Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
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    Predefinito Esercito per chi è senza documenti, impunità per la casta (Lodo Schifani)

    Questo il ritratto. Da un lato massima visibilità demagogica, un pugno di ferro che francamente si sa già sarà solo uno specchietto per i polli (le allodole sono già troppo intelligenti per abboccare), dall'altra massima protezione per chi ha il potere. Signori, L'ORRIDO LODO SCHIFANI sta per essere presentato!

    Una filosofia giudiziale nettamente divisa tra il cittadino comune o chi addirittura è nel fondo della scala sociale (come gli immigrati) e chi ha il potere. Per il primo l'esercito, per il secondo la protezione totale.

    Un vero schifo!

    "Sospendere i processi non necessari". Teso anche il Csm
    Una norma può bloccare la sentenza sul caso Mills
    Al via la norma salva-premier
    preoccupazione al Quirinale
    Mancino boccia i provvedimenti: "È necessaria una legge costituzionale"

    di LIANA MILELLA

    ROMA - Il Quirinale è preoccupato. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino altrettanto. Berlusconi lo sa, ma va avanti lo stesso.L'obiettivo è bloccare la sentenza del processo Mills dov'è imputato di corruzione in atti giudiziari. La strategia prevede due tempi: subito (oggi) un emendamento al decreto sicurezza, l'unico contenitore disponibile che gli può garantire la rapidità necessaria, per bloccare tutti i processi che "non destino grave allarme sociale" per i reati commessi fino al 2001 (come il suo). A seguire un disegno di legge per riproporre, con legge ordinaria, il lodo Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato. Mancino boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: "Ci vuole una legge costituzionale". E delle priorità ai giudici per mandare avanti i dibattimenti per reati gravi e gravissimi: "Non sono mai stato di questo avviso perché scalfisce e attenua l'obbligatorietà dell'azione penale".

    Saggi consigli, rischi di conflitto istituzionale, sconvolgimento dei processi in un'intera nazione, rottura con l'opposizione. Ma il Cavaliere mette in gioco tutto pur di evitare un'ipotetica condanna che, a parole, il suo avvocato Niccolò Ghedini continua ad escludere dal novero delle possibilità. E tuttavia, da una settimana, si lavora in modo febbrile per infilare nel decreto sicurezza la norma che proprio Ghedini aveva proposto sin da quando il governo ha cominciato a lavorare sul pacchetto. Un articolo che suona così: "Nella trattazione dei procedimenti penali e nella fissazione delle udienze è data precedenza ai processi con imputati detenuti e a quelli che abbiano messo in pericolo la sicurezza pubblica o che abbiano comportato grave allarme sociale".
    Un diktat alle toghe. Simile a quello che il Csm fece negli anni Settanta per i processi di terrorismo. O come la circolare del procuratore Maddalena per i reati indultati. Mandare avanti i reati gravissimi, mafia e terrorismo, e quelli gravi, furti, rapine, violenze di ogni tipo. Tutto per rispondere all'allarme sicurezza, "come vuole la gente" insiste il Cavaliere. Reati commessi fino al 2001 (giusto come il suo), e quindi a rischio prescrizione, ma con la garanzia che la stessa prescrizione sia sospesa per legge. Restano fuori tutti i delitti dei colletti bianchi, e tra questi ovviamente anche la corruzione giudiziaria del presidente Berlusconi.

    Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni. Propone che l'emendamento, assieme a quello sull'esercito, venga licenziato nel consiglio del giorno dopo. Una proposta del ministro della Giustizia, di per sé molto impegnativa. Ma ci si ferma su due perplessità non di poco conto. Una politica, se sia opportuno che proprio il governo faccia un simile passo, destinato a sollevare un vespaio. Una di contenuto: basta solo un'indirizzo di priorità alle toghe che lascia loro la discrezionalità di scegliere quali processi anticipare o è necessario bloccare comunque quelli non urgenti (corruzione e altri, leggi Berlusconi) per un anno? Lega e An sono molto perplessi sulla seconda via. Tutto si ferma. Alfano annuncia solo, a consiglio finito, che presenterà un emendamento per dare "la corsia preferenziale ai processi per gli infortuni sul lavoro". Stop. Poi un contentino ai giudici, anche i giovani uditori potranno fare i pm e i giudici nelle terre di frontiera.

    Ieri hanno deciso. Non sarà il governo a presentare l'emendamento, ma un esponente del Pdl. Il nome più accreditato è quello di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del dl sicurezza. Ma potrebbe prevalere l'idea di affidarsi a un peones che, come avvenne per Melchiorre Cirami quando nel 2002 presentò la legge sul legittimo sospetto, alla fine darebbe il nome all'ennesima norma salva Berlusconi. Che, se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno confermati, dovrebbe contenere sia l'indicazione delle priorità per i processi che la sospensione per un anno. Che potrebbe anche essere reiterata per altri 12 mesi. Berlusconi, del resto, ha poco tempo. Il processo Mills è agli sgoccioli. E l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del tribunale di Milano lo preoccupa.
    Venerdì è saltata una trasferta a Lugano perché un testimone della difesa, il banchiere Paolo Del Bue, ha presentato un certificato medico. Ma le udienze che mancano sono poche e, salvo ostacoli, la sentenza potrebbe arrivare prima delle vacanze. La sospensione dei processi serve come il pane. Poi ci sarà tutto il tempo per approvare un nuovo lodo Schifani.

