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    Salva liste, Iervolino: Possibile un ricorso per annullamento del voto

    14 aprile 2010

    * Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani:



    “Prendo atto che ieri il Parlamento non ha convertito il decreto legge n. 29 del 2010 c.d. "salva liste" e che, dunque, le norme in esso contenute non sono più presenti nell'ordinamento e, anzi, come prevede la Costituzione, è come se non fossero mai esistite. Questa situazione di fatto espone il procedimento elettorale per le elezioni regionali del Lazio ad un vizio sopraggiunto nella misura in cui le norme del DL abbiano allora costituito il presupposto per il concreto svolgimento delle procedure elettorali. In particolare, la norma che prevedeva la riduzione da 45 a 6 dei giorni prima del voto entro i quali i Sindaci del Lazio avrebbero dovuto affiggere gli elenchi dei candidati e le liste, è stata alla base del rigetto della richiesta di rinvio delle elezioni operata da Sgarbi e rigettata dalla Regione Lazio. Occorre dunque una verifica giuridica e politica al fine di valutare se un eventuale ricorso per chiedere l’annullamento del voto possa avere un esito positivo.” :: Radicali.it ::

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    Grande hefico:

  3. #3
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    Regione Lazio, Iervolino: La coalizione "Dio, Regione e famiglia" è un lontano ricordo

    26 aprile 2010

    * Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani:


    La coalizione “Dio, Regione e famiglia”, che ha vinto le ultime elezioni regionali del Lazio, è già un lontano ricordo. La loro presunta moralità si frantuma al primo ostacolo, non hanno litigato su questioni importanti come la sanità, i rifiuti ed il lavoro, ma sulla spartizione dei posti in Giunta. La Polverini, durante tutta la campagna elettorale, ha sponsorizzato il proprio schieramento politico parlando di “alti valori”, non c’è che dire, li stiamo iniziando a vedere…”

  4. #4
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    Regione Lazio, Iervolino: Ristabilire la verità

    28 aprile 2010

    * Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani


    “La campagna elettorale è finita ed è giunta l’ora di ristabilire la verità. Per questo chiedo ai dissidenti del Pdl di rendere pubblico il vero motivo della mancata presentazione della lista in Provincia di Roma. I loro dirigenti, rasentando il ridicolo, diedero la colpa ai radicali “violenti”, allo scopo di coprire la lotta tra correnti che, dopo la formazione della giunta Polverini, è sotto gli occhi di tutti.

  5. #5
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    Regione Lazio, Iervolino: Solo il maggioritario può garantire le altre province del Lazio

    3 maggio 2010

    * Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani


    “La polemica tutta interna al Pdl, in merito alla mancanza di un assessore della Provincia di Frosinone nella giunta Polverini, nasconde un problema reale che, negli anni, le forze politiche presenti alla Pisana non hanno mai voluto risolvere. Basta vedere il numero dei seggi assegnati alle cinque province del Lazio per capire che c’è un forte squilibrio a favore di Roma. Prima di avventurarsi in iniziative secessioniste, sarebbe il caso di ragionare seriamente sul come garantire, a partire dalla composizione del consiglio regionale, una adeguata rappresentanza di tutti i territori. Questo è possibile solo attraverso il sistema maggioritario con collegi uninominali, infatti, partendo dalla divisione dei collegi già prevista con il Mattarellum, e nel rispetto dell’ art. 4 della legge n 165 del 2004 che, a seconda dei casi, comporterebbe un premio “di maggioranza o di “minoranza, il “peso” di Roma sarebbe ridotto. Tale riforma avrebbe anche il merito di far diminuire radicalmente i costi della candidatura e accentuerebbe il legame territoriale del candidato con il proprio collegio. Questa è una sfida riformatrice che, prima di tutto, il Pd del Lazio dovrebbe avere il coraggio di raccogliere, per costruire insieme, e da subito, una alternativa credibile alla Giunta Polverini.”

