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    Simply...cat!
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    L'inchiesta di Affaritaliani.it/ Ecco la RIVOLUZIONE federalista. Ogni Regione decide e Roma tace
    Giovedí 19.06.2008 10 : 53

    Il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha detto chiaramente che con "la manovra triennale si pongono le basi per il federalismo fiscale, che è la vera riforma della finanza pubblica". E ancora: "Nel Dpef c'è la delega per il federalismo fiscale, su Roma capitale e sul codice delle autonomie. Se mi chiedete perché avete fatto tutto questo in un mese su tre anni vi dico la verità, per tre ragioni: per trasmettere un messaggio di novità e di serietà da parte di un governo che governa, per evitare la confusione che si crea sistematicamente in autunno sulle finanziarie, per liberare il campo per il federalismo fiscale, la fondamentale riforma che il presidente Napolitano ha definito non eludibile". Il ministro ha spiegato poi che il federalismo fiscale "non è fattibile col vecchio sistema, con la finanziaria annuale, le correzioni, le verifiche. Noi sgombriamo il campo e facciamo tutti insieme il federalismo fiscale".

    Si tratta di una vera e propria rivoluzione, destinata a modificare il volto dell'Italia trasformandolo in un Paese in cui il peso delle autonomie regionali sarà determinante, a scapito del centralismo romano. Si comincia - come spiegato dal titolare dell'Economia - a settembre, per arrivare all'approvazione definitiva entro la fine dell'anno. La chiave di svolta è stato il via libera da parte del consiglio dei ministri allo Statuto della Regione Lombardia, che "non sarà impugnato dal governo", ha annunciato il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto. "Perché non è in contrasto con la Costituzione". Il progetto del Carroccio, di Umberto Bossi e del ministro Tremonti - con l'ok del presidente del Consiglio - (superate le perplessità di alcuni esponenti del Popolo della Libertà, come lo stesso Fitto) parte proprio dalla Carta della Regione guidata dal Governatore Formigoni, che si lega strettamente al modello di federalismo fiscale della Regione Lombardia, la base di partenza del Senatùr.

    Entriamo nel dettaglio per capire esattamente come cambierà l'Italia. Il punto fondamentale è che "lo statuto lombardo apre le porte alla riforma federale. Ciò vuol dire che in qualsiasi caso la disponibilità finanziaria che verrà data alle Regioni, sulla scorta dell'approvazione del federalismo fiscale, verrà gestita direttamente dall'Ente Locale senza avere più un passaggio a livello governativo", spiega ad Affaritaliani.it Davide Boni, capodelegazione della Lega Nord nella Giunta di Formigoni. In altri termini "ogni Regione può decidere senza chiedere a Roma dove mettere i propri soldi. Questa è la svolta, la chiave della riforma che rende gli Enti Locali indipendenti rispetto alle scelte strategiche centrali". In sostanza, per fare qualche esempio, una Regione potrà decidere di concentrare la maggioranza degli investimenti sulle infrastrutture, un'altra sulla sanità, un'altra sulla scuola e un'altra ancora sull'ambiente. In piena autonomia, senza chiedere il permesso all'esecutivo. "Proprio come avviene in Germania", aggiunge Boni.

    Il primo comma dell'articolo 4 dello Statuto lombardo recita: "La Regione, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, esercita esclusivamente le funzioni amministrative che richiedono un esercizio unitario". L'altro passaggio fondamentale per comprendere la rivoluzione è il primo comma dell'articolo 55 dello Statuto (Autonomia finanziaria della Regione e partecipazione alla perequazione nazionale): "La Regione ha autonomia finanziaria di entrata e di spesa. Stabilisce e applica tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione e secondo i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario, in vista delle proprie necessità e alla luce del migliore interesse della comunità lombarda. Dispone di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al proprio territorio".

    E ancora Boni: "Il modello lombardo di federalismo fiscale e lo Statuto della Regione procedono di pari passo. La cornice è rappresentata dallo Statuto mentre il quadro è il sistema lombardo di fisco federale. In questo documento il passaggio sulle competenze richieste fa da corollario allo Statuto, che è stato studiato proprio su questa richiesta". In concreto? "Dà la possibilità a ogni Regione di scegliersi il sistema migliore. Ad esempio già adesso siamo autonomi sulla sanità ma a questo punto, una volta entrata in vigore la riforma, le competenze diventeranno esclusive e non più concorrenti. In pratica ogni regione potrà decidere autonomamente come organizzare e gestire la propria sanità". Nello Statuto - spiega Boni - "le competenze ci sono sia del Consiglio sia della Giunta, sono due passaggi diversi. Insieme fanno i poteri della Regione". E infine: "Sembra una cosa stupida, ma nelle premesse dello Statuto c'è scritto 'La Lombardia è Regione autonoma' e nel termine lessicale-giuridico-tecnico c'è la chiave della possibilità di fare un sacco di cose senza aspettare il governo nazionale".