    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...a-premier.html
    Berluskhorror

  2. #2
    email non funzionante
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    La legalità vale per tutti (ma non per pochi)....

  3. #3
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    lui è come gesù ..

  4. #4
    Timeo Danaos et dona ferentes
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    Il nostro è un paese senza memoria e verità per questo cerco di non dimenticare
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    Predefinito Al via la norma salva-premier - preoccupazione al Quirinale

    Sospendere i processi non necessari". Teso anche il Csm
    Una norma può bloccare la sentenza sul caso Mills


    Al via la norma salva-premier
    preoccupazione al Quirinale


    Mancino boccia i provvedimenti: "È necessaria una legge costituzionale"
    di LIANA MILELLA



    ROMA - Il Quirinale è preoccupato. Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino altrettanto. Berlusconi lo sa, ma va avanti lo stesso.L'obiettivo è bloccare la sentenza del processo Mills dov'è imputato di corruzione in atti giudiziari. La strategia prevede due tempi: subito (oggi) un emendamento al decreto sicurezza, l'unico contenitore disponibile che gli può garantire la rapidità necessaria, per bloccare tutti i processi che "non destino grave allarme sociale" per i reati commessi fino al 2001 (come il suo). A seguire un disegno di legge per riproporre, con legge ordinaria, il lodo Schifani, inchieste congelate per le più alte cariche dello Stato. Mancino boccia entrambi i progetti. Del secondo dice: "Ci vuole una legge costituzionale". E delle priorità ai giudici per mandare avanti i dibattimenti per reati gravi e gravissimi: "Non sono mai stato di questo avviso perché scalfisce e attenua l'obbligatorietà dell'azione penale".

    Saggi consigli, rischi di conflitto istituzionale, sconvolgimento dei processi in un'intera nazione, rottura con l'opposizione. Ma il Cavaliere mette in gioco tutto pur di evitare un'ipotetica condanna che, a parole, il suo avvocato Niccolò Ghedini continua ad escludere dal novero delle possibilità. E tuttavia, da una settimana, si lavora in modo febbrile per infilare nel decreto sicurezza la norma che proprio Ghedini aveva proposto sin da quando il governo ha cominciato a lavorare sul pacchetto. Un articolo che suona così: "Nella trattazione dei procedimenti penali e nella fissazione delle udienze è data precedenza ai processi con imputati detenuti e a quelli che abbiano messo in pericolo la sicurezza pubblica o che abbiano comportato grave allarme sociale".
    Un diktat alle toghe. Simile a quello che il Csm fece negli anni Settanta per i processi di terrorismo. O come la circolare del procuratore Maddalena per i reati indultati. Mandare avanti i reati gravissimi, mafia e terrorismo, e quelli gravi, furti, rapine, violenze di ogni tipo. Tutto per rispondere all'allarme sicurezza, "come vuole la gente" insiste il Cavaliere. Reati commessi fino al 2001 (giusto come il suo), e quindi a rischio prescrizione, ma con la garanzia che la stessa prescrizione sia sospesa per legge. Restano fuori tutti i delitti dei colletti bianchi, e tra questi ovviamente anche la corruzione giudiziaria del presidente Berlusconi.

    Nelle riunioni per definire il ddl sulle intercettazioni si parla anche di questo. Ne discutono tecnicamente Ghedini, il Guardasigilli Angelino Alfano, il ministro dell'Interno Bobo Maroni, l'aennina Giulia Bongiorno. Berlusconi insiste, vuole subito la sospensione e poi il lodo. Giovedì ne parla a pranzo con Bossi e Maroni. Propone che l'emendamento, assieme a quello sull'esercito, venga licenziato nel consiglio del giorno dopo. Una proposta del ministro della Giustizia, di per sé molto impegnativa. Ma ci si ferma su due perplessità non di poco conto. Una politica, se sia opportuno che proprio il governo faccia un simile passo, destinato a sollevare un vespaio. Una di contenuto: basta solo un'indirizzo di priorità alle toghe che lascia loro la discrezionalità di scegliere quali processi anticipare o è necessario bloccare comunque quelli non urgenti (corruzione e altri, leggi Berlusconi) per un anno? Lega e An sono molto perplessi sulla seconda via. Tutto si ferma. Alfano annuncia solo, a consiglio finito, che presenterà un emendamento per dare "la corsia preferenziale ai processi per gli infortuni sul lavoro". Stop. Poi un contentino ai giudici, anche i giovani uditori potranno fare i pm e i giudici nelle terre di frontiera.

