Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    16 Jun 2009
    Messaggi
    943
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Egiziano chiede la paga, gli sparano

    FINE DEL CONTRATTO DI LAVORO NAZIONALE COLLETTIVO


    (sui nuovi, spicciativi metodi per massimizzare l'estrazione di plusvalore dal lavoro operaio si vedano anche i casi dei romeni Adrian Cosmin e Jon Cazacu, descritti da G. Carotenuto:
    http://www.gennarocarotenuto.it/2508-quanto-vale-la-vita-di-un-rumeno e
    http://www.gennarocarotenuto.it/1098-italiano-uccide-per-errore-bimba-polacca-da-jon-cazacu-a-karolina-linformazione-razzista )

    Da Corriere della sera del 18/06/08, pag. 21

    Varese Il figlio del datore di lavoro lo ammazza: «Mi aveva minacciato»

    Egiziano chiede la paga, gli sparano

    VARESE - Gli ha sparato al cuore per i soldi. Perché quel muratore egiziano rivendicava il pagamento di stipendio e liquidazione, dovuti al fratello minore, anche lui muratore. Antonio Fioramonte, un ragazzo di 19 anni figlio del titolare di una impresa edile di Gerenzano, ha colpito con due colpi di pistola un egiziano di 29 anni, Said Abdel Halim, sparando all'impazzata nel cortile dell'azienda contro un gruppo di connazionali della vittima, alle 14 di ieri. Un delitto che ha come sfondo i piccoli artigiani del mondo dell'edilizia e i tanti immigrati che lavorano come muratori nella pianura lombarda.
    La vittima era giunta in quel cortile, dicono gli amici, per difendere gli interessi del fratello, Abdul Abdel Halim, 27 anni, un muratore egiziano che lavorava da sei mesi con la Katon srl, piccola ditta artigiana di Gerenzano. «Ma mi ero appena licenziato - racconta il ragazzo -, il titolare mi doveva ancora dare i soldi di maggio e avevo paura che non volesse pagarmi». Il 15 è giorno di paga e spesso gli operai, dicono gli egiziani, contestano i pagamenti. Anche Abdul aveva qualcosa da contestare, per questo aveva portato tre amici, il fratello e anche la moglie italiana.
    Ma qualcosa è andato storto: il titolare dell'azienda, Edoardo Fioramonte, non c'è. I due fratelli egiziani parlano con il figlio, sul cancello dell'impresa, nel centro storico del paese. Vola qualche parola di troppo, è un attimo: Antonio - secondo le accuse - torna dentro, prende una semiautomatica calibro 9 trovata in un cassetto della ditta, torna e uccide l'egiziano con due colpi al petto, uno a bruciapelo al cuore. Sul cortile della piccola azienda rimangono 21 segni della scientifica, il sangue sul selciato e una mano insanguinata sulla porta marrone; i vetri dell'entrata sono spaccati, la porta bucherellata. La fuga dura poco, solo 3 ore. Per i carabinieri, Antonio Fioramonte ha affrontato i due fratelli egiziani che volevano i soldi, ha sparato a Said, poi è fuggito con una Peugeot nera, buttando via la pistola da qualche parte nella campagna (in serata non era ancora stata trovata). I carabinieri di Saronno gli danno la caccia, bloccano le stazioni, le case dei parenti. Il ragazzo è braccato e alle 17 si costituisce: «Lo hanno convinto i familiari », dicono gli inquirenti.
    Gli egiziani si disperano davanti ai carabinieri di Cislago dove si è costituito il presunto omicida. Il racconto del fratello della vittima, al vaglio degli inquirenti, è il seguente: «Antonio mi ha detto che il padre non c'era e mi ha mandato via, poi è tornato con la pistola, ha aperto il cancello e ha sparato in aria. Il meccanico che era con lui è scappato, noi invece siamo rimasti lì; allora lui ha appoggiato la pistola al cuore di mio fratello e ha premuto il grilletto». La vittima rantola tra le braccia della cognata, Gaetana: «Gli tenevo la ferita, mi sembrava superficiale, di striscio, ma intanto moriva». Ma alcuni testimoni dicono di aver sentito gli spari e di aver visto un egiziano con una spranga di ferro, l'omicida, interrogato in serata, avrebbe anche parlato di un'accetta, ma i carabinieri non hanno trovato nulla.

