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  1. #1
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    Post OT Pecoraro 2007: allarme siccità e desertificazione

    Anche stasera una gran pioggia; vista la primavera piovosa che abbiamo avuto mi torna in mente l'allarme sugli "irreversibili cambiamenti climatici in atto" lanciato nel marzo '07 dell'ex ministro dell'ambiente, l'indiscusso boss dei verdi cadregari, di parlamento (una volta) e di regione, Alfonso Pecoraro Scanio, che dava oltretutto un'illuminante lezione sull'importanza della risorsa acqua che "non va sprecata" (ah se non avessimo sempre questi qui a darci lezioni sul rispetto dell'ambiente e delle sue risorse...).

    I cambiamenti climatici sono in atto anche nel nostro paese.
    Siccità e desertificazione sono alcune delle conseguenze che in modo tangibile colpiscono l’Italia.
    L’allarme siccità richiede la messa a punto di strategie efficaci.
    Si tratta quindi di avviare un piano di azione a difesa della risorsa acqua.
    E’ necessario un’azione concertata che coinvolga tutti i soggetti coinvolti, dagli erogatori agli utilizzatori, in modo da distribuire i sacrifici e ottenere più risultati con meno.
    Penso quindi a campagne d’informazione e misure mirate ad ottenere un abbattimento degli sprechi di acqua da parte degli utilizzatori, in primis nel settore agricolo ma anche nel comparto degli usi industriali e civili.
    Così pure verso gli erogatori per avere una metodologia di gestione dei laghi alpini e degli invasi coerente con una situazione di crisi e non di normalità.
    E’ evidente insomma che la risorsa acqua è oggi un bene sempre più prezioso che necessita di maggior attenzione e consapevolezza
    .

    Alfonso Pecoraro Scanio

    Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

    06/03/2007
    http://www.pecoraroscanio.it/index.p...ss&pressId=546

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  2. #2
    Valsesia=Lega al 50%
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    anche l'acqua voleva rubare..
    VALSESIA libera.. Paolo Tiramani

  3. #3
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    Ah c'è anche l'allarme del settembre 2007: qui interviene col "compagno" Napolitano.

    http://www.corriere.it/Primo_Piano/C...ima_roma.shtml

    ----------------------------------------------------------------------

    «Far fronte ai danni ci costa 50 miliardi all'anno. Investire per prevenire»

    «In Italia la temperatura è 4 volte più alta»

    L'allarme del ministro Pecoraro Scanio alla conferenza sul clima di Roma. Napolitano: necessario che l'Europa parli con una voce sola

    ROMA - «La temperatura in Italia è aumentata quattro volte in più che nel resto del mondo: 1,4 gradi negli ultimi 50 anni mentre la media mondiale è di 0,7 gradi nell'intero secolo». Con questo dato allarmante il ministro dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, ha aperto la sua relazione alla Conferenza nazionale sui cambiamenti climatici, in corso a Roma. Il ministro ha poi aggiutno che «le pioggie diminuiscono (14 giorni di pioggia in meno ogni anno al sud), gli episodi di siccità si moltiplicano, la desertificazione sta diventando un problema non solo per la Sicilia, ma anche per la Pianura Padana». E aumenta il rischio idrogeologico nell'Appennino meridionale e in parte di quello settentrionale, oltre che nelle Alpi occidentali: le zone più a rischio sono in Calabria, Campania, Liguria e nelle Langhe.


    I COSTI - La questione non è solo di carattere ambientale, ma ha ripercussioni anche dal punto di vista economico: «Nel nostro Paese - ha rilevato ancora il leader dei Verdi - i costi per far fronte ai danni prodotti dai cambiamenti climatici si stimano a partire da 50 miliardi di euro all'anno». «Per mettere in campo le azioni che permettono di tagliare le nostre emissioni di gas-serra - ha poi puntualizzato il ministro - ci servono da tre a cinque miliardi l'anno, mentre predisporre le misure di adattamento costa da un miliardo e mezzo a due miliardi di euro l'anno». Pecoraro ha sottolineato poi, in particolare, che «la differenza tra quello che ci costa non agire e quello che ci costa agire è tra 10 e 40 volte maggiore a favore dell'azione. Tagliare le emissioni e fare l'adattamento - ha concluso il ministro dell'Ambiente - ci costa tra meno di cinque e sette miliardi ogni anno, contro un massimo di 200. E prima si fa meno ci costa».


    IL MONITO DI NAPOLITANO - Alla conferenza di Roma è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha sollecitato un'azione comune tra gli Stati: «Per influenzare intese e sforzi coordinati che devono realizzarsi a livello mondiale per fronteggiare il problema del cambiamento climatico - ha detto - è essenziale che l'Europa parli con una sola voce. E' necessario che si porti davvero avanti quella politica europea integrata dell'ambiente e dell'energia che è stata avviata nel Consiglio Europeo in primavera, e che l'Italia faccia la sua parte».


