Consiglio che vai, ciambella che trovi. Potrebbe essere questo lo slogan della traballante giunta Iervolino. Ogniqualvolta la sua avventura amministrativa sembra essere giunta al capolinea, spunta qualche “salvatore” che consente a Donna Rosetta di rimanere ancora in sella. A salvarla martedì mattina sono stati sei consiglieri del centrodestra, quattro dell'Udeur (Monaco, Malvano, Mastranzo e Varriale), e due “indipendenti”, Raffaele Scala (candidato alle regionali con la Dc ma iscrittosi al Comune nel gruppo “Riformisti democratici per il Sud”) e Stefano Palomba (iscritto a Democrazia per la Libertà ma candidato alle regionali con l'Mpa) che hanno risposto “presente” all'appello in aula, consentendo il raggiungimento del numero legale e quindi l'inizio della discussione sul bilancio preventivo 2010.
Non contenti di questo, Scala e Palomba, candidati per il centro destra alle ultime regionali, hanno addirittura fatto il salto della quaglia, accomodandosi di nuovo tra i banchi della maggioranza. Un nobel per la “coerenza” dovrebbe essere assegnato anche a Franco Moxedano, l'unico dipietrista presente in consiglio comunale, che nei mesi scorsi aveva presentato una mozione di sfiducia alla Iervolino, poi ritirata su ordine del grande capo molisano. Come da manuale del perfetto “gattopardo” anche il buon Moxedano è accorso in soccorso del sindaco. Ancora assenti invece, nella maggioranza, Gennaro Centanni e Emilio Montemarano, da tempo in aperta polemica con i vertici partenopei del Partito democratico. A dir poco singolare la motivazione del “soccorso” udeurrino. “In qualità di capogruppo consiliare dei Popolari Udeur, ha spiegato Monaco, abbiamo assicurato la nostra presenza in aula non per sostenere il sindaco Iervolino e la maggioranza di centrosinistra, ma prevalentemente per contestare l'arroganza del Pdl che non tiene in debita considerazione la valenza politica dei propri alleati ed intende solo imporre la propria strategia disponendo, a comando, l'entrata o l'uscita dei consiglieri dall'aula”. Assomiglia tanto al celeberrimo gesto di quel marito che per protestare contro la moglie per i continui tradimenti, decise di liberarsi di una “parte” posta nelle zone basse del proprio corpo. I tuoni e fulmini promessi dai vertici del Pdl nei giorni scorsi hanno lasciato, dunque, il posto all'ennesimo vergognoso valzer del trasformismo e la prima seduta del consiglio comunale è terminata senza alcun problema con la relazione sul documento contabile dell'assessore alle Risorse strategiche, Michele Saggese. Si riprenderà oggi, dato che la seduta prevista per ieri è stata revocata a causa dei funerali della mamma di Leonardo Impegno, presidente del consiglio comunale, morta la scorsa notte. Ostenta tranquillità la Iervolino. “Vorrei fare un lungo viaggio al polo nord, occuparmi della questione femminile, fare la nonna a tempo pieno, poi mi piacerebbe indossare la toga”. E spunta anche un documento unitario del centrodestra firmato da Marcello Taglialatela (Pdl), Ciro Alfano (Udc), Giulio Di Donato (Udeur), Ugo Grippo (Nuova Dc), Riccardo Villari (Mpa) e Francesco Zuccaro (Nuovo Psi) in cui si rimarca la necessità di stabilire una “linea comune” da mantenere nella sala di via Verdi. Un colpo a salve oltre che a scoppio ritardato. Visti i precedenti, infatti, è facile prevedere che alla prossima difficoltà qualche altro “puttano”, per usare l'espressione coniata dall'ex direttore del “Roma”, Alberto Giovannini, giuri amore al primo cittadino. La posta in palio è alta. “Il bilancio di previsione del Comune di Napoli, ha affermato l'ex assessore al Bilancio, Riccardo Realfonzo, mira solo ad arrivare alle elezioni a sindaco del 2011, usando i posti liberi nei cda delle società partecipate per assicurarsi la fedeltà di alcuni politici rimasti a spasso ed esercitare il potere un pò accattone che ne consegue”.
Ernesto Ferrante
rinascita 22-aprile 2010




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