“Ero capitato, più o meno per caso, nell’unica comunità di una certa grandezza in tutta l’Europa occidentale dove la coscienza politica e la sfiducia nel capitalismo erano più normali dei loro rispettivi contrari. (…) Molte delle motivazioni normali della vita civile – lo snobismo, l’avidità di denaro, il timore dei capi eccetera – avevano semplicemente cessato di esistere. (…) Per quanto all’epoca s’imprecasse, in seguito si è compreso di essere stati in contatto con qualcosa di strano e prezioso: avevamo vissuto in una comunità dove la speranza era più normale dell’apatia e del cinismo, dove la parola “compagno” indicava vera solidarietà e non, come nella maggior parte dei paesi, un’impostura.
Avevamo respirato aria di eguaglianza. Sono ben consapevole che al giorno d’oggi vada di moda negare che il socialismo abbia qualcosa a che fare con l’eguaglianza. In ogni paese del mondo un’enorme tribù di burocrati di partito e di leccati professorini si dà molto da fare per “provare” che socialismo non significa altro che un capitalismo di stato pianificato in cui rimanga intatta la motivazione dell’avidità. Ma per fortuna esiste anche una visione del socialismo molto diversa da questa.
Quel che attrae la gente comune verso il socialismo e la rende disposta a rischiare la pelle per esso, la “mistica” del socialismo, è l’idea di eguaglianza; per la maggior parte della gente il socialismo significa una società senza classi oppure non significa niente. Ed è per questo che quei pochi mesi passati nelle fila della milizia sono stati preziosi per me. Le milizie spagnole, infatti, finché sono durate, erano un microcosmo di società senza classi.
In quella comunità in cui nessuno cercava di “emergere”, dove c’era penuria di tutto, ma nessun privilegio e nessuno leccava le scarpe a nessuno, si poteva avere, forse, una rozza idea di quali potrebbero essere le fasi iniziali del socialismo. E a conti fatti, invece di deludermi, l’intera esperienza ha esercitato una forte attrattiva su di me. L’effetto è stato quello di rendere il mio desiderio di vedere attuato il socialismo molto più concreto di quanto lo fosse prima.”
(George Orwell, da Omaggio alla Catalogna)
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