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    Ci sono anche politici che tifano contro il proprio partito
    Cracolici, a sinistra in Regione, ha fatto un comizio a favore della Cdl
    Sicilia al voto, candidati double-face
    Pd in Provincia, Pdl in Comune
    di ANTONELLO CAPORALE

    Sicilia al voto, candidati double-face Pd in Provincia, Pdl in Comune

    Oggi si vota in 8 Province e 147 Comuni della Sicilia
    PALERMO - Il campo di calcio ha una linea orizzontale che lo taglia al centro. Netta, chiara. Anche la politica avrebbe una linea di centrocampo: di qua la destra, di là la sinistra. In Sicilia, e per adesso fermiamoci all'isola, questa benedetta linea non c'è, e se c'è sembra sia a zig zag. Quindi accade quel che non dovrebbe essere possibile... Ecco le nuove figure che compaiono in campo: i politici transgender. Mezzo corpo di destra e mezzo di sinistra.

    Partinico è un paesone purtroppo conosciuto per fatti di mafia. Ha trentamila abitanti, dista poche decine di chilometri da Palermo. Oggi si va a votare come nel resto della Regione (quattro milioni alle urne per una importante tornata amministrativa). A Partinico 382 cittadini hanno accettato di candidarsi. Non sembra più attuale riferire il tasso di incompatibilità (siamo comunque sul cinque per cento) di coloro che non dovrebbero per carichi penali pendenti o altri accidenti, eppure lo fanno.

    Tra i tanti corre anche un militante e sindacalista della Cgil, Salvatore, detto Totò, Bono. Totò ha 35 anni, cura le faccende del patronato, pensioni, invalidità e infortuni, e ha una sincera fede politica. È di sinistra. Ambientalista e di sinistra. Infatti è candidato alle elezioni provinciali con i Verdi, in alleanza con il Partito democratico.

    Bono è uno dei tanti che raddoppia la candidatura: prova anche nel consiglio comunale della sua città di farsi valere. Ma qui è il bello: a Partinico il candidato verde indossa la casacca degli avversari. In poche parole: si è mobilitato, vota e fa votare contro il centrosinistra. "Dottore carissimo, la questione è chiara. Sono consigliere comunale uscente e col mio voto, dico anche col mio, ho contribuito a mandare a casa il sindaco del Partito democratico. Degnissima persona, un vero galantuomo, ma politicamente incapace. Tardo, lento, impacciato. Insomma: improponibile".

    Avendolo mandato a casa, Bono non riesce a capacitarsi su come avrebbe potuto resistere nella compagine d'origine. Anche il fatto che il candidato sindaco del Pd sia diverso da quello defenestrato non gli solletica nessuna riflessione: "Intendiamoci: il nuovo candidato è un altro amabilissimo combattente. Un vero democratico e una persona di grande moralità. Però non mi sembra il caso stare dalla sua parte dopo tutto quel che ho combinato".

    Infatti Bono, candidato multicolore, è l'uno e il suo opposto: giura fedeltà al Pd di Palermo ma tifa e corre con l'uomo che l'Udc candida alla poltrona di sindaco nel suo paese contro il Pd. L'Udc nella realtà siciliana fa parte della maggioranza di centrodestra. E allora? "A Partinico mi candido per far vincere chi ha nel suo programma il tema del lavoro. Anche nel mio c'è il lavoro. E il lavoro non è di destra né di sinistra. A Palermo è un'altra storia".

    Destra, sinistra. Tutto si assomiglia. E se tutto si assomiglia, allora l'impossibile diviene certo. Otto giugno, piazza principale di Polizzi Generosa, provincia di Palermo. Raggiunge il palco il deputato regionale del Pd Antonello Cracolici. Raggiunge quale palco? Dove va Cracolici? In una imperdibile relazione-denuncia inviata in queste ore a Walter Veltroni si riferisce "l'increscioso e inqualificabile comportamento. Cracolici ha tenuto un comizio a sostegno del candidato del centrodestra, in contrapposizione alla lista ufficiale del Partito democratico". La denuncia ha toni drammatici. Fa rilevare che, nientemeno, il candidato a sindaco spernacchiato dal deputato del Pd è il presidente dell'assemblea provinciale del Pd. E dunque l'appello conclusivo, con la richiesta della difesa "dei supremi valori cui deve essere improntato l'impegno politico inteso come missione civica".

    In un grandissimo qui pro quo è incappato persino Raffaele Lombardo. Un suo caro amico e fervente sostenitore, candidato a sindaco di Altavilla Milicia, roccaforte poco distante dal bastione dove re Lombardo opera e guida, gli chiede, per il tramite di un militante di grado superiore, un aiutino. Il presidente, molto sensibile, accetta e puntuale giunge sul palco. Sale e inizia però a stupirsi delle tante bandiere del Pd che lo circondano.

    Tutto è possibile, la Sicilia è la terra del Gattopardo, certo. E però... Quando inizia a parlare voci di popolo lo interrompono. Militanti di Forza Italia e Alleanza nazionale protestano e insistentemente rumoreggiano. Gli ricordano che hanno votato per lui e lui adesso parteggia con quegli altri. Quegli altri chi? "Ma dove mi avete portato?", chiede il frastornato presidente. Scopre che il suo candidato è sostenuto da una lista civica, chiamata Primavera altavillese, e già il nome è un programma. Pd-Rifondazione, l'accoppiata a sostegno del candidato amico di Lombardo. Il lucido conducator siciliano momentaneamente confuso ma non rassegnato con una improvvisa giravolta (che comunque denota vitalità fisica e prontezza di riflessi) si libera dai suoi amici - pro tempore avversari - e lascia il podio. Balzato in strada riconosce e stringe a sé il candidato avversario a sindaco, in realtà suo amico politico, e lo prende al braccio. L'incidente si chiude con una crudele sciabolata che Lombardo infligge al suo staff. E amen.

    Ma la Sicilia è isola nata per stupire. Ad Avola, provincia di Siracusa, si è pensato di non dare scandalo e fare un po' e un po'. Superlativa l'ipotesi messa in campo e poi realmente praticata dal Partito democratico. La prima squadra, chiamiamola Pd-uno, sta in giunta e piuttosto bene, confortando con la sua presenza l'attività del sindaco eletto, naturalmente di Forza Italia, in una vasta coalizione che raggiunge l'Udeur e l'Udc. Il Pd-due invece è sistemato in panchina, insieme ad An, che solo poche settimane fa montava i gazebo insieme a Forza Italia. Avete capito bene e siete confusi più di prima?

    (15 giugno 2008)


    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...i-sicilia.html

  2. #2
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    Predefinito

    nei comuni piccoli è ovvio ci siano ste cose. A caldogno, hinterland vicentino, c'è una giunta che va da rifondazione ad an. Fuori solo la Lega.

    In generale in provincia di vicenza dove non c'è il doppio turno le accoppiate governative PD-PDL o PD-Lega sono frequenti ove PDL-Lega non riescano a fare accordi politici.

    D'altronde oramai sono rimasti 3 partiti politici tutti e 3 sul 30%. I progetti civici non sono i progetti politici nazionali ed è possibile che, nei comuni piccoli, si facciano esperimenti.

    Per fare un altro esempio nell'altopiano di asiago c'erano 2 amministrazioni: asiago, Margherita-DS; gallio, Centrodestra. Entrambe hanno svenduto il territorio alle immobiliari perchè costruiscano un sacco di case per turisti.
    Nel 2004 ha vinto ad Asiago Lega-PDL, contro gli immobilaristi. Infatti ha cambiato il Piano Regolatore Generale in senso restrittivo.
    Nello stesso anno a Gallio ha vinto una civica guidata da una signora di RIfondazione (ora è nel PD), con gli stessi propositi bellicisti contro gle immobiliari. ha fatto la medesima cosa di asiago con forse piu intensita, tanto che ha ricevuto minacce di morte con bossoli a casa.
    Insomma nei comuni piccoli conta un progetto civico amministrativo che spesso non ha nulla a che fare con la politica nazionale.


    Altro paio di maniche ceh dirigenti regionali e/o provinciali di un partito si candidino in liste diverse o sostengono persone dell'altro partito. Ste cose succedono solo in siciliA

 

 

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