  6. #6
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    LA PERDITA DEI POTERI
    Comunicati Stampa
    Mercoledì 16 Giugno 2010 10:23

    di Massimiliano Iervolino membro della giunta di Radicali Italiani. (testo integrale dell’articolo pubblicato mercoledì 16 giugno su Cinque Giorni, free press distribuito a Roma e Provincia)



    Da diversi decenni i radicali denunciano il mancato rispetto dello stato di diritto nel nostro Paese. Quello che sta avvenendo in Regione Lazio non è altro che un ulteriore capitolo (da scrivere!) della “peste italiana”, documento che, prima delle ultime elezioni europee, i radicali hanno voluto redigere per denunciare lo sfascio sessantennale della nostra democrazia. Da circa due mesi la Polverini è stata proclamata Presidente della Regione Lazio, e oggi – si può già affermare senza paura di essere smentiti – c’è in atto una brusca accelerazione rispetto al depauperamento delle funzioni statutarie di un consiglio regionale che, in questo momento di forte crisi economica e sociale, non viene minimamente messo in condizione di dare il proprio contributo. La manovra varata dal Governo, i dodici decreti commissariali sulla sanità, la situazione allarmante sui rifiuti e l’annoso problema dei trasporti, sono solo alcuni degli argomenti che, nel rispetto della separazione tra il potere legislativo e quello esecutivo, richiederebbero un confronto serrato tra maggioranza e opposizione. Si continua invece a percorrere una strada storicamente bipartisan che prevede l’annullamento delle funzioni dell’eletto.

    Sulla sanità, materia che assorbendo più del 70% del bilancio regionale è considerata la più importante delega affidata alle regioni, il nostro Consiglio non ha nessun potere. Il regime commissariale vigente nel Lazio non consente agli eletti la presentazione e la discussione di proposte di legge, il piano di rientro in materia sanitaria non è soggetto a nessun voto, i cittadini non possono intervenire con gli strumenti di democrazia diretta e le associazioni di categoria non possono contribuire con le loro istanze. Non voglio entrare nel merito dell’appropriatezza dello strumento commissariale, ma è fuor di dubbio che vedere un Consiglio regionale impoverito dei propri poteri, rispetto alla delega più importante, dovrebbe portarci quantomeno ad una seria riflessione, tenendo bene in mente quanto costa al cittadino la macchina burocratico-amministrativa del Consiglio regionale. Ma c’è di più: sui dodici decreti commissariali firmati dalla Polverini, agli eletti non è stato riconosciuto neanche il diritto di parola, infatti la Presidente non ha ritenuto necessario illustrarli in Aula. Fermo restando quanto detto sopra, è davvero paradossale non convocare almeno un consiglio straordinario sulla sanità, utile sia per ascoltare le proposte di maggioranza e opposizione, sia per rendere pubbliche e trasparenti le decisioni contenute all’interno dei provvedimenti commissariali. Purtroppo le scelte sono state unilaterali, il dibattito istituzionale non c’è stato ed i cittadini subiranno queste norme senza esserne correttamente informati.

    Come se tutto ciò non bastasse ci si è messo di mezzo anche il Tar. Alla perdita dei poteri del Consiglio regionale, dovuta al commissariamento sulla sanità, ora bisogna aggiungere anche l’incertezza sull’effettivo numero dei consiglieri regionali. Infatti la decisione del Tribunale Amministrativo Regionale sulla materia, prevista per il 10 giugno, è stata rinviata al 16 settembre 2010. Questa irresolutezza ha come conseguenza un ulteriore immobilismo dell’assemblea degli eletti, in quanto le decisioni eventualmente assunte potrebbero essere inficiate dalla presenza di tre consiglieri di troppo e diventare oggetto di eventuali ricorsi, che potrebbero annullare le leggi approvate.

    E’ da almeno quindici anni che le assemblee elettive di comuni, provincie e regioni hanno perso il loro potere di indirizzo e di controllo, ormai la vita di un ente locale è decisa dalla giunta. Il disfacimento delle funzioni degli eletti è imputabile a entrambi gli schieramenti politici, ed ha come grave conseguenza – ma non unica – la mancata crescita di una classe dirigente degna di questo nome. Tutto questo è ancora più evidente se teniamo bene in mente quello che sta accadendo in Regione Lazio a due mesi dall’insediamento della Polverini: in questo momento di forte crisi economica, in cui da quanto si apprende dovrebbero essere proprio le regioni a pagare il prezzo più alto, il consiglio regionale si è riunito solo un paio di volte, quando piuttosto sarebbe necessaria una convocazione quasi ad oltranza. Ci troviamo invece a dover constatare che l’assemblea viene ulteriormente espropriata delle proprie funzioni. Questo avviene mentre il dibattito all’interno del centrodestra è incentrato su come rendere possibile l’ingresso dell’Udc nella giunta, e l’opposizione si riunisce unicamente per trovare l’accordo sulle presidenze delle commissioni che gli spettano, ritenendo probabilmente inutili gli incontri atti a discutere su come rendere più efficace ed unitaria la propria azione politica.