    Il governo non impugnerà lo Statuto della Regione Lombardia davanti alla Corte Costituzionale, ha assicurato il presidente del Consiglio Regionale Ettore Adalberto Albertoni ad Affaritaliani.it. "Lo Statuto della Lombardia è stato promosso a pieni voti. Non ci sono ombre - ha aggiunto -. Il nostro Statuto è passato alla grande premiando il lavoro della commissione e dell'intero Consiglio". Un lavoro che include non solo lo Statuto, secondo Albertoni, ma anche la proposta di legge al Parlamento sul federalismo fiscale e la richiesta della piena competenza su dodici materie, fra cui ambiente, beni culturali e giudici di pace. "Il pacchetto che rappresenta il modello lombardo è stato apprezzato - ha osservato Albertoni, che ha incontrato il ministro per gli Affari Regionali Raffaele Fitto -. C'è un clima favorevole per il federalismo fiscale e istituzionale di cui si parlerà nel collegato alla Finanziaria".

    http://canali.libero.it/affaritalian...ione190608.htm


    A destra dell'articolo sulla pagina web di Affari Itagliani trovate altri articoli interessanti.
    Buona lettura!

    •   Alt 

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  2. #2
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    Questo è un bordello, non federalismo. Tanto per dare il là a qualcuno per tornare indietro

  3. #3
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  4. #4
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    "Ciò vuol dire che in qualsiasi caso la disponibilità finanziaria che verrà data alle Regioni, sulla scorta dell'approvazione del federalismo fiscale, verrà gestita direttamente dall'Ente Locale senza avere più un passaggio a livello governativo", spiega ad Affaritaliani.it Davide Boni, capodelegazione della Lega Nord nella Giunta di Formigoni. In altri termini "ogni Regione può decidere senza chiedere a Roma dove mettere i propri soldi. Questa è la svolta, la chiave della riforma che rende gli Enti Locali indipendenti rispetto alle scelte strategiche centrali".
    Uhé, pistola, il federalismo fiscale si fa a partire dalla disponibilità finanziaria, definendo quali risorse e in quale misura devono rimanere sul territorio che le ha prodotte (vedi Trentino - Sud Tirlo, dove hanno progressivamente aumentato, e stanno aumentando tutt'ora, le proprie competenze grazie ad un'enorme disponibilità di risorse). La svolta non è il potere decisionale, già garantito dalla costituzione approvata (per sbaglio) dal governo dell'ulivo nel 2001, ma la disponibilità finanziaria. Su questo occorre fare battaglia.
    Qui ciurlano nel manico, non parlano più di soldi (l'80% dell'IVA trattenuta dalla regione che fine ha fatto?) ma solo di competenze, di gestione della "disponibilità finanziaria che verrà data alle regioni",
    Checche.

  5. #5
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    Il problema è che questi vogliono scientificamente introdurre un caos istituzionale per cui dare l'alibi ai centralisti meridionalisti per stroncare ogni vera ipotesi di federalismo.
    Un principio seriosarebbe stato istituire una costituente, con delegati individuati su base regionale in modo da ridistribuire le competenze alle regioni e che queste si accordassero sulle materie da concedere in gestione ad un organo federale.
    Tutto il resto sono solo minchiate e fumo negli occhi

  6. #6
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    Federalismo/ Sondaggio Swg per Affaritaliani.it: favorevole la maggioranza degli italiani. E la Lega ha superato il 10% nelle intenzioni di voto...
    Lunedí 23.06.2008 115


    La maggioranza degli italiani è favorevole alla trasformazione dell'Italia in un Paese federalista. E se si votasse oggi per il referendum sulla devolution, bocciato due anni fa, vincerebbero nettamente i sì. E' quanto emerge dai risultati dell'ultimo sondaggio realizzato dall'Swg e pubblicato in esclusiva da Affaritaliani.it. "Alla domanda molto ampia e a ombrello - 'i cittadini sono favorevoli al federalismo?' - la risposta è certamente sì", spiega il presidente dell'Swg Roberto Weber. "Dalle nostre ricerche risulta che se si dovesse rivotare oggi per il referendum del 2006, quello che bocciò la famosa devolution, ci sarebbe un netto vantaggio dei sì. I favrevoli al federalismo, sia fiscale sia istituzionale, inteso quindi come maggiore autonomia delle Regioni, sono sicuramente oltre il 50 per cento".

