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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Intercettazioni, cancellati furti rapine, estorsioni e sequestri

    Nel ddl mannaia per filmati, tabulati telefonici, microspie
    Stampa, resoconti vietati per storie come quella della clinica degli orrori


    Intercettazioni, cancellati furti rapine, estorsioni e sequestri

    Niente nastri per nuovo caso Abu Omar, le carte
    dei processi dovranno restare segrete fino al dibattimento


    di LIANA MILELLA

    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...enuti-ddl.html

    ROMA - Rigidissimo bavaglio alla stampa sulla cronaca giudiziaria. Carte dei processi segrete fino al dibattimento (addio dunque a resoconti come quelli sui medici di Milano o sull'omicidio di Perugia). Multe salatissime agli editori (da 50 a 400mila euro). Stretta sui magistrati che riferiscono il contenuto delle inchieste e si vedono sfilare il caso. Reati gravi come il furto, la rapina, l'estorsione, il sequestro non finalizzato a ottenere denaro o altro, cancellati dal novero di quelli intercettabili. Nell'inchiesta sul rapimento di Abu Omar, i pm Spataro e Pomarici non avrebbero potuto neppure attivare gli ascolti. Mannaia anche per i filmati, i tabulati telefonici, le microspie, accomunati tutti alle stesse regole delle intercettazioni. Nessuna possibilità, rispettivamente, né di farli, né di raccoglierli, né di metterle per i reati che non superano i dieci anni di pena. E le cimici, per evitare intercettazioni tipo quelle del famoso bar Mandara (inchiesta Squillante), saranno possibili solo "se in quel luogo si stia svolgendo l'attività criminosa". Infine: drastici limiti di tempo, solo tre mesi, aumentabili solo per i delitti di mafia e terrorismo.

    Una stretta senza precedenti, che va ben al di là dei ddl Castelli e Mastella. Se è vero che i reati contro la pubblica amministrazione (corruzione e concussione in primis) si salvano grazie allo sbarramento della Lega, tuttavia ne "cadono" molti altri. Al punto che l'Anm lancia il primo segnale di pericolo perché delitti di grave allarme sociale - scippi, furti in casa, rapine, sfruttamento della prostituzione, sequestro non a scopo di estorsione (come lo zingaro che tenta di portarsi via un bambino) - non potranno più essere seguiti ascoltando i telefoni. E Di Pietro aggiunge il falso in bilancio, l'evasione fiscale, la truffa, i reati societari. Un indirizzo che appare in netta contraddizione con l'irrigidimento delle norme sulla sicurezza appena varate dallo stesso governo e contenute in un decreto e in un disegno di legge. Da un lato si aggravano le pene, si colpiscono i clandestini, si pensa al nuovo reato di immigrazione clandestina, si annullano gli sconti, si va ai riti direttissimo e immediato, ma dall'altro, in nome della privacy, si complicano le indagini dei magistrati fino a cancellare per i medesimi crimini che si vogliono colpire un'importante strumento per scoprire la verità. Di pari passo si colpiscono i magistrati che parlano dei processi, o quelli semplicemente denunciati, i pubblici ufficiali che passano le carte, i giornalisti che le pubblicano o che fanno cronaca giudiziaria, gli editori.

    Non basta. Non solo il pm, per ottenere un'intercettazione, dovrà rivolgersi a un tribunale collegiale, e questo determinerà tempi più lunghi e incompatibilità a catena nei piccoli tribunali, ma gli ascolti non potranno andare oltre i tre mesi. E la prova di un crimine pur contenuta in una telefonata non potrà consentire un'ulteriore richiesta di ascolto. Ci vorrà una prova "diversa". I testi non potranno più essere riportati nell'ordinanza di custodia cautelare. Qualora, nel corso nell'indagine, le intercettazioni chieste per un reato dovessero rivelare che l'imputato va perseguito per un delitto diverso da quello iniziale dovranno essere buttate via. In barba all'obbligatorietà dell'azione penale. Allo stesso modo, i testi raccolti all'interno di un'inchiesta non potranno più transitare in un'altra.

    Ma per la prima volta le regole per le intercettazioni varranno anche per i tabulati telefonici, per i filmati che la polizia utilizza per seguire un criminale, per gli ascolti ambientali. Un limite contro cui non solo protesteranno i magistrati ma soprattutto gli investigatori. Basta fare un esempio: le riprese per i disordini allo stadio non saranno più possibili. E anche l'acquisizione di un filmato amatoriale. Non c'è che dire: da un lato si stringe sulla sicurezza, dall'altro si limitano le intercettazioni favorendo comunque il crimine.

    (14 giugno 2008)


    Quelli eletti per il bisogno (creato per la maggior parte ad arte da certi media) di sicurezza... E quelli che facilitano gli zingari a portarsi via i bambini... E sono sempre gli stessi. Ma del resto conoscono bene i loro polli, ossia gli elettori di questo paese da quarto mondo.

    •   Alt 

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  2. #2
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito

    Emergenza di "lorsignori"

    http://www.movimentozero.org/mz/inde...d=384&Itemid=7

    Dopo il durissimo intervento di Silvio Berlusconi a Santa Margherita davanti alla platea dei giovani industriali è nata una nuova emergenza: "l'emergenza intercettazioni" (in Italia si vive sempre in clima di "emergenza", non siamo capaci di affrontare qualsiasi problema con un minimo di serenità e di prospettiva).