    Roberto Rotondo

  2. #2
    Forumista senior
    Data Registrazione
    10 Jun 2009
    Messaggi
    2,367
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Epifanio Visualizza Messaggio
    FINE DEL CONTRATTO DI LAVORO NAZIONALE COLLETTIVO


    (sui nuovi, spicciativi metodi per massimizzare l'estrazione di plusvalore dal lavoro operaio si vedano anche i casi dei romeni Adrian Cosmin e Jon Cazacu, descritti da G. Carotenuto:
    http://www.gennarocarotenuto.it/2508-quanto-vale-la-vita-di-un-rumeno e
    http://www.gennarocarotenuto.it/1098-italiano-uccide-per-errore-bimba-polacca-da-jon-cazacu-a-karolina-linformazione-razzista )

    Da Corriere della sera del 18/06/08, pag. 21

    Varese Il figlio del datore di lavoro lo ammazza: «Mi aveva minacciato»

    Egiziano chiede la paga, gli sparano

    VARESE - Gli ha sparato al cuore per i soldi. Perché quel muratore egiziano rivendicava il pagamento di stipendio e liquidazione, dovuti al fratello minore, anche lui muratore. Antonio Fioramonte, un ragazzo di 19 anni figlio del titolare di una impresa edile di Gerenzano, ha colpito con due colpi di pistola un egiziano di 29 anni, Said Abdel Halim, sparando all'impazzata nel cortile dell'azienda contro un gruppo di connazionali della vittima, alle 14 di ieri. Un delitto che ha come sfondo i piccoli artigiani del mondo dell'edilizia e i tanti immigrati che lavorano come muratori nella pianura lombarda.
    La vittima era giunta in quel cortile, dicono gli amici, per difendere gli interessi del fratello, Abdul Abdel Halim, 27 anni, un muratore egiziano che lavorava da sei mesi con la Katon srl, piccola ditta artigiana di Gerenzano. «Ma mi ero appena licenziato - racconta il ragazzo -, il titolare mi doveva ancora dare i soldi di maggio e avevo paura che non volesse pagarmi». Il 15 è giorno di paga e spesso gli operai, dicono gli egiziani, contestano i pagamenti. Anche Abdul aveva qualcosa da contestare, per questo aveva portato tre amici, il fratello e anche la moglie italiana.
    Ma qualcosa è andato storto: il titolare dell'azienda, Edoardo Fioramonte, non c'è. I due fratelli egiziani parlano con il figlio, sul cancello dell'impresa, nel centro storico del paese. Vola qualche parola di troppo, è un attimo: Antonio - secondo le accuse - torna dentro, prende una semiautomatica calibro 9 trovata in un cassetto della ditta, torna e uccide l'egiziano con due colpi al petto, uno a bruciapelo al cuore. Sul cortile della piccola azienda rimangono 21 segni della scientifica, il sangue sul selciato e una mano insanguinata sulla porta marrone; i vetri dell'entrata sono spaccati, la porta bucherellata. La fuga dura poco, solo 3 ore. Per i carabinieri, Antonio Fioramonte ha affrontato i due fratelli egiziani che volevano i soldi, ha sparato a Said, poi è fuggito con una Peugeot nera, buttando via la pistola da qualche parte nella campagna (in serata non era ancora stata trovata). I carabinieri di Saronno gli danno la caccia, bloccano le stazioni, le case dei parenti. Il ragazzo è braccato e alle 17 si costituisce: «Lo hanno convinto i familiari », dicono gli inquirenti.
    Gli egiziani si disperano davanti ai carabinieri di Cislago dove si è costituito il presunto omicida. Il racconto del fratello della vittima, al vaglio degli inquirenti, è il seguente: «Antonio mi ha detto che il padre non c'era e mi ha mandato via, poi è tornato con la pistola, ha aperto il cancello e ha sparato in aria. Il meccanico che era con lui è scappato, noi invece siamo rimasti lì; allora lui ha appoggiato la pistola al cuore di mio fratello e ha premuto il grilletto». La vittima rantola tra le braccia della cognata, Gaetana: «Gli tenevo la ferita, mi sembrava superficiale, di striscio, ma intanto moriva». Ma alcuni testimoni dicono di aver sentito gli spari e di aver visto un egiziano con una spranga di ferro, l'omicida, interrogato in serata, avrebbe anche parlato di un'accetta, ma i carabinieri non hanno trovato nulla.

    Roberto Rotondo

    Bruttissima storia.
    Senza voler dare interpretazioni deterministiche (sistema cattivo=persone cattive e impazzite) tuttavia non v' è dubio che tragedie di questo tipo derivino dall'insopportabile clima di conflittualità capitalistica e della soggezione di uomini ad altri uomini.
    La violenza inaudita dilaga nella societ. E'nemica dell'uomo, e deve essere combattuta con il rigore e la disciplina della fratellanza, olter che con il rigore di una legge giusta.
    Il capitalismo crea il sostrato per tragedie di questo e di altri tipi.
    Solidarietà assoluta alla famiglia della vittima, per quanto conta.

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 05-06-13, 12:38
  2. Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 21-02-13, 13:43
  3. Il Nord paga Bruxelles, paga Roma
    Di catalano nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 08-03-10, 14:40
  4. Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 22-01-08, 21:33
  5. Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-03-02, 00:08

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito