Salve, sono un 30enne di Roma che dalla scorsa settimana ha perso la propria madre per un insufficienza renale a seguito di un arresto cardiaco. La mia coscienza è ancora sconvolta per alcuni avvenimenti drammatici che si sono svolti durante il tempo di malattia di mia madre. Mia madre è stata ricoverata al ''Fatebenefratelli'' di Roma una settimana prima dell'accaduto con edema polmonare ed è entrata in arresto cardiaco la sera dopo il ricovero. Portata in rianimazione, inizialmente i medici avevano esculo danni celebrali permanenti e le speranze di vita erano abbastanza cospicue. Nei giorni seguenti gli si arrestarono i reni e non fu sottoposta a dialisi, ma, miracolosamente i reni si riattivarono da soli l'indomani. Nei giorni successivi esami neurologici e una TAC, davano una risposta negativa e mostravano secondo gli stessi medici danni al cervello per il 90%(?). Nei giorni seguenti i suoi reni riiniziarono a bloccarsi e i suoi fratelli cercarono di prendere decisioni (firmare una non-dialisi) senza il mio consenso. Tirato in causa chiesi prima di tutto notizie relative alla faccenda ad una sua sorella che lavora come ostetrica nella stessa struttura che sembrò confermarmi i dati drammatici circa i danni celebrali. Il suo fratello più grande fece verso il sottoscritto pressioni psicologiche verso il non ricorso a dialisi e la stessa sua sorella probabilmente in accordo con i medici sembrò nettamente contraria a questa soluzione. Chiuso tra incudine e martello cercai una soluzione disperata e scongiurai i medici di apportare la massima attenzione all'eventualità dialisi, ricevendo quasi sempre risposte negative, la maggior parte di esse con i suoi fratelli presenti. Dalla seconda volta in cui gli si ribloccarono i reni lasciai passare un giorno come previsto dai medici e restai la notte nella struttura per seguire gli avvenimenti. La mattina seguente i medici notarono che i reni erano ancora bloccati, il medico donna della prima mattinata mi disse che avrebbero fatto esami nefrologici per determinare se era possibile effettuare dialisi o meno. In seconda mattinata un medico chiamò dentro suo fratello, me e sua sorella e ci disse che la dialisi la avrebbe portata a emorragie mortali causa scoauguli troppo persistenti. Suo fratello minacciò la mia persona in quel momento visto che spingevo ancora per salvare la vita di mia madre e le ore passarono inesorabili. Assolutamente deciso rientrai nella struttura e parlai insieme ad un altra sua sorella con un altro medico donna che confermò il fatto che la dialisi in quel momento era impossibile. La sera me ne tornai sconsolato a casa e dormii tutta la mattina perché troppo esausto della notte prima L' indomani arrivato in ospedale mi diedero la notizia della morte di mia madre due minuti prima che fossi giunto nella struttura; addolorato per la morte di una donna debole e troppo buona chiedo chiarezza e un aiuto disperato perché chi si sia preso responsabilita illegalmente paghi e resti in prigione per il resto dei suoi giorni. Un caro saluto
MANRICO BIANCHI, Roma.
manrico.bianchi@yahoo.it




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