    Da una parte del centrodestra (Forza Italia) si fa una voluta confusione fra le intercettazioni telefoniche ordinate dall'autorità giudiziaria e la loro diffusione al pubblico attraverso i media. Sono due questioni collegate ma ben distinte. Le intercettazioni riguardano l'interesse della collettività a punire, attraverso la magistratura, gli autori di reati, la loro diffusione incide invece sul contrapposto interesse del singolo cittadino alla tutela della propria privacy e onorabilità. In una società complessa come l'attuale, le intercettazioni sono diventate un indispensabile strumento di indagine. Si illude, o fa finta, chi crede che si possa indagare ancora solo con i metodi del commissario Maigret o della signora Fletcher. Ha detto l'onorevole Di Pietro: «Proibire ai magistrati di usare le intercettazioni sarebbe come proibire ai chirurghi di usare il bisturi».

    Come si fa, allora, a conciliare gli interessi contrapposti della giustizia e della privacy? Nonostante il confuso e ignorante canaio di questi giorni, la soluzione è abbastanza lineare: ripristinando, come abbiamo scritto tante volte, il segreto istruttorio previsto dal vecchio codice di Alfredo Rocco. Tutti i documenti istruttori (e non solo le intercettazioni) devono rimanere segreti fino al dibattimento. Perché in istruttoria sì e al dibattimento no?

    Perché al dibattimento arrivano solo quegli atti che sono realmente indispensabili allo svolgimento del processo (e quindi l'interesse alla privacy del cittadino deve essere sacrificato a quello superiore della giustizia), mentre in istruttoria si raccolgono, per definizione, un mucchio di elementi una parte dei quali risulterà ininfluente ai fini del processo (e quindi, in questo caso, l'interesse alla privacy verrebbe sacrificato in nome del nulla o, peggio, di una morbosa curiosità). La tutela del segreto istruttorio è resa difficile dal fatto che sono numerosi i soggetti autorizzati ad essere a conoscenza degli atti: oltre, naturalmente, ai Pubblici ministeri, ci sono i cancellieri, gli organi di polizia giudiziaria e gli avvocati (in genere sono proprio questi ultimi a passare i documenti ai giornali). Bisogna quindi colpire con pene severe i succitati che contribuiscono a diffondere i contenuti delle intercettazioni (con aggravanti se si tratti di pubblici ufficiali) e con pene solo un po' meno severe ma comunque incisive (e quindi non sanzioni pecuniarie, ma la reclusione) i giornalisti, i direttori e gli editori che si prestino a pubblicarle.

    Detto questo, mi ha sgradevolmente colpito il tono violento usato da Berlusconi a Santa Margherita («Esclusi i reati di mafia, di criminalità organizzata e di terrorismo», ha detto testualmente, «cinque anni di reclusione per chi ordina le intercettazioni, cinque anni per chi le esegue, cinque anni per chi le propaga») e l'applauso di parte della platea. Entrambi, tono e applausi, hanno un significato preciso. Perché con la proposta di Berlusconi rimarrebbero fuori dalle intercettazioni i reati finanziari, la concussione, la corruzione, quelli contro non i magistrati che ordinano le intercettazioni e i poliziotti che le eseguono, come vorrebbe Berlusconi, ma tutti i soggetti della Pubblica amministrazione (che, non dimentichiamolo, rappresenta gli interessi di tutti i cittadini, i nostri interessi); cioè i reati tipici della collusione criminale fra imprenditori e politici, i reati di "lorsignori". E che questo sia il vero intendimento lo dimostra il fatto che il premier di fronte alle proteste per la sua proposta ne ha avanzata un'altra che limita le intercettazioni ai reati che prevedono una pena superiore ai dieci anni, ipotesi che lascerebbe fuori, ancora una volta, la concussione e la corruzione.

    Risibile è poi l'obiezione avanzata dai giornali berlusconiani (Il Giornale, Libero) che le intercettazioni ci costano 200 milioni di euro l'anno. Che vuol dire? Anche la polizia ci costa, dovremmo, per questo, rinunciare a difenderci? L'economia non è tutto per una società. E se non garantisce giustizia e sicurezza uno Stato non ha nemmeno ragione di esistere.

    Massimo Fini da Il Gazzettino 13 giugno 2008

  3. #3
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    qui nn si risponde. evidentemente le proposte demagogiche sul reato di clandestinità convincono di piu i cittadini del fatto ke sarà piu facile delinquere e che i reati commessi prima del 2002 verranno bloccati.
    siamo alla follia.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Enrico1987 Visualizza Messaggio
    qui nn si risponde. evidentemente le proposte demagogiche sul reato di clandestinità convincono di piu i cittadini del fatto ke sarà piu facile delinquere e che i reati commessi prima del 2002 verranno bloccati.
    siamo alla follia.
    Il partito è una fede, non và mai tradita, piuttosto si mettono le bistecche sugli occhi...

  5. #5
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    D'ora in avanti la lega romana non si azzardi più a citare il termine giustizia e salvaguardia della legalità.Sarebbe passibile di accusa di blasfemia.
    Chi avvalla queste porcate, oltre a dare un assist formidabile alla pseudo sinistra salottiera in agonia, dà prova di non avere il minimo rispetto per la popolazione onesta.
    Una cosa è porre un freno allo stato spione,altro è fare scempio del principio di uguaglianza davanti alla legge.
    Gente del genere non merita rispetto.
    TIOCH FAID AR LA'

  6. #6
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    la nota sottomarca di berlusconi sta alzando una cortina fumogena, mentre i suoi adepti spennellano di vaselina i deretani degli stolti padagni.

  7. #7
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    Quando me sentire odore di banana, subito pensare ad Africa lontana, me pensare a giungla nera, alla tigre, alla pantera, me pensare sempre più, al mio coso nel tucul.

  8. #8
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    già.
    il tukul è una capanna
    dove Zambo fa la nanna.
    il tukul è una antro tetro
    dove s'entra per di dietro ...

 

 

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