E' scontro sulle leggi ad personam. La Lega: stavolta Silvio non passerà
Lunedí 16.06.2008 09:27
Approfittare subito del decreto legge sulla sicurezza, già in fase avanzata di conversione al Senato, per far viaggiare spedita la norma sul patteggiamento allargato (applicabile anche ai processi in corso con una sospensione per due mesi) che, a questo punto, rientrerebbe dalla finestra dopo essere uscita dalla porta. Poi, in futuro (comunque entro la fine dell'anno), si vedrà quando presentare un disegno di legge ad hoc che reintroduca — riveduto, corretto e digeribile dalla Corte Costituzionale — il 'Lodo Schifani', la legge bocciata dalla Consulta nel 2004 che introduceva la sospensione dei processi per le 5 più alte cariche dello Stato.
E' questa l'ultima tentazione del Cavaliere — per sterilizzare definitivamente il processo Mills in cui è imputato per corruzione in atti giudiziari anche Silvio Berlusconi — che tuttavia al Senato dovrà faticare ancora per mettere d'accordo tutti i pezzi della maggioranza. La Lega, infatti, non vuole pagare prezzi politici per leggi "ad personam" che non la riguardano. Umberto Bossi è stato molto chiaro e nel weekend ha parlato a lungo con i ministri Maroni e Calderoli. Il Carroccio non vuole ripetere il copione della legislatura 2001-2006 e, questa volta, è pronta a utilizzare il suo determinante peso numerico in Parlamento - ovvero la famosa golden share - per stoppare eventuali blitz del premier. Non sarà quindi il governo a marciare in prima fila: infatti il patteggiamento allargato per i reati compiuti fino al 31 dicembre 2001, contenuto al 3° e al 4° comma dell'articolo 2 della prima bozza del decreto sicurezza, è già stato cassato anche perché dal Quirinale non si ravvisava alcuna necessità e urgenza. Invece al Senato, dove ora il decreto viene convertito con le modifiche che ogni parlamentare è libero di apportare, il discorso cambia.
Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, conferma che lui porterà solo l'emendamento secco sulla creazione di una corsia preferenziale per i processi sugli incidenti nei cantieri, il provvedimento anticipato nei giorni scorsi e condiviso oltre i confini della maggioranza. Poi come misura deflattiva complementare — per alleggerire la macchina processuale — uno o più parlamentari del Pdl sarebbero intenzionati a far rivivere, magari con qualche correzione, il patteggiamento allargato espulso dal decreto appena 20 giorni fa. Il capogruppo al Senato, Maurizio Gasparri, conferma che di questa ipotesi se ne era parlato un po' di tempo fa ma che poi era caduta: "Non ci sono iniziative concordate dal gruppo, se poi qualche singolo si farà avanti questo a me non risulta".
Invece il deputato Niccolò Ghedini, che è anche avvocato del premier, è meno vago: "No, il lodo Schifani nel decreto non esiste... il capo dello Stato ci spara. Se ci sarà qualcosa sarà un ddl autonomo... Io so che c'è un emendamento del ministro per la corsia preferenziale per i reati che riguardano la prevenzione degli infortuni". E il patteggiamento allargato? "Non mi risulta. Tuttavia c'era l'ipotesi, l'ho sentito come indiscrezione, di riproporre il patteggiamento allargato così come prevedeva il ddl Mastella senza possibilità di chiedere i termini: in altre parole sono riaperti i termini per il patteggiamento e chi vuole approfittarne lo deve fare in quell'udienza. Punto". Per Ghedini, dunque, il patteggiamento allargato ci vorrebbe "perché è una misura che alleggerisce la macchina". E poi "ci deve sempre essere qualcuno che lo chiede, un pm che lo concede, un giudice che lo prende in considerazione". Ma in fin dei conti, a Berlusconi interessa o no? "Si figuri se Berlusconi vuol patteggiare. Un'ipotesi di riapertura dei termini di patteggiamento nel processo Mills è impensabile...".
http://canali.libero.it/affaritalian...0608.html?pg=2
P.S. Certo che se i parlamentari di AN evitassero di calare le braghe, certe norme imbarazzanti potrebbero tranquillamente rimanere nei sogni di Silvio.![]()




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