Travaglio nel corso della sua carriera giornalistica è stato più volte citato in giudizio per quanto da lui scritto o dichiarato. Benché usi definirsi semplicemente un cronista di giudiziaria[11], talvolta gli è capitato di difendersi nei processi che lo hanno riguardato invocando il «diritto di satira». Di seguito sono descritti alcuni dei procedimenti che lo hanno coinvolto:
Nel 2000 è stato condannato in sede civile, dopo essere stato citato in giudizio da Cesare Previti a causa di un articolo sull'Indipendente che definiva quest'ultimo "futuro cliente di procure e tribunali". Il tribunale civile di Roma ha ravvisato in questa frase contenuto diffamatorio in quanto all'epoca del fatto (1995) "nessuna indagine era aperta nei confronti dell'on. Previti". Travaglio sostiene che la condanna è stata determinata dalla mancata produzione di elementi di prova decisivi circa l'esistenza di procedimenti penali a carico del parlamentare. In conseguenza della condanna, il tribunale ha ordinato il pignoramento dello stipendio del giornalista per lire 79 milioni.[12]
Nel 2004 è stato oggetto di un procedimento penale per il reato di diffamazione aggravata dal mezzo della stampa, a seguito degli articoli «M’illumino d’incenso» e «Zitti e Vespa», pubblicati sul quotidiano L'Unità nei giorni 12 marzo e 6 maggio di quello stesso anno. Il procedimento ai danni del giornalista si è concluso nel 2008 dopo che la persona offesa, il giornalista Antonio Socci, ha deciso di ritirare la querela[15] a seguito delle scuse pubbliche di Travaglio.[16]
Il 20 febbraio 2008 il giudice unico della settima sezione civile del Tribunale di Torino ha condannato in primo grado Marco Travaglio, il quale dovrà risarcire Fedele Confalonieri e Mediaset s.p.a. con 26.000 euro, per due frasi giudicate diffamatorie nei confronti di Fedele Confalonieri pubblicate nella rubrica Uliwood Party su l'Unità il 16 luglio 2006. La sentenza afferma che Travaglio si è colpevolmente espresso in termini di "certezza" circa ipotesi di accusa non accertate.[18]
http://it.wikipedia.org/wiki/Marco_Travaglio