    La Regione Lazio ha bisogno di un nuovo statuto che innanzitutto preveda la non contemporaneità dell’elezione del Presidente e dei consiglieri regionali. Andrebbero inoltre rinforzati i poteri delle opposizioni e resi reali quelli degli organi di garanzia che, ad oggi, esistono solo sulla carta. Molto probabilmente il ruolo delle assemblee elettive è poco sentito dall’opinione pubblica, ma a mio avviso è urgente, a partire dal Lazio, introdurre questo tema all’interno dell'agenda politica. Il federalismo fiscale è all’ordine del giorno nel dibattito politico nazionale, ma senza un vero federalismo politico anche la giusta riforma fiscale corre il rischio di essere inappropriata. Per dare un vero potere alle regioni (e ai territori!) è urgente intervenire sulle materie condivise, predisporre statuti regionali che prevedano la netta separazione tra il potere legislativo e quello esecutivo, e riformare in senso maggioritario la legge elettorale. Questa è la sfida per un vero federalismo!

  7. #7
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    Lazio/Consultori, Iervolino: una proposta di legge aberrante
    Comunicati Stampa
    Venerdì 18 Giugno 2010 14:28

    Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro di giunta di Radicali Italiani



    “La proposta di legge a prima firma Olimpia Tarzia inerente alla “riforma e riqualificazione dei consultori familiari” che, tra le altre cose, è stata sottoscritta anche da alcuni consiglieri del Partito Democratico, è aberrante. Qualora venisse approvata ci troveremmo di fronte ad un attacco, senza precedenti, alla libertà individuale. Dopo l’emanazione delle linee guida sulla Ru486, nei prossimi giorni tenteranno in tutti i modi di ratificare questa proposta di legge, i contenuti di questi due provvedimenti hanno come unico obiettivo l’annullamento dei diritti delle donne all'autodeterminazione, alla sessualità consapevole e alla procreazione responsabile. Mi auguro che tutta l’opposizione si mobiliti per respingere con forza questo testo, non si possono rimettere in discussione tutte le grandi conquiste civili del nostro Paese.”

  8. #8
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    Rifiuti, Iervolino: Alemanno vuole bruciare il tal quale
    Comunicati Stampa
    Martedì 22 Giugno 2010 17:21

    Dichiarazione di Massimiliano Iervolino membro di giunta di Radicali Italiani



    “In merito alle dichiarazioni di Alemanno, rilasciate a margine dell'audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo dei rifiuti, vorrei ricordare che è la direttiva 31/1999 dell’Unione Europea a stabilire che in discarica possono entrare solo rifiuti pretrattati cioè quelli depurati dalla raccolta differenziata. Purtroppo il Governo italiano l’ha applicata solo nel 2005 e, come spesso accade nel nostro Paese, nei successivi cinque anni è stata bypassata per via di proroghe annuali generalmente contenute nelle leggi finanziarie. L’anomalia di Malagrotta è anche questa, si permette di scaricarci il tal quale. Nel documento regionale di programmazione per l’anno 2010 (a proposito che fine ha fatto?), era prevista, per la prima volta, la quantità minima (1.300.000 t.) di rifiuto trattato da conferire nella discarica di più grande d’Europa, un piccolo segnale di rientro nella legalità. Ma le ultime dichiarazioni di Alemanno vanno nel senso opposto e confermano la sua “idea” sul ciclo dei rifiuti: sostituire una discarica tal quale con un inceneritore tal quale, alla faccia delle direttive europee e delle leggi vigenti.”

  9. #9
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    Zaccai, Iervolino (Radicali): "Doppia morale di certa classe politica"
    Comunicati Stampa
    Giovedì 01 Luglio 2010 16:15

    (L'UNICO) " La vicenda del consigliere provinciale del Pdl ricoverato in stato confusionale all'alba di oggi, dopo che aveva partecipato a un festino a base di cocaina e sesso, è l’ennesima dimostrazione dell’ipocrisia dei politici 'Dio, Patria e Famiglia' "



    E' quanto dichiara Massimiliano Iervolino, membro di giunta dei Radicali Italiani, riguardo alla vicenda che ha visto protagonista il consigliere provinciale del Pdl, Pier Paolo Zaccai.

