visualizza Messaggio
    Il problema compagni è stato accettare il limite dei dieci giorni (nel congresso del pdci votano solo i tesserati 2007), e nell'affermazione di giannini vedo un tentativo di attenzione rispetto alla situazione reggina piuttosto che una critica da portare a fondo rispetto alla decisione nazionale.

    Perché se nessuno era tesserato 2008 a rc, per me davvero di quella situazione non si salva praticamente nulla. Possibile che nessuno, anche in buona fede, sapesse che serviva la tessera 2008 per poter votare?
    La federazione di Reggio Calabria dovrebbe essere immediatamente commissariata. Sono di una scorrettezza totale, oltre al losco, sul loro sito ci sono solo due link ai siti di Vendola.
    E il loro segretario rivendica il diritto di votare senza tessera. Altro che questione morale, io mi chiedo, quando centinaia di persone vanno a votare al congresso di un partito che ha in certe zone più tessere che voti, si pone il problema di chi su quei territori ha la forza sociale di creare tali mobilitazioni, e parlando di Calabria iil ragionamento si fa subito molto inquietante ...
    Myrddin

 

 
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