Il Coordinamento Progetto Eurasia, pur sostenendo il programma di integrazione continentale eurasiatica, appoggia la scelta del Presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev , di sostenere l’indipendenza delle Repubbliche di Abkhazia ed Ossezia del Sud, vittime dell’azione criminale del governo georgiano sostenuto dalla NATO e da numerosi Stati dell’Unione Europea.
Questa scelta rappresenta una necessità oltre che umanitaria anche strategica, per ostacolare l’accerchiamento militare, politico ed economico a cui la Federazione Russa è sottoposta.
La flotta navale della NATO presente nel Mar Nero, assieme alla presenza di governi ostili al Cremlino, e sostenuti dagli Stati Uniti, è una costante minaccia alla sicurezza e alla sovranità della Russia.
La NATO tenta da tempo di infrangere le limitazioni al transito marittimo nel Mar Nero, previste dalla Convenzione di Montreaux del 1936, con l’evidente intento di destabilizzare la zona, coinvolgendo anche la Turchia che rappresenta, in questo caso, un garante per il mantenimento delle regole previste.
Il Governo russo, per voce del Gen. Anatolij Nogovitsyn, ha inoltre denunciato la presenza di «almeno 100 missili Tomahawk armati con testate nucleari» all’interno delle navi americane presenti lungo la costa georgiana, che apparentemente dovrebbero portare aiuti umanitari in Georgia.
Il Coordinamento Progetto Eurasia rilancia le denuncie dei vertici politici e militari russi e auspica il completo ritiro delle forze militari americane dal Mar Nero e, in seguito, da tutto il continente eurasiatico, in linea con il nostro indirizzo geopolitico per la costruzione di un mondo multipolare, in cui l’Eurasia possa esercitare la propria indipendenza e la propria sovranità politica, economica e militare.




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