    "Di giorno professano i valori del Family day, della morale cattolica e del proibizionismo sulle droghe - prosegue Iervolino - mentre la notte vivono di pura trasgressione." " La doppia morale è una delle cause della crescente sfiducia dei cittadini verso la politica, purtroppo a certa classe dirigente questo non interessa - conclude l'esponente dei Radicali - l’importante è poter baciare la mano del Papa una volta l’anno."

  10. #10
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    SANITA’ NEL LAZIO, L’OPERAZIONE VERITA’ DEI RADICALI
    Comunicati Stampa
    Mercoledì 07 Luglio 2010 10:14

    Europa pag. 9. di Massimiliano Iervolino, membro di giunta di Radicali Italiani.





    Durante l’ultima campagna elettorale ho avuto l’onore e l’onere, insieme all’immenso Gianfranco Spadaccia, di coordinare la stesura del programma di Emma Bonino. Delicatissimo compito, dal momento che era nota a tutti la precarietà in cui si trovavano – e si trovano ancora – i conti della Regione Lazio. A questa difficoltà si aggiungeva la crisi finanziaria globale che prima o poi, in mancanza di riforme strutturali, avrebbe colpito anche il nostro Paese. Ne è la più chiara dimostrazione la manovra economica varata in questi giorni dal Governo, che lede con durezza la stabilità economica delle regioni. Consci di questo, ed “armati” di senso di responsabilità, scegliemmo anche in campagna elettorale la strada della verità, scontrandoci con la demagogia dello schieramento di centro-destra, che giorno dopo giorno non faceva altro che promettere tutto a tutti. Per la scrittura del programma dedicammo moltissimo tempo al settore sanitario, per questo tenemmo numerosi incontri con associazioni e sindacati di categoria, medici e operatori del settore, nonché vertici apicali di strutture pubbliche e convenzionate. Eravamo convinti, e lo siamo tuttora, che una vera Riforma sanitaria doveva superare la logica quantitativa fin qui bipartisan – ovvero maggiore contenimento e più tagli – che ancora oggi è subordinata alle esigenze delle strutture esistenti, anziché essere commisurata ai bisogni reali di salute dei cittadini. La nostra intenzione era di riportare questi bisogni al centro delle scelte e della programmazione sanitaria, operando affinché le strutture si attrezzassero per corrispondere a queste necessità e non viceversa. Per portare avanti questo disegno, qualora avessimo vinto, avremmo avviato da subito una grande “operazione verità”, cominciando dall’elaborazione dei dati dell’Asp: l'iniziativa sarebbe stata utile per conoscere la reale domanda di salute dei cittadini nel Lazio che, incrociata con l’offerta sanitaria regionale, ci avrebbe permesso di intervenire per annullare le disfunzioni del sistema. La nostra voleva essere una strategia alternativa rispetto a quella dei tagli lineari, sposata anche dalla Poverini: l'intenzione era di partire dalle istanze dei malati per comprendere quanto, dove e come organizzare e riformare le strutture sanitarie del Lazio.



    Iniziando dall’“operazione verità”, dati alla mano, si voleva aprire una discussione vera insieme ai medici, agli addetti ai lavori, alle organizzazioni sindacali e alle associazioni di difesa dei cittadini, convocando per la prima volta nella nostra Regione gli Stati generali della Sanità. La partecipazione di tutti poteva essere il valore aggiunto: i cittadini avevano ed hanno il diritto di conoscere in maniera approfondita la situazione dei conti e le riforme che avremmo voluto proporre. Siamo sempre stati convinti che dove non c’è informazione e dibattito ogni possibile cambiamento può apparire come un qualcosa di inutile e dannoso.

    Purtroppo la Polverini ha scelto un’altra strada: in qualità di commissario ad acta ha emanato i decreti senza nessun confronto, né con gli addetti ai lavori, né con la propria maggioranza. Inoltre non ha ritenuto importante illustrare i provvedimenti in aula consiliare, esautorando gli eletti anche del diritto di parola. Il comportamento della Presidente della Regione Lazio va nella direzione opposta a quello che avremmo tenuto noi, sia nel metodo che nel merito, infatti non va dimenticato che la Polverini durante la campagna elettorale dichiarava che non avrebbe tagliato nessun posto letto e che avrebbe diminuito, entro i primi 100 giorni di governo, le aliquote Irpef ed Irap. Purtroppo, come tutti sappiamo, la realtà è ben diversa.

 

 
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