    13 settembre 2007

  4. #4
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    Una vasta porzione della comunità scientifica contesta la teoria dell'effetto serra sulla base di dati scientifici che, a me profano, appaiono più fondati rispetto a quelli dei "serristi". Ma l'effetto serra muove interessi economici enormi anche nel campo della ricerca, ragion per cui anche gli scienziati che non condividono tale teoria, a parte qualche eccezione, preferiscono tenere un profilo basso. Sono convinto che le schifezze con le quali riempiamo l'atmosfera qualche problema prima o poi lo provocheranno, ma credo anche che nel medio periodo sarà il mercato, e non i catastrofisti, a farsi carico della questione. L'enorme aumento dei prezzi delle fonti d'energia tradizionali, petrolio e gas naturale, costituiscono il migliore stimolo alla ricerca di fonti alternative ai combustibili fossili.

  5. #5
    naufrago
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    Glaser ha fatto benissimo a riportare il discorso sotto gli occhi, proprio a dimostrare che l'allarme, l'ennesimo, altro non era che un modo di attirare l'attenzione e distrarla da problemi reali e più tangibili. Tralasciando il fatto che mentre questo tizio era ministro, la Puglia proseguiva a sperperare con il suo acquedotto colabrodo più del 60% dell'acqua che trasportava...

  6. #6
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    Aggiungi che è NAPOLETANO ed era MINISTRO DELL'AMBIENTE. Si fosse occupato un pò meno di variazioni climatiche globali e un pò più di rifiuti locali...

  7. #7
    naufrago
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    Sì però metterla così è come sparare sulla croce rossa

  8. #8
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    Sinceramente aspetterei a cantare vittoria troppo presto.

  9. #9
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    Cala la febbre del pianeta. I dati raccolti a scala mondiale dal GHCN (Global Historical Climatology Network), la rete di stazioni per il monitoraggio del clima, ha infatti rilevato che nel periodo gennaio-maggio del 2008 il surriscaldamento del pianeta è stato, rispetto al periodo 1951-1980, appena di + 0,445 °C, il valore più basso degli ultimi 15 anni, dopo quello del 1996. Anzi, i dati termometrici rilevati dai satelliti meteorologici indicano che nel maggio 2008 la medio-bassa troposfera (1-8 km) si è addirittura raffreddata di 0,2-0,3 °C. Il rallentamento del Global Warming è stato senz’altro propiziato dalla presenza ininterrotta, dall’ ottobre 2007 e fino al maggio 2008, dalla Niña, l’anomalo raffreddamento delle acque del Pacifico equatoriale (una superficie vasta quanto 1/7 dell’intero pianeta) e che, a cadenza di 4-6 anni, interessa appunto la superficie del Pacifico posta tra le coste dell’Australia e quelle del Cile e del Perù. Ma ormai la Niña è cessata e pertanto, qualora la frenata nel Global Warming dovesse persistere anche nei prossimi mesi, allora diviene credibile l’ipotesi recentemente formulata dalla NOAA (National Oceanic Atmospheric Admninistration) di un imminente incipiente raffreddamento delle acque del Nord Atlantico, dopo il periodo di forte surriscaldamento durato dal 1980 a oggi e che ha stravolto l’andamento climatico delle stagioni in Europa. Il fenomeno, scoperto nel 1999 e noto come AMO (Atlantic Multidecadal Oscillation) sembra essere, infatti, il principale fattore regolatore del clima a livello europeo. In particolare il probabile ritorno, negli anni a seguire, a una fase “negativa” nella AMO (acque del Nord Atlantico più fredde del normale), simile alla fase negativa iniziata alla fine degli anni ’50 e durata fino agli anni ’80, riporterebbe stagioni simili a quelle avute 20-50 anni fa. Il clima “old style” che ha caratterizzato l’inverno-primavera del 2008 e del 2004 potrebbe insomma indicare il primo sussulto di questo cambiamento.

    Mario Giuliacci – Centro Epson Meteo – 11.6.2008

    http://www.meteo.it/clima/cambiamenti/index.htm

  10. #10
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    Dal sito Meteo Giornale riporto un'altra notizia positiva che non mi pare sia stata a suo tempo sottolineata dai media.

    ----------------------------------------------------------------------

    La situazione dei ghiacci marini artici è migliorata notevolmente, riducendo in modo notevole il deficit estivo.
    Sempre buona la situazione nell'Antartide


    Finalmente una buona notizia.
    La situazione dei ghiacci marini polari è positiva, confermando l'ottimo risultato di dicembre 2007. Il deficit dell'Artico si è ulteriormente ridotto, dopo il crollo estivo, mentre la situazione ben più rosea antartica è stata confermata. Ergo, i ghiacci marini polari sono in sostanziale media con la serie storica, che ricordiamo risale al 1979, con le prime rilevazioni satellitari.

    per l'interessante dettaglio:

    http://www.meteogiornale.it/reportages/read.php?id=3066

 

 
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