    Ieri hanno deciso. Non sarà il governo a presentare l'emendamento, ma un esponente del Pdl. Il nome più accreditato è quello di Carlo Vizzini, presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del dl sicurezza. Ma potrebbe prevalere l'idea di affidarsi a un peones che, come avvenne per Melchiorre Cirami quando nel 2002 presentò la legge sul legittimo sospetto, alla fine darebbe il nome all'ennesima norma salva Berlusconi. Che, se gli indirizzi dell'ultim'ora di ieri saranno confermati, dovrebbe contenere sia l'indicazione delle priorità per i processi che la sospensione per un anno. Che potrebbe anche essere reiterata per altri 12 mesi. Berlusconi, del resto, ha poco tempo. Il processo Mills è agli sgoccioli. E l'accelerazione imposta dai giudici della decima sezione del tribunale di Milano lo preoccupa.
    Venerdì è saltata una trasferta a Lugano perché un testimone della difesa, il banchiere Paolo Del Bue, ha presentato un certificato medico. Ma le udienze che mancano sono poche e, salvo ostacoli, la sentenza potrebbe arrivare prima delle vacanze. La sospensione dei processi serve come il pane. Poi ci sarà tutto il tempo per approvare un nuovo lodo Schifani.

    (16 giugno 2008)
    http://www.repubblica.it/2008/06/sez...a-premier.html

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da cocis Visualizza Messaggio
    lui è come gesù ..
    Adorano le forze dell'ordine tranne quando devono agire sulla politica

  6. #6
    Timeo Danaos et dona ferentes
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    Predefinito

    Patteggiamento allargato e lodo Schifani
    La tentazione del Pdl. Ma la Lega dice no


    Si riparla di immunità per le alte cariche per «sterilizzare» il processo Mills che coinvolge anche Berlusconi


    ROMA — Approfittare subito del decreto legge sulla sicurezza, già in avanzata fase di conversione al Senato, per far viaggiare spedita la norma sul patteggiamento allargato (applicabile anche ai processi in corso con una sospensione per due mesi) che, a questo punto, rientrerebbe dalla finestra dopo essere uscita dalla porta. Poi, in futuro, si vedrà se e quando presentare un disegno di legge «ad hoc» che reintroduca — riveduto, corretto e digeribile dalla Consulta — il «Lodo Schifani», la legge bocciata dalla Corte costituzionale nel 2004 che introduceva la sospensione dei processi per le 5 più alte cariche dello Stato.
    E' questa l'ultima tentazione del Pdl — per sterilizzare definitivamente il processo Mills in cui è imputato per corruzione in atti giudiziari anche Silvio Berlusconi — che tuttavia oggi al Senato dovrà faticare ancora per mettere d'accordo tutti i pezzi della maggioranza. La Lega in particolare non vuole pagare prezzi politici per leggi «ad personam» che non la riguardano. Per questo non sarà il governo a marciare in prima fila: infatti il patteggiamento allargato per i reati compiuti fino al 31 dicembre 2001, contenuto al 3˚e al 4˚ comma dell'articolo 2 della prima bozza del decreto sicurezza, è già stato cassato anche perché dal Quirinale non si ravvisava alcuna necessità e urgenza. Invece al Senato, dove ora il decreto viene convertito con le modifiche che ogni parlamentare è libero di apportare, il discorso cambia.


    Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, conferma al Corriere che lui oggi porterà solo l'«emendamento secco» sulla creazione di una corsia preferenziale per i processi sugli incidenti nei cantieri, il provvedimento anticipato nei giorni scorsi e condiviso oltre i confini della maggioranza. Poi come misura deflattiva complementare — per alleggerire la macchina processuale — uno o più parlamentari del Pdl sarebbero intenzionati a far rivivere, magari con qualche correzione, il patteggiamento allargato espulso dal decreto appena 20 giorni fa. Il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, conferma che di questa ipotesi se ne era parlato un po' di tempo fa ma che poi era caduta: «Non ci sono iniziative concordate dal gruppo, se poi qualche singolo si farà avanti questo a me non risulta».


    Invece il deputato Niccolò Ghedini, che è anche avvocato del premier, è meno vago: «No, il lodo Schifani nel decreto non esiste... il capo dello Stato ci spara. Se ci sarà qualcosa sarà un ddl autonomo... Io so che c'è un emendamento del ministro per la corsia preferenziale per i reati che riguardano la prevenzione degli infortuni ». E il patteggiamento allargato? «Non mi risulta. Tuttavia c'era l'ipotesi, l'ho sentito come indiscrezione, di riproporre il patteggiamento allargato così come prevedeva il ddl Mastella senza possibilità di chiedere i termini: in altre parole sono riaperti i termini per il patteggiamento e chi vuole approfittarne lo deve fare in quell'udienza. Punto». Per Ghedini, dunque, il patteggiamento allargato ci vorrebbe «perché è una misura che alleggerisce la macchina». E poi «ci deve sempre essere qualcuno che lo chiede, un pm che lo concede, un giudice che lo prende in considerazione». Ma in fin dei conti, a Berlusconi interessa o no? «Si figuri se Berlusconi vuol patteggiare. Un'ipotesi di riapertura dei termini di patteggiamento nel processo Mills è impensabile...».

    Dino Martirano
    16 giugno 2008
    http://www.corriere.it/politica/08_g...4f02aabc.shtml

 

 

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