CulturaLa meglio gioventù: Rutilio Sermonti, una vita nell'R.S.I.
Martedì 27 Novembre 2007 – 19:03 – Enea Baldi
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C’era una vorta un re, che dar palazzo
disse a un Badojo: firma l’armistizzio!
-E poi, Sire?- -Scappamo a precipizzio-
-E l’Itajani?- S’attaccasse ar cazzo!-
E fu così che nacque er quadro a sguazzo
de quer famoso giorno der giudizzio
indove che Sempronio, e Caio, e Tizzio
tutti coreva, pé sarvasse er mazzo.
Li Tedeschi sparaveno ner mucchio
e le donne a strillà da le terazze
e li Nostri a ‘nfrattasse ne la fogna
Ndove che, tra ‘na rosicata e ì’n succhio
puro li sorci de le peggio razze
a disse tra de loro: “Che vergogna!”
da “Viva l’Italia!” di Mario Castellacci
Rutilio Sermonti, avvocato, storico, scultore, pittore, sociologo e zoologo, un ottantaseienne dalla memoria e dallo spirito straordinari, è l’autore di un pamphlet di cento pagine dal titolo : “Omaggio alla R.S.I.”.
Il libro - come sottolineato dall’autore nell’incipit - non nasce con la pretesa di essere un testo storico, né di denuncia; di fatto non si avverte mai astio nei confronti di quegli “storici” che volontariamente hanno taciuto la verità di quegli anni e quindi vilipeso la memoria dei veri eroi della resistenza.
Si tratta in realtà di un racconto di vita, anzi, di più vite; quella dell’autore e dei giovani camerati che insieme a lui, hanno condiviso l’onore di promuovere il movimento di resistenza all’invasione angloamericana, che scaturì incondizionatamente e repentinamente dopo il tradimento dell’8 settembre 1943.
Ciò che appare chiaro però, fin dall’inizio del primo capitolo, è il monito dell’autore nei confronti di quanti che, oltre ad omettere palesi verità, volutamente confusero le eroiche vicende dei combattenti dell’R.S.I., apostrofandoli - ancora oggi - con il dequalificante quanto insignificante termine di “nazifascisti”.
Rutilio Sermonti ricorda soprattutto i camerati, quelli assassinati dall’odio e dalla cieca furia comunista, quelli che lui chiama gli “Assi” della R.S.I. Come il tenente Rino Cozzarini, un veneziano di venticinque anni, che ancora prima della nascita dell’Rsi, combattè insieme a settecento volontari sul Monte Massico, in difesa di Roma e poi sulla Casilina dove morì sotto i bombardamenti il 10 novembre 1943. O il maggiore Mario Rizzati, comandante di un battaglione di paracadutisti, che in istanza in Sardegna rifiutò di arrendersi e affrontò il nemico invasore durante lo sbarco di Anzio; anche lui morì in combattimento il 4 giugno del 1944.
E ancora, il capitano pilota Adriano Visconti che con 11 piloti e 3 Macchi205, vola alla volta di Guidonia, vicino Roma, dove infligge pesanti perdite ai bombardieri nemici: fu assassinato a Milano il 29 aprile del 1944.
Narra anche le sue esperienze di soldato Rutilio Sermonti, quando appena ventiduenne, comandante di una squadra di veterani, seppe della resa incondizionata (che fu poi erroneamente e volutamente chiamata armistizio) dell’Italia alle forze angloamericane. Era in Grecia a quel tempo e la notte dell’8 settembre 1943, tornava con la sua squadra e con un gruppo di SS tedesche (ragazzini), quando sul crinale di una collina vide brillare delle luci nella valle, si sentivano lontane delle voci di gioia e di gente che cantava: un fatto insolito data l’ora. Mandò due arditi ad informarsi i quali tornarono poco dopo con la seguente notizia: “LA GUERRA E’ FINITA!”.
La gran parte dei suoi soldati era sfiancata dal conflitto, alcuni di loro avevano combattuto anche la Prima Guerra Mondiale e a quelle parole tutti iniziarono ad abbracciarsi e a ballare dalla gioia.
Il sottotenente Rutilio Sermonti urlando gelò tutti con queste parole: “Che vi ballate, sciagurati? Vi è andato in pappa il cervello? Non lo sapete che la Sicilia è caduta? Non lo sapete della ritirata russa? Entra o no nei vostri crani di gallina che, se davvero la guerra è finita oggi, vuol dire che l’abbiamo perduta? Vi sembra motivo di esultanza, coglioni?”.
Questo spirito da combattente Sermonti l’ha conservato ed oggi è ancora vivo e vitale come allora, poiché - ed è ancora lui stesso a sostenerlo -,”la Repubblica Sociale non è solo un passato da ricordare, ma l’eterno ideale per il quale io ci sono ancora!”
“Omaggio alla R.S.I.” di Rutilio Sermonti
edito da “controcorrente”
prezzo di copertina 10 euro![]()


La meglio gioventù: Rutilio Sermonti, una vita nell'R.S.I.

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