    Per quanto riguarda la distribuzione geografica, "i favorevoli alla riforma in senso federale sono nettamente più al Nord, con la Lombardia e il Veneto in testa. Il dato è maggiormente in equilibrio nelle regioni centrali, mentre prevale una certa contrarietà al Sud, anche se il sì sta crescendo pure nel Mezzogiorno. Il Sud gode di un trasferimento di risorse ancora significativo e si registra qualche preoccupazione nel caso in cui venisse a mancare". Per quanto riguarda il sesso, "le donne sono leggermente più restìe alla svolta federalista rispetto agli uomini". Comunque, in generale, "quella a favore di una maggiore autonomia delle Regioni è una tendenza di lungo respiro che si è interrota solo nel 2006, a causa di una caratterizzazione politica in senso stretto. Due anni fa c'era una demotivazione sul referendum dopo la sconfitta di Berlusconi alle elezioni politiche".

    Alla base del via libera della maggioranza degli italiani al federalismo c'è anche l'ottimo andamento della Lega Nord nelle intenzioni di voto. "Gli ultimissimi dati segnalano che se si rivotasse oggi il Carroccio prenderebbe più dell'8,3 per cento ottenuto in aprile (Camera). La Lega attualmente è attorno al 10 per cento, forse anche qualcosina in più. E' certamente una spinta verso il federalismo. Non solo, la fiducia nel ministro delle Riforme Umberto Bossi, che non è mai stata elevata perché molto perimetrata, ha registrato ultimamente una crescita. Il consenso della Lega è elevatissimo nelle zone dove il movimento è tradizionalmente più forte ma si sta anche allargando in altre aree del Paese. Sta scendendo dall'Emilia Romagna verso la Toscana, le Marche e l'Umbria".

    Il sondaggio Swg sul gradimento nei confronti del federalismo e sulle intenzioni di voto della Lega Nord è stato realizzato su un campione di 1.500, casi rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne in base ai parametri ISTAT di sesso, età e macro-area di residenza; metodologia C.A.T.I. e C.A.W.I., mescolata.


    http://canali.libero.it/affaritalian...voto230608.htm

  7. #7
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    Dall'articolo leggo che nel dpef sarebbe presente la delega per il federalismo fiscale.
    Come mai sui media non è finito nessun dettaglio? So che Regione Lombardia ha fatto a suo tempo una proposta (80% dell'IVA + 15% dell'irpef), ma dei contenuti del dpef non so nulla.
    Ci sono dettagli da qualche parte?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da EMPEROR DOLLAR $ Visualizza Messaggio
    Dall'articolo leggo che nel dpef sarebbe presente la delega per il federalismo fiscale.
    Come mai sui media non è finito nessun dettaglio? So che Regione Lombardia ha fatto a suo tempo una proposta (80% dell'IVA + 15% dell'irpef), ma dei contenuti del dpef non so nulla.
    Ci sono dettagli da qualche parte?

    Non saprei.
    Forse al link dell'articolo postato,sulla sua destra puoi trovare qualcosa.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da EMPEROR DOLLAR $ Visualizza Messaggio
    Dall'articolo leggo che nel dpef sarebbe presente la delega per il federalismo fiscale.
    Come mai sui media non è finito nessun dettaglio? So che Regione Lombardia ha fatto a suo tempo una proposta (80% dell'IVA + 15% dell'irpef), ma dei contenuti del dpef non so nulla.
    Ci sono dettagli da qualche parte?
    Questo articolo mi era sfuggito, io non ho davvero parole, spero di non averne inteso bene il contenuto perchè se fosse vero il programma elettorale del PDL sarebbe carta straccia e la presa in giro degli elettori colossale


    http://www.ilsole24ore.com/art/SoleO...lesView=Libero


    ITALIA
    ILSOLE24ORE.COM > Italia ARCHIVIO
    Federalismo, ora si tratta
    di Roberto Turno
    |
    6 GIUGNO 2008


