In Sardegna c'è un assordante silenzio intorno al tema del Federalismo Fiscale.Eppureil Governo,tramite il ministro per le Riforme on.Bossi,ha già fatto sapere che i tempi saranno brevi e che la bozza su cui si sta eleborando è la proposta del Consiglio Regionale delle Lombardia.Perchè in Sardegna,soprattutto nelle Istituzioni non si apre un dibattito serio ?
Venerdì 6 giugno 2008 ho partecipato ad un interessante dibattito, organizzato dall’Associazione ex Consiglieri Regionali della Sardegna e dall’Università di Cagliari nella sala conferenze della Banca CIS a Cagliari sul tema “Nuove competenze,autonomia finanziaria e federalismo fiscale”.
Ho seguito in particolare gli interventi di professor Alberto Zanardi dll’Università di Bologna e dell’onorevole Giorgio Macciotta. Di quest’ultimo intervento si può leggere una sintesi nell’articolo pubblicato sul sito www.insardegna.eu .
Sono molto d’accordo su quanti richiamano l’importanza e l’urgenza di seguire il dibattito che si sta sviluppando attorno al tema e,aggiungo,che siamo fortemente in ritardo in Sardegna ad iniziare dalla scarsa attenzione al Federalismo in genere,ma soprattutto su quello Fiscale,nel dibattito del nostro Consiglio regionale.
Prima Proposta. Dedichiamo in questo sito un Osservatorio sul Federalismo che segua, aggiornandolo costantemente, il dibattito sull’intera materia. Anche perché, come dice l’onorevole Macciotta “Il federalismo fiscale è, sul terreno istituzionale, il tema di maggiore attualità. Nel corso della legislatura che si è appena aperta è probabile che venga approvato un provvedimento di attuazione dell’art.119 della Costituzione”.
Soprattutto noi sardi non possiamo essere assenti nel dibattito intorno a questa materia, anche perchè il federalismo fiscale a seconda di come viene attuato potrebbe mettere definitivamente in crisi la stessa autonomia speciale della Sardegna.
Sono fortemente preoccupato di come sta procedendo il dibattito sul federalismo fiscale anche perchè l’attuale Governo non fa mistero sul fatto che il Ministro per le Riforme onorevole Bossi stia lavorando su una proposta che ha alla base il disegno di Legge trasmesso dalla Regione Lombardia al Parlamento.
Se dovesse passare questa impostazione, e pare che ci siano forti probabilità che così avvenga, avremmo un federalismo “a geometria variabile” che non discenderebbe dalla Costituzione, ma dalla ricchezza delle singole Regioni. Infatti non si partirebbe, come sarebbe giusto secondo la Costituzione in vigore, dai costi delle “funzioni assegnate”, ma dalle risorse disponibili su cui assegnare le funzioni. La solidarietà sarebbe limitata ad una riduzione del 50% delle differenti capacità fiscali e, come propone la Regione Lombardia e l’on.Bossi, il fondo di solidarietà sarebbe gestito dalle Regioni Ricche, cui sarebbe affidata la vigilanza sulle scelte di bilancio delle Regioni povere.
È difficile pensare ad una riforma federalista di tale genere senza inficiare la sostanza del Titolo V della Costituzione attualmente in vigore per cui già si prospettano vizi di anticostituzionalità su queste proposte. Ma non bisogna aspettare e contare solo su un eventuale Referendum, su questa materia è invece urgente discutere e fare proposte politiche, prima che il testo sul federalismo fiscale sia definito.
Il punto fermo deve essere, come scrive l’on.Macciotta, che i “livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali” siano “garantiti su tutto il territorio nazionale”. Così pure, come recita la Costituzione, ogni Istituzione deve avere garantite entrate adeguate a”finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite”. Qualora non sia sufficiente il gettito dei”tributi propri” e delle “compartecipazioni” dei tributi eraliali “riferibile al loro territorio”, deve interviene un fondo perequativo, assegnato senza vincolo di destinazione (art.119,comma 3), il cui finanziamento è tra le funzioni rigorosamente riservate alla competenza esclusiva dello Stato (art.117,comma 2,lettera c). È’ per questi motivi che il disegno di Legge presentato dalla Regione Lombardia va contro due articoli della stessa nostra Costituzione, che difficilmente potranno essere rimossi senza la modifica della stessa.
Sono questi i punti più rilevanti della proposta in campo. Ma perchè la Regione Sardegna non presenta una sua proposta? È ora di dare lo svegliarino ai nostri consiglieri regionali e alle nostre Istituzioni perchè il ferro va battuto quando è caldo.
Se il federalismo fiscale assumesse come riferimento per i costi non più le “funzioni assegnate” alle Regioni dalla Costituzione, bensì, come è scritto nella proposta della Regione Lombardia e nella Bozza Bossi, le risorse disponibili su ciascun territorio, l’autonomia speciale della Sardegna correrebbe seri pericoli in quanto la disponibilità di risorse sul territorio finirebbe per essere l’unico parametro o, comunque, il prevalente per determinare l’assegnazione delle stesse funzioni.
Non varrebbe cioè più il dettato costituzionale attuale che garantisce ad ogni Regione entrate adeguate a “finanziare integralmente le funzioni loro attribuite".E' pur vero che per fortuna non esiste solo la proposta Bossi sul federalismo Fiscale,vi è anche la vecchia bozza di Legge sul decentramento richiamata dall’on. Fitto, ministro per gli Affari Regionali, secondo la quale i costi per i servizi primari (sanità,trasporti,scuola…) vanno sempre coperti al 100 %,ricorrendo al fondo di perequativo qualora le risorse della singola regione non fossero sufficienti.
Ma questa garanzia oggi c’è perchè così recita l’art.119 della Costituzione; ma, se come pare sia la volontà di questo Governo, si andasse alla modifica dell’art.119 nella direzione proposta dalla Regione Lombardia e dall’on.Bossi, ci potrà essere ancora la stessa garanzia?
Allora la vera battaglia deve essere quella di consolidare le “funzioni assegnate”alle Regioni e di mantenere ferma la volontà di dare a tutte le Regioni la certezza delle risorse al 100 % perchè le funzioni primarie siano esercitate dalle Regioni con standard di qualità necessariamente uguali. Assurdo sarebbe legare questi standard alla ricchezza del singolo territorio, creando nuove sperequazioni e divisioni.
Con il governo delle risorse del fondo di solidarietà nazionale o fondo di riequilibrio, gestito dalle Regioni più ricche come propone la Regione Lombardia e l’on. Bossi, inoltre ,c’è il rischio che l’autonomia speciale della Sardegna corra seri pericoli.Discutiamone seriamente.

Giacomo Meloni segretario Generale Nazionale della CSSconfermato dal VI Congresso della CSS in data 11/05/2008.