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Originariamente Scritto da
Sanguenero
Non mi riferivo certo alla libertà!!
la libertà è un eufemismo, intendevo dire che oggi, rispetto agli 70 non c'è paragone, in tutti i sensi, ma credo che nonostante ci siano una miriade di problemi, la qualità della vita di ognuno di noi sia senzaltro migliore di quella di 30 o di 60 anni fa.
per cui il senso è che chi ha provato il piattume e la miseria degli anni 70, oggi, non può dire stare oggettivamente peggio.
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Citazione:
ma quanti anni hai?
io ne ho 48.
Meno di trenta..
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la libertà è un eufemismo, intendevo dire che oggi, rispetto agli 70 non c'è paragone, in tutti i sensi, ma credo che nonostante ci siano una miriade di problemi, la qualità della vita di ognuno di noi sia senzaltro migliore di quella di 30 o di 60 anni fa.
Non li ho vissuti...tempi di crisi economica tra le altre cose...ma era peggio di questa?
non credo
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Originariamente Scritto da
Sanguenero
Meno di trenta..
Non li ho vissuti...tempi di crisi economica tra le altre cose...ma era peggio di questa?
non credo
fidati,
quando gli immigrati non erano dal sudan ma dalla sicilia, quando l'informazione era totalmente in mano alla dc e al pci, quando per lavorare con una disoccupazione al 20-25% dovevi strisciare, quando l'inflazione era al 20-25% e allora si che i soldi non bastavano mai, quando per avere un prestito per comprarti la casa dovevi dare delle garanzie impossibili, quando per permetterti un'automobile dovevi essere etichettato come "borghese" o delinquente, quando non c'era internet, quando la tv era fatta dal primo e dal secondo canale con una censura pretaiola semplicemene odiosa e ridicola, quando un diplomato di scuola superiore era come oggi un laureato, quando al sud oltre che alla munnezza c'era anche il colera, quando ti facevi due palle come un monumento........
fidati, oggi nonostante i mille problemi è sempre meglio di ieri, non tornerei indietro per nulla al mondo, e mi fa specie chi professa un ideologismo nostalgico senza confronti soggettivi.
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Originariamente Scritto da
kurt113
fidati,
quando gli immigrati non erano dal sudan ma dalla sicilia, quando l'informazione era totalmente in mano alla dc e al pci, quando per lavorare con una disoccupazione al 20-25% dovevi strisciare, quando l'inflazione era al 20-25% e allora si che i soldi non bastavano mai, quando per avere un prestito per comprarti la casa dovevi dare delle garanzie impossibili, quando per permetterti un'automobile dovevi essere etichettato come "borghese" o delinquente, quando non c'era internet, quando la tv era fatta dal primo e dal secondo canale con una censura pretaiola semplicemene odiosa e ridicola, quando un diplomato di scuola superiore era come oggi un laureato, quando al sud oltre che alla munnezza c'era anche il colera, quando ti facevi due palle come un monumento........
fidati, oggi nonostante i mille problemi è sempre meglio di ieri, non tornerei indietro per nulla al mondo, e mi fa specie chi professa un ideologismo nostalgico senza confronti soggettivi.
un confronto è sempre difficile, ma in nessun caso può essere basato soltanto su parametri economici. Trenta anni fa, per dire, esistevano ancora le IDEE e i VALORI. La gente comunicava davvero, magari a sberle e pizze, ma comunicava. Altro che sfigati da tastiera che vegetano su chat line e blog. E i giornali erano roba seria, non organi di informazione aziendale. Non è una critica al mondo moderno, sia chiaro, ma solo un invito a valutare meglio i termini del confronto. Purtroppo la guerra tra il sangue e l'oro ha ormai preso una direzione precisa. E comunque su occupazione, inflazione, potere d'acquisto e tassi dei mutui ho paura che invece un confronto documentato andrebbe fatto eccome, i dati statistici dietro cui si cela il governo sono più falsi di una fiction . A meno di non voler considerare impiegato un operatore call center che porta a casa 10 euro al giorno. Adeguarsi (con interesse) a questo mondo che cambia non fa di Alemanno una persona migliore. Semmai un opportunista.
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Citazione:
Originariamente Scritto da
Sandro
un confronto è sempre difficile, ma in nessun caso può essere basato soltanto su parametri economici. Trenta anni fa, per dire, esistevano ancora le IDEE e i VALORI. La gente comunicava davvero, magari a sberle e pizze, ma comunicava. Altro che sfigati da tastiera che vegetano su chat line e blog. E i giornali erano roba seria, non organi di informazione aziendale. Non è una critica al mondo moderno, sia chiaro, ma solo un invito a valutare meglio i termini del confronto. Purtroppo la guerra tra il sangue e l'oro ha ormai preso una direzione precisa. E comunque su occupazione, inflazione, potere d'acquisto e tassi dei mutui ho paura che invece un confronto documentato andrebbe fatto eccome, i dati statistici dietro cui si cela il governo sono più falsi di una fiction . A meno di non voler considerare impiegato un operatore call center che porta a casa 10 euro al giorno. Adeguarsi (con interesse) a questo mondo che cambia non fa di Alemanno una persona migliore. Semmai un opportunista.