    Ad annunciarlo per primo tra i governatori è stato significativamente il presidente della Lombardia e vice presidente di Forza Italia, Roberto Formigoni: sul federalismo fiscale il Governo non partirà né dal "modello Lombardia" né da quello "lumbard-leghista". Il punto di riferimento iniziale sarà il progetto elaborato poco più di un anno fa all'unanimità dalle Regioni. La promessa l'ha fatta ieri il Governo. E se Tremonti avverte che «il confronto non sarà né a Palazzo Chigi, né a Via XX Settembre, ma in Parlamento», i governatori intanto incassano la promessa di partecipare attivamente all'elaborazione del testo della rivoluzione federalista che sarà. E che potrebbe arrivare in settembre come Ddl collegato alla Finanziaria 2009, si ipotizza. Con una prima "ossatura" di federalismo grazie agli interventi sul bilancio statale che arriveranno fin dalla manovra di giugno.
    Continuano le prove tecniche di dialogo tra Governo, Regioni ed enti locali. Nel segno di un possibile patto di legislatura, stando al doppio incontro di ieri di sindaci e governatori con la delegazione di Governo guidata in prima persona da Silvio Berlusconi. Perché il Cavaliere ha aperto in pieno al confronto, garantendo che fin dalla prossima settimana scatteranno gli incontri con le autonomie, a partire dal Dpef e dalla manovra di giugno. Ma ricevendo subito più di un altolà da parte dei governatori, a cominciare dal decreto legge di taglio dell'Ici, mal digerito dai governatori che lamentano le sforbiciate a infrastrutture, trasporto pubblico locale (373 milioni) e Fas.
    Ma i nodi da sciogliere sono ancora tanti, forse troppi. Perché se il premier mette in guardia sull'andamento dei conti sollecitando tutti a far la propria parte, i governatori sulla carta accettano la sfida. Rilanciando, però: va rispettato il patto per la salute (è triennale, fino al 2009) e quello sul trasporto locale. La «strada dei patti» di legislatura, ha però confermato Raffaele Fitto (ministro delle Regioni), sarà rispettata. Bastasse alle Regioni, che dalla manovra di mezza estate temono tagli e misure assai poco gradite sul patto di stabilità, e non solo. Anche se il Governo, soprattutto in questa difficile fase complicata da una congiuntura economica in salita, al momento evita qualsiasi strappo.
    Non sono un caso le sottolineature del rappresentante dei governatori, Vasco Errani (Pd, Emilia Romagna). «Abbiamo offerto la nostra leale collaborazione. A partire dall'impostazione del prossimo Dpef e dalle misure che arriveranno a giugno e, naturalmente, sul federalismo fiscale. Sarà un confronto preventivo, ma a partire dalla spesa pubblica allargata per decidere quale strategia adottare per dare insieme risposte serie ed equilibrate».
    Quel «vediamo la spesa pubblica allargata» ha d'altra parte un senso preciso, come era emerso fin dalla mattina nella riunione riservata tra i governatori: a scanso di equivoci e di tagli improvvisi da parte dell'Economia, le Regioni mettono le mani avanti. Di interventi sulle proprie tasche non vogliono sentirne parlare. O quanto meno assai poco. L'«operazione trasparenza» sui conti, sostengono, sarà tra l'altro a "costo zero".
    Va da sé che tra i presidenti di Regione, sempre a larga maggioranza di centro-sinistra, c'è chi ufficialmente alza di più il tiro. Come Nichi Vendola (Puglia): «Bossi progetta il secessionismo fiscale». Più soft, ma il risultato non cambia, Maria Rita Lorenzetti (Umbria): «Non si comincia bene quando il Governo taglia i fondi». E anche Claudio Martini (Toscana) precisa: «La Finanziaria andrà fatta in tempi fulminei e non è chiaro come saremo coinvolti».
    Le Regioni, insomma, fanno quadrato. Fino a che resteranno davvero tutte unite. Anche se un asse inedito potrebbe offrirlo quello che da alcuni è visto come un pericoloso bypass: il dialogo serrato Pdl-Pd. «C'è il rischio che ci scavalchino», è stato detto nella riunione riservata tra i governatori. Di qui la proposta che ne è scaturita: facciamo squadra. Ieri hanno giocato tutti insieme. Domani, si vedrà.

  10. #10
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    Se anche stavolta la Lega e forza itagghia tradiscono i loro elettori in modo disgustoso, la prossima volta saranno in molti a votare RC, io per prima in prima fila, votiamo per l'unico partito che ci possa portare verso la fine di questo incubo nel tempo più rapido possibile: RC, la nostra sola speranza, l'unica forse che non tradirà i suoi elettori.
    A cominciare dalle amministrative

 

 
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