Se c'è da tagliare, nel mirino ci sono sempre e solo gli enti locali. Una regola bipartisan da un bel po' di anni a questa parte. Se c'è un comparto del pubblico finito nel mirino è sicuramente quello più vicino ai cittadini: ma taglia oggi e contieni domani la coperta comincia a farsi drammaticamente corta, dato che ci sono servizi sociali essenziali da garantire. Che l'unico settore dove si continui ad agire con una pervicacia sospetta sia quello degli enti locali fa un attimino pensare. E ovviamente il tutto condito dalla totale assenza di un criterio di merito, nel senso che non si fanno differenze tra comuni virtuosi e comuni a regime mafioso, tra Lugo di Romagna e Isola Capo Rizzuto (col 93% di evasione della tassa sull'acqua e il 97% su quella sui rifiuti). Per il governo e lo stato italico pari sono. E poco importa se l'ICI lo pagano tutti a Sappada e nei paesi della Calabria la media di evasione è del 33,5% (sulle case "ufficiali", senza considerare poi quelle abusive): via tutto l'Ici e tagli ancora ai fondi. Tutto indiscriminatamente. Gli enti locali sono il facile bersaglio di uno stato sempre più forte coi deboli e debole coi forti.


Manovra da 13 mld. Gli enti locali: un terzo sulle nostre spalle

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La manovra per il 2009 sarà di 13 miliardi, nel 2010 di 7,1 e nel 2011 di 14,6. Lo avrebbe detto in occasione dell'incontro con le parti sociali, oggi, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, annunciando che la manovra triennale sarà di 34,8 miliardi.

Le ultime cifre parlano di sacrifici che alla fine peseranno su regioni e altre autonomie, per un terzo del complesso della manovra. Solo per il 2009, su un totale di 13,1 miliardi, 3,4 sarebbero i tagli, ai quali si deve però aggiungere un miliardo sottratto alla sanità. Complessivamente regioni, province, comuni e comunità montane, si troveranno a pagare un conto di 4,4 miliardi di euro solo per il prossimo anno. Una cifra che peserà per il 33,6%. Insomma, "un terzo della manovra complessiva sarà sulle spalle degli enti locali".

Per il triennio "si assisterà - fanno sapere sempre da ambienti tecnici - a un trend di tagli progressivamente in ascesa e che toccherà, nel 2011 la cifra di 9,2 miliardi ai quali si devono però aggiungere 3 miliardi per la sanità (1 sul 2011 e 2 di trascinamento dagli anni passati) confermando per il triennio 2009-2011 la media del 34,9% di riduzione sul totale complessivo della manovra che si attesterà alla fine a 23,8 miliardi di euro".