Idee e valori, ma.., quali idee e quali valori, sarebbe da parlarne a lungo e alla fine di una discussione infinita si resterebbe tutti della solita idea. Credo sia meglio che ognuno si esprima sulle sue esperienze "personali" e sui fatti realmente e personalmente accertati, piuttosto che su idealizzazioni fatte a bella posta da cattivi maestri e senza riscontri oggettivi.
Penso invece che un'evoluzione c'è stata e, a mio modestissimo parere, in meglio, i call center? sono oro in confronto al lavoro nero, e di merda, che tantissimi minorenni (me compreso) dovevano e purtoppo ancora oggi devono subire e accettare anche di buon grado. Si è vero, ogni volta che si piange si tirano fuori i call center, manco fossero i bagni penali della caienna, ma sono un semplice ripiego per la maggior parte di tanti studenti (di lungo, lunghissimo corso) che altrimenti avrebbero fatto i bagnini, i camerieri, i vendemmiatori, i raccoglitori di olive, i manovali, i buttafuori, i baristi, gli sciacquapiatti, ecc. ecc. tutti lavori rigorosamente a nero ieri come oggi, anzi sai cosa penso? che i "call centristi" di oggi sono tutto sommato molto, ma molto, più fortunati dei "garzoni" di ieri e di oggi, se non altro, ogni tanto,
qualcuno pensa a loro.
E in tutto questo Alemanno non centra, esprimere un parere su di lui è più che legittimo, nel bene e nel male certamente, ma accostarlo a certe tematiche
per giudicarlo credo sia sbagliato, strumentale e tendenzioso.
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Si è vero, ogni volta che si piange si tirano fuori i call center, manco fossero i bagni penali della caienna, ma sono un semplice ripiego per la maggior parte di tanti studenti (di lungo, lunghissimo corso)
E' provato che c'é chi lo fa di carriera perché non trova di meglio..e questo dipende solo in parte dalle scarse qualità del soggetto che molto spesso non è fuori corso ma LAUREATO...la verità é queste forme di precarizzazione servono solo ai governi per sbandierare dati di disoccupazione bassa: di lavoro non ce n'é oggi come negli anni 70, diciamo che si sono inventati forme di sfruttamento a 5 euro l'ora che fan vedere il bicchiere mezzo pieno a te e ad altri.
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Originariamente Scritto da
Sanguenero
E' provato che c'é chi lo fa di carriera perché non trova di meglio..e questo dipende solo in parte dalle scarse qualità del soggetto che molto spesso non è fuori corso ma LAUREATO...la verità é queste forme di precarizzazione servono solo ai governi per sbandierare dati di disoccupazione bassa: di lavoro non ce n'é oggi come negli anni 70, diciamo che si sono inventati forme di sfruttamento a 5 euro l'ora che fan vedere il bicchiere mezzo pieno a te e ad altri.
mio figlio ha 17 anni, naturalmente è studente, fa il bagnino per meno di 4 euro l'ora, a nero, senza giorno di riposo, dal 15 giugno fino al 10 settembre, tutta stecca 8 ore al giorno, ed è pure contento e io per lui, non fa parte di nessuna statistica, infatti per l'istat il lavoro nero minorile è quasi scomparso in italia, ma basterebbe guardarsi intorno per rendersi conto che tra l'italia dell'istat e l'italia reale c'è un una gran bella differenza.
la verità è invece che il "lavoro" c'è eccome, manca la voglia, e allora ecco gli extracomunitari, loro si che fanno vedere il bicchiere mezzo vuoto.
Sai qual'è il più grosso problema delle aziende italiane? trovare personale spacializzato, con due braccia e soprattutto con una testa, ma troppo spesso si trovano due braccia (esili, esili) ma non c'è testa, oppure una buona testa ma senza braccia.
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Sai qual'è il più grosso problema delle aziende italiane?
Che preferiscono sottopagare extracomunitari in nero che dare il giusto ai giovani Italiani.
Ti faccio un esempio: nelle nostre campagne l'estate non si vede più un ragazzino ma solo rumeni...e io ai tempi del liceo telefonavo per poter lavorare e mi dicevano che non c'era posto
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Originariamente Scritto da
Sanguenero
Che preferiscono sottopagare extracomunitari in nero che dare il giusto ai giovani Italiani.
Ti faccio un esempio: nelle nostre campagne l'estate non si vede più un ragazzino ma solo rumeni...e io ai tempi del liceo telefonavo per poter lavorare e mi dicevano che non c'era posto
Tu confondi le "aziende" vere che fanno economia, businnes, tecnologia, ricerca, esportazione, e producono benessere per se e per gli altri, con dei cialtroni da quattro soldi che sono come parassiti per la società, ma con il tempo imparerai a distinguere, forse.
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Tu confondi le "aziende" vere che fanno economia, businnes, tecnologia, ricerca, esportazione, e producono benessere per se e per gli altri, con dei cialtroni da quattro soldi che sono come parassiti per la società, ma con il tempo imparerai a distinguere, forse.
Quante "aziende vere" ci sono in Italia e quanti cialtroni?